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Mobilità docenti 2026: finestra tra febbraio e marzo con chiarimenti su punteggi e preferenze — approfondimento e guida

Calendario 2026 con evidenziati i mesi di febbraio e marzo, periodo utile per la mobilità docenti e le preferenze di sede.
Fonte immagine: Foto di Matheus Bertelli su Pexels

Sei insegnante o personale ATA interessato alla mobilità 2026/2027? La finestra di presentazione delle domande si aprirà tra fine febbraio e inizio marzo 2026, offrendo circa 20 giorni per richiedere trasferimenti, passaggi di ruolo o cattedra. Importanti novità come il Fascicolo digitale e chiarimenti sui punteggi e le preferenze rendono questa procedura più trasparente e semplice. Qui trovi tutte le informazioni necessarie su tempi, modalità e nuove regole.

  • Periodo di presentazione tra febbraio e marzo 2026
  • Innovazione con il Fascicolo digitale del personale scolastico
  • Chiarimenti su punteggi, preferenze e esigenze di famiglia
  • Priorità ai passaggi di ruolo rispetto alla territorialità
  • Fasi di mobilità e strumenti di preferenza

Info sulla normativa e i bandi di mobilità 2026

  • Destinatari: docenti con contratto a tempo indeterminato e personale ATA
  • Modalità: domanda online tramite piattaforma dedicata, con possibile accesso tramite Fascicolo digitale
  • Costi: nessuno
  • Link: Dettagli e aggiornamenti ufficiali

Periodi e modalità di presentazione delle domande per la Mobilità 2026/2027

Per quanto riguarda la mobilità docenti 2026, la finestra tra febbraio e marzo rappresenta il periodo privilegiato in cui presentare le domande. Questa fase, che si concentrerà approssimativamente tra gli ultimi giorni di febbraio e i primi di marzo 2026, durerà circa 20 giorni, dando il tempo necessario ai docenti interessati di preparare e inoltrare le proprie richieste. Un aspetto fondamentale di questa procedura riguarda i punteggi e le preferenze da indicare nelle istanze: sarà importante consultare attentamente i criteri di valutazione e considerare tutte le priorità e preferenze personali, come le scelte di sede desiderata e i servizi pregressi. Gli aspiranti devono anche tenere presente che alcune preferenze saranno subordinate a specifiche precedenze stabilite dal CCNI 2025-2028, che regolamenta le mobilità. La trasparenza e la chiarezza in questa fase sono garantite da eventuali chiarimenti ufficiali, come quelli relativi al nuovo Fascicolo digitale, che consentirà di compilare e gestire le domande in modo più semplice e integrato. La normativa definitiva, inclusa l’ordinanza ministeriale, fornirà tutte le indicazioni tecniche dettagliate per la presentazione, assicurando che ogni docente possa adottare la procedura corretta e tempestiva per partecipare alla mobilità 2026/2027.

Come funziona il Fascicolo digitale del personale scolastico

Già disponibile sul sito del Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM), il Fascicolo digitale rappresenta un importante passo avanti nell’automazione e semplificazione delle procedure di mobilità. Entro marzo 2026, sarà pienamente operativo anche per le domande di mobilità, consentendo agli insegnanti di consultare e aggiornare facilmente dati anagrafici, titoli conseguiti, ruolo, titolarità e servizio prestato. Attualmente, il sistema permette di visualizzare qualifiche e titoli autodichiarati, anche quelli acquisiti nei bandi del 2020. Entro marzo, l’interfaccia sarà ulteriormente migliorata con l’integrazione delle informazioni in possesso dell’amministrazione, rendendo più semplice la verifica dei requisiti. La modalità di accesso potrebbe essere con codice fiscale o tramite credenziali unique, ma la scelta definitiva sarà definita dall’ordinanza ministeriale.

