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Nuova classificazione dei comuni montani: in Gazzetta Ufficiale il DPCM con 3.715 enti benefici

Nuova classificazione dei comuni montani: in Gazzetta Ufficiale il DPCM con 3.715 enti benefici

Il 20 febbraio 2026 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che ridefinisce i comuni montani italiani, con un aggiornamento che coinvolge 3.715 enti. Chi sono interessati, quali sono i nuovi criteri adottati e cosa comporta questa revisione? La normativa si applica a Regione, Province e Comuni e rappresenta un passo importante nell’ottica di un uso più oggettivo delle classificazioni territoriali.

  • Nuovo DPCM pubblicato ufficialmente in Gazzetta Ufficiale
  • Revisione dei criteri di classificazione basata su parametri geomorfologici
  • Diminuzione di enti classificati come montani rispetto alle precedenti definizioni
  • Applicazione delle nuove regole dalla legge n. 131/2025
  • Definizione di future agevolazioni socio-economiche e territoriali

Deliberazione e pubblicazione ufficiale

La deliberazione e la pubblicazione ufficiale rappresentano passaggi fondamentali nel processo di attuazione della nuova classificazione dei comuni montani. Con la pubblicazione del DPCM sulla Gazzetta Ufficiale n. 42 del 20 febbraio 2026, il governo ha ufficializzato l’elenco dei 3.715 enti locali ammessi ai benefici previsti dalla normativa. Questa pubblicazione garantisce che tutte le istituzioni, le regioni e i cittadini siano formalmente informati circa le nuove definizioni e i criteri introdotti. La pubblicazione è anche un importante atto di trasparenza e di legalità, che permette di consolidare e rendere operative le norme approvate.

Inoltre, il processo di pubblicazione ha coinvolto diversi passaggi burocratici e consultivi. Dopo l’approvazione definitiva da parte del Consiglio dei Ministri, il testo è stato sottoposto alla fase di pubblicazione ufficiale, che ne garantisce l’efficacia giuridica e amministrativa. Prima di diventare pienamente operativo, il decreto ha ricevuto anche il parere favorevole della Conferenza Unificata, elemento essenziale per assicurare la condivisione tra le diverse componenti istituzionali coinvolte.

Questa formalità di pubblicazione rappresenta il punto di partenza per l’attuazione concreta della nuova classificazione. Le amministrazioni locali e le regioni potranno ora adottare le misure di supporto e i benefici previsti, come incentivi economici e agevolazioni fiscali, in conformità a quanto sancito dal decreto. La pubblicazione ufficiale, inoltre, consente di avviare eventuali eventuali aggiornamenti o modifiche successive, garantendo che l’intero processo normativo sia trasparente, verificabile e conforme alle norme dello Stato italiano.

Criteri di classificazione adottati nel DPCM

La Nuova classificazione dei comuni montani, introdotta con il DPCM pubblicato in Gazzetta Ufficiale, si basa su criteri più oggettivi e standardizzati rispetto alle precedenti definizioni, che spesso si affidavano a soglie poco chiare o a valutazioni soggettive. Questi criteri hanno l’obiettivo di garantire una classificazione più equa e trasparente degli 3.715 enti ammessi ai benefici previsti dalla normativa. Tra le principali novità, uno dei parametri fondamentali è che almeno il 20% della superficie comunale deve trovarsi a un’altitudine superiore ai 600 metri. Questo requisito permette di individuare territori caratterizzati da condizioni montane di rilievo. Un altro criterio importante riguarda le pendenze del territorio: almeno il 25% di quest’ultimo deve presentare pendenze maggiori del 20%, ad indicare un territorio con caratteristiche morfologiche che ne definiscono l’alta complessità. Inoltre, si considera l’altitudine media del comune, che se supera i 350 o 400 metri, permette di qualificare un territorio come montano in modo oggettivo. La normativa prevede anche criteri per i comuni confinanti con aree già classificate come montane, consentendo a queste comunità di ottenere la qualifica di montano qualora soddisfino condizioni di altitudine e contiguità specifiche. Tali criteri costituiscono un baluardo importante per una classificazione più omogenea, utile anche per l’assegnazione di risorse e benefici rivolti ai territori montani.

