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Permanenza nella scuola dell’infanzia per un anno: possibilità anche per esigenze educative speciali — approfondimento e guida

Insegnante di scuola dell'infanzia spiega la lezione a una bambina, focus sulla didattica inclusiva e supporto per bisogni educativi speciali
Fonte immagine: Foto di Pavel Danilyuk su Pexels

La permanenza nella scuola dell’infanzia per un anno aggiuntivo, anche in presenza di esigenze educative speciali, rappresenta una misura prevista da normative e linee di indirizzo per supportare i bambini con bisogni specifici. Questa possibilità, che si applica in casi eccezionali e documentati, permette di favorire lo sviluppo delle competenze necessarie all’ingresso nella scuola primaria. La decisione finale è affidata alle istituzioni scolastiche, in stretta collaborazione con le famiglie e i professionisti del settore.

  • Normative e aggiornamenti sulle deroghe all’obbligo di istruzione
  • Estensione ai bambini con bisogni educativi speciali
  • Procedura per valutare casi eccezionali
  • Ruolo delle Linee di indirizzo 2023
  • Inquadramento delle vulnerabilità e fattori di rischio

Disposizioni normative e aggiornamenti recenti

Disposizioni normative e aggiornamenti recenti

Le normative italiane sulla scuola dell’infanzia prevedono specifiche deroghe che consentono ai bambini di restare un anno in più nella scuola dell'infanzia, soprattutto in presenza di bisogni particolari o esigenze educative speciali. Questa possibilità è regolamentata da disposizioni Ministeriali e regionali che mirano a garantire un percorso scolastico inclusivo e personalizzato. Recentemente, l’Ufficio scolastico di Torino ha richiamato queste disposizioni, facendo riferimento alla nota ministeriale n. 100847 del 17 dicembre 2025, che illustra le modalità di applicazione di tali deroghe.

In particolare, la normativa riconosce che la permanenza prolungata può essere autorizzata in via eccezionale, previa valutazione di un’équipe di scuola e della famiglia, e deve essere debitamente documentata. Questa possibilità favorisce un percorso di apprendimento più adeguato alle esigenze di ciascun bambino, considerando anche esigenze educative speciali che non si configurano come disabilità certificata ma richiedono comunque attenzione e supporto mirato.

Le disposizioni normative enfatizzano l’importanza di una stretta collaborazione tra insegnanti, famiglie e servizi socio-sanitari, per garantire una valutazione accurata e personalizzata delle situazione. Inoltre, si promuove l’utilizzo di strumenti di valutazione multidisciplinare che possano attestare la necessità di prolungare la permanenza nella scuola dell’infanzia, sostenendo così un approccio inclusivo e rispettoso delle tempistiche di sviluppo di ogni bambino.

Deroghe all’obbligo di istruzione per bambini con disabilità o adottati

Secondo la legge, le deroghe all’obbligo di iscrizione alla scuola primaria, per bambini che abbiano già compiuto sei anni, sono concesse esclusivamente su richiesta delle famiglie e in casi documentati di necessità. Tali deroghe includono anche la possibilità di un ulteriore anno di permanenza nella scuola dell’infanzia, come misura di supporto. La nota ministeriale sottolinea che questa pratica deve essere adottata solo in contesti eccezionali e con il consenso delle famiglie, rafforzando l’approccio personalizzato e rispetto delle esigenze individuali del bambino.

Estensione alle esigenze educative speciali: cosa prevede la normativa

In passato, la possibilità di prolungare la permanenza nella scuola dell’infanzia era rivolta principalmente a bambini con disabilità o adottati. Tuttavia, le più recenti linee guida del MIUR, come evidenziato dalla nota n. 547 del 2014, riconoscono che anche i bambini con esigenze educative speciali, non riconducibili a disabilità certificata, possono aver bisogno di un tempo supplementare per raggiungere i prerequisiti richiesti. La normativa fa riferimento anche alla Direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012 e alla circolare n. 8 del 6 marzo 2013, che illustrano come ogni alunno possa temporaneamente manifestare bisogni educativi di diversa natura, fisica, biologica, psicologica o sociale.

