Sostegno svalutato come ripiego? Come rispondere alla frase “accettare quello che passa il convento” e difendere la professionalità
Durante una puntata di La Ruota della Fortuna su Canale 5, Gerry Scotti ha parlato di sostegno. Ha risposto a una concorrente che quest’anno lavora con gli studenti con bisogni educativi speciali. La battuta includeva l’espressione “accettare quello che passa il convento”. In rete è stata riassunta come accettare quello che passa il convento docente di sostegno. Il clip ha scatenato “Vergogna” e offre subito 3 fatti e 5 mosse per rispondere bene.
Dal video ai fatti: 3 punti per spiegare cosa fa davvero un docente di sostegno
Molti utenti hanno letto la battuta come una svalutazione del lavoro sul sostegno. C’è anche chi sostiene che Scotti volesse criticare il sistema, non gli alunni. Anche Flavia (@theshapeofautism) ha pubblicato una lettera con una parola secca: “Vergogna”. Serve però un riferimento concreto, perché le parole diventano pregiudizi.
- Senso della frase: “passare il convento” sottintende scarsità di scelta; online lo si collega al sostegno come ripiego.
- Ruolo del sostegno: il ruolo del docente di sostegno costruisce percorsi, non gestisce solo emergenze; collabora con curricolari e famiglia.
- Valore professionale: per la disabilità contano PEI e GLO; per i BES servono strumenti concordati, sempre con obiettivi misurabili.
Nel dibattito virale emergono due fraintendimenti: vedere gli alunni come “casi disperati” e ridurre il sostegno a ripiego. La scuola lavora su obiettivi, metodo e collaborazione, non su calcoli di punteggio.
Impatto quotidiano: con questi cardini potete rispondere in modo uniforme in collegio. Proteggete la vostra professionalità e impedite che lo stigma arrivi fino alle scelte organizzative. Nel lungo periodo migliora anche la fiducia delle famiglie. Riduce anche i fraintendimenti su ruoli e responsabilità nei consigli di classe.
Ambito: comunicazione e inclusione scolastica, dai docenti al dirigente
Il caso è nato in TV, ma ricade sulle riunioni interne. Per gli studenti con disabilità, il riferimento operativo è l’inclusione: PEI, GLO e progettazione condivisa. Per approfondire, i riferimenti più usati sono D.Lgs. 66/2017 e DM 182/2020. Vale per docenti di sostegno, curricolari e dirigenti: serve a rispondere con coerenza, senza trasformare la diversità in conflitto.
La tua risposta pronta in 5 mosse: come valorizzare il sostegno senza polemiche sterili
Quando la TV usa il sostegno come metafora di ripiego, la reazione non deve fermarsi all’emotività. Riportate il focus su lavoro documentato e diritti degli studenti.
Ecco la sequenza che potete usare in collegio, in comunicazioni con le famiglie e, se serve, anche online.
- Definisci ruolo: il docente di sostegno osserva e progetta, poi adatta attività e verifiche. Nel team aiuta tutti a rendere accessibile la didattica.
- Dai cornice: per la disabilità operano PEI e GLO, in linea con D.Lgs. 66/2017 e DM 182/2020. Per i BES si usano strumenti concordati come PDP, seguendo il consiglio di classe.
- Mostra esempi: portate 2-3 micro-pratiche: compiti semplificati, supporti visivi, strategie di comunicazione. Fate vedere come la competenza sul sostegno migliora anche la classe.
- Intervieni con stile: se commentate online, insistete sul “cosa” e non sul “chi”. Evitate la logica “Vergogna” generica: usate argomenti e rispetto per le persone.
- Chiedi condizioni: il confronto va tradotto in richieste pratiche al dirigente: tempi di progettazione, continuità e formazione. Valorizzare significa anche respingere insinuazioni sul “fare punti”, riportando il focus sulla professionalità.
Frase pronta: “Il sostegno non si ‘accetta’: si svolge con competenze e progettazione condivisa. Serve per garantire pari opportunità di apprendimento.”
Se qualcuno usa “ripiego” o “punteggio”, chiedete di guardare i processi, non le etichette. Il sostegno si vede in PEI, adattamenti e valutazioni condivise, giorno dopo giorno.
Se usate questi contenuti, trasformate il dibattito mediatico in una cultura di inclusione. Nel tempo, la scuola diventa più credibile e le incomprensioni calano. Evitate anche interpretazioni che scaricano sul singolo docente la complessità del sistema.
Orizzonte Insegnanti vi aiuta a trasformare la cronaca in scelte di lavoro, con indicazioni pratiche per la scuola. Quando la rete semplifica, voi potete difendere professionalità e dignità del sostegno.
Fatevi sentire: scrivete nei commenti come, nel vostro istituto, spiegate il valore del docente di sostegno. Condividete l’articolo con il team inclusione e salvatelo per il prossimo confronto con le famiglie.
FAQs
Sostegno svalutato come ripiego? Come rispondere alla frase “accettare quello che passa il convento” e difendere la professionalità
La frase è stata letta come una svalutazione del ruolo del docente di sostegno. Per contrastarla, chiarire che il sostegno va progettato e supportato da PEI, GLO e PDP, e richiede collaborazione con curricolo, famiglia e dirigente.
Portare 2–3 micro-pratiche: compiti differenziati, supporti visivi e strategie di comunicazione. Mostrare come tali azioni rafforzino l’apprendimento e coinvolgano l’intera classe.
Sottolineare processi e obiettivi misurabili, mantenere un tonoCostruttivo e riferirsi a documenti come PEI/GLO. Chiedere tempi di progettazione e continuità per consolidare la fiducia.
PEI, GLO, D.Lgs. 66/2017 e DM 182/2020, che disciplinano inclusione, progettazione condivisa e strumenti per BES e disabilità.