Chi: la FLC CGIL rappresentata da Gianna Fracassi
Cosa: si oppone all’installazione dei metal detector nelle scuole e richiede maggiori risorse
Quando: in seguito all’ultima proposta e in occasione del dibattito sulla sicurezza scolastica
Dove: in tutto il territorio nazionale
Perché: per promuovere un’educazione inclusiva e umana, evitando misure repressive che non affrontano le cause reali dei problemi scolastici
- Opposizione ai metal detector come soluzione repressive
- Richiesta di più docenti e personale ATA
- Critica alle politiche di controllo e repressione
- Priorità a investimenti strutturali nella scuola
La posizione della FLC CGIL contro i metal detector nelle scuole
La posizione della FLC CGIL contro i metal detector nelle scuole
La FLC CGIL contro i metal detector nelle scuole ritiene che questa misura rappresenti una soluzione temporanea e superficiale, che non affronto le vere cause della sicurezza e del disagio nelle istituzioni scolastiche. Secondo il sindacato, investire principalmente su maggiori risorse umane, come più docenti e personale ATA, rappresenta un intervento più efficace e sostenibile nel lungo termine. Il coinvolgimento di professionisti qualificati consente di sviluppare politiche educative di prevenzione, sostegno agli studenti e inclusione sociale, riducendo così i rischi e migliorando l’ambiente scolastico.
Gianna Fracassi ha più volte sottolineato che “servono più docenti e personale ATA, non controllo e repressione”, poiché le tematiche di sicurezza non possono essere affrontate esclusivamente attraverso strumenti di delimitazione e verifiche fisiche. La promozione di un clima scolastico sereno, nel quale gli studenti si sentano accolti e supportati, è fondamentale per prevenire comportamenti a rischio. La FLC CGIL si oppone quindi all’idea di etichettare le scuole come “a rischio” e di stigmatizzare determinati ambienti, poiché ciò può alimentare discriminazioni e influire negativamente sull’intero ambiente educativo.
Per la FLC CGIL, la vera sicurezza nasce da una scuola che investe nella qualità dell’educazione, che promuove valori di rispetto, dialogo e partecipazione. La reazione alle emergenze deve essere proporzionata e guidata da un approccio inclusivo, piuttosto che da dispositivi di controllo che rischiano di alimentare senso di insicurezza e sfiducia tra studenti, genitori e insegnanti. In conclusione, il sindacato ribadisce che il miglior modo per garantire un ambiente scolastico sicuro è attraverso politiche strutturali che rafforzino il sistema educativo nel suo complesso, e non substituendo l’affermazione dei valori culturali e sociali con controlli fisici.
Il rischio di una politica di sicurezza inadeguata
Fracassi sottolinea che affidarsi esclusivamente a misure come i metal detector rischia di creare un clima di insicurezza e sfiducia all’interno delle scuole. Questi strumenti, infatti, sono spesso percepiti come simbolo di una risposta punitiva piuttosto che come strumenti efficaci di prevenzione. La vera prevenzione passa attraverso un incremento degli organici scolastici, in particolare di docenti e personale ATA, che possano dedicare più attenzione al sostegno degli studenti e alla promozione di un ambiente scolastico positivo. Solo con un numero adeguato di figure professionali si può progettare un modello di scuola che valorizzi l’ascolto, il supporto e l’educazione, piuttosto che la repressione. La protesta della FLC CGIL nasce dalla consapevolezza che le soluzioni punitive e i controlli invasivi non affrontano le cause profonde di disagio, discriminazione o problematiche sociali che si manifestano in ambito scolastico. È fondamentale investire in progetti educativi, formazione del personale e in politiche di inclusione che favoriscano un clima di rispetto reciproco, garantendo così una sicurezza reale e duratura per studenti e tutto il personale scolastico. Questi interventi rappresentano un investimento sul futuro, più efficace e sostenibile, rispetto a soluzioni temporanee e superficiali.
Il contesto delle misure del Ministero e le criticità
Il contesto delle misure del Ministero e le criticità
Recentemente, il Ministero dell’Istruzione ha annunciato controlli elettronici in alcune scuole con criticità particolari, ma la FLC CGIL sottolinea che questi interventi sono insufficienti e non solo inutili ma controproducenti. La vera sfida è investire in un sistema educativo forte, che includa formazione di docenti, personale ATA e risorse per gestire le complessità dei contesti scolastici. La tragedia di La Spezia ha acceso i riflettori sulla necessità di interventi di sistema, non di mera repressione.
In questo quadro si inseriscono le recenti decisioni del Ministero, che intende dotare gli istituti di metal detector come misura di sicurezza, suscitando molte critiche. La FLC CGIL si oppone fermamente a questa scelta, evidenziando come tale approccio penalizzi il valore formativo e inclusivo dell’educazione, concentrandosi invece su strumenti di controllo che non affrontano le cause profonde dei problemi di sicurezza nelle scuole. Fracassi, rappresentante della confederazione, ha ricordato che servono più docenti e personale ATA, in grado di garantire un ambiente scolastico più sicuro e stimolante, piuttosto che investire in tecnologie di controllo che rischiano di creare un clima di paura e di repressione. È evidente che la sola presenza di metal detector non può supplire alle carenze di risorse e di figure professionali fondamentali per il buon funzionamento delle scuole. La soluzione reale demanda interventi di sistema più ampi, volti a rafforzare l’offerta educativa, promuovere l’inclusione e prevenire i rischi alla fonte, favorendo un ambiente scolastico che sia sicuro, accogliente e di qualità per tutti gli studenti e il personale.
