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Responsabilità del datore di lavoro in caso di aggravamento della salute del lavoratore con malattia preesistente

Lavoratrice riflessa nel vetro: responsabilità del datore di lavoro e salute preesistente, tutela e prevenzione in azienda per il benessere dei dipendenti.
Fonte immagine: Foto di Anna Kollor su Pexels

CHI: lavoratori con malattie preesistenti, datori di lavoro, tribunali e giudici del lavoro. COSA: analisi sulla responsabilità del datore di lavoro quando il lavoratore peggiora la sua salute a causa del lavoro. QUANDO: contesto attuale, con riferimenti a pronunce giurisprudenziali recenti e norme vigenti. DOVE: in ambito giuridico italiano, nelle sentenze di tribunali e Corte di Cassazione. PERCHÉ: chiarire le condizioni in cui il datore di lavoro può essere ritenuto responsabile del peggioramento della salute del dipendente attribuibile alle mansioni o alle condizioni lavorative.

La responsabilità del datore di lavoro e le normative di riferimento

La responsabilità del datore di lavoro nel caso di aggravamento dello stato di salute di un dipendente con malattia preesistente si fonda principalmente sul rispetto delle norme di sicurezza e tutela della salute sul luogo di lavoro. L'articolo 2087 del Codice Civile impone al datore di adottare tutte le misure necessarie per garantire un ambiente di lavoro sicuro e salubre, anche in presenza di condizioni di lavoro che potrebbero aggravare problematiche di salute del lavoratore. Il Decreto Legislativo 81/2008 rafforza ulteriormente questa responsabilità, prevedendo obblighi specifici di valutazione rischi, prevenzione e protezione. È importante considerare che il datore di lavoro ha l'obbligo di conoscere lo stato di salute dei dipendenti e adottare misure preventive adeguate. La giurisprudenza italiana si è pronunciata più volte sul tema, sottolineando che la responsabilità può sorgere solo in presenza di colpa o omissioni di misure preventive, qualora si dimostri che tali mancanze abbiano causato o aggravato le condizioni di salute.

Quali sono gli elementi per attribuire responsabilità?

Per attribuire responsabilità al datore di lavoro nel caso in cui un lavoratore subisca un peggioramento della propria salute a causa di una malattia preesistente, è fondamentale valutare diversi elementi. Innanzitutto, è necessario stabilire se il datore di lavoro fosse a conoscenza dello stato di salute del lavoratore e delle eventuali condizioni mediche pregresse che potessero aumentare i rischi legati alle mansioni svolte. La conoscenza può derivare da cartelle cliniche, comunicazioni ufficiali o durante il processo di assunzione. Inoltre, bisogna verificare se il datore abbia adottato tutte le misure preventive previste dalla legge o dalle normative di settore, come l'implementazione di misure di sicurezza, l'adattamento dei posti di lavoro o controlli sanitari periodici. La negligenza o l'omissione di tali misure, come la mancata comunicazione di rischi noti o la non osservanza delle norme di sicurezza, sono elementi che rafforzano la responsabilità del datore. Infine, occorre dimostrare un nesso causale diretto tra le condizioni di lavoro e il peggioramento della salute, soprattutto nel caso di malattie preesistenti. La legge tutela i lavoratori, ma il loro diritto ad un ambiente di lavoro sicuro si basa sulla prova che il danno sia stato effettivamente determinato da condotte o omissioni del datore di lavoro, considerando anche le caratteristiche delle malattie pregresse.

Quando il peggioramento della salute si configura come responsabilità?

Quando il peggioramento della salute di un lavoratore si verifica a causa di una condizione di malattia preesistente, determina una questione complessa di responsabilità del datore di lavoro. In linea generale, se il lavoratore presenta già una condizione di salute nota o documentata prima dell'inizio dell’attività lavorativa, il datore di lavoro non può essere automaticamente ritenuto responsabile per il peggioramento di tale condizione, a meno che non abbia compiuto omissioni o negligenze specifiche che abbiano inciso sull’aggravarsi della malattia.

Se invece il peggioramento si verifica esclusivamente a causa delle modalità di lavoro, la responsabilità potrebbe ricadere sul datore di lavoro se vengono dimostrate violazioni delle norme di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro. In tal caso, è importante valutare se il datore di lavoro abbia garantito controlli adeguati, misure preventive e un ambiente lavorativo sicuro, anche considerando la natura preesistente della condizione del dipendente. La distinzione cruciale riguarda la causalità: occorre dimostrare che il peggioramento del quadro clinico è stato direttamente causato dall'attività lavorativa o dalle condizioni di lavoro, e non esclusivamente dalla malattia preesistente. La giurisprudenza richiede quindi evidenze mediche che attestino come le condizioni di lavoro abbiano contribuito all'aggravarsi della malattia, e testimonianze che supportino questa correlazione.

