CHI: docenti, dirigenti scolastici e uffici scolastici territoriali coinvolti nel dimensionamento; COSA: regolamenti operativi per l’utilizzazione del personale in caso di accorpamenti o chiusure; QUANDO: periodo di mobilità 2026/2027; DOVE: scuole, plessi e sedi interessate sul territorio; PERCHÉ: garantire continuità didattica, equità tra docenti e gestione ordinata delle sedi a seguito di riorganizzazioni.
- Dimensionamento della rete scolastica e gestione di organici unici.
- Titolareità, continuità didattica e criteri di assegnazione tra sedi.
- Opzioni dei docenti e gestione dei soprannumerari in caso di chiusura o accorpamento.
- Riferimenti al CCNI 2025/2028 per orientare le scelte di mobilità.
DESTINATARI: docenti interessati alle operazioni di dimensionamento, dirigenti scolastici e uffici territoriali competenti.
MODALITÀ: definizione di organico unico, assegnazioni ai plessi, opzioni di titolarità e criteri di graduatoria, con attenzione alla continuità didattica.
LINK: consultare la documentazione ufficiale relativa al CCNI 2025/2028 sul sito istituzionale della rete educativa.
Quadro di riferimento della mobilità 2026/2027
Con il dimensionamento della rete scolastica, numerose istituzioni possono essere accorpate, confluite in plessi differenti o chiudere. Le regole di utilizzazione dei docenti, come previsto dal CCNI 2025/2028, mirano a stabilire procedure chiare per l’organizzazione degli organici, la definizione della titolarità e la salvaguardia della continuità didattica. L’idea centrale è costruire un unico organico che può alimentare diverse graduatorie distinte per grado, tipo di posto e classe di concorso, qualora sia necessario individuare uno o più perdenti posto. I docenti non perdenti posto consolidano la loro titolarità nel nuovo istituto e mantengono il punteggio di continuità maturato nella scuola di precedente titolarità. L’implementazione di tali principi richiede pratiche trasparenti e adeguate determinazioni degli organi collegiali, per bilanciare esigenze didattiche e opportunità professionali dei docenti, evitando improvvise ricadute sull’offerta formativa.
Nell’ambito delle accorpamenti e delle chiusure, si privilegiano strumenti di gradualità, comunicazione chiara e procedure di mobilità motivate. Le decisioni puntano a minimizzare i soprannumerari e a valorizzare la continuità educativa, tenendo conto della geografia scolastica e delle esigenze delle famiglie. In questa cornice,Mobilità 2026/2027 assume una dimensione strategica per assicurare che le risorse umane siano utilizzate in modo efficace, anche in scenari di riorganizzazione della scuola pubblica.
Unificazione di due o più istituzioni scolastiche
Al termine del dimensionamento, due o più istituzioni possono fondersi in una realtà unica, con l’emergere di un organico comune e di nuove graduatorie d’istituto distinte per grado, tipologia di posto e classe di concorso. In questa configurazione, si individua uno o più perdente posto e si struttura la titolarità valorizzando la continuità maturata nella scuola di precedente titolarità. I docenti non perdenti posto mantengono la titolarità nel nuovo istituto e la continuità del punteggio, elemento chiave per le operazioni successive di mobilità.
La gestione del processo si fonda su criteri di equità e trasparenza, con l’obiettivo di preservare la stabilità didattica e l’offerta educativa. L’operazione richiede l’intervento degli organi collegiali per definire le sedi, le tipologie di posto interessate e le graduatorie finali, con particolare attenzione alle esigenze didattiche e ai profili professionali coinvolti.
Nell’ambito della Mobilità 2026/2027, l’utilizzazione dei docenti in caso di scuole o plessi accorpati o mancato funzionamento di una istituzione è guidata da principi di equità, funzionalità e tutela della continuità didattica. Si definiscono criteri di assegnazione che tengono conto dell’operatività delle nuove sedi, delle esigenze formative e delle caratteristiche professionali dei docenti, valorizzando l’esperienza maturata nella scuola di precedente titolarità.
Le fasi di implementazione includono:
- Definizione delle sedi, delle tipologie di posto interessate e della dotazione organica complessiva, con una valutazione delle esigenze didattiche per il nuovo assetto.
- Individuazione del/dei perdenti posto e della titolarità da attribuire al personale rimodulato, cercando di preservare la continuità del punteggio e dei titoli di servizio.
- Predisposizione dell’organico comune, includente le classi di concorso e le qualifiche professionali necessarie a garantire l’offerta formativa.
- Definizione delle nuove graduatorie d’istituto e delle modalità di accesso per la mobilità interna, tenendo conto del grado, della tipologia di posto e della continuità di servizio.
- Attribuzione della titolarità nel nuovo istituto secondo criteri di equità, con possibile assegnazione di sede primaria e gestione dei trasferimenti per esigenze didattiche.
- Avvio della mobilità interna tra i plessi, con procedure chiare, scadenze e modalità di comunicazione alle persone interessate.
- Monitoraggio dell’impatto sull’offerta educativa e revisione degli organici, in modo da adeguare le assegnazioni ai bisogni reali degli studenti.
- Pubblicazione delle graduatorie finali, accompagnata da strumenti di supporto per le supplenze e per eventuali ricorsi o osservazioni procedurali.
Per quanto riguarda la gestione delle sedi, si assegna una sede primaria alla maggioranza dei docenti non perdenti posto, mantenendo la continuità del rapporto di lavoro e l'integrità del punteggio professionale. In caso di sostituzioni o di riorganizzazioni, si privilegia la mobilità concordata con le esigenze didattiche e con la considerazione delle aree geografiche, minimizzando gli oneri logistici per studenti e famiglie.
