Un gruppo di oltre sessanta professori universitari contesta le nuove Indicazioni Nazionali per la filosofia nei licei, chiedendo che autori come Spinoza, Leibniz e Marx non vengano esclusi. La lettera, inviata al ministero e al governo, descrive le scelte della bozza come molto gravi e denuncia una «temeraria esclusione» del pensiero moderno. La Commissione guidata da Loredana Perla ribadisce che si tratta di una fase di consultazione democratica: nulla è definitivo. L'ok definitivo arriverà solo dopo i questionari, i tavoli di ascolto e l'esame del Consiglio di Stato, con la data di riferimento non prima di settembre 2027. La proposta prevede due percorsi complementari per guidare l'insegnamento, lasciando libertà agli insegnanti pur mantenendo riferimenti chiave.
Due Percorsi di Studio Nelle Indicazioni Nazionali: libertà didattica e rischi per la classe
Le Indicazioni Nazionali propongono due percorsi complementari per strutturare l'insegnamento della filosofia. Il primo parte dai problemi e li contestualizza con autori e testi; il secondo ricostruisce la storia del pensiero in chiave diacronica. Entrambi mirano a offrire libertà agli insegnanti senza imporre una lista obbligatoria di autori, ma la discussione verte su quali figure siano ritenute imprescindibili e come si bilancino con l'autonomia didattica a livello di scuola.
| Aspetto | Contenuto Attuale | Proposta o Impatto |
|---|---|---|
| Autori esclusi | Spinoza, Leibniz e Marx non presenti | Incorpora movimenti e correnti senza imporre un elenco obbligatorio |
| Due percorsi | Uno centrato sui problemi e testi; l’altro sulla storia diacronica | Offrono flessibilità didattica e adattabilità ai contesti |
| Libertà educativa | Bozza non impone sequenze rigide | Consente personalizzazione a livello di scuola |
| Processo consultazione | Questionari, tavoli di ascolto, CSI e Consiglio di Stato | Meccanismi di input pubblico e revisione |
| Tempistiche | Ok definitivo non prima di settembre 2027 | Definisce un orizzonte di attuazione didattica |
| Firmatari | Massimo Cacciari, Giuseppe Licata, Sandro Mezzadra, Gaetano Lettieri | Riflettono posizioni accademiche nel dibattito |
Contesto operativo: come si svolge la consultazione e quali confini ha la bozza
La presidente della commissione, Loredana Perla, ha spiegato che la bozza è diffusa in una fase di consultazione democratica e che ogni contributo verrà tenuto in considerazione. Il documento dovrà essere valutato attraverso questionari per le scuole, tavoli di ascolto, il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione e, infine, il Consiglio di Stato. L'ok definitivo non arriverà prima di settembre 2027.
Tra le voci critiche, spiccano le firme di autori come Massimo Cacciari e altri accademici, che hanno definito la proposta una “polpetta avvelenata” e hanno lamentato una formazione “debole e priva di respiro” per le nuove generazioni. Perla però ribadisce che non è possibile fornire un elenco completo di autori: la bozza indica movimenti e correnti, non una catalogazione esaustiva.
Prossimi passi pratici per docenti e dirigenti
In questa fase è utile tradurre la consultazione in azioni concrete a livello di scuola. Ecco una guida operativa che può servire a docenti e dirigente.
- Verifica se la tua scuola ha partecipato ai questionari e ai tavoli di ascolto.
- Raccogli rilievi interni da docenti e consiglio di classe per definire priorità didattiche.
- Prepara una mappa didattica che identifichi autori e correnti rilevanti per la classe.
- Invia proposta di integrazione ai canali ufficiali di consultazione, includendo riflessioni locali.
La finalità è definire come introdurre gli autori e i riferimenti in modo flessibile, con una timeline di attuazione che migliori la preparazione degli studenti senza imporre un canone rigido.
FAQs
Filosofia Nei Licei: Esclusi Spinoza, Leibniz e Marx? Una consultazione democratica sui percorsi didattici
È una fase di consultazione democratica: nulla è definitivo e i contributi sono presi in considerazione. L'ok definitivo arriverà solo dopo questionari, tavoli di ascolto e l’esame del Consiglio di Stato.
Secondo Perla, si tratta di un elenco indicativo. La bozza non impone una lista obbligatoria di autori e considera movimenti e correnti, non una catalogazione esaustiva.
La proposta prevede due percorsi complementari: uno centrato sui problemi e testi, l'altro sulla storia diacronica. Entrambi offrono libertà didattica e flessibilità per adattarsi ai contesti.
Verifica la partecipazione ai questionari e tavoli di ascolto. Raccogli rilievi interni e prepara una mappa didattica con autori rilevanti; invia proposte di integrazione ai canali ufficiali.