Chi: Ministero dell'Istruzione e del Merito; Cosa: pubblicazione del decreto con regole di distribuzione dei finanziamenti per le scuole paritarie e l'inclusione degli alunni con disabilità; Quando: 12 febbraio 2026; Dove: Italia; Perché: garantire risorse adeguate al sistema educativo e promuovere l'inclusione scolastica.
- Assegnazione di 587,8 milioni di euro per le scuole paritarie nel 2025/26
- Fondi dedicati anche all’inclusione degli alunni con disabilità, con 163,4 milioni di euro
- Regole di distribuzione basate su scale proporzionali di scuole, classi e studenti
Stanziamenti e criteri di riparto
Il Decreto Ministeriale n. 22 del 12 febbraio 2026 definisce le modalità con cui verranno ripartite le risorse stanziate alle scuole paritarie di ogni ordine e grado per l’anno scolastico 2025/26. La dotazione complessiva ammonta a circa 588 milioni di euro, destinati a sostenere le istituzioni scolastiche paritarie riconosciute dal sistema nazionale di istruzione. Si tratta di un importante incremento rispetto alle annualità precedenti, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo delle scuole non statali nella formazione.
Per la distribuzione territoriale, si utilizza un metodo proporzionale basato su tre criteri principali: il numero di scuole, il numero di classi e sezioni, e il numero di studenti iscritti. In particolare:
- 15% in proporzione al numero di scuole
- 35% in relazione al numero di classi e sezioni
- 50% in base agli iscritti totali
Questi dati sono raccolti dall’Anagrafe Nazionale degli Studenti e dalle rilevazioni sulle scuole, garantendo una distribuzione equa e basata su indicatori oggettivi.
Come funziona il riparto
Il riparto delle risorse destinato alle scuole paritarie si basa su criteri stabiliti dal decreto pubblicato recentemente, che include una quota di 587,8 milioni di euro per il periodo 2025/26 e 163,4 milioni di euro dedicati specificamente all’inclusione degli alunni con disabilità. Questi fondi sono destinati a migliorare la qualità dell’offerta scolastica e a favorire un’istruzione più equa e inclusiva. Nello specifico, il decreto prevede che i Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali elaborino un piano dettagliato di distribuzione delle risorse, tenendo conto delle esigenze di ciascuna regione e delle specificità delle singole scuole. La distribuzione dei fondi avviene secondo un ordine di priorità che va dalle scuole dell’infanzia, ritenute fondamentali per lo sviluppo dei bambini e per l’accesso all’istruzione, passando alle scuole primarie, che costituiscono il primo livello di istruzione obbligatoria, sino ad arrivare alle scuole secondarie di primo e secondo grado. Particolare attenzione viene rivolta alle scuole che accolgono alunni con disabilità, affermando un principio di inclusione che riconosce l’importanza di garantire pari opportunità a tutti gli studenti. La ripartizione considera anche criteri di efficacia e di sostenibilità a lungo termine, affinché le risorse siano distribuite in modo equo e mirato, contribuendo a un sistema scolastico più inclusivo e di qualità.
Azioni prioritarie per le regioni
Le regioni devono predisporre piani di assegnazione che rispettino le priorità di cui sopra e garantiscano una distribuzione equilibrata delle risorse. Il monitoraggio del rispetto delle regole avviene attraverso controlli ufficiali, anche a campione, per verificare la conformità alle normative e ai requisiti di legge.
Priorità alle scuole non commerciali e requisiti
Le risorse statali sono indirizzate prioritariamente alle scuole paritarie senza scopo di lucro. Queste devono rispettare regole stringentemente definite, tra cui:
- Divieto di distribuzione di utili
- Obbligo di reinvestimento di eventuali proventi
- Devoluzione del patrimonio in caso di scioglimento
- Premi e incentivi per servizi di qualità
Le scuole devono attestare il possesso di questi requisiti tramite il portale SIDI, che permette il monitoraggio e i controlli da parte degli uffici scolastici, anche attraverso verifiche a campione.
Come dimostrare i requisiti di conformità
Le istituzioni sono chiamate a dichiarare, attraverso piattaforme digitali dedicate, il rispetto delle condizioni richieste per potersi qualificare come beneficiarie dei fondi. L’iter prevede controlli formali e sostanziali, per assicurare che le scuole siano idonee a ricevere le risorse e operino nel rispetto della normativa vigente.
Fondi per l’inclusione degli studenti con disabilità
Il decreto prevede inoltre uno stanziamento di 163,4 milioni di euro dedicato specificamente all’inclusione degli alunni con disabilità nelle scuole paritarie. La distribuzione di questa quota è calcolata in base al numero di studenti con disabilità iscritti e frequentanti ciascuna regione.
L’assegnazione alle singole scuole avviene in modo equilibrato, con il 50% delle risorse correlato al numero di studenti con disabilità, e il restante 50% in relazione all’incidenza di tali studenti sul totale degli iscritti. Questo approccio mira a rafforzare l’inclusione e garantire pari opportunità di accesso all’educazione di qualità.
Approfondimenti sul riparto delle risorse per inclusione
Attraverso questo metodo, si intende sostenere concretamente le scuole che accolgono un elevato numero di alunni con bisogni educativi speciali, promuovendo ambienti scolastici più inclusivi e favorendo il successo scolastico di tutti gli studenti.
Quali sono i criteri di assegnazione
Le risorse vengono ripartite secondo due parametri principali: il numero di studenti con disabilità e la loro incidenza sul totale degli iscritti, assicurando che le scuole più impegnate in progetti di inclusione ricevano un sostegno adeguato.
FAQs
Distribuzione dei fondi alle scuole paritarie e inclusione degli studenti con disabilità: pubblicato il decreto con i criteri di riparto
Sono previsti 587,8 milioni di euro per il 2025/26 destinati alle scuole paritarie.
Il riparto si basa su tre criteri: 15% per il numero di scuole, 35% per le classi e sezioni, e 50% per gli iscritti totali.
Sono stati destinati 163,4 milioni di euro all'inclusione degli alunni con disabilità.
La distribuzione si basa sul numero di studenti con disabilità e sulla loro incidenza sul totale degli iscritti, con 50% delle risorse assegnate a ciascuna metrica.
Devono rispettare regole di assenza di utili, reinvestimento dei proventi, devoluzione del patrimonio in caso di scioglimento e ottenere accreditamenti tramite il portale SIDI.
Il decreto è stato pubblicato il 12 febbraio 2026.
Le regioni devono predisporre piani equilibrati rispettando le priorità di scuole dell'infanzia, primarie e secondarie, con controlli ufficiali a campione.
Le scuole devono attestare il possesso dei requisiti tramite il portale SIDI, con controlli documentali e verifiche a campione.