CHI: studenti e docenti delle scuole etnee, coordinati dal FAI di Catania. COSA: partecipano alla narrazione del territorio etneo durante le Giornate FAI di Primavera. QUANDO/DOVE: il 21 e 22 marzo 2026, lungo l’area di Catania e dei comuni limitrofi, per valorizzare memoria e patrimonio.
- Racconto partecipato del territorio etneo guidato dagli studenti
- Intreccio di memoria, comunità e paesaggio comeframe narrativo
- Coinvolgimento di istituzioni civili, enti culturali e popolazioni locali
- Valorizzazione del patrimonio storico-artistico come bene comune
Contesto e obiettivo dell’iniziativa
Questo progetto si colloca nel contesto delle Giornate FAI di Primavera, che si svolgeranno il 21 e 22 marzo, e propone di raccontare il territorio etneo come laboratorio di memoria, cultura e partecipazione civica. La Delegazione FAI di Catania coordina un insieme di iniziative pensate per mostrare come la storia locale, gli elementi paesaggistici e le pratiche quotidiane si intreccino nel presente, offrendo spunti di lettura accessibili a cittadini, studenti e visitatori. L’ambito di azione abbraccia Catania e i comuni limitrofi quali Acireale, Giarre, Misterbianco, Mascalucia, Piedimonte Etneo e Mineo, delineando una rete di luoghi, persone e racconti che possono trasformarsi in memoria condivisa e risorsa per il benessere della comunità. L’obiettivo è stimolare una partecipazione attiva, dove la memoria non è solo racconto del passato ma leva per una identità comune rinforzata dalla conoscenza reciproca. Un tavolo tecnico, coinvolgendo i Capigruppo FAI Giovani e altre realtà legate al sodalizio, coordinerà le attività informative, le visite guidate e le iniziative educative rivolte a studenti e cittadini.
Nel quadro delle Giornate di Primavera verranno proposte esperienze pluridisciplinari che intrecciano storia, architettura, paesaggio e memoria orale. Il programma, articolato tra luoghi simbolici e quartieri meno noti, metterà al centro la partecipazione degli studenti, chiamati a raccontare con parole, immagini e piccoli saggi le trasformazioni del territorio e le caratteristiche identitarie che emergono dall’esperienza di vita quotidiana. Le attività si svolgeranno nel territorio etneo e saranno accompagnate da guide volontarie, docenti e tutor FAI, che faciliteranno l’accesso a luoghi normalmente non aperti al pubblico, offrendo agli studenti opportunità di formazione pratica e di cittadinanza attiva.
- Visite guidate tematiche a luoghi di interesse storico-artistico e paesaggistico dei comuni coinvolti.
- Laboratori didattici nelle scuole e nei centri civici per raccontare pratiche di memoria e partecipazione civica.
- Sessioni di confronto pubblico tra studenti, famiglie e cittadini su temi di identità territoriale.
- Progetti multimediali realizzati dagli studenti per raccontare le trasformazioni del territorio.
- Pubblicazione di materiali didattici e dossier tematici a uso della comunità.
Esito atteso è la nascita di una rete di narrazioni condivise che alimenti fiducia nelle istituzioni, valorizzi il patrimonio locale e stimoli nuove iniziative dal basso, con particolare attenzione all’inclusione di giovani, insegnanti e operatori culturali. L’iniziativa intende trasformare la memoria in una risorsa concreta per lo sviluppo culturale e sociale del territorio etneo, favorendo relazioni tra scuola, associazioni, enti locali e cittadini, affinché il racconto collettivo possa guidare decisioni future e pratiche di cura del territorio.
Il concept: Intrecci di comunità
Il concept di Intrecci di comunità nasce dall’idea di intrecciare persone, temi e luoghi per offrire una lettura multi-sfaccettata del territorio etneo. L’obiettivo è mostrare che memoria, istituzioni, paesaggio e pratica civica non sono compartimenti separati, ma si alimentano a vicenda in un dialogo continuo. Ogni intreccio diventa una lente attraverso la quale apprezzare la complessità di una terra in costante trasformazione, dove passato, presente e futuro si confrontano e rimodellano il contesto. Il progetto privilegia un approccio partecipato, in cui studenti protagonisti, docenti, operatori culturali e cittadini co-progettano narrazioni, condividono fonti e riflettono sulle risorse spesso poco note o poco valorizzate.
