La denuncia collettiva per mettere fine all’accesso ai social prima dei 14 anni e contrastare lo scroll infinito
Il Movimento Genitori (Moige) ha avviato una class action storica contro i giganti dei social media, TikTok e Meta (proprietaria di Facebook e Instagram), con l’obiettivo di tutelare i minori dai rischi legati all’uso irresponsabile delle piattaforme digitali. Questa iniziativa, depositata presso il Tribunale delle Imprese di Milano, rappresenta una risposta concreta alle preoccupazioni sempre più evidenti nel panorama della tutela dei giovani online.
Obiettivi e motivazioni della causa legale
La strategia del Moige si focalizza su tre punti fondamentali:
1. Verifica dell’età e divieto di accesso prima dei 14 anni
Si richiede che vengano adottate procedure di affidabile verifica dell’età e che sia esplicitamente vietato l’accesso ai social ai minori di 14 anni, rispettando le normative italiane ed europee sulla tutela della minors. Questo obiettivo mira a limitare l’uso precoce e non regolamentato delle piattaforme digitali.
2. Eliminazione di algoritmi che favoriscono la dipendenza
Un altro pilastro dell’azione legale riguarda la richiesta di eliminare meccanismi come lo scroll infinito e la manipolazione algoritmica. Questi strumenti, definiti dalla letteratura scientifica come tecnologie persuasive, sono studiati per aumentare il coinvolgimento e creare dipendenza, mettendo a rischio la salute psicofisica dei giovani utenti.
3. Trasparenza informativa sui pericoli
Il Moige chiede alle piattaforme di fornire informazioni chiare, trasparenti e accessibili sui rischi di abuso, dipendenza e gli effetti negativi dell’utilizzo eccessivo, analogamente a quanto già avviene in settori regolamentati come il tabacco e il gioco d’azzardo.
L’importanza di un’educazione consapevole e di politiche restrittive
Oltre alla battaglia legale, si sottolinea la necessità di un’educazione digitale basata sulla conoscenza dei rischi e di politiche di tutela efficaci, a protezione dei minori e dei loro diritti.
Il futuro prossimo: l’udienza e le proposte di limitazione più rigorose
La prima udienza è prevista per il 12 febbraio 2026. In parallelo, figure come il pedagogista Daniele Novara suggeriscono di sospendere l’uso dei social fino ai 16 anni, integrando misure restrittive più severe, già adottate in paesi come l’Australia.
In risposta, il ministro Giuseppe Valditara ha deciso di proibire l’uso dei telefoni cellulari nelle scuole superiori, a partire dal 1° settembre, come misura di tutela degli studenti e della loro concentrazione.
Conclusioni: un fronte unito per una maggiore tutela dei giovani online
Le iniziative legali e legislative rappresentano un passo decisivo per contrastare le pratiche scorrette delle grandi piattaforme digitali e promuovere un uso più responsabile e consapevole dei social media. La questione della regolamentazione dei social prima dei 14 anni e contro lo scroll infinito resta al centro di un dibattito nazionale e internazionale, volto a difendere i diritti dei più giovani in un mondo sempre più connesso.
FAQs
Protezione dei minori online: l’azione legale del Moige contro TikTok e Meta
Domande frequenti sulla tutela dei minori e la causa legale del Moige contro TikTok e Meta
Il Moige ha avviato una causa legale per tutelare i minori dai rischi legati all'uso non regolamentato delle piattaforme social come TikTok e Meta, focalizzandosi sulla protezione dei bambini sotto i 14 anni e sulla riduzione delle pratiche che favoriscono dipendenza e manipolazione algoritmica.
L'obiettivo è ottenere il divieto di accesso ai social prima dei 14 anni, garantire verifiche dell'età affidabili, eliminare algoritmi che favoriscono la dipendenza e promuovere una maggiore trasparenza informativa sui rischi dell'uso dei social media.
Potrebbero essere adottate procedure di verifica più affidabili e tecnologicamente avanzate, come l'uso di documenti ufficiali o sistemi biometrici sicuri, per prevenire l'accesso ai minori non autorizzati.
Lo scroll infinito aumenta il coinvolgimento e può favorire la dipendenza, portando i giovani a perdere il senso del limite temporale e a essere esposti a contenuti in modo incontrollato e compulsivo, con conseguenze negative sulla salute mentale.
L’uso eccessivo può portare a problemi come ansia, depressione, disturbi del sonno e bassa autostima, soprattutto se accompagnato da dipendenza da contenuti digitali e manipolazioni algoritmiche che aumentano il coinvolgimento patologico.
L’educazione digitale può aumentare la consapevolezza dei rischi, insegnare un uso responsabile e promuovere comportamenti critici, rafforzando le capacità dei giovani di riconoscere e affrontare le insidie del mondo digitale.
L’udienza è prevista per il 12 febbraio 2026, momento in cui si discuteranno le questioni legali e le eventuali misure restrittive da adottare contro TikTok e Meta.
Esperti come Daniele Novara suggeriscono di sospendere l’uso dei social prima dei 16 anni e di adottare misure più severe, come il divieto totale in alcune fasce di età, già implementate in paesi come l’Australia.
Il ministro Giuseppe Valditara ha annunciato il divieto di usare telefoni cellulari nelle scuole superiori a partire dal 1° settembre, come misura di tutela e per migliorare la concentrazione degli studenti.
Regolamentare l’uso dei social prima dei 14 anni è fondamentale per proteggere lo sviluppo psicologico e fisico dei minori, evitare l’esposizione precoce a contenuti inappropriati e prevenire la dipendenza, favorendo un uso più sicuro e consapevole delle piattaforme digitali.