Un’indagine dell’Osservatorio Monitoring Democracy (Università Bocconi) con SWG fotografa il benessere psicologico percepito a scuola in Italia e aggiorna il tema con la pubblicazione del 20 marzo 2026, evidenziando un divario di fiducia tra studenti e adulti Tra i giovani, il 35,7% ritiene che la scuola non dedichi attenzione emotiva e relazionale mentre il 30,3% indica il supporto psicologico come misura più efficace per prevenire violenze con coltelli e oggetti pericolosi Il 51% dei 18-24enni descrive il malessere come molto diffuso, segnalando che l’ascolto non è ancora percepito come presidio.
Supporto psicologico e benessere emotivo: percezioni e prevenzione nel 2026
Tabella di Sintesi
| Elemento Chiave | Dettaglio / Impatto |
|---|---|
| Attenzione al benessere emotivo | Il 35,7% dei giovani indica nessuna attenzione; 18% tra i 45-64enni. |
| Malessere psicologico percepito come molto diffuso | 51% (18-24) lo giudica molto diffuso; 38,5% negli adulti. |
| Supporto psicologico come misura anti-violenza | 30,3% lo vede come misura più efficace per contenere episodi con coltelli o oggetti pericolosi; 17,5% tra 45-64. |
| Gap scuola-studenti | La richiesta di ascolto è più alta nei giovani, segno di percezione di assenza e disallineamento comunicativo. |
| Indicazione per l’organizzazione scolastica | Rendere strutturali canali di ascolto e presa in carico, collegandoli ai protocolli di prevenzione già attivi. |
Il35,7%dei giovani percepisceassenzadi attenzione emotiva. Il30,3%indica ilsupporto psicologicocome misura prioritaria per prevenire episodi concoltellie oggetti pericolosi.
Benessere psicologico deve diventare prevenzione relazionale. Senza raccordi la scuola resta percepita come assente.
La rilevazione non misura solo l’offerta reale, ma la percezione di accessibilità e continuità: se l’ascolto è sporadico, il benessere psicologico non diventa prevenzione strutturale. Per tradurre la preferenza per il supporto psicologico in pratica, gli istituti dovrebbero inserire nel PTOF un modello di presa in carico e collegare le misure delle Linee di indirizzo sul bullismo e cyberbullismo a percorsi di de-escalation con raccordo a ASL e servizi sociali.
- Sportelli con accesso trasparente, tempi certi e continuità del caso
- Segnalazione formalizzata per evitare gestione ex post e chiudere il cerchio con i servizi territoriali
- Formazione mirata su de-escalation e gestione delle crisi per docenti e personale
- Educazione socio-emotiva e lavoro sul clima di classe per prevenire l’escalation
- Supporto anche ai docenti, con strumenti e consulenza sui casi complessi
Implicazioni Pratiche per il personale dalla presa in carico alla burocrazia
Per i docenti aumenta il lavoro su procedure e iter di segnalazione, con più documentazione e coordinamento: meno interventi “a caso”, più tutela anche per chi opera a scuola.
Per ATA e segreterie cresce la tracciabilità e la gestione delle comunicazioni con le famiglie, con impatti su burocrazia e, in modo indiretto, su incarichi e compensi accessori collegati a formazione e responsabilità, senza cambiare automaticamente la busta paga base.
FAQs
Benessere psicologico a scuola: 35,7% dei giovani non vede attenzione e 30,3% punta sul supporto per prevenire coltelli e oggetti pericolosi
Secondo l'indagine, il 35,7% dei giovani ritiene che la scuola non dedichi attenzione emotiva; tra gli 18-24enni il malessere è descritto come molto diffuso dal 51% della fascia.
Rendere strutturali i canali di ascolto e presa in carico, inserirli nel PTOF e collegare le misure di bullismo e cyberbullismo a percorsi di de-escalation con raccordo a ASL e servizi sociali.
Sportelli con accesso trasparente, segnalazione formale, formazione su de-escalation, educazione socio-emotiva e supporto anche ai docenti.
La rilevazione mostra che l'ascolto deve essere continuo; se l'ascolto è sporadico, il benessere non diventa prevenzione strutturale. Integrare l'ascolto in percorsi concreti e collegarlo a protocolli con ASL e servizi sociali è cruciale.