Nel 2023, circa il 20,2% degli occupati nel settore istruzione ha svolto regolarmente attività di smartworking, evidenziando un trend di consolidamento dopo l'emergenza pandemica. Questo fenomeno riguarda principalmente riunioni collegiali, attività amministrative e programmazione didattica da remoto, in un contesto in cui la scuola mantiene una forte presenza in presenza. La presenza di lavoratori da remoto nel settore istruzione, anche se superiore alla media nazionale, si colloca tra i settori più digitalizzati del mercato del lavoro italiano, confermando un'evoluzione verso modalità più flessibili e digitali.
Quando si è diffuso lo smartworking nella scuola? La crescita si è verificata principalmente nel 2023, dopo un aumento significativo durante la pandemia di COVID-19, e si sta stabilizzando come componente stabile delle attività quotidiane.
Perché aumentano le attività remote? La necessità di continuare a garantire formazione, riunioni e attività amministrative in modalità digitale ha portato molte scuole a integrare più stabile modalità di lavoro da remoto, mantenendo comunque l'insegnamento in presenza.
La diffusione dello smartworking nel settore dell'istruzione nel 2023
Nel 2023, il 20,2% degli occupati nel settore "Istruzione e formazione pubblica e privata" ha svolto almeno un giorno di lavoro da remoto nelle quattro settimane precedenti la rilevazione. Questo dato emerge dal rapporto dell'ISTAT intitolato "Smart working: da necessità a nuovo stile di vita", pubblicato il 25 febbraio 2026, che analizza le modalità di lavoro a distanza in vari settori del mercato del lavoro italiano. Questo dato rappresenta un passo importante verso la normale integrazione del lavoro da remoto anche nel mondo della scuola, grazie all’esperienza accumulata durante le fasi di emergenza sanitaria.
Confronto tra attività scolastiche e altri settori di lavoro
Sebbene la percentuale di occupati che svolgono lavoro da remoto nel settore scolastico (20,2%) sia superiore alla media nazionale del 13,8%, si colloca comunque in una posizione intermedia rispetto ai settori più digitalizzati come:
- Servizi dell’informazione e comunicazione (60,2%)
- Attività finanziarie e assicurative (43,7%)
Questo suggerisce che, in Italia, il settore dell’istruzione sta vivendo una fase di transizione verso modalità di lavoro più flessibili, ancora caratterizzate da una componente significativa di attività in presenza.
Dal periodo di emergenza a una stabilizzazione del lavoro da remoto nella scuola
Durante l’emergenza pandemica di COVID-19, l’uso del lavoro da remoto in ambito scolastico è aumentato notevolmente. Le attività svolte da remoto hanno riguardato principalmente la didattica a distanza, le riunioni collegiali, la formazione e le attività amministrative. Nel 2023, questa tendenza si è consolidata, con il 20,2% degli operatori scolastici coinvolti in attività di smartworking, rispetto al 4,8% pre-pandemico. Finora, la scuola non rinuncia alla presenza fisica, che rimane il principale elemento organizzativo, anche se molte attività si sono da remoto, favorendo flessibilità e continuità didattica.
Le principali attività svolte da remoto nella scuola
Lo smartworking a scuola ha portato a un significativo cambiamento nelle modalità operative del personale docente e amministrativo. In particolare, si osserva un aumento notevole delle riunioni collegiali attraverso piattaforme digitali, che consentono di condividere informazioni in tempo reale e di coordinare le attività con maggiore efficienza. Questa modalità ha permesso anche di facilitare l'attività di programmazione didattica, grazie alla possibilità di pianificare e aggiornare i piani di lezione e le risorse didattiche da remoto, riducendo la necessità di incontri in presenza.
Oltre alle attività di programmazione e coordinamento, lo smartworking ha favorito lo sviluppo di competenze digitali tra il personale scolastico, rendendo possibile la formazione continua online e la partecipazione a corsi di aggiornamento senza spostamenti. Le attività amministrative, come la gestione delle documentazioni e delle pratiche burocratiche, sono state eseguite più frequentemente da remoto, permettendo una gestione più efficace delle risorse e dei processi interni.
Secondo i dati ISTAT, circa il 20,2% degli occupati nel settore dell’istruzione ha adottato modalità di lavoro agile durante questo periodo, rivelando come il settore scolastico abbia adottato con crescente frequenza soluzioni smartworking per garantire continuità e innovazione. Questo approccio si traduce in un'organizzazione più flessibile e adattabile alle esigenze educative e amministrative, oltre a favorire una migliore conciliazione tra vita professionale e privata per il personale coinvolto.
