ata
5 min di lettura

Sciopero della scuola del 12 e 13 gennaio 2026: chi si ferma e le ragioni dietro la mobilitazione

Immagine di un tram storico a Porto, simbolo di un sistema che si ferma durante lo sciopero della scuola del 12 e 13 gennaio 2026.
Fonte immagine: Foto di Efrem Efre su Pexels

Il primo sciopero dell'anno scolastico 2026 interessa diverse categorie di lavoratori del settore educativo e si svolgerà nelle date del 12 e 13 gennaio. La protesta nasce dalla richiesta di miglioramenti salariali, maggiori diritti e controlli più severi sull’applicazione del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL), coinvolgendo scuole pubbliche, comunali e private in tutta Italia.

  • Coinvolgimento di vari comparti della scuola: personale ATA, insegnanti del settore istruzione e funzioni locali.
  • Motivazioni principali: aumento stipendi, riconoscimento buoni pasto, tutela lavorativa e previdenziale.
  • Spostamento delle date di sciopero rispetto alle prime programmazioni di dicembre 2025.
  • Rispetto delle normative sulla franchezza natalizia e regolamentazioni sui periodi di sciopero.

Se ne parla nel contesto degli scioperi della scuola del 12 e 13 gennaio

  • DESTINATARI: personale scolastico, insegnanti, educatori e personale amministrativo delle scuole pubbliche e private.
  • MODALITÀ: partecipazione tramite adesione delle sigle sindacali e modalità di divulgazione ufficiali.
  • LINK: Approfondisci qui

Perché si svolge lo sciopero della scuola del 12 e 13 gennaio 2026?

Lo sciopero della scuola del 12 e 13 gennaio si svolge in un momento di crescente insoddisfazione tra il personale scolastico, che manifesta il proprio dissenso riguardo a diverse questioni qualitative e quantitative legate al settore dell’istruzione. Le motivazioni principali sono strettamente connesse alla richiesta di miglioramenti concreti nelle condizioni lavorative e salariali. I sindacati e le associazioni di categoria chiedono, tra l’altro, aumenti salariali adeguati alle responsabilità crescenti e alle condizioni di lavoro spesso sotto stress. Oltre alla questione economica, si evidenziano esigenze come l’estensione dei buoni pasto anche a personale precario o a supporto scolastico, e la regolamentazione del lavoro usurante, che riguarda molte figure di insegnanti e addetti alle attività educative. La mobilitazione intende anche rendere più stringenti i controlli sull’applicazione del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL), per assicurare il rispetto dei diritti di tutti i lavoratori. Un punto centrale è anche il coinvolgimento di professionisti specializzati, come psicologi, per offrire supporto al personale scolastico e agli studenti, migliorando la qualità dell’ambiente scolastico. Il movimento di protesta si propone anche di sollecitare l’adeguamento dell’età pensionabile, aumentare le opportunità per nuove assunzioni attraverso l’apertura di nuove graduatorie e la stabilizzazione di educatori e collaboratori scolastici. Infine, si chiede di rivedere le modalità di assegnazione delle supplenze, eliminando gli algoritmi nelle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS), con l’obiettivo di rendere il sistema più equo e trasparente. La mobilitazione del 12 e 13 gennaio si inserisce dunque in un quadro più ampio di rivendicazioni, volto a migliorare la qualità di vita dei lavoratori della scuola, a rafforzare il sistema di istruzione pubblico e a garantire un contesto scolastico più stabile e qualificato per studenti e staff.

Quali sono le richieste principali degli organizzatori

I sindacati rappresentativi della categoria chiedono ad Governo e amministrazioni di ascoltare le richieste di miglioramento della condizione lavorativa degli insegnanti e del personale scolastico. La richiesta include anche lo sblocco delle graduatorie, la riduzione dell’età pensionabile per agevolare il turn-over e la regolarizzazione delle supplenze tramite strumenti più trasparenti, come l’abolizione dell’algoritmo di assegnazione. Queste rivendicazioni mirano a migliorare la qualità dell’intero ambiente scolastico e a valorizzare il ruolo di docenti e personale di supporto, favorendo un clima di maggiore tutela e stabilità.

Come si svolge lo sciopero e le modalità di adesione

Lo sciopero del 12 e 13 gennaio viene portato avanti attraverso le manifestazioni dei sindacati firmatari, che promuovono adesioni di lavoratori su tutto il territorio nazionale. La partecipazione può avvenire sia mediante astensione dal lavoro che attraverso assemblee e presidi nelle scuole. Le modalità di adesione sono comunicate ufficialmente dalle sigle sindacali coinvolte, in modo da garantire l’ordinato sciopero e rispettare le normative vigenti.