La critica alle politiche di sicurezza
Inoltre, la posizione di FLC CGIL evidenzia come l’uso dei metal detector possa creare un clima di tensione e diffidenza tra studenti, insegnanti e personale scolastico, compromettendo il senso di comunità e collaborazione che dovrebbe prevalere nelle scuole. L’accento viene quindi posto sulla necessità di investimenti significativi nel capitale umano, ovvero più docenti e personale ATA, per garantire un’effettiva presenza educativa e supporto agli studenti. La formazione del personale e l’adozione di politiche di prevenzione, più che di controllo repressivo, sono ritenute strumenti essenziali per contrastare efficacemente i fenomeni di devianza e violenza. La tesui di un ambiente scolastico più sicuro passa dunque per un investimento sulla qualità dell’educazione e sulla costruzione di un rapporto di fiducia tra tutti i soggetti coinvolti, piuttosto che per sistemi di sorveglianza che rischiano di alterare il clima di serenità e di apertura necessario all’apprendimento.
Le proposte per un cambiamento reale
Il sindacato chiede investimenti dedicati a rafforzare la presenza di docenti e personale ATA, al fine di migliorare la qualità dell’educazione e ridurre il disagio sociale. Solo così si potrà creare un ambiente più sicuro e rispettoso, coerente con i valori di inclusione e tutela dei diritti degli studenti.
Le priorità di Fracassi: più risorse e investimenti nella scuola pubblica
Secondo la leader della FLC CGIL, la soluzione ai problemi di sicurezza e di disagio sociale nelle scuole passa attraverso un incremento consistente di risorse umane e finanziarie. Fracassi sottolinea che sono necessari **più insegnanti**, **più personale ATA** e uno sforzo di investimento che coinvolga l’intera filiera educativa e sociale. La cultura della repressione non può essere la risposta a problemi complessi come il bullismo, la marginalizzazione o l’insicurezza.
Il bisogno di un vero grande piano di investimenti
Per migliorare la qualità della scuola pubblica e favorire un ambiente aperto e collaborativo, la FLC CGIL propone l’attuazione di un **piano di investimenti strutturali**, con risorse dedicate anche all’assunzione di personale stabile e alla formazione di docenti e ATA. Tali iniziative devono essere integrate con miglioramenti nei servizi di supporto alle famiglie e agli utenti, rafforzando la funzione educativa dell’intera comunità scolastica.
Fondamentale l’ascolto e l’attenzione alle esigenze degli studenti
Fracassi evidenzia l’importanza di ascoltare i bisogni degli studenti, sviluppando un’educazione sessuo-affettiva e una strategia educativa che ponga gli adolescenti al centro, come parte attiva del percorso formativo. La scuola deve essere un luogo di crescita integrale che affronta anche le sfide sociali e culturali del mondo contemporaneo.
Perché l’investimento nella scuola è fondamentale
Investire nella scuola significa investire nel futuro del Paese, garantendo a tutte le giovani generazioni un’educazione di qualità, sostenibile e inclusiva. La FLC CGIL insiste sulla centralità dell’istruzione come pilastro della società democratica.
Rinnovo contrattuale e risorse per i lavoratori della scuola
Francesca Fracassi sottolinea che la mancata sottoscrizione del contratto scuola 2022-2024 deriva dalla insufficienza di risorse e da un mancato riconoscimento della professionalità del comparto. La priorità è migliorare le condizioni di lavoro e di retribuzione di docenti e personale ATA per un sistema scolastico più equo e efficace.
FAQs
FLC CGIL si oppone ai metal detector nelle scuole: Fracassi chiede più investimenti e personale
La FLC CGIL ritiene che i metal detector siano strumenti temporanei e superficiali, che non affrontano le cause profonde del disagio e della sicurezza nelle scuole, favorendo invece politiche di investimento in risorse umane.
Fracassi chiede più docenti e personale ATA, invece di strumenti di controllo come i metal detector, per garantire una sicurezza reale e sostenibile.
Rischia di creare un clima di insicurezza e sfiducia, alimentando la percezione di uno Stato punitivo piuttosto che di un ambiente scolastico supportivo e inclusivo.
Investendo in risorse umane, formazione, politiche di prevenzione e inclusione sociale, creando un ambiente più rispondente alle reali esigenze degli studenti e del personale.
La FLC CGIL sostiene che la vera sicurezza deriva da un sistema educativo forte, che investe in risorse umane, inclusione e valori di rispetto, piuttosto che da dispositivi di sorveglianza.
Può generare tensione, diffidenza e un senso di paura tra studenti e personale, compromettendo il clima di collaborazione e inclusione necessario in ambito scolastico.
Rafforzare la presenza di docenti e personale ATA, investire in formazione, politiche di inclusione e risorse strutturali che migliorino la qualità dell’educazione e la sicurezza reale.
Per promuovere un clima di rispetto, inclusione e partecipazione, evitando politiche repressive che non risolvono le cause profonde dei problemi di sicurezza.
Gli investimenti permettono di rafforzare le risorse umane, sviluppare politiche di prevenzione e inclusione, creando un ambiente scolastico più armonioso e sicuro.