didattica
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Crepet critica il buonismo nell’educazione: “Abbiamo sottratto il dolore ai bambini, eliminando la frustrazione come ostacolo”

Striscione con frase calligrafica 'Di tutte le passeggiate fatte insieme, questa è la mia preferita', metafora di resilienza e crescita personale
Fonte immagine: Foto di Key Notez su Pexels

Chi: il psichiatra Paolo Crepet
Cosa: denuncia il rischio di un’educazione troppo protettiva e priva di insegnamenti sulla sofferenza
Quando: durante la trasmissione Ignoto X del 9 febbraio
Dove: in Italia
Perché: perché la mancanza di esperienze dolorose rischia di creare giovani incapaci di affrontare le sfide della vita

  • Crepet evidenzia il fallimento educativo nel preparare i giovani alla sofferenza
  • Il problema del “buonismo” rischia di portare a una generazione fragilissima
  • La scuola come luogo di relazioni autentiche e confronto reale, non solo didattico
  • Importanza di modelli e miti elevati per lo sviluppo della resilienza
  • Critica all’indifferenza degli adulti e all’assenza di progetti di vita

Innovative Conferenze e Seminari sulla Riforma Educativa

Destinatari: insegnanti, genitori, educatori, responsabili scolastici

Modalità: incontri in presenza e webinar

Costo: gratuito o a pagamento a seconda dell’evento

Link: www.orizzonteinsegnanti.it/educazione-e-riforma

Perché la mancanza di dolore e frustrazione danneggia lo sviluppo dei giovani

Crepet contro il buonismo educativo sostiene che la soppressione del dolore e della frustrazione rappresenta un grave errore nel processo di crescita dei giovani. Eliminare le difficoltà dal percorso di apprendimento e di vita, come se fossero ostacoli superflui, contribuisce a creare individui meno resilienti e meno preparati ad affrontare le sfide che incontreranno da adulti. Un approccio troppo protettivo e il rifiuto di permettere ai bambini di sperimentare il fallimento o la frustrazione, infatti, rischiano di limitare lo sviluppo delle competenze emotive fondamentali, come la pazienza, la perseveranza, e la capacità di gestire le emozioni negative. La mancanza di esperienze di dolore e di frustrazione può portare a una società di giovani meno autonomi, meno responsabilizzati e più fragili di fronte alle avversità. Crepet sottolinea come sia essenziale ritornare a insegnare ai bambini il valore delle difficoltà e del dolore, considerandoli strumenti fondamentali per la crescita personale, per prepararsi meglio alla vita adulta e per sviluppare una vera capacità di resilienza nell’affrontare le sfide quotidiane.

Come si trasmette l’assenza di dolore nell’educazione

Le pratiche educative attuali spesso eliminano gli ostacoli più comuni, come i voti bassi o le sconfitte sportive, con l’intento di preservare l’autostima dei bambini. Tuttavia, Crepet avverte che questa strategia può avere effetti opposti: i giovani, privati dell’esperienza della frustrazione, diventano incapaci di affrontare le inevitabili difficoltà future. La metafora del nascondino illustra bene questa idea: crescere senza mai perdere, senza affrontare il “no”, rischia di creare adulti impreparati alla realtà, generando crisi esistenziali.

Le conseguenze sulla salute mentale e sociale

Una generazione senza strumenti per affrontare il dolore può essere più vulnerabile a disagio mentale, depressione e scarsa resilienza. La mancanza di esperienze che provocano dolore o frustrazione porta a costruire personalità fragili, incapaci di adattarsi alle sfide quotidiane o di sviluppare empatia verso gli altri.

Il ruolo della scuola e delle relazioni autentiche

Per Crepet, le scuole devono tornare a essere ambienti di confronto reale, non solo luoghi di istruzione teorica. La densità delle classi e la mancanza di tempo impediscono di cogliere i segnali di disagio tra gli studenti. Crepet propone di eliminare l’eccesso di numeri e di creare spazi autentici, dove si possa parlare a cuore aperto, guardarsi negli occhi e condividere emozioni, anche semplici.

Innovative Conferenze e Seminari sulla Riforma Educativa

Innovative Conferenze e Seminari sulla Riforma Educativa

Recentemente, si stanno diffondendo numerosi eventi formativi dedicati alla riforma dell’educazione, mirati ad aggiornare e approfondire le nuove prospettive pedagogiche. Tra questi, sezioni di particolare rilievo sono quelle che affrontano temi controversi e stimolanti, come il discorso di Crepet contro il buonismo educativo. Quest'ultimo evidenzia come, negli ultimi tempi, si sia assistito a un progressivo “smorzarsi” dell'insegnamento del dolore e della frustrazione come strumenti educativi, sostituiti spesso da approcci troppo indulgenti e protettivi. Crepet sottolinea l'importanza di ripristinare un equilibrio che permetta ai bambini di vivere anche esperienze di difficoltà, fondamentali per la crescita resiliente e consapevole. Questi seminari coinvolgono esperti di pedagogia, psicologia e sociologia dell’educazione, offrendo spunti di riflessione innovativi e pratici. La partecipazione è aperta a figure chiave del mondo scolastico e familiare, come insegnanti, genitori ed educatori, desiderosi di confrontarsi su metodologie che valorizzino il valore della sofferenza come parte integrante del percorso di crescita. Le modalità di partecipazione sono molteplici, comprendendo incontri in presenza altamente interattivi e webinar accessibili a un pubblico più vasto. La partecipazione può essere gratuita o soggetta a una quota di iscrizione, in base all'organizzazione di ogni singolo evento. Per ulteriori dettagli e aggiornamenti sulle conferenze e seminari più innovativi, è possibile consultare il sito dedicato, che raccoglie tutte le iniziative in programma e i materiali utili per approfondimenti futuri.

