Il Coordinamento Nazionale Docenti per la disciplina dei Diritti Umani (CNNDU) ha commentato le dichiarazioni del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, pronunciate il 24 gennaio in occasione della Giornata Internazionale dell’Educazione 2026. La riflessione si concentra sull’importanza dell’educazione come strumento di libertà, partecipazione e crescita civica, sottolineando il ruolo della scuola nel favorire una società più giusta e inclusiva. Questo articolo esplora le principali tematiche e proposte emerse durante l’evento, offrendo spunti per un'impostazione didattica in linea con i valori costituzionali e i diritti umani.
- Analisi delle parole del Presidente sulla funzione sociale dell’educazione
- Ruolo della scuola come attore di democrazia e inclusione
- Coinvolgimento attivo degli studenti e partecipazione democratica
- Proposte del CNNDU per la giornata dell’educazione
- Importanza dei diritti umani come fondamento della formazione
SCADENZA: 24/01/2026
DESTINATARI: insegnanti, studenti, educatori, istituzioni scolastiche
MODALITÀ: partecipazione tramite attività condivise, co-progettazione educativa, eventi scolastici
COSTO: gratuito
La centralità dell’educazione secondo il Presidente della Repubblica
La centralità dell’educazione secondo il Presidente della Repubblica
Il Presidente Sergio Mattarella ha evidenziato come l’educazione rappresenti un elemento imprescindibile per la crescita di cittadini liberi, consapevoli e partecipi. Le sue parole sottolineano che, in un’epoca di continue trasformazioni sociali ed economiche, la scuola non può limitarsi a trasmettere conoscenze, ma deve essere un luogo di ispirazione e orientamento. La formazione, secondo il Capo dello Stato, deve favorire la comprensione della complessità del mondo, sviluppare il pensiero critico e stimolare la capacità di agire nel presente con responsabilità. Questo approccio è fondamentale per preparare le nuove generazioni a fronteggiare sfide globali e promuovere una società più equa e democratica.
Inoltre, il Presidente Ricorda che l’educazione deve essere accessibile a tutti, senza discriminazioni di sorta, affinché ogni individuo possa avere le stesse opportunità di crescita personale e professionale. La valorizzazione del ruolo dei docenti e il miglioramento delle strutture scolastiche sono elementi chiave per garantire qualità e inclusione. Mattarella sottolinea anche l’importanza di investimenti continui nel sistema formativo, ritenendo che un paese che investe nell’educazione investe nel proprio futuro. Rinnovare e innovare metodologie didattiche, integrando strumenti digitali e nuove tecnologie, è essenziale per rendere l’apprendimento più efficace e coinvolgente. In definitiva, l’educazione viene vista dal Presidente come uno degli strumenti principali per costruire una società più giusta, democratica e resiliente di fronte alle sfide del mondo contemporaneo.
Come funziona il ruolo dell’educazione nella visione del Presidente
Il ruolo dell’educazione, secondo la visione del Presidente, va oltre l’insegnamento delle nozioni di base; si tratta di un processo che mira a creare cittadini consapevoli e impegnati nella vita democratica. L’educazione deve promuovere non solo competenze pratiche, ma anche valori etici e morali che rafforzino il senso di responsabilità individuale e collettiva. Il discorso sottolinea come sia fondamentale investire nella formazione del personale scolastico, affinché gli insegnanti possano agire come figure di riferimento nel processo di crescita civile degli studenti. Inoltre, il Presidente evidenzia che la scuola deve essere un luogo di confronto aperto e inclusivo, capace di favorire il dialogo tra culture diverse e di combattere ogni forma di discriminazione o emarginazione. In questa prospettiva, l’educazione si configura come uno strumento strategico per consolidare i valori di cittadinanza attiva e di rispetto reciproco, elementi imprescindibili per il progresso di una società equa e solidale. Solo attraverso un impegno condiviso si può riuscire a formare le nuove generazioni come cittadini responsabili e promotori di un mondo più giusto.
