inclusione
5 min di lettura

Il caso di uno studente con nove insufficienze: il rifiuto del PDP e il rigetto del ricorso da parte del TAR

Paesaggio collinare arido che simboleggia le difficoltà scolastiche e il rifiuto del PDP per uno studente con nove insufficienze.
Fonte immagine: Foto di Andy Dufresne su Pexels

Una famiglia ha chiesto oltre 32.000 euro di risarcimento per la bocciatura del proprio figlio, che aveva accumulato numerose insufficienze, sostenendo che la scuola avrebbe dovuto attivare un Piano Didattico Personalizzato (PDP) sin dall’inizio, senza certificazione medica. Tuttavia, il Tribunale Amministrativo Regionale ha respinto il ricorso, spiegando che la scuola ha adottato tutte le misure adeguate e non è responsabile di quanto richiesto.

  • Gestione delle insufficienze e responsabilità scolastiche
  • Ruolo e differenze tra PDP e PEI
  • Decisione e motivazioni del TAR

Contesto e contenzioso: quando la famiglia chiede risarcimenti per la bocciatura

Il supporto per studenti con difficoltà di apprendimento rappresenta un elemento fondamentale nel percorso scolastico di ragazzi che evidenziano problemi di vario genere. In Italia, le scuole sono tenute a mettere in atto tutte le misure necessarie per favorire l'inclusione e il naturale sviluppo delle competenze degli studenti in difficoltà. Questi interventi possono includere l'assegnazione di insegnanti di sostegno, l'utilizzo di strumenti compensativi e misure dispensative, oltre alla predisposizione di progetti personalizzati come il Piano Didattico Personalizzato (PDP). Il PDP è uno strumento fondamentale che consente di adattare le modalità di insegnamento alle esigenze specifiche dello studente, promuovendo un apprendimento più efficace e inclusivo. Tuttavia, come evidenziato dalla sentenza del TAR di Sicilia, la sua attivazione non è sempre obbligatoria, specialmente in assenza di certificazioni mediche che ne attestino la necessità. Nella maggior parte dei casi, il coinvolgimento dei genitori è essenziale per la definizione di questi piani, ma il rifiuto o la mancata collaborazione può influire sulle decisioni da parte delle istituzioni scolastiche. La legge italiana prevede comunque che, anche senza il PDP, la scuola debba garantire un ambiente di apprendimento che rispetti le esigenze di ogni studente.

Normativa e tutele per studenti con DSA

Gli studenti con Difficoltà Specifiche di Apprendimento (DSA) sono tutelati dalla legge 170/2010, che garantisce strumenti compensativi e misure dispensative tramite il Piano Didattico Personalizzato (PDP). Il PDP è uno strumento flessibile che aiuta l’apprendimento attraverso supporti specifici e modulazioni delle modalità di verifica.

La normativa prevede che la scuola collabori con i genitori e le strutture sanitarie per predisporre strumenti personalizzati, anche in assenza di un certificato medico, purché ci siano indicazioni di difficoltà riconosciute. Tuttavia, la firma e l’approvazione da parte dei genitori sono passi fondamentali nella definizione del PDP.

Differenze tra PDP e PEI

Il Piano Didattico Personalizzato (PDP) è uno strumento adatto a studenti con DSA, mentre il Piano Educativo Individualizzato (PEI) è più strutturato e richiesto per studenti con disabilità certificate. Il PEI include interventi più approfonditi e può prevedere anche l’assegnazione di un docente di sostegno.

Nel caso in esame, la scuola ha attivato strumenti più informali e ha coinvolto gli studenti in attività di mentoring, usando strumenti compensativi come calcolatrici e appunti, ritenuti sufficienti secondo le normative vigenti.

Le decisioni del TAR e le motivazioni principali

Analisi delle norme e delle pratiche scolastiche

Il TAR ha valutato che:

  • La scuola aveva già incontrato i genitori il 24 ottobre 2023 per discutere interventi didattici personalizzati.
  • La madre aveva rifiutato di firmare un PDP, che richiede un’approvazione ufficiale dei genitori.
  • La scuola aveva comunque adottato misure informali, tra cui attività di mentoring, tempi più lunghi e strumenti compensativi, considerate appropriate senza una diagnosi ufficiale.

Responsabilità scolastica e certificazione sanitaria

La certificazione sanitaria di giugno 2024 ha attestato una disabilità più grave, come disabilità intellettiva, che avrebbe richiesto strumenti più strutturati. La corte ha sottolineato che anche un PDP non sarebbe stato sufficiente a garantire il successo dell’apprendimento in presenza di tale condizione. Inoltre, non sono state fornite prove concrete di danni materiali o morali legati alla bocciatura o alle pretese economiche.

Perché il ricorso è stato respinto

Motivazioni principali

- Inoltre, la mancata approvazione di un Piano Didattico Personalizzato (PDP) da parte della famiglia non implica automaticamente una negligenza da parte della scuola nel fornire supporto agli studenti con difficoltà. La normativa vigente prevede che le istituzioni scolastiche adottino misure di sostegno adeguate alle esigenze degli studenti, e queste vengono generalmente implementate sulla base di valutazioni periodiche e collaborazioni con le famiglie. La scuola ha sicuramente rispettato questa linea, documentando gli interventi svolti per ogni singolo alunno.

- È importante sottolineare che la richiesta di somme ingenti come compensazione per una presunta bocciatura non è supportata da evidenze concrete che dimostrino un danno effettivo subito dallo studente o dalla famiglia. La giurisprudenza in materia è chiara nel ritenere che le richieste di risarcimento devono essere fondate su danni certi e documentatione adeguata, aspetti che in questo caso non sono stati soddisfatti.