Come cambiare il modello scolastico

Per cambiare efficacemente il modello scolastico, è fondamentale riconoscere l'importanza di un approccio più realistico e umanizzante all'educazione. Come afferma Crepet contro il buonismo educativo, bisogna riconoscere che l'eliminazione delle difficoltà e delle frustrazioni può privare i giovani di strumenti essenziali per crescere e sviluppare resilienza. La vera riforma dovrebbe quindi puntare a reintegrare nel percorso educativo momenti di sfida e di confronto, che permettano ai bambini e agli adolescenti di affrontare e comprendere le emozioni negative. Creando ambienti scolastici che valorizzino l'autenticità delle emozioni e promuovano l'empatia, si favorisce lo sviluppo di competenze sociali e di una maggiore consapevolezza di sé. In questo modo, si può favorire un'educazione più equilibrata, capace di preparare veramente i giovani alla complessità del mondo reale.

Le sfide pratiche

Rendere possibile una didattica più centrata sulla qualità delle relazioni richiede un coinvolgimento di tutta la comunità scolastica, formazione dedicata e anche un ripensamento degli spazi e dei tempi quotidiani.

La fascinazione del male, i modelli e la perdita di miti elevati

Crepet analizza come i social media abbiano alimentato un’attrattiva verso il male e la violenza, spesso attraverso la mancanza di modelli positivi. L’assenza di figure eroiche come Ulisse, simbolo di coraggio e saggezza, riduce i giovani a confrontarsi con narrazioni vuote o mitologie fallimentari. La mancanza di esempi elevati impoverisce la capacità di decodificare eventi e sensazioni, lasciando spazio a comportamenti estremi o impulsivi.

L’importanza dei miti e delle narrazioni

Storie di eroi, miti e modelli positivi sono fondamentali per formare giovani resilienti. La cultura classica e i miti come quello di Ulisse possono offrire strumenti di crescita e di progettazione personale.

Il rischio di un vuoto narrativo

Quando manca un’educazione basata su modelli forti, i giovani si confrontano solo con narrazioni superficiali o disturbanti, che favoriscono comportamenti esasperati o violenti.

Indifferenza e responsabilità morale degli adulti

Crepet conclude con un’accusa forte: l’indifferenza degli adulti rappresenta un reato morale. La propria incapacità di progettare un futuro, di offrire obiettivi e sogni concreti, alimenta un senso di vuoto e di disinteresse tra i ragazzi. Senza entusiasmo o progetti ambiziosi, si alimenta un circolo vizioso di violenza e isolamento.

Il ruolo della passione e dei sogni

Per creare un futuro più sano, è fondamentale riscoprire la passione e l’ambizione. Promettere un viaggio a Marsiglia o un sogno grande può rappresentare un baricentro di speranza per i giovani.

Il rischio di un futuro senza speranza

Senza sogni e progetti, si alimenta il vuoto morale e si incrementano comportamenti autolesionisti o violenti. La mancanza di un orizzonte riempie di insoddisfazione e disagio.

FAQs
Crepet critica il buonismo nell’educazione: “Abbiamo sottratto il dolore ai bambini, eliminando la frustrazione come ostacolo”

Perché Crepet critica il buonismo nell’educazione? +

Perché elimina le esperienze di dolore e frustrazione, fondamentali per sviluppare resilienza e autonomia nei giovani.

In che modo il buonismo educativo danneggia i bambini secondo Crepet? +

Rende i bambini meno capaci di affrontare le difficoltà, indebolendo le loro competenze emotive e la capacità di resilienza.

Qual è il rischio di eliminare la frustrazione dall’educazione? +

Potrebbe portare a una generazione di giovani fragili, incapaci di affrontare le sfide della vita e di gestire le emozioni negative.

Come si può insegnare il valore del dolore nella crescita? +

Attraverso esperienze che includano sfide reali, fallimenti e frustrazioni, favorendo l’autenticità delle emozioni e lo sviluppo della resilienza.

Qual è l’effetto dell’assenza di modelli elevati secondo Crepet? +

Favorisce l’adozione di narrazioni superficiali o violente, riducendo la capacità di decodificare eventi complessi e di sviluppare comportamenti adeguati.

Qual è il ruolo degli adulti nell’educare i giovani al dolore? +

Deve offrire esempi elevati, sostenere i giovani nelle difficoltà e aiutare a interpretare le emozioni negative come strumenti di crescita.

Come influisce l’indifferenza degli adulti sulla motivazione dei giovani? +

Aumenta il senso di vuoto e disinteresse, favorisce la perdita di obiettivi e può alimentare comportamenti autolesionisti o violenti.

Perché parlare di miti e modelli elevati è importante secondo Crepet? +

Perché forniscono esempi di coraggio e saggezza, aiutando i giovani a costruire una propria identità forte e resiliente.

Quali sono le sfide pratiche per cambiare il modello educativo? +

Coinvolgere tutta la comunità scolastica, rivedere spazi e tempi di confronto, e formare insegnanti e genitori alla gestione delle emozioni e delle difficoltà.

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