Il Movimento Intercompartimentale Docenti (MID), con oltre 9.100 iscritti, chiede politiche più inclusive e trasparenti per consentire agli insegnanti di transitare verso altri uffici della Pubblica Amministrazione (PA). L'iniziativa, lanciata nel contesto delle recenti discussioni sulla mobilità, mira a evitare la permanenza prolungata di docenti in classe oltre l'età pensionabile, promuovendo una maggiore fluidità tra i diversi comparti pubblici.
Obiettivi e iniziative del gruppo MID sulla mobilità intercompartimentale
Il gruppo MID si impegna da tempo a sensibilizzare le istituzioni sulla necessità di riformare le procedure di mobilità tra i comparti della Pubblica Amministrazione, inclusa quella del Ministero dell'Istruzione e del Merito. Attraverso campagne e richieste ufficiali, il collettivo evidenzia come tale mobilità possa rappresentare una soluzione ai problemi di sovrappopolamento e di invecchiamento del corpo docente.
Uno degli obiettivi principali del gruppo MID è promuovere una maggiore flessibilità nella mobilità intercompartimentale, facilitando il passaggio degli insegnanti verso altri uffici e settori della PA. Questa iniziativa si propone di ridurre le attuali criticità, come i "bisnonni in aula", ovvero insegnanti che, pur avendo superato l'età pensionabile, continuano a svolgere mansioni didattiche per mancanza di opportunità di trasferimento.
Per raggiungere questo obiettivo, il MID ha lanciato un appello volto a creare un percorso più agevole, trasparente e meritocratico per il trasferimento del personale tra i vari comparti della Pubblica Amministrazione. L’idea è di favorire un circolo virtuoso che permetta ai docenti di sviluppare nuove competenze, di contribuire con la propria esperienza in altri settori e di alleggerire le assegnazioni che attualmente gravano sul sistema scolastico.
Il gruppo sostiene inoltre iniziative di formazione e aggiornamento che possano facilitare il passaggio degli insegnanti a ruoli diversi, contribuendo così a innovare e a rinvigorire il pubblico impiego. La mobilità intercompartimentale, se implementata efficacemente, potrebbe ridurre le disparità e migliorare l’efficienza dell’intera amministrazione pubblica, rafforzando il tessuto occupazionale e professionale del paese.
Risposte politiche e reazioni degli insegnanti
Le risposte politiche alle questioni sollevate dalla mobilità intercompartimentale, in particolare nel contesto dell’istruzione, sono state varie e spesso caratterizzate da un generale scetticismo. L’appello del MID (Movimento per l’Innovazione della Dirigenza) ha rappresentato un intervento significativo, richiedendo alle autorità competenti di riconsiderare le norme vigenti che ostacolano la possibilità di trasferire gli insegnanti verso altri uffici della Pubblica Amministrazione. La richiesta mira a evitare situazioni in cui gli insegnanti sono costretti a diventare “bisnonni in aula”, cioè a mantenere posizioni statiche per anni, impedendo loro di accedere a ruoli differenti che potrebbero valorizzare le loro competenze e favorire una riqualificazione professionale. Le reazioni degli insegnanti, in particolare, sono state di forte approvazione nei confronti di questa iniziativa, poiché vedono nelle proposte del MID un’opportunità per ridurre la buffer zone di rigidità che caratterizza il sistema di mobilità scolastica. Molti insegnanti si sono dichiarati favorevoli, ritenendo che la possibilità di un passaggio più fluido tra le diverse strutture della Pubblica Amministrazione potrebbe anche contribuire a migliorare le condizioni di lavoro e la qualità dell’istruzione. Tuttavia, dall’altro lato, alcuni rappresentanti politici e amministrativi hanno espresso cautela, citando le complessità organizzative e le esigenze di continuità didattica come motivi di mantenimento delle norme attuali. La discussione rimane aperta su come bilanciare le esigenze di flessibilità professionale con le esigenze di stabilità e qualità del servizio pubblico scolastico, sottolineando la necessità di un aggiornamento delle politiche di mobilità che tenga conto delle nuove esigenze del mondo del lavoro pubblico.
Il punto di vista del MID sulla discussione politica
Il punto di vista del MID sulla discussione politica riguardo alla mobilità intercompartimentale evidenzia l'importanza di un approccio più inclusivo e trasparente. Il MID sostiene che un'effettiva mobilità intercompartimentale dovrebbe essere vista come un’opportunità di valorizzazione professionale per gli insegnanti, consentendo loro di passare ad altri uffici della Pubblica Amministrazione e contribuendo così a una maggiore flessibilità e efficienza del personale pubblico. Tuttavia, l’appello del MID è rivolto a evitare scenari come quelli dei “bisnonni in aula”, ovvero situazioni in cui insegnanti di lunga esperienza rimangono bloccati in posizioni non più funzionali alle esigenze attuali del sistema scolastico, per mancanza di possibilità di passaggio ad altri ruoli.
