Chi: il filosofo Umberto Galimberti, Cosa: analizza il rapporto tra creatività, intelligenza divergente e sistema scolastico, Quando: attraverso un intervento pubblicato online, Dove: in Italia, Perché: per evidenziare le criticità e le influenze delle tecnologie sulla formazione e sulla democrazia.
- Il sistema educativo premia l’intelligenza convergente, penalizzando quella divergente.
- I creativi spesso si discostano dagli schemi scolastici, disturbando.
- Le tecnologie digitali rafforzano l’orientamento verso risposte binarie.
- La standardizzazione del pensiero può mettere in pericolo la democrazia.
Il rapporto tra scuola, intelligenza e democrazia
Galimberti sottolinea inoltre come l’educazione tradizionale, focalizzandosi sulla conformità e sulla memorizzazione, possa favorire un’omologazione che limita la possibilità degli individui di sviluppare le proprie potenzialità uniche. Questa impostazione può portare a una visione riduttiva dell’intelligenza, spesso associata solamente alle capacità logico-matematiche, trascurando altre forme di brillantezza come quella creativa, emotiva e sociale. È in questo contesto che emergono le critiche verso l’affermazione che “i creativi vanno male a scuola, disturbano”: questa convinzione riflette un modello che non riconosce e non valorizza l’intelligenza divergente, considerandola a torto come una deviazione piuttosto che come una risorsa. La diversità delle capacità mentaliche, infatti, è un elemento essenziale per il progresso civico e umano, poiché permette di affrontare i problemi da molteplici prospettive e di trovare soluzioni innovative. Promuovere una scuola che riconosca e stimoli le intelligenze multiple non è solo una questione pedagogica, ma anche un imperativo civico volto a rafforzare la democrazia, favorendo la libertà di pensiero e di espressione di tutte le individualità. In questo modo, si favorisce la formazione di cittadini capaci di partecipare attivamente e consapevolmente alla vita democratica, valorizzando le diversità e costruendo una società più inclusiva, aperta e dinamica.
La predominanza dell’intelligenza convergente nella scuola
Questa situazione rimarca la predominanza dell’intelligenza convergente all’interno del contesto scolastico, dove l’obiettivo principale è arrivare a una risposta corretta come se ci fosse un’unica soluzione valida. Tuttavia, tale approccio tende a marginalizzare le forme di pensiero divergente, che sono fondamentali per l’innovazione e la crescita personale. Gli studenti dalla mente creativa, spesso più inclini a sperimentare e a pensare in modo non convenzionale, possono sentirsi frustrati e non riconosciuti, portandoli a manifestare comportamenti che vengono etichettati come “disturbatori”. Questa dinamica alimenta una visione limitata dell’intelligenza, che favorisce l’apprendimento memorizzativo piuttosto che quello critico e inventivo. L’errore più grave consiste nel non riconoscere che la diversità di pensiero contribuisce in modo significativo allo sviluppo di soluzioni innovative e al progresso sociale. Per una vera evoluzione educativa, è necessario creare ambienti che valorizzino e incentivino l’intelligenza divergente, permettendo agli studenti di esprimersi liberamente e sviluppare tutto il loro potenziale creativo.
I creativi vanno male a scuola, disturbano
Galimberti sottolinea con un pizzico di ironia che spesso i soggetti creativi, con il loro modo di pensare diverso, vengono etichettati come disturbanti nelle aule scolastiche. La loro tendenza a cercare molteplici soluzioni e a pensare fuori dagli schemi non si allinea con le aspettative del modello tradizionale, che vede nella risposta univoca il valore principale.
Tuttavia, questa percezione negativa è spesso frutto di un fraintendimento dell’intelligenza divergente, un concetto che descrive la capacità di pensare in modo non lineare e innovativo. I creativi, infatti, tendono a manifestare un’intelligenza che si distingue per flessibilità, capacità di collegare idee diverse tra loro e approcci originali ai problemi. Questi tratti, sebbene possano risultare meno conformi alle regole rigide degli ambienti scolastici tradizionali, rappresentano risorse fondamentali in molti ambiti, dal mondo artistico a quello imprenditoriale, e sono alla base di innovazioni e progressi sociali.
Il problema principale risiede nel fatto che il sistema scolastico, con le sue strutture e metodi, spesso non è in grado di riconoscere e valorizzare queste differenze cognitivo-emotive. Ciò può portare gli insegnanti a considerare i bambini e i giovani creativi come studenti problematici o poco motivati, quando in realtà possiedono competenze e potenzialità uniche. Riconoscere e accogliere l’intelligenza divergente significa creare ambienti educativi più inclusivi, capaci di stimolare e sviluppare le capacità di ogni studente, non solo quelle conformi ai canoni tradizionali.
