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Mobilità 2026/2027: Punti per il Ricongiungimento al Coniuge e ai Figli

Fisioterapista esegue massaggio cervicale su paziente distesa, coppettazione visibile, benessere e cura per la mobilità familiare
Fonte immagine: Foto di Jonathan Borba su Pexels

La finestra di mobilità 2026/2027 si aprirà tra febbraio e marzo 2026, offrendo ai docenti la possibilità di chiedere trasferimenti territoriali e professionali. Un aspetto fondamentale riguarda i punteggi attribuibili alle esigenze di famiglia, come il ricongiungimento con coniuge e figli, che influenzano le scelte di mobilità. Tuttavia, nella mobilità professionale, tali esigenze non vengono considerate, concentrandosi principalmente su anzianità e titoli. Questa differenza rappresenta un elemento chiave per capire come pianificare al meglio il proprio percorso di trasferimento durante questa finestra.

Introduzione alla Finestra di Mobilità 2026/2027

La finestra di mobilità 2026/2027 rappresenta un momento cruciale per i docenti interessati a cambiare sede di lavoro, offrendo un'opportunità di pianificazione e riorganizzazione delle proprie carriere. Questa finestra, prevista tra la fine di febbraio e la metà di marzo 2026, consentirà di presentare le domande relative sia ai trasferimenti territoriali sia a quelli professionali. È importante sottolineare che, mentre nella mobilità professionale non sono previsti specifici punteggi per esigenze familiari, nella mobilità territoriale vengono attribuiti punti aggiuntivi per coloro che desiderano ricongiungersi con il coniuge o con i figli. Questo sistema premia coloro che desiderano mantenere un legame stabile con la propria famiglia, favorendo la possibilità di ottenere una sede più vicina ai propri cari. Tuttavia, è fondamentale conoscere che la possibilità di ottenere punti per esigenze di famiglia riguarda esclusivamente il ricongiungimento con coniuge e figli, e non si applica a richieste legate a motivazioni professionali o altri aspetti personali. La partecipazione a questa finestra di mobilità rappresenta dunque un momento strategico per ottimizzare le proprie chances di ottenere una sede desiderata, tenendo conto delle proprie esigenze familiari e professionali. È consigliabile preparare con attenzione tutta la documentazione necessaria e considerare le diverse opzioni offerte dalle domanda di mobilità per individuare quella più vantaggiosa rispetto alle proprie aspettative e condizioni personali.

Come funziona il ricongiungimento familiare nella mobilità 2026/2027

Il funzionamento del ricongiungimento familiare nella mobilità 2026/2027 si basa su un sistema di attribuzione di punti che consente ai candidati di migliorare il proprio punteggio complessivo, aumentando così le probabilità di partecipare con successo alle procedure di mobilità. In questa fase, i punti per il ricongiungimento al coniuge o alla parte dell’unione civile sono riconosciuti principalmente a coloro che possono dimostrare di avere un legame stabile e formalizzato mediante documentazione ufficiale. Per i figli e i genitori non coniugati, il sistema prende in considerazione fattori come l’età, la situazione di dipendenza e la presenza di eventuali bisogni speciali, assegnando così punti in modo equo e trasparente. È importante sottolineare che nella mobilità 2026/2027 non si considerano esigenze familiari nella mobilità professionale, concentrare invece i punti nel caso di ricongiungimento familiare permette di valorizzare le situazioni di stabilità familiare e responsabilità, e può rappresentare un elemento decisivo nella valutazione complessiva del candidato. Nel processo di assegnazione dei punti, vengono considerati anche casi particolari come il convivente di fatto, riconoscendo così anche situazioni di convivenza che abbiano caratteristiche assimilabili a un legame familiare stabile. In definitiva, questa modalità di ottenimento punti mira a promuovere un equilibrio tra la carriera professionale e il rispetto delle eventuali responsabilità familiari, garantendo trasparenza e meritocrazia nel sistema di mobilità.

Inclusione del convivente di fatto

La possibilità di includere il convivente di fatto nel processo di ricongiungimento rappresenta un aspetto importante della normativa vigente, che si integra nel quadro della Mobilità 2026/2027. Questa opportunità consente ai cittadini di tutelare i propri diritti familiari anche in assenza di uno status legale di matrimonio o unione civile, riconoscendo come elementi di tutela anche le relazioni di convivenza more uxorio che abbiano stabilità e continuità nel tempo. Per accedere a questa forma di ricongiungimento, è necessario dimostrare la convivenza mediante documenti ufficiali che attestino la coabitazione e la presenza di legami affettivi e di stabilità tra le parti coinvolte.

Inoltre, i punti fondamentali per il ricongiungimento al coniuge e ai figli rimangono centrali, anche alla luce delle nuove direttive della Mobilità 2026/2027. L’obiettivo è facilitare l’accesso dei familiari alle misure di mobilità professionale, favorendo un clima di integrazione e supporto reciproco. È importante sottolineare che, nella mobilità professionale, le esigenze familiari non sono sempre prioritarie rispetto ad altri aspetti organizzativi o di policy nazionale; tuttavia, per la conclusione delle pratiche di ricongiungimento, si richiede sempre la documentazione che dimostri la composizione familiare e l’effettiva convivenza.