Perché questo approccio è fondamentale
Perché questo approccio è fondamentale
Adottare questa prospettiva educativa rappresenta un passo decisivo nel promuovere un ambiente scolastico equo e giusto, dove ogni individuo si sente riconosciuto e valorizzato. Focalizzarsi sui diritti fondamentali e incentivare il coinvolgimento di tutte le componenti della comunità scolastica permette di sviluppare competenze sociali, empatia e senso civico nei giovani, preparandoli ad affrontare le sfide di una società complessa e multiculturale. Inoltre, pratiche più partecipative stimolano il senso di responsabilità e la capacità di collaborare tra pari, favorendo un apprendimento più significativo e duraturo. La presenza di un ambiente inclusivo e rispettoso non solo migliora la qualità dell'istruzione, ma contribuisce anche a ridurre le disparità e le discriminazioni, creando un clima di fiducia e di dialogo costruttivo. In questa ottica, la scuola si trasforma in un reale laboratorio di democrazia, dove i giovani imparano a esercitare i propri diritti e doveri, acquisendo competenze essenziali per diventare cittadini attivi e consapevoli.
Benefici della scuola come spazio di attuazione della Costituzione
Inoltre, la scuola come spazio di attuazione della Costituzione favorisce un ambiente in cui vengono valorizzate le diversità e viene promossa l'uguaglianza di opportunità per tutti gli studenti, indipendentemente dalle proprie origini o caratteristiche personali. La presenza di programmi e attività che sensibilizzano sui diritti umani e sui principi di solidarietà contribuisce a formare cittadini responsabili e impegnati nel costruire una società più giusta e inclusiva. La scuola, dunque, svolge un ruolo fondamentale nel rafforzare i valori fondamentali della Costituzione attraverso l'educazione civica e la promozione di una cultura democratica diffusa.
Il ruolo delle pratiche educative coese con i valori costituzionali
Praticare l’educazione come bene pubblico implica creare ambienti di apprendimento che siano laboratorio di democrazia, dove ogni voce possa essere ascoltata e rispettata. La formazione alla cittadinanza attiva e alla promozione dei diritti umani si traduce in pratiche quotidiane di dialogo, ascolto e partecipazione.
Il ruolo dei giovani nella società e nell’educazione
Il CNNDU evidenzia che, riconoscendo il 2026 come Anno europeo dei principali protagonisti, i giovani non sono più semplicemente destinatari di un’istruzione passiva, ma co-creatori di sistemi educativi inclusivi e partecipativi. La loro voce, le loro idee e i loro bisogni devono essere ascoltati come parte integrante dell’“intelligenza educativa” del Paese. La partecipazione giovanile, infatti, non solo rafforza la qualità dell’apprendimento, ma rappresenta anche un passo verso la costruzione di cittadini attivi e consapevoli, pronti a contribuire alla crescita democratica.
Come i giovani possono essere coinvolti attivamente
Le scuole possono integrare pratiche di ascolto e partecipazione diretta, coinvolgendo gli studenti in progetti di progettazione condivisa e nelle decisioni educative quotidiane. L’obiettivo è creare spazi di dialogo autentico, dove i giovani esprimano opinioni, desideri e criticità. La formazione deve favorire l’impegno civico e il rispetto delle diversità, affinché ogni alunno possa sviluppare competenze di cittadinanza e senso di responsabilità, diventando protagonisti del proprio percorso educativo.
Benefici della partecipazione giovanile nell’educazione
Coinvolgere i giovani attivamente nelle pratiche scolastiche stimola il senso di appartenenza e responsabilità, rafforza le competenze civiche e favorisce l’emergere di nuove idee e prospettive. Un sistema scolastico che valorizza la partecipazione produce cittadini più consapevoli e pronti a partecipare in modo attivo alla vita democratica.
Rafforzare la scuola come spazio di partecipazione
Promuovere un ambiente educativo partecipativo significa creare occasioni di dialogo, confronto e collaborazione tra studenti, insegnanti e famiglie. Attraverso attività condivise di progettazione e decisione, si favorisce l’acquisizione di competenze di cittadinanza e si rafforzano i legami comunitari, sostenendo la crescita di un senso di responsabilità condivisa.