- Questi elementi rafforzano la posizione del Ministero e della scuola, evidenziando che la responsabilità non può essere attribuita all’istituzione scolastica per una decisione educativa e valutativa, come la bocciatura di uno studente, pur con le difficoltà evidenziate. La decisione del TAR si basa quindi su un’analisi approfondita di tutte le circostanze e delle prove disponibili, confermando che la scuola ha agito nel rispetto delle normative e delle migliori prassi didattiche e di supporto agli studenti.

Conseguenza del rigetto

Il rigetto del ricorso da parte del TAR sottolinea come la responsabilità della scuola non possa essere attribuita esclusivamente ai suoi eventuali errori o carenze, specialmente quando lo studente ha ricevuto strumenti di supporto e un Piano Educativo Individualizzato (PEI) adeguato alle sue esigenze. La decisione evidenzia inoltre che la presenza di insufficienze scolastiche, anche gravi come quelle di un studente con nove insufficienze, non implica automaticamente una responsabilità diretta dell'istituto nel risultato finale. La positiva frequenza delle classi successive, con il conseguente progresso dello studente, dimostra che le misure adottate dalla scuola sono state efficaci e adeguate al contesto, confermando che la responsabilità delle valutazioni e delle performance rimane in gran parte attribuibile all'impegno personale dello studente stesso. La vicenda evidenzia anche l'importanza di un monitoraggio costante e di un dialogo costruttivo tra scuola e famiglia, ma anche che la richiesta di risarcimenti elevati da parte dei genitori sulla base di un rifiuto del PDP non trova fondamento giuridico quando le misure alternative sono state comunque adottate.

Conclusioni

Questa decisione sottolinea l'importanza di un approccio competente e documentato da parte delle famiglie e degli studenti nella gestione delle problematiche scolastiche. La mancata accettazione di un Piano Didattico Personalizzato (PDP) da parte della famiglia non può essere considerata cause di responsabilità per eventuali insuccessi scolastici. Inoltre, il caso evidenzia come le aziende educative svolgano il loro ruolo nel rispetto delle norme e delle procedure stabilite, e che la richiesta di ingenti risarcimenti senza elementi concreti è infondata. È fondamentale che le famiglie affrontino le difficoltà con un dialogo costruttivo e supportato da certificazioni ufficiali, evitando rivendicazioni senza fondamento che rischiano di alimentare tensioni e controversie legali. La sentenza del TAR rafforza inoltre la necessità di valorizzare la collaborazione tra scuola e famiglia per un percorso scolastico più efficace e condiviso.

FAQs
Il caso di uno studente con nove insufficienze: il rifiuto del PDP e il rigetto del ricorso da parte del TAR

Perché la famiglia ha chiesto 32.000 euro di risarcimento dopo la bocciatura del figlio con nove insufficienze? +

La famiglia ha richiesto il risarcimento sostenendo che la scuola avrebbe dovuto attivare un Piano Didattico Personalizzato (PDP) sin dall’inizio, senza certificazione medica, dopo le numerose insufficienze del ragazzo.

Perché il TAR ha respinto il ricorso e quali sono state le motivazioni principali? +

Il TAR ha valutato che la scuola aveva adottato misure adeguate, anche informali, e che la famiglia aveva rifiutato di firmare il PDP, rendendo le pretese economiche infondate e non responsabili per la bocciatura.

Che ruolo hanno il PDP e il PEI nelle scuole italiane e quali sono le differenze? +

Il PDP è previsto per studenti con DSA e strumenti compensativi, mentre il PEI è più strutturato e richiesto per studenti con disabilità certificate. Nel caso in esame, sono state adottate misure informali e strumenti compensativi.

La mancata firma del PDP da parte della famiglia influisce sulla responsabilità della scuola? +

Sì, la mancata firma e approvazione del PDP da parte dei genitori può influire sulle decisioni della scuola, anche se sono state comunque adottate misure alternative e informali di supporto.

Qual è il ruolo delle certificazioni sanitarie in ambito scolastico, secondo la sentenza del TAR? +

La certificazione di giugno 2024 ha attestato una disabilità più grave, come disabilità intellettiva, che avrebbe richiesto strumenti più strutturati; il TAR ha sottolineato che anche un PDP non sarebbe stato sufficiente in tale condizione.

Perché il ricorso della famiglia non può essere considerato fondato senza prove di danni materiali o morali? +

Il TAR ha evidenziato che non sono state fornite prove concrete di danni materiali o morali, e che le richieste di risarcimento senza tali elementi non trovano fondamento legale.

Come vengono adottate le misure di sostegno per studenti con insufficienze secondo la normativa italiana? +

Le scuole adottano misure come attività di mentoring, strumenti compensativi e tempi prolungati, sulla base di valutazioni periodiche e collaborazione con genitori e strutture sanitarie.

Qual è il significato della decisione del TAR sulla responsabilità della scuola nel caso di studenti con insufficienze? +

La sentenza sottolinea che la responsabilità della scuola non può essere attribuita esclusivamente alle sue eventuali carenze, quando sono state adottate misure adeguate e supporti alternativi.

Quali sono le principali conclusioni che si possono trarre dal caso in esame? +

Il caso evidenzia l'importanza di un approccio documentato e collaborativo tra scuola e famiglia, e che la mancata approvazione del PDP non implica responsabilità per insuccessi scolastici.

Altri Articoli

PEI Assistant

Crea il tuo PEI personalizzato in pochi minuti!

Scopri di più →

EquiAssistant

Verifiche equipollenti con l'AI!

Prova ora →