Il gennaio 2026 rappresenta un mese cruciale per contribuenti e datori di lavoro, con numerose scadenze fiscali, adempimenti e novità da rispettare. In questo periodo si concentrano pratiche come il ravvedimento speciale, i versamenti di IRPEF e IVA, e le pratiche di invio dati all’Agenzia delle Entrate. Capire quando, come e perché adempiere è fondamentale per evitare sanzioni e ottimizzare la gestione fiscale.
Principali scadenze e novità fiscali di gennaio 2026
In particolare, per quanto riguarda il ravvedimento speciale, i contribuenti hanno la possibilità di regolarizzare eventuali irregolarità fiscali commesse negli anni precedenti, beneficiando di sanzioni ridotte o eliminate, purché gli adempimenti siano completati entro la scadenza di gennaio 2026. È opportuno verificare attentamente le proprie posizioni, consultando le modalità di presentazione e i documenti necessari per beneficiare di queste opportunità, così da ottimizzare i risparmi e assicurare la compliance fiscale.
Per quanto concerne i versamenti fiscali come IRPEF e IVA, le scadenze di gennaio 2026 richiedono attenzione particolare alle date di pagamento e alle eventuali possibilità di rateizzazione o di integrazione dei versamenti, in linea con le novità normative introdotte nel corso dell’anno. Le aziende e i professionisti devono rispettare le scadenze previste dal calendario fiscale per evitare sanzioni, e possono usufruire di strumenti di pagamento elettronico o di modalità di pagamento rateizzato offerte dall’Agenzia delle Entrate.
Infine, è importante ricordare che oltre ai versamenti, a gennaio 2026 sono attivi anche numerosi adempimenti relativi alla comunicazione di dati fiscali, come la presentazione delle dichiarazioni dei redditi, della dichiarazione IVA e delle comunicazioni Intrastat. Questi obblighi devono essere rispettati con attenzione alle nuove modalità operative e ai termini aggiornati, che sono stati stabiliti dal nuovo calendario fiscale, per garantire la corretta conformità e per evitare eventuali sanzioni o ritardi nelle procedure amministrative.
Ravvedimento speciale e contributi INPS per lavoro domestico
Il ravvedimento speciale rappresenta un’opportunità importante per i contribuenti che desiderano regolarizzare le proprie posizioni fiscali in vista delle scadenze di inizio 2026. Questa misura consente di sanare eventuali irregolarità relative agli anni dal 2019 al 2023, con un procedimento semplificato e molto vantaggioso. La procedura offre la possibilità di versare un’imposta sostitutiva che varia tra il 5% e il 15% della base imponibile, calcolata in base all’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISA). La scelta del tasso dipende dalla gravità dell’irregolarità e dalla specifica situazione del contribuente. La scadenza principale per effettuare il pagamento, che può essere singolo o diviso in più rate, è fissata tra il 1° gennaio e il 15 marzo 2026. È possibile optare per la rateizzazione fino a dieci quote, facilitando così il pagamento rateale e la pianificazione finanziaria. Questa opportunità di ravvedimento mira a favorire la regolarizzazione fiscale senza incorrere in sanzioni più gravi, contribuendo a mantenere la posizione contributiva in regola e prevenendo eventuali controlli o sanzioni future.
Oltre alle modalità di regolarizzazione fiscale, a gennaio 2026 scadranno anche importanti adempimenti relativi ai contributi INPS per i lavoratori domestici. In particolare, il 10 gennaio sarà l’ultimo termine per il versamento della quarta rata dei contributi previdenziali INPS, riferiti ai mesi di ottobre, novembre e dicembre 2025. Il versamento può essere effettuato tramite diversi canali digitali come il Portale dei Pagamenti INPS, PagoPA, il Circuito Reti Amiche o l’app IO, assicurando così la regolarità contributiva del personale domestico, tra cui colf e badanti. Il rispetto di questa scadenza è fondamentale per evitare sanzioni e per garantire ai lavoratori i diritti previdenziali previsti dalla legge. La gestione puntuale dei pagamenti contribuisce anche a migliorare la propria posizione fiscale e previdenziale, prevenendo eventuali complicazioni di carattere fiscale o contributivo nelle successive annualità.
Come funziona il ravvedimento e quali sono i contributi da versare
Il ravvedimento operoso rappresenta un elemento fondamentale per contribuire a mantenere in regola i propri obblighi fiscali, offrendo la possibilità di sanare eventuali omissioni o irregolarità senza incorrere in sanzioni pesanti. Attraverso questa procedura, i contribuenti possono pagare spontaneamente le imposte, gli interessi e le sanzioni ridotte, beneficiando di tassi agevolati rispetto alle sanzioni ordinarie. In particolare, il ravvedimento può essere effettuato in vari momenti prima di un'eventuale attività di controllo da parte degli enti fiscali, fino a un massimo di cinque anni dalla scadenza originaria. La procedura si svolge tramite il versamento di un importo che include l'imposta dovuta, maggiorata degli interessi di mora calcolati al tasso legale e di eventuali sanzioni ridotte, utilizzando le piattaforme digitali ufficiali dell'Agenzia delle Entrate o dell'INPS. Per quanto riguarda i contributi previdenziali, come quelli relativi ai lavoratori domestici, è importante rispettare le scadenze di gennaio 2026 per evitare ulteriori sanzioni e interessi di mora. Allo stesso modo, nel contesto delle scadenze fiscali di gennaio 2026, sarà necessario effettuare i versamenti relativi all’IRPEF e all’IVA, prestando attenzione agli adempimenti richiesti per i contribuenti e i datori di lavoro. Questi versamenti devono essere effettuati tramite i canali telematici ufficiali, garantendo così la corretta e tempestiva regolarizzazione di eventuali obblighi pendenti. Il rispetto delle scadenze e l’utilizzo del ravvedimento contribuiscono a evitare sanzioni più gravose in futuro, mantenendo alta la regolarità fiscale e previdenziale.