Significato pratico della partecipazione
La partecipazione giovanile nella scuola si traduce in attività di ascolto, progettazione e decisione condivisa, promuovendo un senso di corresponsabilità e autonomia civica tra gli studenti e il personale scolastico.
Prospettive del Ministero dell’Istruzione e del Merito
Il Ministero riconosce l’importanza di rafforzare il ruolo della scuola come spazio di crescita e formazione ai valori fondamentali. Questi principi devono essere tradotti in pratiche quotidiane coerenti e coinvolgenti, capaci di superare modelli didattici tradizionali e trasmettere valori come rispetto, responsabilità e inclusione. La loro applicazione è fondamentale per creare un ambiente scolastico più aperto, partecipativo e innovativo, allineato ai principi costituzionali e ai diritti umani.
Come adottare pratiche educative coerenti
Per realizzare una scuola più partecipativa e democratica, è necessario progettare attività coinvolgenti che stimolino l’interazione tra docenti e studenti. La formazione del personale scolastico deve focalizzarsi su metodologie innovative e sulla promozione di pratiche inclusive, che favoriscano il dialogo, l’ascolto attivo e l’empatia. L’obiettivo è creare ambienti di apprendimento in cui i valori di rispetto, responsabilità e inclusione siano al centro dell’esperienza educativa quotidiana.
Pratiche innovative e inclusione
Implementare metodologie didattiche partecipative, come il learning by doing, i laboratori collaborativi e le discussioni guidate, permette di superare la didattica trasmissiva e di coinvolgere maggiormente gli studenti nel processo formativo. Queste pratiche favoriscono l’apprendimento attivo, la crescita personale e la responsabilizzazione, contribuendo a un ambiente scolastico più inclusivo e partecipativo.
Risultati attesi dall’innovazione educativa
Un’educazione che si basa su pratiche partecipative e inclusive favorisce lo sviluppo di competenze trasversali, come il pensiero critico, la capacità di collaborazione e la creatività. Tale approccio rafforza la motivazione degli studenti e rende l’apprendimento più significativo, contribuendo alla formazione di cittadini più consapevoli e attivi.
Superare la didattica tradizionale
Per ottenere i migliori risultati, le pratiche educative devono privilegiare l’interattività, il lavoro di gruppo e la personalizzazione dell’apprendimento, creando un ambiente stimolante e coinvolgente per tutti gli attori della comunità scolastica.
FAQs
Commento del Coordinamento Nazionale Docenti Diritti Umani sulle parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della Giornata Internazionale dell'Educazione 2026
Il messaggio principale sottolinea l'importanza dell'educazione come strumento di libertà, partecipazione e crescita civica, fondamentale per costruire una società più giusta e inclusiva.
Il Presidente la vede come un attore di democrazia e inclusione, capace di sviluppare pensiero critico, responsabilità e valori civici, preparando i giovani alle sfide globali.
Attraverso attività come progetti condivisi, incontri di confronto e coinvolgimento nelle decisioni scolastiche, l’educazione stimola il senso di responsabilità e il protagonismo civico.
Il CNNDU propone attività condivise, co-progettazione educativa, eventi scolastici e percorsi formativi inclusivi per promuovere i valori dei diritti umani e della partecipazione civica.
Per garantire pari opportunità di crescita e sviluppo, evitando discriminazioni e favorendo l’inclusione di tutte le persone, indipendentemente dalle loro caratteristiche.
La valorizzazione delle tecnologie digitali e metodologie innovative permette di rendere l’apprendimento più efficace, coinvolgente e in linea con le esigenze del mondo contemporaneo.
Integra pratiche civiche e attività di educazione alla cittadinanza, promuovendo il rispetto dei diritti fondamentali e i principi della Costituzione, attraverso percorsi di educazione civica e inclusione.
I giovani, ascoltati e coinvolti attivamente, diventano cittadini più consapevoli e protagonisti del cambiamento sociale, rafforzando i principi di partecipazione democratica.