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Congedo parentale docenti e ATA: le conferme e le novità del 2026 — approfondimento e guida

Congedo parentale docenti: nonna aiuta nipote nello studio, supporto familiare durante il periodo di assenza dal lavoro
Fonte immagine: Foto di Andrea Piacquadio su Pexels

Il 1° gennaio 2026 entra in vigore il nuovo decreto legislativo che rinnova le norme sul congedo parentale per docenti e personale ATA, offrendo maggiori diritti e possibilità di conciliazione tra lavoro e famiglia. Queste novità si rivolgono ai lavoratori dipendenti nelle scuole, introducendo ampliamenti nelle durate e nelle condizioni di accesso, con benefici economici e di tutela più estesi. Si tratta di cambiamenti fondamentali per un miglioramento delle politiche di supporto alla genitorialità nel settore scolastico.

A chi si rivolge il congedo parentale nel 2026

Il congedo parentale nel 2026 si rivolge principalmente ai lavoratori dipendenti del settore scolastico, includendo sia i docenti che il personale ATA, che abbiano un rapporto di lavoro attivo e regolare al momento della richiesta. Questa misura è pensata per sostenere chi si trova in una fase della vita in cui è necessario conciliare le esigenze professionali con quelle familiari, offrendo una possibilità di prendersi cura dei propri figli con maggiore flessibilità. Il beneficio è riservato a coloro che sono assunti a tempo indeterminato o determinato, purché non siano in condizioni di sospensione o cessazione del rapporto di lavoro. Non sono invece destinatari del congedo parentale coloro che hanno un rapporto di lavoro ormai concluso o sospeso da lungo tempo, così come i lavoratori domestici e coloro che svolgono attività a domicilio, che rientrano in categorie escluse dalla normativa. La legge del 2026 conferma l’importanza di questo diritto di cura, rafforzandolo rispetto al passato e garantendo un supporto concreto per le famiglie e per i lavoratori che desiderano dedicare tempo ai propri figli, contribuendo così anche alla promozione di un migliore equilibrio tra lavoro e vita privata nel settore scolastico.

Requisiti e limitazioni principali

Inoltre, il congedo parentale per docenti e personale ATA nel 2026 presenta alcune specifiche limitazioni riguardanti la copertura finanziaria e le modalità di fruizione. L’accesso al congedo è riservato esclusivamente ai lavoratori che abbiano maturato almeno un anno di servizio presso la stessa istituzione scolastica o ente, al fine di favorire una stabilità delle retribuzioni e una pianificazione delle risorse umane. È importante sottolineare che il periodo di congedo può essere fruito anche in maniera frazionata o plurisettimanale, ma sempre nel rispetto dei limiti complessivi di durata stabiliti dalla normativa, che nel 2026 rimangono invariati a 10 mesi complessivi per ogni bambino. Per quanto riguarda le limitazioni, esistono restrizioni specifiche per alcuni tipi di rapporto di lavoro, come il personale precario o con contratti a termine, che devono verificare la compatibilità del congedo con le condizioni contrattuali. Inoltre, la legge prevede che il congedo possa essere sospeso o revocato in presenza di esigenze di servizio imprevedibili, purché siano motivate e comunicate con adeguato preavviso. Infine, la normativa del 2026 introduce alcune novità in merito alla documentazione richiesta per l’accesso, che include una certificazione medica attestante la necessità del congedo e la situazione familiare, così da garantire una gestione più trasparente e controllata delle risorse pubbliche dedicate alle attività di sostegno alle famiglie dei lavoratori scolastici. Queste regole mirano a garantire un utilizzo corretto del congedo, tutelando al contempo i diritti dei lavoratori e le esigenze di funzionamento del sistema scolastico.

Quali novità ci sono riguardo alla durata del congedo

Un’altra novità importante riguarda le modalità di fruizione del congedo parentale da parte dei docenti e del personale ATA. In particolare, si conferma la possibilità di frazionare il congedo in periodi più brevi, consentendo un utilizzo più flessibile e adattabile alle esigenze della famiglia. Questa misura permette ai genitori di pianificare meglio la cura dei figli, anche in caso di imprevisti o di necessità di assenze parziali. Oltre alla durata estesa, il nuovo quadro normativa prevede anche una maggiore priorità nell'accesso ai congedi in caso di presenza di più figli o di situazioni di particolare vulnerabilità del bambino. Anche per quanto riguarda i periodi di congedo durante le festività scolastiche, si stanno studiando aggiornamenti per semplificare la gestione e l’eventuale sovrapposizione con altri permessi lavorativi. Infine, si prevede una maggiore informazione e consulenza a disposizione dei lavoratori, al fine di favorire un utilizzo consapevole e strategico delle nuove possibilità di congedo, garantendo così una migliore conciliazione tra vita professionale e familiare.

Come funziona l’indennità al 80%

L’indennità al 80% è una misura che mira a sostenere finanziariamente i genitori nel periodo di congedo parentale. Per poter beneficiare di questa indennità, è importante rispettare alcune condizioni specifiche. Innanzitutto, il lavoratore deve aver terminato il congedo di maternità o paternità a partire dal 1° gennaio 2025, ovvero dopo il 31 dicembre 2024. Inoltre, la fruizione del congedo parentale deve iniziare in questo stesso periodo, assicurando che l’intero periodo di congedo sia successivo alla data di riferimento. Questo sostegno economico può essere richiesto sia dai docenti che dagli ATA, rappresentando un aiuto importante in un contesto di novità e conferme per il 2026. È rivolta a chi desidera conciliare più efficacemente vita professionale e familiare, offrendo una copertura finanziaria maggiore rispetto alle precedenti normative, e rientra tra le recenti iniziative di rafforzamento delle misure di supporto alle famiglie.