Vantaggi e sfide dello smartworking scolastico
Uno dei principali aspetti positivi dello smartworking scolastico riguarda l'aumento delle riunioni collegiali e delle attività di amministrazione e programmazione didattica da remoto. Questa modalità consente ai docenti, al personale amministrativo e ai dirigenti di coordinarsi più facilmente senza dover necessariamente essere fisicamente presenti, migliorando l’efficienza delle decisioni e la pianificazione delle attività scolastiche. Secondo i dati Istat, il 20,2% degli occupati nel settore istruzione ha adottato forme di smartworking, testimonianza di un’accelerazione significativa verso questa modalità di lavoro nel settore. Tale incremento permette di ottimizzare il tempo, ridurre le procedure burocratiche e garantire continuità nelle attività scolastiche anche in situazioni di emergenza o crisi, come eventi meteorologici avversi o limitazioni sanitarie. Tuttavia, non mancano le sfide. La distanza può compromettere le relazioni interpersonali, rendendo difficile il mantenimento di un clima di collaborazione e di coinvolgimento tra docenti, studenti e personale amministrativo. Inoltre, si rileva la necessità di adeguare le infrastrutture digitali delle scuole, investendo in tecnologie adeguate e formazione specifica per garantire che tutte le parti coinvolte possano operare efficacemente in modalità remota. Queste sfide richiedono un’attenzione continua per assicurare che i benefici dello smartworking siano pienamente sfruttati, senza compromettere la qualità e l’efficacia dell’attività educativa.
Focus sulle riunioni collegiali da remoto
Lo smartworking a scuola ha portato a un incremento significativo delle riunioni collegiali da remoto, rendendo più fluido il processo decisionale e la comunicazione tra docenti, dirigenti e personale amministrativo. I dati Istat evidenziano come il 20,2% degli occupati nel settore istruzione lavora principalmente da remoto, sottolineando l'importanza di strumenti digitali per la gestione delle attività quotidiane. Questi incontri online facilitano la pianificazione delle attività didattiche, l'organizzazione delle risorse e la valutazione dei risultati, riducendo i tempi e migliorando l'efficienza complessiva. Inoltre, permettono una maggiore flessibilità e collaborazione tra le varie componenti della scuola, anche in presenza di restrizioni o imprevisti, contribuendo a mantenere elevati standard di qualità educativa.
Attività amministrative e programmazione da remoto
Lo smartworking ha portato a un incremento significativo delle riunioni collegiali, che si svolgono frequentemente in modalità virtuale. Questa modalità consente di ottimizzare i tempi e di coinvolgere più partecipanti in modo rapido e pratico, promuovendo una comunicazione più efficace tra insegnanti, staff amministrativo e dirigenti scolastici. Inoltre, molte attività amministrative, come la gestione delle pratiche, la pianificazione delle attività e il coordinamento dei progetti educativi, vengono svolte da remoto, consentendo di mantenere alta l’efficienza anche in situazioni di limitazioni fisiche alla presenza in sede. Secondo i dati Istat, circa il 20,2% degli occupati nel settore istruzione adotta abitualmente modalità di lavoro da remoto, rispecchiando un’importante tendenza verso una didattica più digitale e una gestione amministrativa più flessibile. Questa evoluzione favorisce anche una programmazione didattica più dinamica, permettendo ai docenti e al personale amministrativo di collaborare e pianificare in modo più efficace, garantendo continuità educativa e ottimizzazione delle risorse scolastiche.
FAQs
Smartworking a scuola: crescono le attività da remoto, tra riunioni, amministrazione e programmazione didattica
Nel 2023, il 20,2% degli occupati nel settore istruzione ha svolto attività di smartworking, evidenziando un consolidamento dopo l'emergenza pandemica.
Le attività principali includono riunioni collegiali, programmazione didattica, attività amministrative e formazione continua online.
Durante l'emergenza, l'uso del lavoro da remoto in ambito scolastico è aumentato significativamente, passando dal 4,8% pre-pandemico al 20,2% nel 2023, con una tendenza a consolidarsi come componente stabile.
Vantaggi includono maggiore flessibilità, migliori tempi di organizzazione, riduzione delle procedure burocratiche e possibilità di formazione continua online.
Le principali sfide sono il rischio di isolamento, la necessità di infrastrutture digitali adeguate e la formazione del personale per un utilizzo efficace delle tecnologie.
Lo smartworking ha aumentato le riunioni virtuali, rendendo più efficiente la pianificazione e la comunicazione tra docenti, dirigenti e personale amministrativo.
Le attività amministrative, come la gestione documentale e la pianificazione, vengono svolte più frequentemente da remoto, migliorando l'efficienza gestionale.
La programmazione didattica è più dinamica e collaborativa, grazie agli strumenti digitali che facilitano la pianificazione e l'aggiornamento remoto delle risorse didattiche.