Il 10 marzo 2026 rappresenta il traguardo simbolico dei "100 giorni" all'inizio della nuova maturità, con date ufficiali, novità normative e modalità di valutazione aggiornate. Studenti, insegnanti e famiglie si preparano al cambio di paradigma dell'esame, che torna a essere chiamato "maturità" e introduce importanti innovazioni nella struttura e nel percorso di valutazione.
- Il conto alla rovescia dei 100 giorni prima della prova scritta
- Nuova denominazione e revisione delle prove e dei criteri di valutazione
- Riforma delle discipline e della composizione delle commissioni
- Innovazioni nel percorso di formazione e orientamento post-diploma
Destinatari: Studenti delle scuole superiori, docenti, genitori
Modalità: Aggiornamenti ufficiali, webinar informativi, consultazione del sito ministeriale
Le principali date delle prove della maturità 2026
Il calendario delle prove d'esame è fondamentale per gli studenti: la prima prova scritta si svolgerà giovedì 18 giugno 2026 alle ore 8:30, mentre la seconda prova avrà luogo venerdì 19 giugno 2026, sempre alle 8:30. Dopo le scritte, si svolgeranno i colloqui orali, come previsto dai nuovi criteri, con una pianificazione stabilita da ciascuna commissione. Questi appuntamenti segnano la fine di un percorso di studi e l'inizio di una fase di valutazione più completa e orientata alle competenze.
Il ritorno alla denominazione storica: "maturità"
A partire dal 2026, l'esame di Stato torna ad essere chiamato "maturità", un termine carico di storia e tradizione che indica il superamento dell'ultimo anno di scuola superiore. La riforma mira a valutare non solo le conoscenze specifiche di ogni indirizzo, ma anche lo sviluppo personale, l'autonomia e la responsabilità degli studenti. La valutazione finale si basa su vari aspetti del percorso scolastico e include:
- L'impegno e la partecipazione durante l'anno
- Le attività di formazione scuola-lavoro
- Le competenze digitali e civiche acquisite
- Il curriculum dello studente, come elemento centrale del colloquio orale
Elementi di valutazione e criteri di voto
La valutazione finale della maturità 2026 sarà più articolata, integrando diversi aspetti e competenze sviluppate nel corso degli studi. Il punteggio finale terrà conto del credito scolastico, delle prove d'esame e dell'impegno dimostrato durante tutto il percorso. In particolare, se uno studente raggiunge almeno 90 punti complessivi, la commissione può attribuire fino a tre punti aggiuntivi, valorizzando le capacità e l'impegno personale. Questo approccio vuole premiare l'andamento complessivo e la maturità raggiunta nel percorso di studi.
Quali aspetti della valutazione saranno considerati
Con l'approssimarsi della maturità 2026, è fondamentale comprendere quali aspetti della valutazione saranno presi in considerazione durante l'esame. Tra i principali elementi di valutazione ci sono non solo le performance nelle prove di competenza nelle discipline previste, ma anche altri aspetti che contribuiscono a delineare un quadro completo del percorso di crescita degli studenti. La partecipazione attiva e l'impegno dimostrato durante l'anno scolastico sono aspetti fondamentali, poiché attestano la costanza e la dedizione degli studenti nel percorso di apprendimento. Inoltre, la capacità di collegare diverse discipline, di argomentare criticamente e di esprimere le proprie idee in modo chiaro costituisce un elemento cruciale nella valutazione complessiva. Un'attenzione particolare verrà dedicata anche all'impegno nelle attività di formazione scuola-lavoro, che rappresentano un'opportunità per sviluppare competenze pratiche e un confronto diretto con ambienti professionali. Ricordiamo che, in vista della maturità 2026, il percorso di preparazione culmina con il momento dei “100 giorni” fissato per il 10 marzo, durante il quale gli studenti si preparano alle nuove modalità dell'esame, che si arricchiscono di queste novità e criteri di valutazione più articolati.
Dalla PCTO alla formazione scuola-lavoro: cambiamenti nel percorso
Con il passaggio dalla tradizionale PCTO alla nuova configurazione di formazione scuola-lavoro, si intende rafforzare il raccordo tra il percorso scolastico e le esigenze del mondo del lavoro, preparando gli studenti in modo più efficace alle sfide professionali future. Questa evoluzione si inserisce nel quadro delle innovazioni legate alla prossima Maturità 2026, con un focus particolare sui cosiddetti “100 giorni” che, a partire dal 10 marzo, segnano un momento chiave per la preparazione degli studenti all'esame finale. Durante questo periodo, gli studenti avranno l'opportunità di approfondire le competenze pratiche e di consolidare le loro conoscenze tramite esperienze dirette in contesti lavorativi, che saranno considerate parte integrante del procedimento valutativo. La nuova struttura mira anche a valorizzare le capacità trasversali che gli studenti sviluppano attraverso queste esperienze, come il problem solving, la collaborazione e l'autonomia, elementi fondamentali per il futuro professionale. In particolare, il focus sulla formazione scuola-lavoro consente di integrare in modo più efficace attività di tirocinio e stage, che saranno riconosciuti ufficialmente come parte integrante del percorso di studi, contribuendo così a un esame di Maturità più pratico e coerente con le competenze richieste dal mondo del lavoro moderno. Questa strategia si configura come una vera e propria rivoluzione nel sistema educativo, che mira a rendere gli studenti più pronti ad affrontare le sfide del mondo lavorativo, in linea con le nuove normative e con le direttive del Ministero dell'Istruzione per la Riforma della Maturità 2026.
