Con la proposta di una “Carta della dirigenza”, l’ANP spinge a estendere strumenti di formazione e sviluppo professionale anche al ruolo di Dirigente scolastico. L’obiettivo è garantire aggiornamento continuo in un contesto normativo e tecnologico in rapida evoluzione. Se sei Dirigente, Docente o ATA, continua a leggere per capire cosa fare ora e quali azioni concrete mettere in agenda.
Cosa cambia per la formazione: estensione della Carta e strumenti dedicati
In questa prospettiva, L’ANP chiede la “Carta del Dirigente” per formazione, studio e ricerca come riferimento chiaro e condiviso per l’intera comunità scolastica. Estendere la formazione alla dirigenza significa spostare l’attenzione dalla mera gestione operativa a un modello di apprendimento continuo che integra governance, sviluppo organizzativo e innovazione didattica con l’esercizio concreto della ricerca educativa.
Gli obiettivi chiave sono quelli di assicurare una leadership capace di guidare la scuola in contesti di cambiamento, di favorire una gestione della conoscenza che colleghi pratica e studio, e di costruire una cultura della valutazione e della sperimentazione. La Carta della dirigenza deve diventare uno strumento di pianificazione, non solo un principio etico: una bussola che orienta percorsi formativi, investimenti e scelte strategiche all’interno del PTOF e del territorio.
- Allineare i fabbisogni formativi della dirigenza e del team di staff con gli obiettivi educativi dell’istituto e con le esigenze reali del territorio.
- Definire percorsi modulari di aggiornamento in governance, sicurezza, gestione delle risorse, innovazione didattica e valorizzazione della ricerca educativa.
- Introdurre strumenti di gestione e monitoraggio per rendicontare i risultati e valutare l’efficacia dei percorsi formativi.
- Stabilire fonti di finanziamento dedicate e percorsi di cofinanziamento con enti territoriali, università o reti di ricerca, in linea con le indicazioni regionali/mist delle politiche scolastiche.
- Coinvolgere stakeholders territoriali e OO.SS per assicurare coerenza con PTOF,quialità dell’offerta formativa e risposte ai bisogni del territorio.
Per strumenti e risorse dedicate, è utile prevedere:
- Modello di piano formativo triennale per la dirigenza, con obiettivi misurabili, costi stimati e indicatori di successo.
- piattaforme e spazi di apprendimento che facilitino formazione, studio e condivisione di buone pratiche tra scuole e reti territoriali.
- protocolli di ricerca-azione per integrare progetto pilota, raccolta dati e disseminazione delle esperienze.
È fondamentale prevedere un sistema di monitoraggio continuo: bilanci, report semestrali, indicatori di impatto sulla governance, sulla continuità didattica e sui risultati degli studenti. La Carta del Dirigente deve quindi accompagnarsi a strumenti concreti di valutazione e rendicontazione, in modo da trasformare l’investimento in crescita professionale reale e sostenibile.
- Costruire un Comitato di Formazione Dirigenziale che coordini bisogni, percorsi e risorse.
- Redigere una bozza di piano formativo triennale integrato al PTOF e alle linee di finanziamento disponibili.
- Valutare scenari di finanziamento e definire un budget dedicato, informando il Consiglio di Istituto e le OO.SS.
- Avviare progetti pilota in collaborazione con enti culturali, musei, atenei o reti di ricerca per sperimentare approcci innovativi.
- Avviare una consultazione interna permanente per aggiornare i percorsi in base ai feedback e agli cambiamenti normativi.
Questo orizzonte rende la formazione una leva reale di miglioramento della qualità della governance, della continuità educativa e della valorizzazione del merito professionale. La Carta della dirigenza, come strumento condiviso, può diventare patrimonio comune dell’istituzione e punto di riferimento affidabile per famiglie, territorio e lavoro educativo.
FAQs
Carta del Dirigente: cosa cambia per formazione, studio e ricerca e come chiederla subito
È una cornice di formazione continua per la dirigenza scolastica che integra governance, sviluppo organizzativo e innovazione didattica; funge da riferimento comune dentro PTOF e territorio per guidare percorsi formativi e investimenti.
Mappare i fabbisogni formativi della dirigenza e dello staff, preparare una proposta formale con obiettivi e costi, definire una bozza di piano triennale, presentarla al Consiglio di Istituto e alle OO.SS e avviare contatti con l'Ufficio Scolastico Regionale; avviare una consultazione interna permanente.
Dirigente e team dirigenziale; Docenti e ATA; stakeholder territoriali (musei, enti culturali) e OO.SS; coordinare il processo con il PTOF e le esigenze del territorio.
Modello di piano formativo triennale con obiettivi, costi e indicatori; piattaforme di apprendimento e condivisione; protocolli di ricerca-azione; monitoraggio tramite bilanci, report semestrali e valutazione dell’impatto, con adeguata rendicontazione.
Draft iniziale entro 60 giorni dall’avvio; definizione del piano entro 90 giorni; accordo di massima con l’AS entro 120 giorni; avvio dei percorsi pilota entro 180 giorni.