Criteri per comuni confinanti e modifiche regionali

Per i territori limitrofi a aree montane, il decreto prevede che un comune con altitudine media pari o superiore a 200 metri possa essere considerato montano se confina esclusivamente con enti già qualificati come montani o con Stati esteri. È importante sottolineare che alcune regioni come la Sardegna avevano richiesto l’inserimento di parametri più complessi, inclusivi di aspetti socio-economici e di accessibilità, ma il Governo ha confermato l’adozione dei criteri esclusivamente geomorfologici per questa fase.

Impatto della nuova classificazione sui comuni italiani

L’adozione del nuovo DPCM ha portato a una significativa riduzione degli enti classificati come montani. La mappa territoriale passa da 4.062 a 3.715 comuni, con una diminuzione di circa 350 enti. Questa riduzione deriva dall’esclusione di quei territori che in passato venivano considerati parzialmente montani secondo parametri più soggettivi. La riduzione interessa varie regioni, con Liguria e Campania che perdono rispettivamente 32 e 43 comuni. La decisione è stata condivisa con le Regioni, le Province e i Comuni, anche se alcune, come la Sardegna, hanno espresso riserve sul metodo.

Prossimi passi e caratteristiche della nuova mappa

Tra gli aspetti fondamentali, la nuova mappa dei comuni montani copre oltre 151.000 km², pari al 51% del territorio italiano, con circa 11,9 milioni di abitanti (quale circa il 20% della popolazione nazionale). La pubblicazione ufficiale in Gazzetta Ufficiale permette di attivare tutte le misure di sostegno previste dalla legge n. 131/2025 e di avviare le future agevolazioni socio-economiche, che saranno definite successivamente con un apposito decreto.

Implicazioni delle nuove regole sulla distribuzione territoriale e sociale

La revisione comporta un’allocazione più precisa dei benefici e delle agevolazioni ai comuni realmente montani, con una maggiore attenzione ai criteri oggettivi di altitudine, pendenza e contiguità. Questa mappatura più rigorosa vuole migliorare l’efficienza delle politiche di sviluppo e di sostegno ai territori montani, favorendo anche strategie di investimento mirate ai comuni più fragili dal punto di vista socio-economico, con criteri che saranno definiti in un decreto successivo.

FAQs
Nuova classificazione dei comuni montani: in Gazzetta Ufficiale il DPCM con 3.715 enti benefici

Quando è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il nuovo DPCM sulla classificazione dei comuni montani? +

Il 20 febbraio 2026 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che ridefinisce i comuni montani italiani.

Qual è il numero di enti beneficiari ammessi con la nuova classificazione? +

La nuova classificazione coinvolge 3.715 enti locali ammessi ai benefici, come pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 20/02/2026.

Quali sono i principali criteri adottati nel nuovo DPCM per classificare un comune come montano? +

I criteri principali includono almeno il 20% della superficie sopra i 600 metri di altitudine e almeno il 25% del territorio con pendenze superiori al 20%. Si considera anche l'altitudine media superiore a 350-400 metri.

Come vengono considerati i comuni confinanti con aree montane secondo il nuovo DPCM? +

Un comune confinante con aree montane può essere classificato come montano se ha un’altitudine media pari o superiore a 200 metri e confina esclusivamente con enti già qualificati come montani o con Stati esteri.

Qual è l’impatto della nuova classificazione sulla mappa territoriale italiana? +

La mappa territoriale passa da 4.062 a 3.715 comuni, con una diminuzione di circa 350 enti, riflettendo criteri più rigorosi e obiettivi.

Quali sono le implicazioni della nuova classificazione sui benefici e le agevolazioni per i comuni? +

Le nuove regole permettono un’allocazione più precisa dei benefici, tra cui incentivi economici e agevolazioni fiscali, attivabili dopo la pubblicazione del decreto.

Quando entrerà in vigore la nuova classificazione dei comuni montani? +

La pubblicazione ufficiale in Gazzetta Ufficiale avvenuta il 20/02/2026 configura l’inizio dell’efficacia della nuova classificazione.

Quali potrebbero essere le future modifiche ai criteri di classificazione dei comuni montani? +

Eventuali modifiche future potrebbero includere anche aspetti socio-economici o di accessibilità, ma al momento la normativa si basa esclusivamente su criteri geomorfologici.

Qual è lo scopo principale della revisione della classificazione dei comuni montani prevista dal nuovo DPCM? +

L’obiettivo è rendere la classificazione più oggettiva, trasparente ed efficace per l’assegnazione di risorse e benefici alle aree montane.

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