Il 13 novembre 2025, il Garante per la protezione dei dati personali ha avviato un procedimento contro un istituto comprensivo di Asti, accusato di gestire in modo scorretto i dati degli alunni durante un progetto di orientamento promosso dalla Regione Piemonte. La vicenda evidenzia l’importanza di rispettare le normative sulla privacy, specialmente nel trattamento di dati di minorenni, e di garantire trasparenza e corretta comunicazione con le famiglie.
- Il Garante ha ammonito un istituto scolastico per gestione non conforme dei dati degli studenti
- Il caso riguarda un progetto di orientamento con condivisione di dati sensibili
- Importanza di rispettare il GDPR e le norme di tutela dei minori
Il caso di gestione dei dati nello scenario scolastico
Questo caso evidenzia l'importanza di rispettare rigorosamente le norme sulla privacy a scuola, soprattutto quando si tratta di trattare dati sensibili degli studenti. Il Garante Privacy ha infatti ammonito l'istituto coinvolto, sottolineando come la gestione dei dati in progetti scolastici e di orientamento debba essere condotta con la massima attenzione, garantendo la trasparenza e il rispetto del consenso informato. In particolare, la normativa prevede che gli istituti scolastici debbano informare chiaramente le famiglie sugli scopi, le modalità e le categorie di dati raccolti, nonché ottenere un consenso esplicito prima di trattare le informazioni. La condivisione di dati sensibili con soggetti esterni, come enti o professionisti coinvolti nel progetto, deve avvenire esclusivamente nel rispetto di queste procedure e delle eventuali limitazioni imposte dalla legge. La mancata osservanza di tali regole può comportare sanzioni e danni reputazionali all’istituto. Quindi, è fondamentale che le scuole adottino pratiche di gestione dei dati conformi alla normativa, creando sistemi di tutela efficaci e adottando policy di privacy chiare, per tutelare la privacy degli studenti e mantenere un elevato standard di affidabilità e trasparenza nelle attività educative.
Dettagli sulla gestione dei dati
La gestione dei dati personali degli studenti è un aspetto fondamentale per garantire la tutela della privacy a scuola. Nel caso specifico, l'istituto ha condiviso informazioni sensibili degli alunni con enti esterni senza adottare tutte le precauzioni necessarie, assumendo che tale trattamento fosse compatibile con il pubblico interesse. Tuttavia, il Garante per la protezione dei dati personali ha evidenziato come questa giustificazione fosse insufficiente senza una base normativa adeguata che supporti tale condivisione. È essenziale che le scuole adottino protocolli chiari e trasparenti per la gestione dei dati, rispettando i principi di minimizzazione e di finalità, e garantendo la sicurezza delle informazioni condivise. Inoltre, la comunicazione alle famiglie rappresenta un aspetto cruciale: devono ricevere informazioni complete e comprensibili su quali dati vengono trattati, con quale finalità e a chi vengono condivisi. La mancanza di un'informativa preventiva e di una comunicazione trasparente può minare la fiducia dei genitori e degli studenti, oltre a costituire una violazione delle norme sulla privacy. Pertanto, le istituzioni scolastiche sono tenute a conformarsi alle disposizioni del Regolamento Europeo sulla protezione dei dati (GDPR), adottando misure tecniche e organizzative adeguate per rispettare il diritto alla privacy di ogni minore, e a fornire sempre chiare informazioni sulle modalità di trattamento e condivisione dei dati personali degli studenti.
Responsabilità e corrette procedure
Il mancato rispetto delle procedure di trasparenza e di informativa precontrattuale rappresentano rischi concreti di violazione del Regolamento UE 2016/679 (GDPR), che impone di garantire diritti e tutela dei soggetti vulnerabili, come i minori, in ogni trattamento di dati personali.
Posizione e giustificazioni dell’istituto
L’istituto comprensivo ha dichiarato di aver collaborato con la Regione Piemonte, ritenendo che il trattamento si basi sul “compito di interesse pubblico”. Secondo l’istituto, il trattamento dei dati, inclusi quelli sensibili, fosse limitato alle finalità educative, e che fosse stato pubblicato un’informativa sul sito istituzionale, ritenendo così di aver agito correttamente.
