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Contratto misto appalto-concessione per i distributori automatici: quale disciplina si applica. Il parere Anac — approfondimento e guida

Distributore automatico di popcorn: analogia con contratto misto appalto-concessione, disciplina applicabile e parere Anac.
Fonte immagine: Foto di zafiro media su Pexels

Il presente articolo illustra come si applica la normativa ai contratti misti di appalto e concessione per i distributori automatici, evidenziando il parere dell'ANAC del 21 gennaio 2026. Chi sono i soggetti coinvolti, cosa comporta questa normativa, quando si applica e perché è importante conoscere le soglie di valore per la corretta disciplina.

  • Discipline differenti per contratti sopra e sotto soglia
  • Valore stimato come criterio principale
  • Ruolo dell’ANAC nel chiarimento normativa
  • Importanza di distinguere tra appalto e concessione

Contesto e chiarimenti sulla disciplina applicabile

Il quadro giuridico applicabile ai contratti misti tra appalti e concessioni risulta complesso, poiché richiede un’attenta analisi delle caratteristiche specifiche di ciascuna componente. In linea generale, il Codice degli Appalti prevede che, nel caso in cui l’elemento di appalto superi le soglie stabilite per legge, l’intera procedura e disciplina devono essere conformi a quelle previste per gli appalti pubblici. Questa regola mira a garantire trasparenza, concorrenza e rispetto delle norme di settore in presenza di soglie di valore rilevanti.

Al contrario, quando la parte di contratto relativa alla concessione si mantiene al di sotto di quei limiti, si applicano le norme appositamente dedicate alle concessioni, che spesso prevedono procedure più snelle e regole specifiche per la differenziazione del rapporto tra pubblica amministrazione e concessionario. La distinzione tra questi due ambiti si rivela cruciale in termini di obblighi, responsabilità e modalità di affidamento.

La recente pronuncia dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) nel Parere in funzione consultiva n. 56 del 21 gennaio 2026> ha fornito chiarimenti importanti in merito a questa distinzione, rispondendo a un’istanza avanzata da un Consiglio regionale. In particolare, l’ANAC ha sottolineato che per i contratti come quello dei distributori automatici, la disciplina applicabile dipende dal valore complessivo stimato del contratto misto e dalla natura delle singole componenti. La necessità di una corretta qualificazione del contratto permette di garantire il rispetto delle normative vigenti, evitando interpretazioni ambigue o possibili abuse di configurazioni contrattuali che potrebbero sfuggire alle regole di settore.

In definitiva, la chiave di volta per determinare quale disciplina si applica risiede nella corretta valutazione dell’intera portata economica del contratto e nella distinzione tra gli elementi di appalto e di concessione, in modo da applicare le norme più opportune e garantire trasparenza e legalità nelle procedure di affidamento.

Il caso di riferimento

Il caso di riferimento illustra una situazione tipica in cui si presenta una collaborazione complessa tra enti pubblici e soggetti privati nel quadro dei servizi di distribuzione automatica. Nel dettaglio, si tratta di un affidamento effettuato tramite la piattaforma MePa di Consip Spa, che ha coinvolto l’installazione e la gestione di distributori automatici di bevande e alimenti, con l’aggiunta di un servizio di fornitura di bombole di CO₂. La complessità risiede nel fatto che il contratto era strutturato come un misto, comprendente elementi di concessione e di appalto, con un importo inferiore ai 140.000 euro. Questa doppia natura ha portato a un’interpretazione articolata della disciplina applicabile, poiché da un lato si trattava di un rapporto di concessione di servizi, dall’altro di un contratto di appalto pubblico. L’ente appaltante ha qualificato correttamente il contratto come misto, ma purtroppo ha applicato alle sue regole l’intera disciplina dell’appalto pubblico, senza differenziare adeguatamente tra gli aspetti concessori e quelli di appalto. Questa interpretazione ha sollevato questioni di compatibilità con le norme di settore e ha suscitato la contestazione di alcune parti coinvolte. In risposta a questa situazione, l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) è intervenuta per chiarire i principi applicabili e fornire indicazioni sulla corretta interpretazione delle norme relative ai contratti misti nel settore dei distributori automatici. La posizione di ANAC ha sottolineato l’importanza di distinguere chiaramente le componenti di concessione da quelle di appalto, affinché si possa applicare la disciplina più appropriata in base alla reale natura dell’accordo, evitando interpretazioni forzate che possano compromettere la trasparenza e la regolarità delle procedure di affidamento.

