Il 2025 si conclude con un calo delle vendite nel settore dell'editoria italiana, segnando una contrazione del 2,1% rispetto all'anno precedente, con un valore totale di 1,484 miliardi di euro. La diminuzione si riflette anche nelle copie vendute, che hanno registrato un calo del 3%, con circa 99,53 milioni di testi acquistati. Questa tendenza interessa principalmente narrativa e saggistica, sia per adulti che per ragazzi. Tali dati sono stati confermati da analisi di NielsenIQ BookData e rappresentano un momento di riflessione per il settore librario nazionale, in attesa di segnali di ripresa nel 2026.
- Il settore delle vendite di libri in Italia mostra una lieve flessione del 2,1% a valore nel 2025
- Le copie vendute sono calate del 3%, attestandosi intorno ai 99,5 milioni
- Il settore narrativo e della saggistica sono i principali interessati da questa tendenza
- Si prevedono interventi di sostegno governativi per stimolare il mercato nel prossimo anno
- Le iniziative federali puntano a rilanciare la domanda e rafforzare la filiera editoriale
Presentazione ufficiale dei dati
I dati completi saranno divulgati dal presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE), Innocenzo Cipolletta, il 30 gennaio a Venezia, durante il Seminario di Perfezionamento della Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri.
Dettagli evento
- Data: 30/01/2026
- Luogo: Venezia
- Modalità: Evento pubblico e presentazione ufficiale
Analisi sui dati di mercato e le tendenze per il 2025
Analizzando i dati di mercato, si osserva che l’editoria italiana nel 2025 ha mostrato segnali di cambiamento, con la flessione del 2,1% a valore che si traduce nelle vendite trade per un totale di circa 1,484 miliardi di euro. Questo risultato, pur evidenziando una battuta d’arresto rispetto agli anni precedenti, mette in luce anche alcune tendenze emergenti. La riduzione delle copie vendute, seppur contenuta, indica una diminuzione del consumo di prodotti cartacei, in parte a causa di cambi nelle preferenze dei consumatori e dell’adozione di contenuti digitali. Tuttavia, si notano anche segmenti di mercato in crescita, come gli audiolibri e contenuti digitali, che mostrano una resilienza e una capacità di adattamento alle nuove modalità di fruizione dei contenuti. Nonostante le difficoltà, molte case editrici stanno investendo in innovazione e strategie digitali, puntando a nuove nicchie di mercato e cercando di ampliare il pubblico, soprattutto tra le fasce più giovani e digitalizzate. Le tendenze per il prossimo biennio suggeriscono che, sebbene il settore possa continuare a registrare qualche flessione, ci saranno anche opportunità di crescita e di rinnovamento che potrebbero riportare in positivo le prospettive di sviluppo dell’editoria italiana.
Come si sono comportati i diversi segmenti
Nel complesso, i segmenti dell’editoria italiana hanno mostrato comportamenti diversi in relazione alle tendenze di mercato emerse nel 2025. La narrativa, tradizionalmente il settore più rappresentativo, ha subito una leggera flessione, con alcune aree che hanno evidenziato segnali di stabilità, mentre altre hanno vissuto una riduzione nelle vendite, principalmente a causa delle mutate preferenze dei lettori e dell’aumento delle opzioni di intrattenimento digitale. La saggistica, un altro segmento cardine, ha registrato un andamento simile, influenzato dalla crescente domanda di contenuti digitali e dalla riduzione delle occasioni di acquisto in negozio, favorendo le vendite online. Le pubblicazioni di settore, invece, si sono adattate progressivamente a questa dinamica, ampliando le offerte di contenuti digitali e migliorando l’esperienza di acquisto digitale, soprattutto attraverso librerie online e piattaforme di distribuzione digitale. Inoltre, segmenti più di nicchia, come le riviste culturali e scientifiche, hanno mostrato performance più stabili o in lieve aumento, grazie anche a un pubblico di appassionati e studiosi che predilige il formato digitale per motivi di accessibilità e aggiornamento continuo. In generale, l’editoria italiana ha dovuto affrontare un periodo di transizione, che ha comportato una riorganizzazione dei modelli di business e un’accelerazione nell’adozione di strategie digitali, al fine di sostenere la propria crescita e la presenza sul mercato in un contesto di cambiamenti rapidi.