Modalità di presentazione e prossimi aggiornamenti

La domanda di mobilità potrà essere presentata tramite il Fascicolo digitale, ma resta ancora da chiarire se si adotterà questa modalità o si manterrà la procedura tradizionale multicanale, come negli anni passati. In ogni caso, i dettagli finali verranno comunicati nella regolamentazione ufficiale di febbraio 2026. Sarà importante seguire le comunicazioni del Ministero per conoscere le modalità di accesso e i requisiti tecnici definitivi, in modo da prepararsi adeguatamente per le scadenze.

Info sulla normativa e i bandi di mobilità 2026

Per quanto riguarda la Mobilità docenti 2026, è fondamentale conoscere bene la normativa vigente e le date chiave relative alla finestra di presentazione delle domande, che generalmente si apre tra febbraio e marzo. Questa finestra rappresenta il periodo in cui i docenti interessati possono presentare la richiesta di trasferimento o di mobilità interprovinciale, rispettando le regole stabilite dal MIUR e dai contratti collettivi di riferimento. Durante questa fase, è importante fare attenzione ai punteggi attribuiti per i titoli, le abilitazioni, l’anzianità di servizio e altri requisiti, poiché influenzeranno le preferenze espresse e la posizione in graduatoria.

Inoltre, la normativa specifica come devono essere considerate le preferenze territoriali e le priorità di tutela previste dalla legge, garantendo trasparenza e pari opportunità a tutti i candidati. La gestione delle domande avviene esclusivamente tramite piattaforma digitale, che semplifica il caricamento della documentazione e il monitoraggio dello status della domanda nel tempo. È consigliabile consultare con attenzione le istruzioni ufficiali pubblicate sul sito del Ministero o sui portali dedicati, per evitare errori o omissioni che potrebbero compromettere l’esito della mobilità.

Infine, la procedura non comporta costi diretti per i partecipanti, rendendo più accessibile la partecipazione a tutti i docenti interessati. Restare aggiornati sugli eventuali cambiamenti normativi o sui bandi specifici è fondamentale per prepararsi adeguatamente e sfruttare tutte le opportunità offerte dalla mobilità docenti 2026. Per un quadro completo e aggiornato, si consiglia di consultare regolarmente le fonti ufficiali e i comunicati del Ministero dell’Istruzione.

Chi può partecipare alla mobilità 2026/2027

Per la Mobilità docenti 2026, la finestra di domanda è prevista tra febbraio e marzo, creando un periodo limitato per la presentazione delle preferenze e per aggiornare eventuali punteggi. È importante sottolineare che lo stato di servizio, i titoli acquisiti e le eventuali deroghe possono influenzare la partecipazione e il calcolo del punteggio complessivo. Durante questa finestra temporale, i docenti hanno l’opportunità di indicare le preferenze e di evidenziare eventuali titoli aggiuntivi, come servizi prestati all’estero o specializzazioni. La corretta compilazione della domanda e la verifica dei punteggi sono fondamentali per una scelta consapevole e favorevole alla mobilità desiderata. È consigliabile consultare le eventuali istruzioni ufficiali per chiarimenti su punteggi, priorità e preferenze, in modo da ottimizzare la propria posizione nella graduatoria di mobilità. Ricordare che le tempistiche e le regole potrebbero subire variazioni, pertanto è importante rimanere aggiornati tramite le fonti ufficiali.

Le preferenze e le fasi di mobilità

Il docente può esprimere fino a 15 preferenze, indicando scuole, comuni, distretti o province. La mobilità si svolge in tre fasi:

  1. Fase I: trasferimenti all’interno dello stesso comune;
  2. Fase II: trasferimenti tra comuni della stessa provincia;
  3. Fase III: mobilità interprovinciale e passaggi di ruolo o cattedra.

Nei passaggi di ruolo, la priorità spetta alle esigenze di carriera, mentre nei passaggi di cattedra si segue l’ordine di priorità dichiarato dal docente. Per i trasferimenti e passaggi di ruolo, le domande già presentate vengono annullate una volta scelto il nuovo percorso.