Come vengono riconosciute le esigenze educative speciali

Possono essere acquisite attraverso valutazioni multidisciplinari e accompagnate da strumenti di diagnosi e documentazione complessa. È fondamentale che la scuola intraprenda un percorso di integrazione che tenga conto di eventuali vulnerabilità, anche temporanee, per favorire un ingresso più sereno e ottimale nella scuola primaria. La valorizzazione di queste situazioni permette una gestione più inclusiva e sensibile ai bisogni di ogni singolo bambino.

Procedure e strumenti per gestire casi di permanenza prolungata

Come funziona il processo di valutazione

Il processo di valutazione per consentire la permanenza nella scuola dell’infanzia per un anno, anche in presenza di esigenze educative speciali, si basa su un iter ben strutturato e condiviso tra diversi soggetti coinvolti. Innanzitutto, viene avviata una fase di osservazione e analisi dello sviluppo del bambino, spesso coordinata dal team docente e supportata da pedagogisti o altri professionisti specializzati nel campo dell’educazione e dell’inclusione. Questa fase permette di raccogliere informazioni sulle capacità, le eventuali difficoltà e le necessità specifiche del bambino.

Successivamente, si procede alla compilazione di una relazione dettagliata che riassume le osservazioni, i test effettuati e le eventuali diagnosi o valutazioni cliniche, se presenti. La relazione viene condivisa con le famiglie, che partecipano attivamente attraverso incontri di confronto con la scuola e i professionisti coinvolti. È fondamentale che le famiglie siano informate e consapevoli delle motivazioni che supportano la richiesta di una proroga della permanenza, così come delle strategie didattiche proposte.

Una volta completata questa fase, viene formalizzata una proposta che include un progetto educativo personalizzato, progettato per rispondere alle esigenze specifiche del bambino, anche considerando l’eventualità di un supporto per le esigenze educative speciali. Questa proposta viene sottoposta all’approvazione degli organi competenti, come il collegio dei docenti e, in alcuni casi, il consiglio di intersezione. Solo dopo aver ottenuto il consenso e aver definito il piano di intervento, si può autorizzare ufficialmente la permanenza aggiuntiva nella scuola dell’infanzia per un anno, garantendo così il sostegno più adeguato allo sviluppo armonico del bambino.

Ruolo delle istituzioni scolastiche e dei professionisti

La permanenza nella scuola dell'infanzia per un anno rappresenta un momento importante per garantire un ambiente stabile e rassicurante ai bambini, specialmente quando sono presenti esigenze educative speciali. Le istituzioni scolastiche devono assicurare che questa scelta sia supportata da un piano educativo personalizzato, che tenga conto delle specificità del bambino e delle sue potenzialità di sviluppo. Inoltre, i professionisti specializzati svolgono un ruolo fondamentale nel processo, collaborando con gli insegnanti per sviluppare e attuare strategie mirate. Questa collaborazione assicura un intervento tempestivo ed efficace, promuovendo un percorso di crescita inclusivo e rispettoso delle esigenze di ciascun bambino. È importante che le istituzioni scolastiche promuovano anche momenti di formazione continua per tutto il personale, affinché siano in grado di rispondere adeguatamente alle diverse situazioni educative, favorendo così un ambiente di apprendimento equilibrato e sostenibile.

Valutazioni periodiche e aggiornamenti

Le valutazioni devono essere effettuate con regolarità, coinvolgendo tutte le figure professionali e i genitori, al fine di verificare se i prerequisiti evolvono e se la permanenza può essere ridotta o, viceversa, prolungata. La prassi suggerisce un’attenta analisi delle competenze raggiunte e delle eventuali difficoltà persistenti.

Decisione finale e limiti temporali

Quando si può autorizzare la permanenza di un anno

Al termine di una valutazione accurata e di una relazione documentata, il dirigente scolastico, in accordo con il team docente e le famiglie, può autorizzare la permanenza nella scuola dell’infanzia per un massimo di un anno scolastico. Questo periodo ha lo scopo di favorire l’acquisizione delle competenze necessarie per passare alla scuola primaria, secondo quanto previsto dall’articolo 114, comma 5, del decreto legislativo n. 297/1994. La norma si applica con attenzione alle esigenze di bambini con bisogni educativi speciali, garantendo un diritto allo studio più inclusivo.