Durante le Giornate FAI di Primavera, il 21 e 22 marzo il territorio etneo si racconta con gli studenti protagonisti, offrendo una cornice concreta per condividere memorie, luoghi e pratiche civiche. Attraverso visite guidate, racconti di studenti, interviste a custodi della memoria e laboratori di narrazione partecipata, la comunità contribuisce a una narrazione condivisa che valorizza risorse spesso invisibili e non sempre valorizzate.
- Ruolo degli studenti: protagonisti di ricerca, facilitatori di confronto tra residenti, scuole e istituzioni.
- Coinvolgimento della comunità: cittadini, associazioni e realtà locali partecipano attivamente con testimonianze e contributi pratici.
- Metodi impiegati: storytelling, rilievi sul campo, cartografie partecipate, archivi personali e pratiche di osservazione collettiva.
- Risultati attesi: narrazioni accessibili, itinerari culturali condivisi, una memoria diffusa e nuove opportunità di valorizzazione del territorio.
Questo approccio genera un apprendimento reciproco e una responsabilità condivisa verso il patrimonio naturale, storico e sociale dell’Etna. Le storie raccolte diventano strumenti di lettura per visitatori e residenti, capaci di stimolare senso di appartenenza, cura del territorio e una comunità più consapevole nel lungo periodo.
I cinque intrecci
Le Giornate FAI di Primavera, il 21 e 22 marzo, diventano cornice di un percorso di scoperta che si costruisce insieme agli studenti protagonisti. Il progetto invita la comunità a leggere la città attraverso cinque fili narrativi, capaci di intrecciare memoria, identità e ambiente nelle vie, nelle piazze, nei cortili e nei paesaggi peri-urbani di Catania e dei comuni vicini. Ogni intreccio propone un livello di lettura diverso, ma le storie si incontrano, si confrontano e si arricchiscono grazie alle voci giovanili che rielaborano luoghi e pratiche quotidiane.
Intreccio della guida e della responsabilità: in questa traccia la guida diventa strumento di responsabilità condivisa. Le giovani generazioni guidano i visitatori tra piccoli episodi di storia locale, evidenziando anche pratiche di cura dei beni comuni, accessibilità e rispetto per la memoria. L'obiettivo è far emergere competenze pratiche di orientamento, di verifica delle fonti e di narrazione etica, affinché chi ascolta porti a casa non solo curiosità, ma consapevolezza civica.
Intreccio delle istituzioni civili: questo filo racconta come enti pubblici, scuole, biblioteche e associazioni facilitano la convivenza tra vecchie tradizioni e nuove energie. Attraverso percorsi condivisi si mettono in moto reti di collaborazione, volontariato e tutela del paesaggio, con una particolare attenzione alle pratiche partecipative e alla trasparenza delle scelte.
Intreccio della memoria sotterranea: luoghi nascosti, scavi, reperti e racconti spezzati dal tempo permettono di riannodare la memoria della città con i suoi custodi. Si esplorano i resti archeologici, le stratificazioni urbane e le memorie industriali, affinché la narrazione sia un mosaico leggibile anche a chi arriva da culture diverse.
Intreccio della fraternità e della cura: in questo filo si trasformano le relazioni tra persone in pratiche di solidarietà. Ospitalità, inclusione, ascolto delle esigenze di chi vive in quartieri fragili, cura del verde pubblico e attenzione alle pratiche di rigenerazione sociale diventano elementi portanti del racconto.
Intreccio del paesaggio e delle risorse collettive: l'attenzione si concentra sul rapporto tra il territorio e le sue risorse. Acque, luoghi verdi, percorsi pedonali, spazi di aggregazione e beni comuni naturali diventano scenari di un racconto che lega bellezza e sostenibilità, offrendo strumenti per una lettura critica della gestione del territorio.
