Perché è necessario cambiare approccio nel reclutamento e nella gestione degli organici
In seguito all'informativa del Ministero dell'Istruzione del 7 ottobre, Ivana Barbacci, rappresentante della Cisl Scuola, ha evidenziato la fondamentale esigenza di trasformare radicalmente il sistema di reclutamento del personale docente. La situazione attuale evidenzia criticità storiche che rendono insufficienti le modalità di assunzione tradizionali, come i concorsi per esami.
Le mutate condizioni demografiche e le nuove esigenze del sistema scolastico richiedono un modello a due canali, che valorizzi anche le professionalità acquisite attraverso l’esperienza sul campo, spesso caratterizzata da contratti precari di lunga durata.
Le criticità del sistema attuale e la proposta di un nuovo modello
Il sistema di reclutamento attuale, basato principalmente su concorsi, non riesce più a soddisfare la domanda crescente di docenti qualificati. La cisl Scuola propone di implementare un sistema bipartito:
- **Primo canale**: valorizzare i docenti già formati e con esperienza, provenienti dai concorsi degli ultimi anni e dalle procedure di assunzione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
- **Secondo canale**: riferito a processi di selezione basati su esperienza e valutazione delle competenze professionali, creando un percorso di reclutamento più inclusivo e flessibile.
Analisi degli organici attuali e esigenze di ricostruzione
Ciò che emerge è che gli organici di diritto sono attualmente insufficienti rispetto alle reali esigenze operative di scuole e studenti. Solo nel biennio 2021/2022, i docenti precari sono stati quasi 225.000, un dato che evidenzia la necessità di intervenire strutturalmente.
La definizione attuale degli organici, legata al numero di classi e ore obbligatorie, rischia di provocare riduzioni pesanti a causa del calo demografico. La Ragioneria dello Stato stima che, nell’arco di dieci anni, circa 100.000 docenti potrebbero risultare superflui, una prospettiva inaccettabile per la Cisl Scuola.
Proposte per una politica organica orientata alla qualità e alla stabilità
Barbacci suggerisce di perseguire un approccio qualitativo alla definizione degli organici, che tenga conto di elementi come:
- l'insegnamento personalizzato;
- l’aumento del tempo di scuola e del recupero di svantaggi socio-economici;
- l’offerta formativa per adulti;
- l’integrazione degli studenti con background migratorio, che cresce in modo significativo.
Assicurare organici stabili è essenziale per garantire risposte adeguate a un sistema complesso, favorendo l’inclusione e la qualità dell’istruzione. Tale strategia rappresenta anche un elemento chiave per potenziare lo %PIL% e promuovere lo sviluppo, soprattutto nelle zone più svantaggiate.
Il ruolo dellaCisl Scuolanella difesa di un sistema di assunzione più equo
Grazie alle influenze esercitate durante le riforme delle le leggi di bilancio, si è evitato di legare in modo rigido il calo demografico alla riduzione automatica degli organici, principio per la Cisl Scuola imprescindibile anche nel confronto sulla manovra economica prevista per il 2026.
Una rottura con le logiche punitive e di semplice riduzione quantitativa degli organici rappresenta un passo avanti verso un sistema di reclutamento più sostenibile, giusto e orientato alla qualità.
FAQs
Rivoluzione nel reclutamento scolastico: verso un sistema a due canali per gli organici
Domande frequenti sul Reclutamento e Organici in ambito scolastico secondo Barbacci (Cisl Scuola)
Un cambio di rotta è fondamentale perché il sistema attuale, basato principalmente sui concorsi, non soddisfa più le esigenze di un sistema educativo in evoluzione. La crescente domanda di docenti qualificati e le mutate condizioni demografiche richiedono un approccio più flessibile e inclusivo, che valorizzi anche le professionalità acquisite tramite esperienza sul campo.
Il sistema attuale si affida principalmente ai concorsi, che risultano insufficienti a coprire la domanda crescente di docenti qualificati. Inoltre, le modalità di assunzione non tengono conto delle professionalità maturate sul campo, creando criticità legate alla precarietà e alla mancanza di stabilità.
Il sistema a due canali prevede, da un lato, l’utilizzo di concorsi per valorizzare i docenti già formati e con esperienza, e dall’altro, processi di selezione basati su valutazione delle competenze e sull’esperienza sul campo, creando percorsi di reclutamento più inclusivi e flessibili.
Implementando criteri di selezione basati su esperienza e competenze effettive, il secondo canale permette di integrare nel sistema professionisti provenienti da percorsi diversi, riducendo le barriere e offrendo opportunità a persone con background non tradizionali.
Attualmente, gli organici di diritto sono insufficienti rispetto alle necessità operative. Si stima che entro dieci anni circa 100.000 docenti potrebbero risultare superflui a causa della riduzione di classi e ore, rendendo urgente una revisione strutturale di questo sistema.
Per migliorare la qualità e la stabilità, Barbacci propone di adottare un approccio qualitativo, considerando elementi come l'insegnamento personalizzato, l'aumento del tempo di scuola e l'inclusione di studenti con background migratorio, favorendo organici stabili e risposte più adeguate.
Organici stabili sono cruciali per garantire continuità didattica, migliorare la qualità dell'istruzione e rispondere efficacemente alle esigenze degli studenti, creando un ambiente scolastico più inclusivo e sostenibile.
La Cisl Scuola si impegna a influenzare le riforme legislative per evitare legami rigidi tra calo demografico e riduzione degli organici, promuovendo un sistema più sostenibile, equo e orientato alla qualità, contrastando le logiche punitive e di riduzione automatica.
Valorizzando docenti esperti attraverso il primo canale e selezionando nuovi professionisti tramite il secondo, si favorisce una maggiore diversificazione e specializzazione, che contribuisce a migliorare la qualità dell'insegnamento e rispondere alle esigenze di un sistema complesso.
La proposta si differenzia per l'adozione di un sistema duale, valorizzando sia i docenti già formati sia quelli selezionati attraverso processi basati su esperienza, creando un modello più inclusivo, flessibile e orientato alla qualità, rispetto alle politiche attuali principalmente punitive e centrali sui concorsi.