Quando scade il termine per i versamenti delle ritenute IRPEF e IVA
Le scadenze di gennaio 2026 rappresentano un momento cruciale per i contribuenti e i datori di lavoro, in quanto includono molteplici adempimenti fiscali. Il 16 gennaio è la data toccasana per effettuare i versamenti delle ritenute IRPEF relative al mese di dicembre 2025, così come dei contributi INPS dovuti dai sostituti d’imposta. Oltre a ciò, i contribuenti con liquidazione mensile devono adempiere al pagamento dell’IVA sulle operazioni di dicembre, utilizzando il modello F24 con i codici tributo 1040 e 6012. In questo periodo, è molto importante rispettare le scadenze per evitare sanzioni e interessi di mora. Un’opportunità è rappresentata dal ravvedimento speciale, che permette di regolarizzare eventuali omessi o tardivi versamenti con sanzioni ridotte, promuovendo così una corretta e puntuale gestione degli obblighi fiscali. Questi adempimenti sono fondamentali per mantenere in regola la posizione fiscale di contribuenti e datori di lavoro, facilitando un regolare svolgimento delle attività economiche e la corretta compilazione delle dichiarazioni annuali.
Invio degli elenchi Intrastat e adempimenti telematici
Gli operatori intracomunitari devono trasmettere gli elenchi riepilogativi Intrastat entro il 26 gennaio, comunicando le operazioni di dicembre 2025. La trasmissione ai fini statistici e fiscali è obbligatoria e riguarda anche le operazioni di fine trimestre con soglia minima di 50.000 euro.
Quando inviare la dichiarazione dei redditi e come correggere le scadenze dimenticate
La scadenza per la presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all’anno fiscale 2024 (redditi del 2025) è fissata al 29 gennaio. Chi non ha rispettato la scadenza del 31 ottobre può ricorrere al ravvedimento operoso entro 90 giorni, con sanzione ridotta di 25 euro, senza sanzioni su eventuali imposte dovute.
Da sapere sulla dichiarazione tardiva e la proroga per i dati sanitari
Le strutture sanitarie, farmacie e professionisti devono inviare all’Agenzia delle Entrate i dati delle spese sostenute nel 2025 entro il 31 gennaio (prorogato al 2 febbraio 2026). Questa comunicazione è necessaria per predisporre la dichiarazione precompilata. Allo stesso modo, i contribuenti intestatari di utenze domestiche possono presentare domanda di esonero dal canone RAI, con scadenza prorogata al 2 febbraio 2026.
Info utili per gli adempimenti fiscali di gennaio 2026
- Destinatari: contribuenti, datori di lavoro, professionisti sanitari, operatori intra-UE
- Modalità: pagamenti online, invii telematici, invii tramite app e piattaforme ufficiali
- Le scadenze: 10 e 16 gennaio, 26 gennaio, 29 gennaio, proroghe fino al 2 febbraio 2026
Per approfondimenti: Sito ufficiale dell'Agenzia delle Entrate
FAQs
Gennaio 2026: scadenze fiscali tra ravvedimento speciale, versamenti IRPEF e IVA, adempimenti per contribuenti e datori di lavoro — approfondimento e guida
Le principali scadenze includono il ravvedimento speciale, i versamenti IRPEF e IVA, e l'invio di dati come dichiarazioni dei redditi, Intrastat e comunicazioni sanitarie, con date chiave tra il 10 e il 29 gennaio 2026.
Il ravvedimento speciale permette di regolarizzare irregolarità fiscali dal 2019 al 2023, versando un’imposta sostitutiva tra il 5% e il 15%, entro il 15 marzo 2026, con possibilità di rateizzazione fino a 10 quote.
L’ultimo termine è il 10 gennaio 2026 per il versamento della quarta rata dei contributi INPS relativi a ottobre-dicembre 2025, effettuabile tramite i canali digitali ufficiali.
Le ritenute IRPEF del mese di dicembre 2025 devono essere versate entro il 16 gennaio 2026, insieme all’IVA sulle operazioni di dicembre tramite modello F24, con possibilità di ravvedimento se omesso o tardi.
Il ravvedimento operoso permette di regolarizzare omissioni entro cinque anni, pagando imposte, interessi e sanzioni ridotte tramite piattaforme ufficiali, evitando sanzioni più gravi in caso di controlli.
Gli operatori intra-UE devono trasmettere gli elenchi Intrastat entro il 26 gennaio 2026, per le operazioni di dicembre 2025, anche con soglia minima di 50.000 euro, utilizzando le piattaforme telematiche ufficiali.
È possibile presentare la dichiarazione con modalità di ravvedimento entro 90 giorni dalla scadenza, pagando una sanzione ridotta di 25 euro e senza interessi sulle imposte dovute.
Le dati sanitari devono essere inviati entro il 31 gennaio 2026, prorogato al 2 febbraio 2026, mentre la domanda di esonero dal canone RAI scade anch’essa il 2 febbraio 2026.