Se ne parla nel contesto degli scioperi della scuola del 12 e 13 gennaio

Lo sciopero della scuola del 12 e 13 gennaio è stato un evento di grande rilevanza nel panorama dell’istruzione nazionale, coinvolgendo un’ampia varietà di figure professionali del settore. Durante queste giornate di mobilitazione, si sono fermati insegnanti, personale amministrativo, educatori e altri operatori delle scuole pubbliche e private, uniti dalla volontà di protestare contro le condizioni di lavoro, le politiche scolastiche e le risorse insufficienti. La partecipazione si è svolta attraverso adesioni ufficiali delle sigle sindacali, che hanno comunicato le modalità di partecipazione e le ragioni dello sciopero attraverso canali ufficiali e mezzi di divulgazione previsti. Questo tipo di azione ha interessato molte regioni e istituzioni scolastiche, portando all’attenzione dell’opinione pubblica e delle autorità le problematiche del settore. La protesta ha suscitato ampi dibattiti sul futuro dell’istruzione e sui passi necessari per migliorare le condizioni di lavoro e l’efficacia del sistema scolastico. Per ulteriori dettagli e aggiornamenti sullo sciopero, è possibile consultare le fonti ufficiali attraverso il link fornito.

Perché lo sciopero è stato spostato dal 9-10 gennaio a gennaio?

Lo spostamento delle date dello sciopero, originariamente previste per il 9 e 10 gennaio, al 12 e 13 gennaio si è reso necessario per rispettare le normative nazionali relative alle proteste nel settore scolastico. In particolare, le regole stabiliscono che non si possano indire scioperi nei tre giorni successivi alla ripresa delle attività didattiche, per garantire continuità e tutela agli studenti. Dal momento che molte scuole sono riaperte già dal 7 gennaio, le organizzazioni sindacali hanno deciso di posticipare lo sciopero in modo da rispettare queste disposizioni, consentendo comunque ai lavoratori di manifestare le proprie istanze senza violare le normative vigenti. Questa scelta mira a bilanciare il diritto alla protesta con l'esigenza di garantire il regolare avvio del nuovo anno scolastico.

Quali sono le normative di riferimento

Le normative che regolano gli scioperi scolastici prevedono il rispetto di criteri come la distanza temporale tra le diverse mobilitazioni e il rispetto della "franchigia" durante i periodi di ferie. Queste regole sono pensate per evitare sovrapposizioni che possano compromettere il servizio pubblico e garantire un’adeguata tutela dei diritti dei lavoratori.

FAQs
Sciopero della scuola del 12 e 13 gennaio 2026: chi si ferma e le ragioni dietro la mobilitazione

Chi sono i principali comitati o categorie coinvolti nello sciopero della scuola del 12 e 13 gennaio 2026? +

Coinvolge personale ATA, insegnanti, educatori, personale amministrativo e operatori delle scuole pubbliche, private e comunali in tutta Italia.

Perché si è deciso di spostare le date dello sciopero dal 9-10 gennaio al 12-13 gennaio 2026? +

Per rispettare le normative che vietano lo sciopero nei tre giorni successivi all'apertura delle scuole, garantendo continuità didattica e tutela degli studenti.

Quali sono le principali motivazioni che spingono i lavoratori a scioperare il 12 e 13 gennaio 2026? +

Richiedono aumenti salariali, migliori condizioni di lavoro, tutela previdenziale, estensione dei buoni pasto e controlli più severi sul rispetto del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL).

Come si svolge concretamente lo sciopero del 12 e 13 gennaio 2026 e quali modalità di adesione sono previste? +

Le sigle sindacali organizzano manifestazioni, assemblee e presidi nelle scuole, a cui i lavoratori possono aderire tramite astensione dal lavoro, rispettando le normative vigenti.

Quali sono le richieste principali avanzate dai principali sindacati rispetto allo sciopero del 12 e 13 gennaio 2026? +

Chiedono l’abolizione dell’algoritmo nelle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS), lo sblocco delle graduatorie, riduzione dell’età pensionabile e più trasparenza nel sistema di assegnazione delle supplenze.

A cosa serve lo sciopero del 12 e 13 gennaio e quale obiettivo intendono raggiungere i manifestanti? +

Serve a chiedere migliori condizioni di lavoro, un sistema più equo e trasparente, e a sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sulle criticità del settore scolastico.

Quali sono le normative di riferimento che regolano gli scioperi scolastici in Italia? +

Prevedono il rispetto di criteri come il rispetto delle distanze temporali tra scioperi e la franchezza durante i periodi di ferie, per garantire continuità del servizio e tutela dei diritti lavorativi.

Quali aspetti specifici del settore scolastico sono più interessati dalle rivendicazioni dello sciopero? +

In particolare, le condizioni salariali, il rispetto del CCNL, il rinnovo delle graduatorie, l’estensione dei diritti e la regolamentazione di questioni come le supplenze e il lavoro precario.

Altri Articoli

PEI Assistant

Crea il tuo PEI personalizzato in pochi minuti!

Scopri di più →

EquiAssistant

Verifiche equipollenti con l'AI!

Prova ora →