Riflessioni sul futuro e gli interventi di supporto
Nonostante le criticità evidenziate nel 2025, esistono segnali di speranza grazie alle politiche di sostegno promosse dal governo italiano. In particolare, è stato stanziato un fondo di 60 milioni di euro destinato agli acquisti per le biblioteche pubbliche, intervento che potrebbe favorire una ripresa della domanda. La fiducia degli operatori del settore si focalizza sul 2026, considerando gli incentivi e le misure di rilancio come strumenti fondamentali per invertire questa tendenza negativa.
Previsioni per il 2026
Le aspettative sono orientate verso una ripresa, grazie anche alle iniziative governative, fra cui spiccano i finanziamenti alle biblioteche pubbliche. Questi interventi potrebbero contribuire a rafforzare la domanda di libri, sostenere gli operatori del settore, e favorire una crescita del mercato editoriale nel prossimo anno.
Importanza degli incentivi statali per il settore
Gli incentivi statali rappresentano una leva strategica per la ripresa dell’editoria italiana nel 2026, con particolare attenzione alle biblioteche pubbliche e agli acquisti collettivi. La fiducia è diffusa tra gli addetti ai lavori, che confidano in un cambio di tendenza positivo grazie a queste misure di stimolo.
Presentazione ufficiale dei dati
Presentazione ufficiale dei dati
Gli aggiornamenti riguardanti l’andamento dell’editoria italiana nel 2025 saranno resi disponibili ufficialmente dal presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE), Innocenzo Cipolletta, durante il seminario che si terrà il 30 gennaio a Venezia. In questa occasione, verranno presentati i dati completi sulla situazione del settore, con un focus particolare sulla flessione del 2,1% a valore, che si traduce in vendite trade per 1,484 miliardi di euro. Questi dati rappresentano un importante punto di riferimento per comprendere le tendenze del mercato editoriale e le sfide future a cui il settore dovrà far fronte. La presentazione offrirà una visione approfondita delle performance del comparto, analizzando i principali fattori che hanno influenzato la diminuzione delle vendite e proponendo possibili strategie di rilancio.
Dettagli evento
Il settore dell'editoria italiana ha registrato una significativa variazione nel 2025, con una flessione complessiva del 2,1% a valore, portando le vendite trade a circa 1,484 miliardi di euro. Questa diminuzione riflette in parte le sfide del mercato, tra cui la crescente diffusione di contenuti digitali e le mutate abitudini di consumo dei lettori. L'evento rappresenta un'importante occasione per analizzare le tendenze e le strategie future per il settore editoriale italiano, offrendo spunti di riflessione e opportunità di confronto tra professionisti e operatori del settore.
FAQs
Annusario dell'editoria italiana 2025: una crescita negativa del settore del 2,1% a valore
Il settore ha registrato una flessione del 2,1% a valore, con vendite trade per 1,484 miliardi di euro, segnando un calo rispetto all'anno precedente.
Le copie vendute sono calate del 3%, attestandosi intorno ai 99,53 milioni di testi acquistati.
Prevalentemente il settore narrativo e la saggistica, sia per adulti che per ragazzi, hanno subito le principali riduzioni nelle vendite.
Il governo ha stanziato un fondo di 60 milioni di euro per sostenere le biblioteche pubbliche, favorendo la ripresa della domanda.
Si prevede una possibile ripresa grazie alle misure di sostegno governative e all'adozione di strategie digitali da parte delle case editrici.
Narrativa e saggistica hanno subito cali, ma segmenti come gli audiolibri e i contenuti digitali mostrano resilienza e crescita.
Le case editrici stanno investendo in innovazione, contenuti digitali e nuove nicchie di mercato per fidelizzare i lettori più giovani.
Le politiche di sostegno, come il finanziamento alle biblioteche, sono considerate fondamentali per favorire una futura ripresa del mercato.
L’aumento dell’offerta digitale, il cambiamento nelle preferenze dei consumatori e la diminuzione degli acquisti in negozio sono i principali fattori.