Studenti dell'I.C. Severi di Arezzo impegnati in una lezione di danza nel progetto scolastico che proseguirà fino al 2027.
didattica

Quello che ci muove: la danza entra a scuola all’I.C. Severi di Arezzo e prosegue nel 2026/27

A cura della Redazione di Orizzonte Insegnanti
3 min di lettura

Indice Contenuti

La danza entra a scuola: successo per il progetto Quello che ci muove all’I.C. Severi di Arezzo, già riconfermato per l’annualità scolastica 2026/27
All’I.C. Severi di Arezzo la danza diventa didattica per primaria e secondaria.
Il percorso Quello che ci muove parte nel 2023 e prosegue nel 2026/27.
Docenti e dirigente lo usano per ricostruire relazione tra pari e contatto con il corpo.
Risultato: scuola più “abitabile”, con laboratori, incontri con professionisti e mostra finale.

Cosa cambia per la scuola con “Quello che ci muove” dal 2026/27

La riconferma per l’annualità 2026/27 indica un modello che funziona anche nel tempo.

Non è solo danza in palestra. È una progettazione educativa che “abita” gli spazi e l’apprendimento.

  • Durata del progetto: avviato nel 2023 e riconfermato per 2026/27.
  • Chi è coinvolto: primaria e secondaria di primo grado, con attività tra classi.
  • Obiettivo educativo: recuperare relazione e contatto tra pari, mettendo il corpo al centro.
  • Metodo laboratoriale: movimento espressivo, improvvisazione e creazione artistica, con studio e osservazione.
  • Connettori dei linguaggi: arti visive, letteratura e fotografia diventano “materiale” didattico.
  • Verticalità nel pomeriggio: classi aperte dalla quinta primaria alla terza secondaria.
  • Rete di partner: Sosta Palmizi, Comune di Arezzo, Fondazione Guido d’Arezzo e libreria La casa sull’albero.
  • Sostegno istituzionale: bando Per Chi Crea di SIAE e Ministero della Cultura.
  • Riscontro culturale: menzione speciale al concorso Leone d’Argento della Biennale di Venezia.

Il progetto nasce nel 2023 per rispondere al bisogno di recuperare relazione e contatto tra pari dopo la pandemia.

Il corpo diventa un linguaggio per comunicare, collaborare e leggere lo spazio della scuola.

La danza diventa anche un pretesto per rimettere al centro l’apprendimento e l’abitare quotidiano degli spazi.

Il percorso è stato ideato e realizzato dalle docenti Ilaria Gradassi e Marcella Manco.

La dirigente Chiara Savini ha sostenuto l’impianto progettuale.

Durante i laboratori gli alunni incontrano professionisti della danza e del circo contemporaneo.

Tra questi: Giorgio Rossi, Federico Dimitri, Aline Nari, Federica Migliotti e Quattrox4 con Clara Storti.

Gli studenti sperimentano approcci differenti al movimento e alle relazioni.

Affiancano improvvisazione e creazione con studio, osservazione e immaginazione.

Le esperienze includono uscite culturali in musei e teatri.

La chiusura è una restituzione pubblica, con una mostra aperta realizzata insieme a La casa sull’albero.

La casa sull’albero è una libreria indipendente per ragazzi e un presidio culturale cittadino.

Nel tempo, l’istituto ha aperto gli spazi anche oltre l’orario.

L’attività pomeridiana in verticale fa viaggiare insieme classi diverse: i più grandi accompagnano i più piccoli.

Così il passaggio tra ordini scolastici diventa familiare e il territorio entra nelle giornate della scuola.

Per Ilaria Gradassi la danza può assumere molte forme.

Per Marcella Manco l’esperienza rende la scuola più “abitabile”, fatta di relazioni e opportunità.

Confini operativi: cosa copre e cosa richiede

Il progetto riguarda scuola primaria e scuola secondaria di primo grado, con laboratori di movimento e linguaggi artistici.

Serve un partner competente e una regia docente stabile, oltre a spazi adeguati e orari condivisi.

La restituzione pubblica (mostra e uscite) completa l’esperienza e aiuta a valutare la crescita, senza sostituire il curricolo.

Come replicare “Quello che ci muove” nella tua scuola con danza e verticalità

Per replicare il modello, tratta la danza come percorso educativo continuo, inserito nella vita della scuola.

