Chi: la Gilda degli Insegnanti e il suo rappresentante Vito Carlo Castellana; cosa: si è discussa la situazione della scuola e delle normative; quando: 11 marzo 2026; dove: presso il Centro Congressi Frentani; perché: evidenziare criticità e chiedere cambiamenti rispetto a temi come la Carta Docente e la mobilità
- Castellana critica la Carta Docente come umiliante
- Non firma sulla mobilità come simbolo di disagio
- Discussione su contratti e risorse economiche
- Riflessioni sulla riforma degli Istituti Tecnici
- Invito a sindacati e istituzioni a migliorare le condizioni
Il senso dell'assemblea e le dichiarazioni di Castellana
L'assemblea nazionale della Gilda degli Insegnanti, tenutasi l'11 marzo 2026 presso il Centro Congressi Frentani, ha visto la partecipazione di rappresentanti sindacali e coordinatori provinciali, con l'obiettivo di analizzare la situazione attuale del comparto scuola in Italia. Vito Carlo Castellana, coordinatore nazionale, ha aperto i lavori evidenziando le principali criticità, tra cui la controversa questione della Carta Docente e il tema della mobilità del personale.
Castellana ha espresso forte delusione e critica verso la Carta Docente, descrivendola come "umiliante" perché il metodo di calcolo del bonus attribuito ai docenti si basa su meccanismi ragionieristici e non tiene conto dell'inflazione o dei reali aumenti salariali. Per il rappresentante sindacale, una soluzione più equa sarebbe stata quella di aumentare direttamente gli stipendi, eliminando il bonus. La frase di Castellana rappresenta un simbolo delle molte cose che, secondo il sindacato, non funzionano nel sistema scolastico.
Inoltre, Castellana ha sottolineato come anche la mobilità del personale, autorizzata nel nuovo Contratto Nazionale 2025-2028 ma in certa misura rifiutata dalla Federazione Gilda Unams, rappresenti il disagio degli insegnanti e il fallimento delle politiche di riforma. La decisione di non firmare il contratto sulla mobilità viene interpretata come un atto simbolico di protesta, volto a evidenziare le criticità del settore.
Politiche contrattuali e risorse economiche
Nel corso dell'assemblea è stato affrontato anche il tema delle risorse economiche destinate ai docenti. Castellana ha annunciato che nel nuovo contratto sono state già stanziate risorse compatibili con un aumento di circa 150 euro lordo mensile, equivalenti a circa il 5,4%, ma ha manifestato prudenza riguardo alle prospettive future. Teme infatti le tensioni internazionali e le incertezze economiche globali, che potrebbero influire sulla possibilità di ulteriori aumenti.
Il sindacalista ha criticato il sistema di contrattazione attuale, sostenendo che presenta limiti e non permette di garantire risorse adeguate a scuola. Castellana propone di sviluppare un'area contrattuale specifica per il personale scolastico, separandola dal pubblico impiego generale, come avvenuto per i dirigenti scolastici, al fine di migliorare il riconoscimento della professionalità e delle condizioni economiche degli insegnanti e del personale ATA.
Critiche alla Carta Docente e alle riforme in atto
Uno dei temi più caldi emersi dall'assemblea riguarda la Carta Docente, ritenuta da Castellana una misura "offensiva e umiliante". Il bonus di circa 383 euro, infatti, viene calcolato con metodi che penalizzano i docenti, senza considerare l'inflazione o un reale incremento salariale. Il rappresentante sindacale avrebbe preferito che queste risorse venissero integrate completamente nello stipendio.
In tema di riforme, Castellana si è scagliato contro le modifiche agli Istituti Tecnici, accusandole di aver ridotto le ore di insegnamento di materie fondamentali come Italiano e Geografia, in modo "vergognoso". Per lui, la filosofia 4+2, che prevede quattro anni di corso più due di formazione professionale, favorisce i privati, penalizza le discipline umanistiche e indebolisce l'educazione civica e culturale dei giovani.
Il gesto di non firmare sulla mobilità come simbolo di protesta
Il coordinatore Castellana ha commentato la firma del contratto sulla mobilità 2025-2028, sottoscritto da tutti i sindacati tranne la Gilda, che ha deciso di non firmare. Questa scelta è interpretata come un gesto simbolico di disapprovazione e di denuncia delle criticità presenti nel settore. Castellana ha sottolineato come l'assenza di adesione rappresenti una presa di posizione forte, che invita le altre sigle a mobilitarsi per difendere la scuola pubblica statale e impedire la frammentazione delle risposte alle esigenze del personale.
Da questa assemblea emerge la volontà di evidenziare le falle del sistema scolastico e di pretendere un cambiamento reale, che restituisca dignità e condizioni adeguate agli insegnanti e a tutto il personale scolastico.
Conclusioni e prospettive future
Le analisi e le assertive dell'Assemblea Nazionale Gilda e di Castellana evidenziano un settore in fermento, consapevole delle proprie problematiche e desideroso di cambiamenti concreti. La firma sulla mobilità, rifiutata come atto simbolico, sottolinea la disillusione del corpo insegnante rispetto alle recenti politiche e normative adottate, rivelando una crescente frustrazione per le continue criticità irrisolte nel sistema scolastico. È evidente che gli insegnanti chiedono azioni concrete e un'attenzione reale alle esigenze del personale docente, oltre a una revisione delle condizioni di lavoro e delle progettualità di sviluppo professionale. Le dichiarazioni di Castellana e le decisioni dell'assemblea rappresentano un segnale forte di mobilitazione e di richiesta di dialogo tra le parti. In prospettiva futura, è auspicabile che le istituzioni scolastiche e il governo prendano atto di questa volontà di cambiamento, instaurando un confronto costruttivo volto alla definizione di riforme più eque e sostenibili, che riconoscano il valore del lavoro degli insegnanti e mirino a migliorare la qualità dell'istruzione pubblica. Solo attraverso un coinvolgimento reale e una collaborazione condivisa sarà possibile raggiungere risultati significativi e affrontare efficacemente le sfide del settore educativo.
FAQs
Assemblea nazionale Gilda: Castellana denuncia la Carta Docente e la mobilità come simboli di malcontento
Castellana ha criticato il metodo di calcolo del bonus, che penalizza i docenti senza considerare inflazione o aumenti reali, rendendola un sistema umiliante e insoddisfacente.
Il rifiuto rappresenta una protesta simbolica contro le criticità del sistema di mobilità e un segnale di disapprovazione verso le recenti politiche delle istituzioni scolastiche.
Sono state stanziate risorse equivalenti a circa 150 euro lordo mensile, pari a circa il 5,4%, anche se Castellana ha espresso prudenza riguardo alle future possibilità di aumenti.
Perché il bonus viene calcolato con metodi che penalizzano i docenti e non considerano l'inflazione o un reale incremento salariale.
Le riforme hanno ridotto le ore di insegnamento di materie fondamentali come Italiano e Geografia, favorendo i privati e indebolendo l'educazione civica e culturale.
Perché rappresenta un atto simbolico di protesta contro le criticità del settore e una richiesta di attenzione alle condizioni del personale scolastico.
Analizzare le criticità del sistema scolastico, evidenziare le ingiustizie e richiedere cambiamenti concreti per migliorare le condizioni degli insegnanti e del personale.
Chiedere un riconoscimento economico più adeguato, riforme strutturali e un coinvolgimento reale da parte delle istituzioni per migliorare le condizioni di lavoro degli insegnanti.