Durata totale e limiti applicativi

L’indennità di congedo può essere riconosciuta per un massimo di 10 mesi per ciascun genitore, estendibili fino a 18 anni in caso di adozione. Il periodo di indennizzo viene calcolato secondo le regole del 30% o dell’80% a seconda dei mesi, con limiti di durata e condizioni di utilizzo ben delineate.

Novità specifiche per il personale docente e ATA nel 2026

Ripartizione del congedo e indennità nella scuola

Il personale scolastico beneficia di particolari agevolazioni e regole dedicate, tra cui:

  • I primi 30 giorni di congedo sono indennizzati al 100%;
  • Due mesi retribuiti all’80% se fruiti entro i primi 6 anni di vita del bambino;
  • I successivi 6 mesi fino all’età di 12 anni sono pagati al 30%.

Maternità e paternità obbligatoria e riconosciuta

In risposta alle recenti pronunce della Corte Costituzionale, anche le madri intenzionali e le seconde madri nelle coppie femminili riconosciute legalmente avranno diritto a un congedo di paternità obbligatorio di 10 giorni retribuiti al 100%. Questi periodi possono essere fruiti entro un intervallo temporale più ampio, tra i due mesi precedenti e i cinque mesi successivi alla data prevista del parto.

Come si applicano le condizioni di fruizione

Il congedo può essere utilizzato in modo continuativo o frazionato, rispettando le esigenze familiari e lavorative. La normativa assicura la conservazione del posto di lavoro, con controlli rafforzati e tracciabilità delle richieste attraverso i sistemi dell’INPS.

Quando non viene riconosciuta l’indennità

L’indennità non è prevista in casi di congedo terminato prima del 1° gennaio 2024, oltre il sesto anno di vita del bambino, o in presenza di adozioni e affidamenti oltre i sei anni. Sono previste limitazioni anche in presenza di situazioni di adozione o affidamento di maggiore età o ricorso a congedi oltre le soglie stabilite dalla normativa.

Controlli, tracciabilità e pagamento

Come vengono gestiti i controlli e il pagamento

Le riunioni di verifica e di monitoraggio dei congedi sono state rafforzate. L’INPS si occupa direttamente del pagamento delle indennità e dell’ampliamento dei controlli, per garantire trasparenza e correttezza nella gestione di questi benefici. La documentazione deve essere accuratamente attestata per evitare abusi.

Estensione del congedo per figli con disabilità grave

In presenza di bambini con disabilità grave, è possibile estendere il periodo di congedo fino a tre anni complessivi, a condizione che il minore non sia ricoverato a tempo pieno, salvo eccezioni specifiche.

Visualizzazione e gestione delle richieste passate

È stata introdotta una sezione dedicata sul portale INPS per consultare le richieste di congedo effettuate negli ultimi dodici anni, con dettaglio di giornate richieste e concesse per ciascun genitore, migliorando così la trasparenza e la gestione amministrativa.

FAQs
Congedo parentale docenti e ATA: le conferme e le novità del 2026 — approfondimento e guida

Quali sono le principali novità del 2026 riguardo al congedo parentale per docenti e ATA? +

Le principali novità includono l'estensione delle durate, la possibilità di frazionare il congedo, l'introduzione di una indennità all'80%, e regole più flessibili per l'accesso e la gestione del periodo di congedo.

A chi si rivolge il congedo parentale nel 2026? +

Si rivolge a docenti e personale ATA con rapporto di lavoro attivo e regolare, anche a tempo determinato o indeterminato, che abbiano almeno un anno di servizio presso la stessa istituzione scolastica.

Quali sono i requisiti principali per accedere al congedo parentale nel 2026? +

È necessario aver maturato almeno un anno di servizio presso la stessa scuola e rispettare i limiti di durata, che sono di 10 mesi complessivi per bambino, con possibilità di frazionamento.

Come cambia la durata del congedo parentale nel 2026? +

La durata può essere frazionata fino a un massimo di 10 mesi per ogni bambino, con possibilità di frazionamenti più brevi e priorità crescente in presenza di più figli o situazioni vulnerabili.

Che cosa prevede l’indennità al 80% nel 2026? +

L’indennità al 80% si applica a congedi iniziati dopo il 31/12/2024, sostenendo economicamente i genitori durante il periodo di congedo parentale, con una copertura fino a 10 mesi per genitore.

Quali sono le regole di ripartizione dell’indennità per il personale scolastico nel 2026? +

I primi 30 giorni sono indennizzati al 100%, i due mesi successivi fino a 6 anni di vita del bambino all’80%, e i successivi 6 mesi fino a 12 anni al 30%, con regole specifiche per docenti e ATA.

Che novità ci sono per il congedo di paternità nel 2026? +

La paternità obbligatoria è di 10 giorni retribuiti al 100% e può essere fruita entro un intervallo di due mesi prima e cinque mesi dopo la data del parto, con diritti rafforzati anche per le seconde madri.

In quali casi l’indennità di congedo viene sospesa o negata? +

L’indennità non viene riconosciuta se il congedo termina prima del 01/01/2024, oltre il sesto anno di vita del bambino, o in presenza di adozioni e affidamenti oltre i sei anni, o in presenza di situazioni di maggiore età.

Come vengono gestiti i controlli e i pagamenti delle indennità? +

L’INPS gestisce i controlli e i pagamenti, con verifica delle documentazioni e sistemi rafforzati di monitoraggio per garantire trasparenza e corretta gestione dei benefici.

Si può richiedere l’estensione del congedo in caso di figli con disabilità grave? +

Sì, in presenza di figli con disabilità grave, è possibile estendere il congedo fino a un massimo di tre anni, purché il minore non sia ricoverato a tempo pieno, salvo eccezioni.

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