Chi: L’attrice e ex insegnante Emanuela Fanelli
Cosa: Esprime il suo punto di vista sui social media e sulla crescita dei bambini
Quando: Intervista recente, pubblicata a metà 2024
Dove: Su *Il Messaggero*
Perché: Per condividere riflessioni sulla pressione sociale, sull’uso della tecnologia e sulla sua esperienza pedagogica.
- Fanelli sostiene che i social dovrebbero essere tolti agli adulti, non ai bambini.
- Ricorda il valore dell'insegnamento e il suo legame con la crescita personale.
- Esprime la volontà di tornare a insegnare se il lavoro nel cinema dovesse fermarsi.
- Critica la dipendenza dagli strumenti digitali e la pressione sociale sull’adolescenza.
DESTINATARI: Educatori, genitori, adolescenti, operatori sociali
MODALITÀ: Intervista e riflessioni personali
LINK: https://ilmessaggero.it
Il punto di vista di Emanuela Fanelli sui social e sull’adolescenza
Oltre alla sua esperienza nel campo dell’insegnamento, Emanuela Fanelli ha sviluppato una particolare sensibilità nei confronti dell’adolescenza e del loro rapporto con i social media. La sua frase emblematico, "Social? Li toglierei agli adulti. Non sono diversa da quando facevo la maestra", riflette una convinzione profonda: spesso i problemi legati alle piattaforme digitali sono più percepibili negli adulti, che tendono a utilizzare i social anche in modo compulsivo, trascurando le potenziali conseguenze. Fanelli sottolinea come gli adolescenti, pur essendo generalmente più spontanei e meno schiavi di certi meccanismi, siano comunque influenzati dal modo in cui gli adulti si rapportano al digitale. Per lei, la chiave sta nell’educazione e nella corretta impostazione di limiti e strumenti di consapevolezza, affinché i social possano rappresentare un’opportunità di crescita e confronto, piuttosto che un veicolo di dipendenza o isolamento. La sua esperienza come insegnante le permette di evidenziare quanto sia importante promuovere educazione digitale fin dai primi anni, affinché le giovani generazioni sviluppino un rapporto sano e consapevole con la tecnologia. Fanelli insiste sull’importanza di un dialogo aperto, non giudicante, tra adulti e ragazzi, per affrontare insieme le sfide di un mondo sempre più interconnesso.
Perché Fanelli pensa che i social vadano limitati agli adulti
Emanuela Fanelli si mostra convinta che i social media siano strumenti che, se usati responsabilmente, potrebbero rappresentare un'opportunità autentica di crescita e confronto, soprattutto per le giovani generazioni. Tuttavia, sottolinea anche come spesso gli adulti instaurino un rapporto problematico con queste piattaforme, utilizzandole in modo compulsivo o per motivi di semplice svago, senza un reale senso di responsabilità. Ricorda che, quando faceva la maestra, aveva la sensazione che le nuove tecnologie richiedano una vera e propria educazione all'uso consapevole, che spesso manca. Per questo, Fanelli propone di limitare l'accesso ai social agli adulti, affinché possano essere più responsabili nel guidare i giovani e nel creare un ambiente digitale più sicuro e rispettoso. La sua riflessione nasce dalla convinzione che un uso più maturo degli strumenti può contribuire a ridurre i problemi legati all'isolamento sociale, alla diffusione di notizie false e al cyberbullismo, garantendo un rapporto più equilibrato e salutare con le nuove tecnologie. In sostanza, Fanelli sostiene che la responsabilità e l'esempio degli adulti sono fondamentali perché i social possano diventare strumenti di crescita e non di danno.
Implicazioni pedagogiche e ricordare il valore dell’infanzia
Implicazioni pedagogiche e ricordare il valore dell’infanzia
Fanelli ricorda che l’esperienza come insegnante dell'infanzia le ha insegnato quanto i primi anni di vita siano cruciali per formare gli individui. Durante la sua carriera, si impegnava a promuovere il rispetto reciproco e la condivisione tra bambini, gestendo conflitti e rispettando il pensiero e il corpo dell’altro. Ricorda con affetto quei momenti come fondamentali nella sua crescita personale e professionale, sottolineando come il mondo dei bambini percepisca il mondo con purezza e spontaneità, lontano dai condizionamenti degli adulti.