Per perseguire questi obiettivi, il MID chiede che venga facilitata e semplificata la mobilità intercompartimentale, rimuovendo gli ostacoli burocratici e incentivando politiche di ricollocamento del personale. Ciò permetterebbe non solo di alleggerire il carico di insegnanti ormai statici, ma anche di aggiornare e valorizzare il livello di professionalità all’interno delle diverse funzioni pubbliche, garantendo una distribuzione più equilibrata delle risorse umane. Questa strategia potrebbe contribuire a superare le criticità di organico e a migliorare le condizioni di lavoro, favorendo una circolazione più dinamica e meritocratica del personale nella Pubblica Amministrazione.
Disparità nei bandi di mobilità e discriminazioni
La disparità nei bandi di mobilità evidenzia come le opportunità di passaggio tra i diversi comparti della Pubblica Amministrazione siano largamente inique, lasciando molte categorie di lavoratori, come gli insegnanti, ai margini del rinnovamento professionale. Questa situazione genera tensioni e insoddisfazione tra il personale scolastico, che si sente escluso da possibilità di crescita e trasferimento. Per affrontare questa problematica, il MID ha lanciato un importante appello affinché vengano eliminati i cosiddetti “bisnonni in aula”, ovvero le rigidità che impediscono ai docenti di afferire a ruoli o uffici diversi, favorendo così un più equo e dinamico sistema di mobilità intercompartimentale.
Permettere un reale passaggio degli insegnanti verso altre funzioni della Pubblica Amministrazione favorirebbe non solo una redistribuzione più efficace del personale, ma anche un miglioramento delle competenze e delle esperienze professionali. Questo approccio aiuterebbe a ridurre le discriminazioni e a rendere il sistema più trasparente, equo e aperto a tutti i cittadini lavoratori pubblici. È fondamentale che le politiche di mobilità siano riviste con criteri più inclusivi, rispettando le leggi sul turnover e promuovendo un ambiente di lavoro più giusto e meritocratico.
Implicazioni dell'età pensionabile e carico di lavoro
Il MID denuncia anche la possibile elevazione dell'età pensionabile, prevista dal quadro normativo a partire dal 2029, che potrebbe costringere gli insegnanti a lavorare fino a diventare bisnonni. Considerando le esigenze fisiche e psico-fisiche di gestire classi numerose, il collettivo solleva la questione di una giusta valorizzazione dei docenti e del loro diritto a cambiare ruolo.
Le principali richieste del MID al Governo e alle istituzioni
Il movimento ha avanzato diverse proposte per migliorare la mobilità e il benessere professionale degli insegnanti:
- Permettere il passaggio dei docenti ad altri settori della PA senza dover superare un nuovo concorso.
- Riconoscere i diritti del personale scolastico, tra cui i buoni pasto, e includerli tra i benefici riconosciuti.
- Condurre una riforma della mobilità interna, eliminando il vincolo triennale e favorendo trasferimenti annuali come negli altri comparti.
- Riconoscere la professione docente come attività usurante, con accesso alla pensione anticipata a 60 anni senza penalizzazioni.
- Eliminare le barriere burocratiche che ostacolano il passaggio e la mobilità dei docenti, rendendo più semplice la gestione delle progressioni di carriera.
Informazioni sulla mobilità intercompartimentale
Destinatari: Docenti, personale della Pubblica Amministrazione, istituzioni politiche
Modalità: Richieste formali, incontri istituzionali, interventi parlamentari
Link: Approfondisci qui
FAQs
Mobilità intercompartimentale: l'appello del MID per favorire il passaggio tra i settori pubblici e evitare il fenomeno dei “bisnonni in aula”
La mobilità intercompartimentale permette il trasferimento di personale tra i settori della Pubblica Amministrazione, favorendo flessibilità e valorizzazione delle competenze. È importante per ridurre l'invecchiamento del corpo docente e migliorare l'efficienza amministrativa.
Il MID chiede di semplificare le procedure di mobilità e rimuovere le barriere burocratiche per permettere agli insegnanti di transitare verso altri uffici pubblici, prevenendo che rimangano in cattedra oltre l'età pensionabile.
Favorisce il trasferimento verso altri settori pubblici, consentendo agli insegnanti di riqualificarsi, ridurre il carico di lavoro e migliorare le condizioni di lavoro, evitando la stagnazione professionale.
Il MID propone di permettere il passaggio tra settori senza nuovo concorso, riconoscere l'attività docente come usurante, eliminare il vincolo triennale e facilitare i trasferimenti annuali.
Per garantire un sistema di mobilità più equo e trasparente, consentendo a tutte le categorie di lavoratori pubblici, compresi gli insegnanti, di accedere a opportunità di crescita e trasferimento senza discriminazioni.
Il MID propone di riconoscere la professione docente come attività usurante, consentendo il pensionamento anticipato a 60 anni e valorizzando il diritto di cambio ruolo durante l'età lavorativa.
Permettendo un ricambio professionale e la valorizzazione delle competenze, la mobilità favorisce ambienti di insegnamento più aggiornati e dinamici, migliorando la qualità complessiva dell'istruzione.
Le istituzioni politiche devono rimuovere ostacoli burocratici, approvare riforme e promuovere politiche di ricollocamento più inclusive per facilitare la mobilità tra settori pubblici.