Quali pericoli derivano da pratiche scorrette
Se non gestiti correttamente, i dati degli alunni possono essere soggetti a rischi di uso improprio, vulnerabilità e violazioni della privacy, particolarmente grave in presenza di minorenni, che sono meno consapevoli e più vulnerabili rispetto al trattamento dei propri dati personali.
La posizione del Garante
Il Garante ha evidenziato che, in ambito pubblico, il trattamento dei dati deve essere previsto e regolamentato da norme di legge o regolamenti, cosa che nel caso specifico non si riscontrava pienamente. Pertanto, è stata considerata una violazione degli articoli 5 e 6 del GDPR, e del Codice Privacy italiano.
Decisioni e sanzioni
Nonostante la mancanza di sanzioni pecuniarie, il Garante ha deciso di ammonire formalmente l’istituto, riconoscendo che non ci siano state intenzioni scorrette né trattamenti successivi ai questionari. La decisione mira a rafforzare la consapevolezza delle istituzioni scolastiche sulla corretta gestione dei dati personali, in modo particolare di quelli dei minori.
Le motivazioni dell’ammonimento
L’ammonimento si fonda sulla necessità di rispettare rigorosamente le norme sulla privacy, alle quali devono attenersi le scuole, e sulla tutela dei soggetti più vulnerabili, al fine di prevenire futuri comportamenti non conformi.
Conclusioni e provvedimenti del Garante
L’Autorità ha dichiarato la condotta dell’istituto come illecita, e ha ammonito pubblicamente l’istituzione comprensiva di Asti, ricordando l’obbligo di conformarsi alle disposizioni del GDPR e del Codice Privacy. La vicenda serve da esempio sull’importanza di adottare procedure chiare e trasparenti nel trattamento dei dati degli studenti e delle loro famiglie.
Ruolo delle normative sulla privacy nelle scuole
Le norme europee e italiane sulla protezione dei dati sottolineano l’importanza di un trattamento lecito, trasparente e corretto dei dati, specialmente quando coinvolgono minori, che sono soggetti particolarmente vulnerabili e devono essere tutelati con attenzione.
Importanza della trasparenza e informativa
Le istituzioni scolastiche devono garantire una comunicazione chiara e tempestiva alle famiglie, fornendo informativa dettagliata circa finalità, modalità e limiti del trattamento dei dati, in tutto il ciclo di vita delle attività scolastiche.
Riferimenti normativi
| Norma | Descrizione |
|---|---|
| Regolamento UE 2016/679 (GDPR) | Normative europee sulla protezione dei dati personali, applicabili in Italia. |
| Codice della Privacy italiano | Norme nazionali in materia di trattamento dei dati personali e tutela della privacy. |
FAQs
Privacy a scuola: Garante ammonisce un istituto per la gestione dei dati degli studenti in un progetto di orientamento — approfondimento e guida
Il Garante ha ammonito l’istituto per aver gestito in modo scorretto i dati degli studenti durante un progetto di orientamento, senza rispettare le normative sulla privacy e il consenso informato.
Il GDPR garantisce che i dati degli studenti siano trattati in modo lecito, trasparente e sicuro, tutelando i soggetti vulnerabili come i minori e prevenendo violazioni e usi impropri.
La normativa richiede che le scuole informino chiaramente le famiglie, ottengano consenso esplicito e condividano dati sensibili solo nel rispetto di procedure trasparenti e legittime.
Pratiche scorrette possono portare a uso improprio dei dati, vulnerabilità, violazioni della privacy e danni alla reputazione dell’istituto.
Le scuole devono adottare protocolli chiari, garantire la sicurezza dei dati, informare le famiglie e ottenere il consenso esplicito prima di condividere dati sensibili.
Le normative impongono che il trattamento dei dati sia conforme alla legge, trasparente, lecito e che le scuole tutelino i soggetti vulnerabili, come i minori.
Implementando politiche di privacy chiare, adottando sistemi di sicurezza adeguati e garantendo una comunicazione trasparente con le famiglie.
Può comportare sanzioni legali, danni reputazionali e la perdita di fiducia da parte di genitori e studenti.
Quando c’è un consenso esplicito delle famiglie e la condivisione avviene nel rispetto delle normative sulla tutela dei dati.