Le pronunce giurisprudenziali più significative

Numerose sentenze hanno chiarito i limiti della responsabilità del datore di lavoro in questi casi. La Cassazione civile, sez. lavoro, del 7 novembre 2007, n. 23162, ha stabilito che il datore di lavoro non può essere ritenuto responsabile se non era in possesso di elementi di conoscenza circa lo stato di salute del dipendente e l'incompatibilità delle mansioni con quest'ultimo. La responsabilità può emergere solo in presenza di colpa, cioè di omissioni o negligenze nell'adozione delle misure di sicurezza. Sentenze successive, come quella del 28 marzo 2011, hanno ribadito che la responsabilità è configurabile solo se il datore di lavoro non ha predisposto misure preventive che avrebbero evitato l'aggravarsi della condizione di salute. Un esempio pratico di giurisprudenza locale è rappresentato dalla sentenza del Tribunale di Foggia del 15 maggio 2025, n. 1183, che ha confermato tale principio nel contesto di un caso reale.

Conclusioni sulla responsabilità del datore di lavoro

In sintesi, il datore di lavoro può essere ritenuto responsabile del peggioramento della salute di un lavoratore con malattia preesistente solo se si dimostra che abbia avuto conoscenza della condizione di salute e abbia omesso di adottare misure adeguate per proteggerlo. La normativa sulla tutela della salute richiede un impegno attivo nella prevenzione, e il mancato adempimento può comportare responsabilità civile e penale. La giurisprudenza evidenzia l'importanza di approfondite valutazioni e prove per avvalorare tali responsabilità, sottolineando che la causa del peggioramento della salute deve risultare da omissioni colpevoli del datore di lavoro.

FAQs
Responsabilità del datore di lavoro in caso di aggravamento della salute del lavoratore con malattia preesistente

Se il lavoratore peggiora il suo stato di salute a causa del lavoro per una malattia preesistente, il datore di lavoro può essere ritenuto responsabile? +

La responsabilità del datore di lavoro si configura se si dimostra che ha omesso di adottare misure preventive nonostante fosse a conoscenza delle condizioni di salute del lavoratore, contribuendo all'aggravamento.

Quali sono le condizioni per attribuire responsabilità al datore di lavoro in presenza di malattia preesistente? +

Deve essere dimostrato che il datore di lavoro conosceva lo stato di salute del dipendente e che non ha adottato misure di prevenzione adeguate, causando o aggravando il problema di salute.

Quando si può considerare responsabile il datore di lavoro per il peggioramento della salute di un lavoratore con malattia preesistente? +

Se si dimostra che le modalità di lavoro o le condizioni ambientali hanno contribuito all'aggravarsi della malattia, e il datore di lavoro ha violato norme di sicurezza o omesso controlli, può essere ritenuto responsabile.

Esiste una differenza tra responsabilità civile e penale del datore di lavoro in questi casi? +

Sì, la responsabilità civile riguarda il risarcimento dei danni, mentre quella penale può comportare sanzioni in caso di violazioni gravi delle norme di sicurezza e tutela della salute.

Quali test o evidenze mediche vengono solitamente richiesti per dimostrare il nesso tra lavoro e aggravamento della malattia? +

Vengono generalmente richiesti referti medici, valutazioni specialistiche e relazioni di medici del lavoro che attestino il nesso causale tra le condizioni lavorative e l'aggravamento della malattia.

Il datore di lavoro può essere responsabile se non effettua controlli sanitari periodici? +

Sì, l'omissione di controlli sanitari periodici può contribuire alla responsabilità del datore di lavoro, in quanto viola l'obbligo di prevenzione e tutela della salute dei lavoratori.

Se il lavoratore non informa il datore di lavoro sulle sue condizioni di salute, può essere comunque ritenuto responsabile quest'ultimo? +

La responsabilità può essere ridimensionata, ma il datore di lavoro mantiene l'obbligo di garantire un ambiente sicuro e di adottare misure preventive, anche in assenza di comunicazioni da parte del lavoratore.

Qual è il ruolo della giurisprudenza italiana in questi casi? +

La giurisprudenza fornisce precedenti e interpretazioni che delimitano le responsabilità del datore di lavoro, evidenziando l'importanza di prove documentali e della preventiva valutazione dei rischi.

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