Interpretazioni e posizioni contestate

Le interpretazioni e le posizioni contestate riguardo alla disciplina applicabile al contratto misto di appalto-concessione per i distributori automatici rappresentano un tema di grande attualità e complessità nell’ambito delle procedure di affidamento pubblico. La principale contestazione riguardava l’attribuzione di maggior peso, dal punto di vista funzionale ed economico, alla componente concessoria rispetto a quella contrattuale di appalto. In particolare, alcuni operatori economici sostenevano che l’accordo avesse natura prevalentemente concessoria, e quindi dovesse essere disciplinato secondo le norme riguardanti le concessioni di servizi, con particolare attenzione alla procedura negoziata prevista dall’articolo 187 del Codice dei Contratti Pubblici. Questa posizione si basava sulla considerazione che, in presenza di un rapporto che intendeva conferire un vero e proprio diritto di sfruttamento del servizio, si applicasse la disciplina delle concessioni, più favorevole alla tutela degli interessi di chi gestisce il servizio. Tuttavia, altri attori nel settore evidenziavano come la natura mista del contratto comportasse un’analisi più articolata, considerando un equilibrio tra le componenti di appalto e concessione. Tali contestazioni evidenziano il dibattito aperto sulla corretta interpretazione normativa, che coinvolge anche le recenti linee guida e pareri dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, come quello riguardante il parere Anac sulla disciplina applicabile al contratto misto appalto-concessione per i distributori automatici. La questione centrale risiede nel riuscire a identificare quale delle due componenti prevalga, e come questa influenza le regole di affidamento e gestione del servizio pubblico. La risposta definitiva richiede un’attenta analisi normativa, anche in considerazione delle possibili implicazioni in materia di trasparenza, concorrenza e tutela dei lavoratori coinvolti nel servizio.

Come interpreta ANAC la distinzione tra appalto e concessione

Inoltre, l’ANAC sottolinea l’importanza di analizzare anche le caratteristiche effettive dell’accordo, come l’oggetto, le modalità di esecuzione e le finalità dell’intervento. Se il contratto ha come scopo principale la fornitura di beni o servizi con un modesto profitto e non conferisce poteri di gestione significativi, si tende ad applicare la disciplina degli appalti pubblici. Al contrario, se il contratto conferisce al soggetto un ampio controllo sulla gestione del servizio e sui ricavi, l’elemento di concessione prevale e si applicano le norme specifiche di settore. L’approccio dell’ANAC si focalizza quindi su un’analisi di dettaglio di ogni singola fattispecie, per garantire che la disciplina applicata sia coerente con la reale natura del contratto, tutelando la trasparenza e la concorrenza nelle procedure di affidamento.

Il ruolo del valore stimato

ANAC sottolinea che la lettura coordinata degli articoli 14, comma 21, e 180, comma 3, del d.lgs. n. 36/2023, aiuta a definire che gli affidamenti sono regolati dall’applicazione degli appalti pubblici solo se la parte di contratto avente valore pubblico supera la soglia di legge. In caso contrario, si applicano le norme sulla concessione, anche per contratti comunque di tipo misto.

In cosa consiste questa interpretazione

In sintesi, questa interpretazione permette di distinguere con chiarezza quale disciplina si applica ai contratti di distributori automatici via contratto misto. La soglia di valore funge da parametro decisivo: sotto tale soglia, si applicano le norme sulle concessioni, mentre sopra si applicano le regole sugli appalti pubblici.

Importanza di questa distinzione

Conoscere quale disciplina si applica è cruciale per rispettare i principi di trasparenza e legalità nelle procedure di affidamento. La corretta qualificazione del contratto permette di adottare la procedura più adeguata, garantendo un rapporto trasparente e conforme alla normativa vigente.

FAQs
Contratto misto appalto-concessione per i distributori automatici: quale disciplina si applica. Il parere Anac — approfondimento e guida

Quale disciplina si applica ai contratti misti di appalto e concessione per i distributori automatici? +

La disciplina dipende dal valore complessivo stimato e dalla natura delle componenti; in genere si applica quella più rappresentativa, secondo il parere ANAC del 21/01/2026.

Come si determina quale normativa applicare in un contratto misto di distributori automatici? +

Attraverso una valutazione accurata delle componenti e del valore totale stimato del contratto, distinguendo tra elementi di appalto e concessione come indicato dall’ANAC.

Qual è l'importanza del parere ANAC del 21/01/2026 in materia di contratti misti? +

Il parere fornisce chiarimenti sulla distinzione tra appalto e concessione, aiutando a definire la disciplina più adeguata in base alla natura e al valore del contratto.

Quando si applica la normativa sulle concessioni invece di quella sugli appalti pubblici? +

Quando il valore stimato del componente concessorio del contratto rimane sotto le soglie stabilite dalle normative di settore, si applicano le regole delle concessioni.

Qual è il ruolo del valore stimato in questa disciplina? +

Il valore stimato determina quale normativa si applica, orientando l’affidamento tra disciplina degli appalti pubblici e delle concessioni, come evidenziato dall’ANAC.

Come si distingue tra un contratto di appalto e uno di concessione in questo settore? +

La distinzione si basa sull’elemento di controllo e gestione del servizio: se prevale la fornitura con basso profitto, si applicano gli appalti, altrimenti le concessioni, secondo l’analisi dell’ANAC.

Perché è importante conoscere le soglie di valore nelle normative sui contratti misti? +

Conoscere le soglie aiuta a applicare correttamente la normativa, garantendo trasparenza e legittimità nelle procedure di affidamento, come sottolineato dal parere ANAC.

Come interpreta ANAC la componente prevalente nel contratto? +

ANAC valuta caratteristiche come oggetto, modalità di esecuzione e finalità, attribuendo prevalenza alla componente più significativa per applicare la disciplina corretta.

Qual è la principale contestazione riguardante la disciplina dei contratti misti? +

La principale contestazione riguarda l'attribuzione di maggior peso alla componente concessoria rispetto a quella di appalto, causando interpretazioni divergenti sulla disciplina applicabile.

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