In un’intervista Cristiano Corsini dell’Università di Roma rilegge Aldo Visalberghi partendo da Misurazione e Valutazione del giugno 1955. Nel quadro attivato da Adriano Olivetti, la tesi vale dopo 70 anni: misurare e valutare non sono opposti, ma in rapporto dialettico. Oggi serve a evitare che il numero sostituisca il giudizio e che criteri e finalità educative restino fuori dalla lettura dei dati.
Misurare e valutare nella valutazione scolastica circuito dialettico
Tabella di Sintesi
| Elemento Chiave | Dettaglio / Impatto |
|---|---|
| Fonte e cornice storica | Misurazione e Valutazione giugno 1955, rilettura di Cristiano Corsini del pensiero di Aldo Visalberghi su impulso di Adriano Olivetti. |
| Tesi centrale | Misurare e valutare non sono antitetici: formano un circuito dialettico in cui i fini orientano la misura e la lettura dei dati rientra nel giudizio. |
| Misurazione non neutra | Prima della prova agiscono già criteri e scelte valoriali: il “numero” dipende da cosa si osserva e come si definiscono gli indicatori. |
| Oggettività praticabile | L’oggettività si concretizza in affidabilità (coerenza) ed equità (attenzione alle condizioni), non in neutralità assoluta. |
| Giustizia sociale | Se il contesto viene espulso, la valutazione può riprodurre disuguaglianze con ricadute educative e sociali. |
| Traduzione procedurale | Nel quadro di D.Lgs. 62/2017 la valutazione è un iter: nel Consiglio di classe misure ed esiti devono essere collegati tramite criteri, trasparenza e motivazione. |
| Casi di personalizzazione | Nei percorsi previsti da L. 170/2010 e L. 104/1992 si calibra il peso delle evidenze per garantire equità e coerenza del giudizio. |
Perché i numeri non sono neutrali. Misura e giudizio si influenzano a vicenda.
La tesi rifiuta il dualismo “misura prima / giudizio dopo”: la misurazione dipende da cosa si osserva e da quali criteri trasformano l’apprendimento in indicatori, già prima della prova. La valutazione rilegge quelle evidenze secondo finalità educative e, in modo transattivo, orienta anche le rilevazioni successive.
Oggettività senza neutralità. Affidabilità ed equità rendono la valutazione verificabile.
In questa prospettiva, l’oggettività non equivale a neutralità: coincide con affidabilità (coerenza dei criteri) e equità (attenzione alle condizioni reali). Se il contesto viene ignorato, la valutazione rischia di trasformarsi in un meccanismo che riproduce disuguaglianze.
- Consiglio di classe distingue misure e decisioni e collega evidenze a obiettivi, nel quadro di D.Lgs. 62/2017.
- Rubriche e descrittori per tradurre le prove in indicatori comparabili, aumentando affidabilità.
- Personalizzazione nei casi previsti da L. 170/2010 e L. 104/1992, con peso delle evidenze calibrato per equità.
- Motivazione del giudizio con trasparenza verso le famiglie, evitando la sola giustificazione “il voto era quello”.
Applicare il modello significa far funzionare l’iter decisionale: secondo D.Lgs. 62/2017, prove, rubriche e motivazione del giudizio devono restare collegati, senza trattare il voto come dato isolato.
Implicazioni Pratiche su Scrutinio e Contenzioso
Nello scrutinio la trasformazione è operativa: i punteggi diventano evidenze e vanno connessi a criteri e finalità. Così si riduce lo scollamento tra numeri e motivazioni, che alimenta buona parte dei casi di contenzioso.
Per dirigenti e gruppi docenti aumenta il valore di rubriche condivise e tarature, perché la equità richiede spiegare come si sono interpretate le evidenze nei casi individuali. La burocrazia non sparisce, ma diventa più leggibile: meno discrezionalità percepita, più giustizia verificabile.
FAQs
Valutazione scolastica: misurare e valutare non sono antitetici nel rapporto dialettico
Misurare fornisce dati concreti; valutare li interpreta secondo finalità educative. Sono processi in rapporto dialettico: i fini orientano la lettura dei dati e i dati alimentano il giudizio.
I criteri definiscono cosa osservare e come tradurre le evidenze in giudizi. L'affidabilità viene dalla coerenza dei criteri, l'equità dall'attenzione alle condizioni reali.
Nel scrutinio, prove, rubriche e motivazione devono restare collegati: una lettura trasparente riduce le discrepanze e i contenziosi.
Secondo Corsini, citando Visalberghi, 'Ce lo ha insegnato Aldo Visalberghi 70 anni fa', misurare e valutare non sono opposizioni ma un dialogo che orienta l'apprendimento secondo finalità educative.