La trasparenza resta uno dei principi cardine: i criteri, le modalità di valutazione e le graduatorie finali sono resi noti agli interessati entro termini tempestivi, con canali di informazione chiari e accessibili e possibilità di osservazioni entro scadenze prestabilite.
Il processo prevede anche un sistema di monitoraggio e verifica, con report periodici agli organi governativi delle istituzioni coinvolte, al fine di adeguare l’organico in base all’andamento dell’offerta formativa, alle esigenze di didattica e alle condizioni territoriali.
Assegnazione ai plessi
Nel contesto di un istituto accorpante, i docenti provenienti dall’organizzazione precedente sono assegnati ai plessi o alle sedi che compongono il nuovo istituto. L’assegnazione è operata dal dirigente scolastico in base alle determinazioni degli organi collegiali e tiene conto della coerenza didattica, della distribuzione delle classi e delle caratteristiche della sede. Se i posti sono in comuni differenti rispetto alla sede di organico, l’assegnazione salvaguarda la continuità didattica e privilegia il docente con punteggio maggiore nella graduatoria di istituto, in linea con i criteri di contrattazione di istituto. Inoltre, in considerazione delle esigenze degli alunni con BES (bisogni educativi speciali) e di chi ha particolari vincoli di spostamento, si cercano soluzioni che minimizzino l’impatto sui percorsi formativi individuali.
Questo processo è pensato per assicurare che le scelte di assegnazione riflettano la realtà territoriale e l’offerta formativa, mantenendo il legame tra docente e contesto scolastico più prossimo possibile. La logica di continuità didattica resta una bussola centrale, affinché studenti e insegnanti possano proseguire con coerenza il percorso educativo nell’ordinamento riorganizzato. L’operazione di assegnazione tiene conto anche di eventuali esigenze di organizzazione oraria, di disponibilità di laboratori e di risorse specifiche presenti nei singoli plessi, al fine di ottimizzare l’offerta formativa complessiva.
- Coerenza didattica e contesto territoriale: ogni assegnazione privilegia la continuità del percorso educativo all’interno del medesimo contesto di riferimento.
- Distribuzione delle classi e caratteristiche delle sedi: si valuta la capienza, la ripartizione degli studenti e le risorse disponibili (aule, laboratori, strumenti).
- Punteggio e graduatorie: in caso di sedi diverse dalla sede di organico, si dà priorità al docente con punteggio maggiore nella graduatoria di istituto, nel rispetto degli accordi di contrattazione di istituto.
- Vincoli e esigenze particolari: attenzione alle condizioni dei docenti con incarichi di sostegno, lingue straniere o altre specialità che richiedono sedi specifiche.
- Trasparenza e confronto: le scelte si accompagnano a momenti di confronto con gli organi collegiali e, dove previsto, con le rappresentanze del personale, per garantire chiarezza delle motivazioni.
Questo processo è finalizzato a garantire che le scelte di assegnazione riflettano la realtà territoriale, conservino la coerenza tra percorso formativo e contesto locale e mantengano un legame stabile tra docente e sede di insegnamento. Nel contesto di mobilità 2026/2027, l’assegnazione ai plessi accorpati o in situazioni di mancato funzionamento di una istituzione mira a garantire una transizione ordinata, riducendo al minimo le soste o i cambiamenti improvvisi e assicurando continuità educativa agli studenti.
Docenti che esercitano l’opzione
I docenti assegnati a più sedi o indirizzi di studio nell’anno precedente possono esercitare un’opzione. In particolare, possono scegliere di:
- impostare l’opzione per la sede o l’indirizzo in cui svolgono servizio per l’intero orario settimanale;
- opzionare una sede in cui prestano servizio per una quota non inferiore al 50% dell’orario settimanale.
Sulla base dell’opzione effettuata, l’ufficio competente assegna la titolarità nell’istituzione scelta prima delle operazioni di mobilità 2026/2027, qualora tale istituzione abbia acquisito la sede o l’indirizzo oggetto di opzione. L’intento è garantire una stabilità personalizzata, preservando la continuità didattica e la flessibilità necessaria per rispondere alle esigenze di servizio.
Docenti che non esercitano l’opzione
I docenti in servizio nel plesso/sede/indirizzo confluito in un’altra istituzione che non hanno espresso l’opzione restano nell’organico di precedente titolarità ai fini dell’individuazione dei soprannumerari. Se la scuola di titolarità risulta soppressa a seguito del dimensionamento, i docenti che non hanno espresso l’opzione diventano automaticamente soprannumerari. In tal caso hanno la precedenza prevista dall’articolo 13 del CCNI 2025/2028 per il rientro in una delle scuole derivate dal dimensionamento, garantendo una regolare riassunzione secondo i criteri contrattuali e la continuità professionale.
FAQs
Mobilità 2026/2027: Utilizzazione dei docenti in situazioni di accorpamento o chiusura di istituzioni
Garantire continuità didattica, equità tra docenti e gestione ordinata delle sedi. L'organico unico permette di alimentare le diverse graduatorie e di assegnare i docenti secondo criteri di titolarità e continuità.
I docenti non perdenti posto consolidano la titolarità nel nuovo istituto e mantengono il punteggio di continuità maturato. Le nuove graduatorie sono finalizzate a preservare coerenza didattica e stabilità dell'offerta educativa.
Viene prioritizzata la coerenza didattica e il contesto territoriale, con valutazione del punteggio nelle graduatorie, delle esigenze di BES e di eventuali vincoli di spostamento. Le sedi sono definite tramite determinate dagli organi collegiali e con trasparenza.
Rimanono nell'organico di precedente titolarità per l'individuazione dei soprannumerari; se la scuola è soppressa, diventano soprannumerari e hanno priorità per rientrare nelle scuole derivate, secondo CCNI 2025/2028.