In una recente dichiarazione, Emanuela Fanelli ha affermato: “Social? Li toglierei agli adulti. Non sono diversa da quando facevo la maestra”, sottolineando l'importanza di preservare l'innocenza e la libertà dei più giovani. Questa posizione evidenzia quanto sia fondamentale mantenere un ambiente educativo che favorisca il gioco, l'esplorazione e il dialogo diretto, valori che rischiano di essere compromessi dall'eccessivo utilizzo dei social e della tecnologia tra gli adulti. Promuovere un’educazione centrata sull’esperienza diretta e sulla relazione autentica con gli altri permette ai bambini di sviluppare competenze sociali, emotive e cognitive essenziali per il loro futuro. Ricordare il valore dell'infanzia significa anche riconoscere l'importanza di creare spazi sicuri e stimolanti, in cui i bambini possano crescere liberi di esprimersi e di apprendere attraverso il gioco e l’interazione umana. Solo attraverso un’attenzione consapevole a queste fasi si può garantire il benessere e lo sviluppo equilibrato delle nuove generazioni, preservando le caratteristiche innate di spontaneità e creatività che contraddistinguono l’età infantile.
Il ruolo dell’insegnante e la sua salute mentale
Secondo Emanuela Fanelli, il ruolo dell’insegnante richiede una forte consapevolezza di sé e una buona salute mentale, che permette di gestire le sfide quotidiane con serenità e competenza. La sua affermazione “Social? Li toglierei agli adulti. Non sono diversa da quando facevo la maestra” evidenzia il rapporto stretto e complesso tra insegnamento e social media, strumenti spesso fonte di stress e pressioni. È fondamentale che gli insegnanti trovino momenti di rilassamento e supporto per preservare il loro benessere psicologico, che si riflette positivamente sulle relazioni con gli studenti. La cura della salute mentale dell’insegnante diventa così un elemento chiave per creare ambienti scolastici più sereni e produttivi, migliorando non solo il loro equilibrio personale, ma anche l’esperienza educativa dei bambini. È importante che le istituzioni scolastiche promuovano iniziative di supporto psicologico e formazione specifica per favorire il benessere degli insegnanti, riconoscendo il loro ruolo cruciale nel processo di crescita delle nuove generazioni.
La connessione tra scuola, crescita e tecnologia
Per Fanelli, l’educazione dovrebbe accompagnare i bambini nell’affrontare le sfide del mondo digitale, senza lasciarli sole di fronte alla pressione sociale. La sua visione equilibrata tra lavoro e passione si riflette nel desiderio di tornare a insegnare qualora le opportunità artistiche diminuissero, dimostrando che per lei la condivisione e l’educazione sono sempre state valori chiave.
Filosofia di vita e rapporto con la notorietà
Nell’intervista, Fanelli afferma che la notorietà non le è mai stata una meta, ma piuttosto un come risultato naturale del suo lavoro. La considera una “bellissima conseguenza”, anche se non un’ossessione. La sua priorità rimane sempre la qualità del suo lavoro e il benessere personale, piuttosto che il riconoscimento pubblico.
Riflessioni finali sull’importanza di una prospettiva critica
Fanelli conclude che è fondamentale mantenere una visione critica sull’uso dei social media, soprattutto per proteggere le nuove generazioni dall’eccesso di dipendenza e pressione. La sua esperienza come insegnante e attrice le consente di offrire un punto di vista equilibrato, che valorizza la crescita umana e la tutela dei giovani in un mondo sempre più digitale.
FAQs
Emanuela Fanelli: “Toglierei i social agli adulti. La mia esperienza di insegnante non è cambiata”
Fanelli crede che gli adulti usino in modo compulsivo i social e che un utilizzo più maturo possa migliorare l'ambiente digitale per i giovani.
Fanelli sottolinea l'importanza di promuovere un'educazione digitale responsabile fin dai primi anni, favorendo un rapporto equilibrato con la tecnologia.
Fanelli vede la sua esperienza come insegnante come fonte di consapevolezza sull'importanza di limiti e dialogo nel rapporto con i social, ritenendo che la responsabilità degli adulti sia fondamentale.
Perché gli adulti spesso manifestano dipendenza e comportamenti compulsivi, rischiando di influenzare negativamente i giovani e creando ambienti digitali meno sicuri.
Fanelli evidenzia l'importanza di preservare l'innocenza dei bambini, promuovendo ambienti di gioco e relazione autentica lontano dallo stress digitale.
Fanelli sostiene che il benessere psicologico degli insegnanti è essenziale per creare ambienti scolastici sereni e favorire lo sviluppo dei bambini.
Fanelli pensa che l’educazione debba accompagnare i bambini nel mondo digitale, mantenendo un equilibrio tra apprendimento, socializzazione e tutela.
Ritiene che la notorietà sia una conseguenza naturale del suo lavoro, prioritizzando sempre la qualità e il benessere personale.
Fanelli insiste sulla necessità di mantenere una visione critica e di proteggere i giovani dai rischi di dipendenza e pressione digitale.