Nel 2024, il divario pensionistico di genere in UE e in Italia riflette profonde disuguaglianze nelle opportunità e nelle carriere delle donne rispetto agli uomini. Le donne percepiscono assegni pensionistici significativamente inferiori, con valori che raggiungono il 28% in Italia e il 24,5% in UE, confermando la necessità di interventi politici per ridurre questa disparità.
- Il gap pensionistico di genere è ancora molto presente nel 2024 sia in Europa che in Italia.
- Le differenze tra mediana e media delle pensioni evidenziano disparità più o meno accentuate tra Paesi.
- In Italia, le donne over 65 percepiscono circa un terzo in meno rispetto agli uomini.
- Le disparità sono influenzate da fattori socio-economici e strutturali come lavoro part-time e interruzioni di carriera.
Disuguaglianze nella pensione media europea e analisi dei dati aggiornati
In Italia, il divario pensionistico tra uomini e donne è ancora più marcato, con le donne che percepiscono assegni pensionistici medi inferiori del 28% rispetto agli uomini. Questo fenomeno rappresenta circa un terzo in meno rispetto a quanto percepiscono gli uomini, evidenziando un gap significativo che si riflette in una maggiore vulnerabilità economica per le donne in età pensionistica. Tale disparità si accentua ulteriormente considerando che molte donne hanno carriere più discontinue a causa di interruzioni lavorative legate all’assistenza familiare, alla maternità o a altri impegni domestici, che influiscono negativamente sulla contribuzione previdenziale. Oltre alle differenze di retribuzione normalmente riscontrate tra i sessi, queste condizioni contribuiscono a ridurre la cifra finale della pensione percepita dalle donne.
Le disuguaglianze nel divario pensionistico sono anche influenzate da politiche di welfare ed entità di sostegno sociale, che spesso non sono sufficientemente mirate a ridurre queste differenze di genere. La presenza di sistemi di pensione complementare e di strumenti di tutela sociale può contribuire ad attenuare tali disparità se applicati correttamente. Tuttavia, le statistiche evidenziano che, in molti Paesi europei, le donne continuano a essere svantaggiate, ponendo l’accento sulla necessità di interventi strutturali e di policy mirate a garantire una maggiore equità nel sistema pensionistico. Questo divario non solo riflette incertezze economiche future per le donne, ma rappresenta anche un problema sociale più ampio, legato alle disuguaglianze di genere e alle differenze nelle opportunità lavorative tra uomini e donne.
Quale è la situazione nei Paesi europei?
Il divario pensionistico tra uomini e donne varia significativamente tra i Paesi europei, riflettendo le differenze nelle politiche sociali, nelle pratiche di lavoro e nelle condizioni di vita. Nel 2024, la media europea mostra che le donne percepiscono assegni pensionistici inferiori del 24,5% rispetto agli uomini, un dato che sottolinea la persistente disparità di genere nel sistema pensionistico comunitario. In Italia, questa disparità è ancora più marcata, con le donne che percepiscono in media pensioni inferiori del 28%, ovvero circa un terzo in meno rispetto agli uomini. Questa differenza deriva da molteplici fattori, tra cui le interruzioni della carriera dovute alla maternità, salari generalmente più bassi e meno opportunità di carriera. Nei Paesi come Malta e i Paesi Bassi, invece, il gap è molto più elevato, rispettivamente 40,3% e 36,3%, evidenziando sfide importanti legate alla parità di genere nel sistema pensionistico. Al contrario, in Paesi come Estonia e Ungheria, il divario è sorprendentemente basso, con valori del 5,6% e 9,6%. Questi dati dimostrano come le politiche di supporto alla famiglia, la partecipazione femminile al mercato del lavoro e le misure di conciliazione famiglia-lavoro incidano profondamente sul divario di pensione tra i generi, rendendo fondamentale l'adozione di strategie mirate per ridurre questa disparità in tutta l'Unione Europea.
Distribuzione tra media e mediana
Nel contesto del divario pensionistico di genere, è fondamentale considerare come le misure di distribuzione delle pensioni possano offrire prospettive diverse sulla disparità. La media tende a essere influenzata da valori estremi, come pensioni molto alte o molto basse, e può quindi sovrastimare o sottostimare la reale disparità percepita dalla maggior parte delle pensionate. Al contrario, la mediana rappresenta il valore centrale della distribuzione, offrendo una visione più equilibrata e affidabile sulle condizioni pensionistiche della maggioranza delle donne rispetto agli uomini. Per esempio, nel 2024, il divario pensionistico tra uomini e donne in UE è del 24,5%, mentre in Italia si raggiunge il 28%, praticamente un terzo in meno rispetto agli uomini. Questa differenza evidenzia come le pensioni delle donne siano significativamente inferiori, e l'analisi attraverso la mediana può aiutare a comprendere meglio quanto questa disparità sia diffusa tra le fasce di popolazione più rappresentative. Comprendere entrambe le misure permette di ottenere un quadro più completo sul divario di genere nel sistema pensionistico, evidenziando potenziali aree di intervento e di politiche mirate per ridurre questa disparità. In questo modo, si favorisce una discussione più informata e sensibile alle reali condizioni delle pensionate rispetto alla semplice media dei dati.