Come viene strutturata la prova orale
Per la Maturità 2026, il processo di valutazione si concentrerà su un percorso più snello e orientato alla verifica delle competenze chiave acquisite dagli studenti nel corso dell'anno. La prova orale, infatti, si svolgerà su quattro discipline scelte dal Ministero dell'Istruzione, che varieranno di anno in anno per riflettere le novità del percorso didattico. Questa metodologia elimina la necessità di un documento pluridisciplinare e di collegamenti forzati tra le materie, favorendo un approccio più naturale e approfondito. L’obiettivo principale è quello di valutare non solo la memorizzazione di contenuti, ma anche la capacità di collegare le discipline, argomentare criticamente e applicare le conoscenze acquisite in modo originale e personale. La rinnovata struttura è pensata per rendere l’esame più equo, trasparente e conforme alle esigenze educative attuali, permettendo agli studenti di esprimersi al meglio sulle materie studiate nel corso dell’anno. Questa modifica si inserisce nel quadro delle promesse di innovazione per la maturità 2026, con un occhio di riguardo ai “100 giorni” che il 10 marzo rappresentano il punto di partenza per la preparazione degli studenti verso l’esame.
Le discipline e la loro selezione
Per ogni indirizzo di studio, le discipline coinvolte saranno indicate dal Ministero e potranno variare di anno in anno. Ad esempio, nel liceo classico si potranno includere lingua italiana, latino, storia e matematica, mentre nel liceo scientifico sarà possibile trovare italiano, matematica, scienze naturali e storia, a seconda delle scelte curriculari e delle indicazioni ministeriali.
Nuova composizione delle commissioni d'esame
La riforma prevede che ogni commissione d'esame sarà composta da cinque membri, di cui:
- Un presidente esterno
- Due commissari esterni
- Due commissari interni
La formazione sarà soggetta a specifiche norme e obblighi di formazione, con l'obiettivo di garantire equità e professionalità nel processo valutativo. Ogni candidato avrà l'opportunità di affrontare tutte le prove previste, contribuendo così a un esame più trasparente e meritocratico.
Dalla PCTO alla formazione scuola-lavoro: il ruolo delle esperienze pratiche
Le esperienze di formazione pratica diventano parte integrante del percorso educativo e sono valorizzate nel giudizio finale. La modifica si propone anche di rafforzare il collegamento tra scuola e mondo del lavoro, riconoscendo l'importanza delle attività svolte al di fuori dell'aula come elementi qualificanti del percorso di studi e dell'esame.
Il nuovo ruolo dell'esame come strumento di orientamento
Il modello rinnovato della maturità si configura anche come uno strumento di orientamento: oltre a valutare le competenze acquisite, esso aiuterà gli studenti a scegliere il percorso successivo, tra università, istituti AFAM, ITS o percorsi professionali. La valutazione globale sarà pensata per supportare le decisioni post-diploma, valorizzando le attitudini e le aspirazioni personali.
FAQs
Maturità 2026: tutte le novità e il conto alla rovescia dei 100 giorni
Il 10 marzo 2026 segnala il punto di partenza dei "100 giorni" che precedono l'esame di maturità, un periodo di preparazione dedicato alle nuove modalità e innovazioni dell'esame.
Le novità includono la rinomina dell'esame in "maturità", l'introduzione di nuove modalità di valutazione, una diversa composizione delle commissioni e l'accento sulle competenze trasversali e pratiche degli studenti.
Le prove comprendono due scritte, una il 18 giugno e una il 19 giugno 2026, seguite da colloqui orali con una pianificazione definita da ogni commissione, senza documenti pluridisciplinari.
Ritornare al termine storico "maturità" sottolinea il superamento dell'ultimo anno di scuola superiore, con un focus su competenze e crescita personale cumulativa oltre alle conoscenze specifiche.
La valutazione comprende le prove d'esame, il credito scolastico, l'impegno durante l'anno, le attività di formazione, competenze digitali e civiche, oltre a eventuali punti aggiuntivi fino a tre per merito.
Centrale sarà il percorso di crescita complessivo, con attenzione alle performance nelle prove, alla partecipazione attiva, alle attività pratiche e alle capacità di collegare discipline e argomentare criticamente.
La formazione scuola-lavoro, rafforzata nella riforma, sarà parte integrante del percorso formativo, con esperienze pratiche e stage riconosciuti, contribuendo alla valutazione complessiva degli studenti.
La prova orale si concentrerà su quattro discipline, valutando le capacità di collegamento, argomentazione e applicazione delle conoscenze senza documenti complessi, mirata a una valutazione più trasparente e naturale.
Le discipline coinvolte sono indicate dal Ministero e possono variare di anno in anno in base alle indicazioni curriculari e alle scelte ministeriali per ogni indirizzo di studio.