- Chi: Consiglio regionale del Piemonte e il proponente Domenico Ravetti
- Cosa: Proposta di legge per introdurre stabilmente l'Infermiere di Famiglia e di Comunità (IFeC) nelle scuole di ogni ordine e grado
- Quando: In discussione, iter legislativo in Commissione
- Dove: Piemonte, istituti scolastici
- Perché: Garantire benessere, sicurezza e inclusione, rafforzare la prevenzione
Contesto e obiettivo della proposta
Su scala nazionale, la figura dell'Infermiere di Famiglia e di Comunità (IFeC) è stata introdotta per assicurare competenze di medicina territoriale, prevenzione ed educazione sanitaria. L'integrazione di questa figura nelle scuole mira a potenziare la salute della comunità educativa e a coordinare interventi di prevenzione direttamente sul territorio di riferimento.
In Piemonte la proposta mira a estendere l'IFeC alle scuole di ogni ordine e grado, collocando la figura in un contesto educativo dove la prevenzione e il benessere assumono un ruolo strutturale, al di là delle cure primarie.
Ruolo e ambiti d’intervento dell’infermiere scolastico
La presenza dell'infermiere scolastico è già prevista nel Piano sociosanitario regionale grazie a un emendamento approvato all’unanimità in Consiglio. Il professionista dovrà collaborare con docenti, personale ATA e famiglie, mantenendo un coordinamento continuo per promuovere salute, sicurezza e ambiente di apprendimento inclusivo.
La rete operativa coinvolge medici di famiglia, pediatrici e servizi sociali, con l’IFeC che svolge funzioni quotidiane all’interno della comunità scolastica. L’obiettivo è supportare studenti con disabilità o patologie croniche, integrando prevenzione sanitaria e monitoraggio della frequenza.
Tabella di Sintesi
| Parametro | Dettaglio |
|---|---|
| Obiettivo | Estendere l’IFeC alle scuole piemontesi per salute e inclusione |
| Rapporto alunni | Minimo 1 IFec per 3.000 alunni |
| Finanziamento | ~1.000.000 euro all’anno per i primi 3 anni |
| Distribuzione | Assegnazione da ASL a livello distrettuale |
| Requisiti | Requisiti professionali definiti nel testo normativo |
| Iter legislativo | Audizioni in Commissione, coinvolgimento di Ordine degli Infermieri, Ufficio Scolastico Regionale e sindacati |
Quali sono le implicazioni pratiche?
Con l’IFeC in ambito scolastico, si potenzia il coordinamento tra insegnanti, personale ATA e infermieri, definendo protocolli operativi chiari per la segnalazione di situazioni di rischio e la gestione delle emergenze. La presenza stabile facilita interventi mirati sul benessere degli studenti e sulla sicurezza ambientale, con particolare attenzione ai soggetti fragili.
Dal punto di vista amministrativo, l’assegnazione delle risorse avverrà tramite le ASL distrettuali e comporterà una gestione di bilancio dedicata. L’iter legislativo prevede audizioni e confronto con ordini professionali e sindacati, con l’obiettivo di accelerare l’adozione della legge. In concreto, ci si aspetta una migliore regolarità della frequenza e una riduzione delle assenze ingiustificate, con conseguenti benefici sull’apprendimento.
FAQs
Infermiere scolastico in Piemonte: proposta di legge fissa un professionista ogni 3.000 alunni
La proposta introduce stabilmente l'infermiere di Famiglia e di Comunità (IFeC) nelle scuole di ogni ordine e grado piemontesi, con almeno un professionista ogni 3.000 alunni. L'assegnazione avverrà tramite le ASL distrettuali e prevede circa 1.000.000 euro all’anno nei primi tre anni.
Minimo 1 IFec per 3.000 alunni. Il modello mira a garantire la presenza stabile della figura nelle scuole per interventi preventivi e di monitoraggio della salute.
Collabora con docenti, personale ATA e famiglie per promuovere salute, sicurezza e ambiente di apprendimento inclusivo. Si coordina con medici di famiglia, pediatri e servizi sociali per supportare studenti con disabilità o patologie croniche.
L’iter è in discussione in Commissione, con audizioni e confronto tra Ordine degli Infermieri, Ufficio Scolastico Regionale e sindacati. Nel contesto regionale, la presenza dell’infermiere scolastico è già prevista nel Piano sociosanitario regionale grazie a un emendamento approvato all’unanimità in Consiglio.