Come vengono considerate le preferenze sintetiche e le esigenze di famiglia

Se la domanda è soddisfatta tramite preferenze codificate (ad esempio con codici di comune, distretto o provincia), la titolarità sarà assegnata alla prima scuola disponibile in base all’ordine del Bollettino Ufficiale.

Per le esigenze di famiglia, sono previsti punteggi aggiuntivi:

  • Ricongiungimento al coniuge o convivente di fatto: 6 punti;
  • Figli fino a 6 anni: 5 punti per ogni figlio;
  • Figli da 6 a 18 anni: 4 punti per ogni figlio;
  • Figli totalmente inabili: 4 punti.

Inoltre, nei passaggi di ruolo e cattedra, tali punti non vengono attribuiti.

Punteggio di continuità del servizio e criteri di attribuzione

Il punteggio per la continuità nel ruolo di titolarità si calcola considerando gli anni di servizio, escludendo quello in corso. La scala include:

  • Un trivio minimo di 12 punti;
  • 5 punti per ogni anno oltre i primi tre (fino a 5 anni);
  • 6 punti per ogni anno successivo al quinto.

Ad esempio, un insegnante con 13 anni di servizio nella stessa scuola può accumulare circa 70 punti. La soglia minima di punteggio richiesto per la mobilità d’ufficio si aggira intorno ai 4 punti, considerando anche la continuità nel comune di titolarità.

FAQs
Mobilità docenti 2026: finestra tra febbraio e marzo con chiarimenti su punteggi e preferenze — approfondimento e guida

Quando si aprirà la finestra per la mobilità docenti 2026/2027? +

La finestra si aprirà tra fine febbraio e inizio marzo 2026, con circa 20 giorni disponibili per la presentazione delle domande.

Quali sono le principali novità della mobilità 2026? +

Le principali novità includono il Fascicolo digitale del personale e chiarimenti su punteggi, preferenze e esigenze di famiglia, migliorando trasparenza e semplicità del procedimento.

Come funziona il Fascicolo digitale per le domande di mobilità? +

Il Fascicolo digitale permette di consultare e aggiornare dati anagrafici, titoli e servizi, facilitando la presentazione e gestione delle domande di mobilità tramite il sito del Ministero.

Quali requisiti devono avere i docenti per partecipare alla mobilità 2026? +

I docenti devono aver conseguito titoli, abilitazioni e aver maturato un certo servizio, oltre a rispettare le scadenze di presentazione tra febbraio e marzo 2026.

Come si esprimono le preferenze nella domanda di mobilità? +

I docenti possono indicare fino a 15 preferenze tra scuole, comuni e province, rispettando le regole stabilite dal CCNI 2025-2028, e possono integrare anche esigenze di famiglia con punteggi aggiuntivi.

Qual è il ruolo del punteggio di continuità nella mobilità? +

Il punteggio di continuità si calcola sugli anni di servizio nella stessa scuola, con una scala minima di 12 punti e aumenti per ogni anno successivo al terzo, influenzando la posizione in graduatoria.

Come vengono considerate le esigenze di famiglia nella mobilità? +

Le esigenze di famiglia, come ricongiungimenti, figli piccoli o inabili, attribuiscono punteggi tra 4 e 6 punti, ma non vengono considerati nei passaggi di ruolo o cattedra.

Quali sono le fasi della mobilità e come si svolgono? +

La mobilità si articola in tre fasi: trasferimenti all’interno dello stesso comune, tra comuni della stessa provincia e interprovinciali, rispettivamente, con le domande annullate in caso di passaggio di ruolo o cattedra.

Come vengono considerate le preferenze sintetiche per le scelte di sede? +

Le preferenze sintetiche (ad esempio con codici di comuni o province) determinano l’assegnazione della prima scuola disponibile in base all’ordine di graduatoria e alle priorità.

Quali punteggi vengono attribuiti per le esigenze di famiglia? +

Ricongiungimento al coniuge o convivente di fatto: 6 punti; figli fino a 6 anni: 5 punti ciascuno; figli da 6 a 18 anni: 4 punti ciascuno; figli inabili: 4 punti.

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