Questa normativa rappresenta un passo avanti verso una maggiore inclusività, riconoscendo che i legami affettivi non si limitano alle forme tradizionali di famiglia. La possibilità di includere il convivente di fatto nel ricongiungimento consente a molte persone di beneficiare di una tutela più ampia e di facilitare la stabilità e il benessere all’interno delle proprie reti di relazione, in particolare in un contesto di mobilità internazionale o lavorativa come quello previsto per gli anni 2026/2027.

Punteggi per i figli secondo l’età

Il sistema di attribuzione dei punti è strutturato considerando l’età dei figli al momento della richiesta:

  • Fino ai 6 anni: vengono riconosciuti 5 punti per ogni figlio che compie sei anni entro il 31 dicembre dell’anno di trasferimento.
  • Da 7 a 17 anni: vengono assegnati 4 punti per ogni figlio che abbia più di 6 anni e fino al diciottesimo, purché compia 18 anni entro il termine stabilito.
  • Figli ultra diciottenni: possono ottenere 4 punti se presentano invalidità totale in relazione alla capacità di svolgere un lavoro.

Condizioni aggiuntive per i figli invalidi

Se il figlio oltre i 18 anni è completamente inabile a un lavoro, può comunque avere diritto ai punti di ricongiungimento, rappresentando un caso di particolare attenzione per le esigenze di famiglia.

Mobilità professionale: esclusione delle esigenze familiari

Durante le richieste di trasferimento per motivi professionali, i punti attribuiti alle esigenze di famiglia non vengono riconosciuti. Questo significa che il personale che chiede un semplice passaggio di cattedra o di ruolo può inserire domanda senza considerare i punteggi relativi al ricongiungimento con coniuge o figli, concentrandosi esclusivamente su altri criteri previsti.

Requisiti e limiti nella mobilità professionale

Per i passaggi di cattedra o di ruolo, le tabelle di valutazione premiano principalmente:

  • Incarichi precedenti e anzianità di servizio.
  • Titoli di studio e professionalità specifica.

Non vengono invece riconosciuti punteggi per:

  • Esigenze di famiglia (come ricongiungimento con coniuge o figli).
  • Assistenza di minori o parenti.

Le priorità sono riservate a casi di invalidità grave o a particolari condizioni di servizio.

Punteggi e priorità nelle mobilità professionali

I criteri di priorità per i trasferimenti professionali sono molto ridotti rispetto alle esigenze familiari. Le uniche situazioni che godono di precedenze sono:

  • Documentate disabilità (come indicato dalla Legge 28 marzo 1991, n. 120).
  • Condizioni di particolare tutela sanitaria come la dialisi.
  • Utilizzo nel ruolo richiesto, se già assegnato in passato.

Riconoscere questa differenza è fondamentale nella pianificazione della mobilità, considerando che nella fase professionale le esigenze familiari sono del tutto escluse dal punteggio.

Riferimenti normativi e criteri di valutazione

Le normative ufficiali chiariscono che, nei bandi di mobilità professionale, i punteggi relativi alle esigenze di famiglia non vengono riconosciuti. La valutazione si basa esclusivamente su titoli, anzianità e requisiti professionali, senza considerare gli aspetti familiari.

FAQs
Mobilità 2026/2027: Punti per il Ricongiungimento al Coniuge e ai Figli

Quando si aprirà la finestra di mobilità 2026/2027? +

La finestra di mobilità 2026/2027 si aprirà tra febbraio e marzo 2026.

Quali punti sono attribuiti al ricongiungimento familiare nella mobilità 2026/2027? +

Vengono riconosciuti punti per il ricongiungimento con coniuge e figli, favorendo la mobilità verso sedi più vicine alla famiglia.

I punti per il ricongiungimento sono considerati anche nella mobilità professionale? +

No, nella mobilità professionale i punti relativi alle esigenze di famiglia non vengono riconosciuti.

Come si calcolano i punti per il ricongiungimento con i figli? +

I punti si assegnano in base all’età dei figli: 5 punti fino ai 6 anni, 4 punti da 7 a 17 anni, e 4 punti per figli con invalidità totale.

È possibile includere il convivente di fatto nel ricongiungimento? +

Sì, è possibile, dimostrando la convivenza con documenti ufficiali che attestino la stabilità della relazione.

Quali sono le condizioni per ottenere punti per figli con invalidità superiore ai 18 anni? +

Se il figlio oltre i 18 anni è totalmente inabile a un lavoro, può ottenere i stessi punti dei figli più piccoli.

Come vengono valutate le esigenze familiari nella mobilità professionale? +

Nella mobilità professionale, le esigenze familiari non vengono considerate ai fini dei punteggi o delle priorità.

Quali sono le priorità nelle mobilità professionali rispetto alle esigenze familiari? +

Le priorità sono data a casi di disabilità documentata, condizioni di tutela sanitaria e utilizzo nel ruolo già assegnato, non alle esigenze familiari.

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