In conclusione, la supposta tendenza dei creativi a fallire a scuola e a disturbare nasce più da un’interpretazione limitata e sbilanciata delle loro caratteristiche che da una reale mancanza di capacità. Promuovere una maggiore consapevolezza e adattare i metodi di insegnamento potrebbe aiutare a valorizzare il talento e la diversità mentale di questi studenti, contribuendo così alla formazione di menti più aperte, innovative e inclusive.
Intelligenza divergente e creatività
Secondo le riflessioni di Galimberti, questa particolare forma di intelligenza spesso viene fraintesa, portando a convinzioni sbagliate come quella che “I creativi vanno male a scuola, disturbano”. In realtà, i creativi tendono a pensare in modo non convenzionale e a metabolizzare le informazioni in modi diversi rispetto ai metodi impiegati nelle aule scolastiche. Questi studenti, spesso, mostrano una propensione superiore alla media per l’indipendenza di pensiero, l’originalità e l’innovazione, ma possono anche manifestare difficoltà con le strutture rigide e conformiste. È importante riconoscere queste caratteristiche e adattare il sistema educativo per valorizzare le diverse intelligenze e capacità, incentivando un ambiente più inclusivo che favorisca lo sviluppo di tutte le potenzialità, anche quelle che non si adattano ai modelli tradizionali.
Come vengono percepiti i creativi a scuola
Spesso, i creativi sono visti come problematically disturbanti perché il loro modo di pensare non si conforma ai canoni imposti dall’ambiente scolastico. Questa percezione può portare a una svalutazione della loro capacità e a un minor riconoscimento del valore della diversità cognitiva nel settore educativo.
L’impatto delle tecnologie digitali sull’intelligenza e il pensiero
Galimberti osserva che l’uso massiccio di tecnologie digitali e di sistemi informatici ha accentuato la tendenza verso risposte binarie, ovvero “giusto” o “sbagliato”. Questi strumenti, che operano attraverso algoritmi e procedure standardizzate, modellano non solo il modo in cui le persone apprendono, ma anche il loro modo di pensare, favorendo l’uniformità e la ripetizione.
Il rischio è che l’educazione diventi ancora più disallineata rispetto alla naturale propensione umana alla creatività e alla divergenza di pensiero, elementi essenziali per l’innovazione sociale e culturale.
Le implicazioni politiche e civili della standardizzazione del pensiero
Galimberti mette in guardia sulle conseguenze di un mondo in cui tutti pensano allo stesso modo. Pur potendo sembrare una condizione di stabilità, questa uniformità può indebolire la capacità critica e democratica della società, rendendola più fragile. La diversità di opinioni e di approcci è fondamentale per il funzionamento di una democrazia aperta e vivace, e la sua mancanza rischia di trasformare la società in un sistema omogeneo e poco resistente alle sfide.
FAQs
I creativi e l’intelligenza divergente: riflessioni di Galimberti sulla scuola e la mente
Galimberti vede questa percezione come il risultato di un sistema che premia l'intelligenza convergente e penalizza quella divergente, spesso associata ai creativi, che vengono etichettati come disturbanti.
Favorisce l'omologazione, limitando lo sviluppo delle potenzialità uniche di ogni individuo e trascurando l'importanza delle forme di intelligenza divergente.
Le tecnologie digitali rafforzano l'orientamento verso risposte binarie, tendendo a ridurre il pensiero divergente e la creatività, favorendo l’uniformità del pensiero.
Perché il loro modo di pensare diverso e non conformista si scontra con le aspettative di risposte univoche e strutture rigide del sistema scolastico tradizionale.
Favorisce nuove soluzioni e innovazioni, contribuendo allo sviluppo civico e umano, e dovrebbe essere riconosciuta come risorsa preziosa nel sistema educativo.
Adattando metodologie di insegnamento, creando ambienti inclusivi e stimolando le diverse forme di intelligenza per favorire lo sviluppo completo degli studenti.
Può indebolire la capacità critica e democratica, riducendo la diversità di pensiero necessaria per affrontare sfide complesse.
Implementando metodi educativi che riconoscano e valorizzino le diversità cognitive, emotive e creative, e promuovendo ambienti che stimolino l’innovazione.