Relatori e partecipanti
Tra i relatori principali figurano figure di rilievo della scena locale e accademica, pronte a offrire chiavi di lettura diverse sull’eredità etnea. L’elenco include esponenti istituzionali, studiosi e figure del mondo sociale che apportano prospettive variegate sull’enorme patrimonio del territorio.
- Marilisa Yolanda Spironello, Capo Delegazione FAI di Catania
- Germana Barone, Direttrice del Museo dei Saperi e delle Mirabilia Siciliane e Delegata del Rettore all’accreditamento dei musei
- Massimo Pesce, Vicesindaco di Catania
- Sebastiano Anastasi, Presidente del Consiglio comunale di Catania
- Francesco Marino, Dirigente superiore della Polizia di Stato
- Giulia Falco, Archeologa, in rappresentanza del Parco archeologico di Catania
- Don Giuseppe Guliti, in rappresentanza dell’Arcidiocesi
- Don Giovanni D’Andrea, Direttore Opera Salesiana Sacro Cuore
- Elda Sprizzi, Capo filiale Banca d’Italia di Catania
- Don Pietro Barone Paternò Castello, Confraternita
Obiettivo dell’iniziativa
Valorizzare i siti storici e artistici della provincia di Catania, promuovere la memoria come bene comune e stimolare la partecipazione di studenti e cittadini. L’iniziativa pone al centro la cultura come motore di coesione sociale, offrendo nuove letture del territorio etneo attraverso racconti, dialoghi e attività partecipate.
Durante le Giornate FAI di Primavera, il 21 e 22 marzo, l'iniziativa propone percorsi guidati, visite tematiche e momenti di confronto con custodi, restauratori e studiosi. Le attività sono pensate per coinvolgere direttamente gli studenti, che diventano narratori e mediatori tra patrimonio e cittadini, offrendo una lettura partecipata del territorio etneo.
Obiettivi specifici includono la valorizzazione di siti meno noti, la diffusione di pratiche di tutela, e la creazione di reti tra scuola, territorio e istituzioni. L'iniziativa promuove una cultura della memoria come bene comune, accessibile a persone di tutte le età, e incoraggia la partecipazione attiva attraverso racconti, progetti di gruppo e incontri pubblici.
- Valorizzare i siti poco conosciuti, con schede informative e percorsi dedicati
- Coinvolgere studenti e insegnanti in attività di ricerca, rilevamento e restituzione
- Favorire la creazione di itinerari etnei che collegano patrimonio storico, artistico e paesaggio
- Promuovere la partecipazione civica e l'educazione alla tutela del patrimonio
In sintesi, l'iniziativa intende trasformare l'attenzione al patrimonio in partecipazione reale, con gli studenti protagonisti della narrazione del territorio etneo e con la comunità invitata a riscoprire bellezze, storie e memoria comune.
FAQs
Giornate FAI di Primavera: studenti protagonisti raccontano l’Etna e il territorio etneo il 21 e 22 marzo
Si svolgono il 21/03/2026 e il 22/03/2026. L’iniziativa si concentra sull’area etnea, includendo Catania e i comuni limitrofi come Acireale, Giarre, Misterbianco, Mascalucia, Piedimonte Etneo e Mineo.
Sono protagonisti della narrazione: raccontano memoria, identità e trasformazioni del territorio attraverso visite guidate, racconti e progetti multimediali realizzati con il supporto di docenti e guide FAI.
Visite guidate tematiche, laboratori didattici, sessioni di confronto pubblico e progetti multimediali realizzati dagli studenti. Le attività si svolgeranno nell’area etnea il 21/03/2026 e il 22/03/2026.
Luoghi simbolici e quartieri meno noti dell’area etnea, con focus su siti storico-artistici, paesaggi e risorse naturali, memoria sotterranea e pratiche di identità territoriale.