"> "> Didattica digitale senza fraintendimenti: come evitare lo scambio tra “voto in più” e visualizzazioni secondo Vincenzo Schettini
Studenti che si passano un bigliettino in classe: didattica digitale e interazione, evitare fraintendimenti come suggerito da Schettini
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Didattica digitale senza fraintendimenti: come evitare lo scambio tra “voto in più” e visualizzazioni secondo Vincenzo Schettini

A cura della Redazione di Orizzonte Insegnanti
3 min di lettura

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Vincenzo Schettini rompe il silenzio dopo le accuse social sulla sua didattica online. A Radio24 chiarisce che Il voto in più era conseguente allo studiare, non alle visualizzazioni. Ricostruisce la sua didattica digitale, nata circa dieci anni fa dopo aver visto i ragazzi guardare video di videogiocatori. Collega attività extra alla valutazione e tutela i minori, così sapete come usare il web per insegnare.

Didattica digitale e valutazione: 3 chiarimenti rapidi su “voto in più” e visualizzazioni

  • Niente scambio: Schettini afferma che non esiste alcun legame tra voti e visualizzazioni delle dirette.
  • Voto in più: dice anche che il voto in più segue lo studio: progetti, esercizi e approfondimenti svolti dagli alunni.
  • Video per recupero: per le riprese in classe registra solo se stesso, così chi è assente recupera senza invadere l’immagine dei minori.

Impatto Quotidiano: Quando definite criteri di valutazione chiari, i voti restano agganciati all’apprendimento. Se registrate solo ciò che serve, proteggete i minori e rendete più facile il recupero degli assenti.

Ambito di applicazione: riprese in classe, attività extra e valutazione degli studenti

Questa storia parla a chi usa didattica digitale dentro il percorso curricolare. Nel suo caso la regola è: apprendimento e studio davanti alle metriche social. Le riprese vanno organizzate per tutela dei minori e per utilità didattica. Schettini cita anche il suo part-time verticale dal 2020, con presenza in aula lunedì e martedì, approvato dalla dirigenza.

Come assegnare il “voto in più” nella didattica digitale senza legarlo alle metriche social

Partite da una regola operativa: se assegnate un voto aggiuntivo, dovete collegarlo a uno studio verificabile. Schettini richiama una logica che esisteva già prima del web: attività extra, progetti, esercizi e approfondimenti. Riprendete la sua frase chiave, Il voto in più era conseguente allo studiare. Prima dell’attività, concordate con il team una micro-rubrica e i livelli di qualità. Raccogliete prove reali: consegne, quiz di comprensione e riflessioni guidate. Valutate solo quelle evidenze, non la performance della piattaforma.

Seconda verifica: separare pubblico e rendimento. Visualizzazioni, like e iscrizioni non misurano l’apprendimento. Usate i video come stimolo, poi chiedete prodotti. Ad esempio: dopo una diretta, fate un riassunto, una mappa concettuale o un esercizio risolto. Valutate la competenza dimostrata, applicando la stessa griglia anche a chi non segue la diretta. Così evitate l’idea di “voto in cambio di visualizzazioni” che ha alimentato la polemica.

Terza verifica: proteggere gli studenti e curare l’organizzazione. Schettini dice che, tra i banchi, filmava solo se stesso. Così tutelava i minori e consentiva il recupero agli assenti. Se registrate in classe, tenete inquadrature controllate e accesso limitato ai materiali. Poi seguite le procedure interne per liberatorie e informativa. Coordinate anche l’impegno esterno. Nel suo caso, part-time verticale dal 2020 con presenza in aula lunedì e martedì, approvato dalla dirigenza. Nei primi anni dice di non puntare molto sulla monetizzazione. Con la crescita del progetto dice che il ritorno economico è arrivato dopo. Con la divulgazione il pubblico si è allargato a famiglie e adulti. A livello comunicativo, usate parole precise. La sua scusa per “costringevo” mostra quanto un termine possa essere frainteso. Seguendo questi passaggi, lavorate sereni e avete criteri difendibili. Se qualcuno contesta la vostra scelta didattica, restano prove chiare.

Il caso Schettini mette a fuoco una regola: digitale sì, ma voti legati allo studio, non alle statistiche. Tutelare i minori e scrivere criteri trasparenti vi aiuta a lavorare con più serenità. Con Orizzonte Insegnanti restate aggiornati e trasformate le notizie in scelte operative.

Fai subito un passo: Avete già una pratica simile? Scriveteci nei commenti come organizzate “attività extra” e valutazione quando usate video. Condividete l’articolo con i colleghi del vostro dipartimento.

FAQs
Didattica digitale senza fraintendimenti: come evitare lo scambio tra “voto in più” e visualizzazioni secondo Vincenzo Schettini

Qual è la relazione tra voto in più e visualizzazioni, secondo Vincenzo Schettini? +

Non esiste alcun legame tra i voti e le visualizzazioni delle dirette: “Il voto in più era conseguente allo studiare”. La didattica digitale promuove l’apprendimento e la tutela dei minori, senza influenze dalle metriche social.

Come assegnare il “voto in più” senza legarlo alle metriche social? +

Collegate ogni voto aggiuntivo a prove verificabili (consegne, quiz, approfondimenti). Definite una micro-rubrica e valutate solo le evidenze, non le metriche della piattaforma.

Quali pratiche usa Schettini per tutelare i minori durante le riprese? +

Registrava solo se stesso per proteggere i minori e permettere il recupero agli assenti. Usa inquadrature controllate, procedure di liberatorie e informativa; ha un part-time verticale dal 2020 approvato dalla dirigenza.

Quali indicazioni operative offre per evitare l’interpretazione “voto in cambio di visualizzazioni”? +

Usa i video come stimolo e richiedi prodotti concreti (riassunti, mappe concettuali, esercizi risolti) per valutare la competenza. Separa pubblico e rendimento: mantieni criteri chiari e una rubrica condivisa, evitando che le visualizzazioni guidino i voti.

Redazione Orizzonte Insegnanti

Redazione Orizzonte Insegnanti

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