Nel caso di Arezzo, la riconferma 2026/27 nasce da una regia chiara e da una rete stabile con partner esterni.

  • Obiettivo chiaro: recupero della relazione tra pari e consapevolezza corporea, con attività non solo performative.
  • Regia interna: referente docente, accordo su spazi e orari, e collegamento al curricolo e al PTOF.
  • Partner e bandi: costruisci rete con realtà come Sosta Palmizi e valuta Per Chi Crea.
  • Laboratori integrati: alterna movimento, improvvisazione e creazione con studio e osservazione, collegando arti visive, letteratura e fotografia.
  • Verticalità educativa: apri classi e crea tutoraggio tra pari, come dalla quinta primaria alla terza secondaria.
  • Restituzione pubblica: prepara una mostra o un evento con documentazione, coinvolgendo biblioteche o librerie del territorio.
  • Spazi e sicurezza: pavimento adatto, gestione accessi e segnaletica, oltre a distanze e attrezzi morbidi.
  • Materiali minimi: teli, stoffe, strumenti per disegno e supporti per foto.
  • Regole di classe: ascolto reciproco, turni, rispetto del proprio spazio e del gruppo.
  • Comunicazioni con le famiglie: circolari, consenso per immagini e calendario delle uscite o dei professionisti.
  • Documentazione per la valutazione: raccolta di foto, testi e riflessioni per mostra e valutazione interna.

Con ATA e famiglie cura logistica e autorizzazioni per uscite, e conserva evidenze del lavoro svolto. Una documentazione ordinata aiuta anche nelle delibere e nella valutazione interna.

  • Partecipazione attiva: presenze più stabili e coinvolgimento anche nei momenti non verbali.
  • Cooperazione reale: rispetto dei turni e capacità di lavorare in coppia o piccoli gruppi.
  • Consapevolezza corporea: movimenti più chiari, riconosciuti dal gruppo e raccontati dagli alunni.
  • Qualità della restituzione: mostra, testi e fotografie che documentano crescita e scelte creative.
Dove trovare la pagina del progetto e il riferimento ai bandi

Sul sito dell’Istituto Severi cerca la sezione Quello che ci muove per foto, attività e mostra.

Per impostare un percorso simile, consulta anche le opportunità legate a Per Chi Crea di SIAE e Ministero della Cultura.

FAQs
Quello che ci muove: la danza entra a scuola all’I.C. Severi di Arezzo e prosegue nel 2026/27

Qual è lo scopo principale del progetto “Quello che ci muove” all’I.C. Severi di Arezzo? +

È un percorso educativo di danza che coinvolge primaria e secondaria di primo grado, volto a recuperare relazione e contatto tra pari, mettendo il corpo al centro dell’apprendimento. Il progetto prevede laboratori, incontri con professionisti e una mostra finale. Avviato nel 2023 e riconfermato per l’annualità 2026/27.

Chi sono i protagonisti e i partner principali del progetto Quello che ci muove all’I.C. Severi di Arezzo? +

Coinvolge la primaria e la secondaria di primo grado. È stato ideato e realizzato dalle docenti Ilaria Gradassi e Marcella Manco, con il sostegno della dirigente Chiara Savini; partner principali includono Sosta Palmizi, Comune di Arezzo, Fondazione Guido d’Arezzo e la libreria La casa sull’albero.

Quali metodologie e linguaggi didattici caratterizzano l’iniziativa? +

Il metodo è laboratoriale, con movimento espressivo, improvvisazione e creazione artistica, accompagnato da studio e osservazione. I linguaggi si integrano con arti visive, letteratura e fotografia, offrendo strumenti di apprendimento.

Come replicare il modello in un’altra scuola? +

Tratta la danza come percorso educativo continuo, con una regia interna chiara e una rete di partner esterni. Prevede laboratori integrati, spazi adeguati, sicurezza e una restituzione pubblica (mostra o evento) per valutare crescita e curricolo.

Redazione Orizzonte Insegnanti

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Questo articolo è stato curato dal team editoriale di Orizzonte Insegnanti. I nostri contenuti sono realizzati sfruttando tecnologie avanzate di intelligenza artificiale per l'analisi normativa, e vengono sempre supervisionati e revisionati dalla nostra redazione per garantire la massima accuratezza e utilità per il personale scolastico.

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