Approccio personalizzato e flessibile

Il percorso deve rispettare i tempi individuali, evitando ogni forma di compressione temporale che possa compromettere lo sviluppo del bambino. La flessibilità è fondamentale per assicurare un supporto reale alle diversità presenti in ogni classe.

Durata massima prevista

La normativa prevede che la permanenza non possa superare un anno scolastico, salvo casi eccezionali documentati e approvati dalla scuola. Tale limite temporale garantisce che la misura sia adottata esclusivamente come supporto temporaneo per favorire la crescita e l’autonomia del bambino.

Linee di indirizzo 2023 e attenzione alle vulnerabilità

Indicazioni per favorire il diritto allo studio

Le Linee di indirizzo 2023 evidenziano come sia possibile estendere la permanenza nella scuola dell’infanzia oltre il primo anno, soprattutto per i bambini adottati o con bisogni speciali, seguendo specifiche linee guida. La normativa riconosce come elementi giustificativi fattori di vulnerabilità, recenti arrivi in Italia, provenienza da contesti di incuria, livello di competenze neuropsicologiche e reale situazione socio-familiare. Questi elementi, se documentati correttamente, possono sostenere la richiesta di prolungare la permanenza per un massimo di un anno, nel rispetto delle norme vigenti.

Elementi che giustificano l’ulteriore permanenza

Nel contesto delle linee di indirizzo 2023, le situazioni di vulnerabilità e svantaggio socio-familiare costituiscono motivi validi per autorizzare la permanenza aggiuntiva. La valutazione tiene conto anche di recenti arrivi, di risorse e di riscontri sul livello di competenze che il bambino ha raggiunto. La finalità è offrire un sostegno strutturato, inclusivo e temporaneo, per facilitare l’ingresso nella scuola primaria in condizioni di maggior successo.

FAQs
Permanenza nella scuola dell’infanzia per un anno: possibilità anche per esigenze educative speciali — approfondimento e guida

Posso prorogare la permanenza nella scuola dell'infanzia per un anno anche per esigenze educative speciali? +

Sì, la normativa consente di prolungare la permanenza anche per esigenze educative speciali, previa valutazione e approvazione da parte delle istituzioni scolastiche e professionisti specializzati.

Quali sono le normative che permettono l'estensione della permanenza nella scuola dell'infanzia? +

Le disposizioni Ministeriali e regionali, incluso la nota ministeriale n. 100847 del 17/12/2025, regolano le deroghe e l'estensione della permanenza per casi eccezionali, anche per esigenze educative speciali.

In quali condizioni può essere autorizzata una permanenza di un anno in più? +

Può essere autorizzata solo in casi eccezionali, dopo valutazione di un’équipe scolastica e famiglia, e deve essere debitamente documentata, rispettando le tempistiche di sviluppo del bambino.

Come vengono valutate le esigenze educative speciali per la permanenza prolungata? +

Le esigenze vengono riconosciute attraverso valutazioni multidisciplinari con strumenti di diagnosi e documentazione, considerando vulnerabilità temporanee o permanenti del bambino.

Qual è il limite temporale massimo per la permanenza nella scuola dell’infanzia con questa deroga? +

La permanenza può essere protratta fino a un massimo di un anno scolastico, salvo casi eccezionali debitamente autorizzati.

Che ruolo hanno le istituzioni scolastiche e i professionisti nel processo di proroga? +

Le istituzioni scolastiche garantiscono un piano educativo personalizzato e i professionisti collaborano per sviluppare strategie mirate, assicurando un intervento tempestivo ed efficace.

Come si procede alla valutazione per il prolungamento della permanenza? +

Si avvia con osservazioni e analisi dello sviluppo, raccolta di relazioni e incontri con famiglia e professionisti, per definire un progetto educativo personalizzato approvato dagli organi scolastici.

Qual è l'importanza delle valutazioni periodiche in questa procedura? +

Le valutazioni periodiche permettono di verificare l'evoluzione delle competenze e di adeguare la permanenza alle esigenze del bambino, riducendo o prolungando il supporto secondo necessità.

Quando si può autorizzare ufficialmente la permanenza di un anno? +

Dopo una valutazione completa e l’approvazione del collegio dei docenti, il dirigente scolastico può autorizzare la permanenza per un massimo di un anno scolastico.

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