Le differenze nei dati di mediana e media nel 2024
Nel 2024, il divario pensionistico di genere in Europa evidenzia importanti differenze tra i dati di mediana e media. In molti Paesi, come la Spagna e il Lussemburgo, la discrepanza tra i valori medi e mediani delle pensioni è molto pronunciata, rispettivamente del 41,1% e del 43,3%. Questo fenomeno indica che le pensioni più elevate tendono a elevare la media, mentre la mediana, che rappresenta il valore centrale, mostra un quadro più equilibrato o meno favorevole alle donne. Al contrario, in altri stati come l’Estonia e l’Ungheria, tali differenze sono meno marcate o addirittura positive per le donne, suggerendo che il divario pensionistico di genere in questi paesi è meno evidente o leggermente in vantaggio delle donne, riflettendo disparità meno accentuate o politiche pensionistiche più inclusive. In generale, questi dati evidenziano come le disuguaglianze possano variare significativamente a seconda del metodo di calcolo e delle specifiche condizioni economiche e sociali di ogni Paese, influenzando il modo in cui si misura e si comprende il Gender Pension Gap nel contesto europeo.
Implicazioni di media e mediana
Queste differenze indicano che in alcuni paesi una parte significativa delle pensioni medie maschili è costituita da pochi assegni molto elevati, distorcendo il quadro generale. La diversificazione delle strategie di distribuzione pensionistica richiede analisi approfondite per indirizzare le politiche di riduzione del divario.
La situazione in Italia: dati e fattori determinanti
L’Italia si colloca in una posizione intermedia-alta rispetto alla media europea, con un divario che si aggira intorno al 28-29%, superiore quindi alla media europea del 24,5%. La differenza si percepisce sia nel valore medio che nella mediana, confermando una condizione di disparità strutturale che coinvolge soprattutto le donne over 65.
Perché le pensioni femminili sono più basse?
Le pensioni di donne in Italia sono influenzate da numerosi fattori socio-economici: carriere discontinue, differenziali di retribuzione, prevalenza di part-time e interruzioni di carriera per motivi familiari. La persistente presenza del gender pay gap contribuisce spesso a questa disparità.
Fattori che aggravano il divario
Le condizioni lavorative delle donne sono caratterizzate da tassi di occupazione inferiori rispetto alla media europea, maggior frequenza di lavoro part-time, e interruzioni di carriera dovute alla cura familiare. Questi elementi sono determinanti nel mantenimento di un gap pensionistico di circa un terzo rispetto agli uomini.
Implicazioni sociali e politiche
Il divario pensionistico di genere, in Italia, rivela quanto siano ancora presenti di lungo termine disuguaglianze nel mercato del lavoro e nelle politiche di welfare. La riduzione di tale disparità necessita di interventi integrati, che coinvolgano formazione, politiche di conciliazione e riforme pensionistiche.
Come intervenire?
Politiche mirate comprendono il miglioramento della partecipazione femminile al lavoro, incentivi al lavoro part-time di qualità e soluzioni di welfare per le interruzioni di carriera
FAQs
Disparità di genere nelle pensioni nel 2024: analisi europea e italiana
Nel 2024, le donne percepiscono assegni pensionistici inferiori del 24,5% rispetto agli uomini in UE, evidenziando una significativa disparità di genere nel sistema pensionistico comunitario.
In Italia, il differenziale è del 28%, circa un terzo in meno rispetto agli uomini, a causa di carriere discontinue, salari più bassi e interruzioni di carriera legate alla famiglia.
Fattori socio-economici, come carriere discontinue, lavoro part-time, differenze salariali e interruzioni di carriera per motivi familiari, contribuiscono significativamente alla disparità.
Il divario varia: in Italia è al 28%, mentre in Paesi come Malta e i Paesi Bassi supera il 36%, e in Estonia e Ungheria si mantiene basso intorno al 6-10%.
La media può essere influenzata da valori estremi elevati o bassi, sovrastimando o sottostimando il gap, mentre la mediana rappresenta il valore centrale e offre una visione più equilibrata delle pensioni delle donne.
Il divario indica disuguaglianze strutturali nel mercato del lavoro e nei sistemi di welfare, con conseguenze di lungo termine sulla vulnerabilità economica delle donne in età pensionistica.
Politiche di sostegno sociale, incentivi al lavoro part-time di qualità e programmi di conciliazione famiglia-lavoro possono contribuire a ridurre le disparità pensionistiche di genere.
È necessario migliorare l'accesso delle donne al mercato del lavoro, incentivare la partecipazione al welfare e riformare i sistemi pensionistici per favorire la parità di genere.