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I giovani e l’incertezza: come affrontare il futuro oggi

Giovane donna sorridente seduta sull'erba di notte, simbolo di resilienza e speranza per il futuro dei giovani di fronte all'incertezza.
Fonte immagine: Foto di Kalistro su Pexels

I giovani vivono in un contesto di crescente incertezza, dove il futuro si costruisce passo dopo passo, spesso riducendo le prospettive di pianificazione a breve termine. Questa realtà si è accentuata nel 2026, influenzata da eventi socio-economici come la pandemia e i cambiamenti culturali. Quando e dove si affronta questa sfida? In Italia, in ambienti educativi e sociali, con un bisogno urgente di strategie per accompagnare i giovani in un mondo in costante trasformazione. Perché è importante? Perché riconoscere questa incertezza permette di adottare approcci più efficaci per il loro sviluppo e la loro formazione.

  • La percezione di incertezza come norma tra i giovani del 2026
  • Impatto della pandemia e del digitale sulla vita quotidiana
  • Necessità di un’educazione che favorisca la flessibilità mentale
  • Valori in evoluzione: famiglia, salute, amicizia e lavoro
  • Il ruolo della scuola nel promuovere competenze di adattamento

La complessità della vita dei giovani nel 2026

La vita dei giovani nel 2026 si configura quindi come un equilibrio precario, in cui il senso di stabilità e certezza appare ormai messo in discussione. Molti giovani percepiscono che il tempo per pianificare il proprio domani si sia ridotto drasticamente, portandoli a privilegiare il presente piuttosto che investire in studi o progetti a lungo termine. È ormai comune sentire che «il loro futuro è oggi», un’espressione che sintetizza questa condizione di emergenza permanente. La priorità di molti diventa affrontare le sfide quotidiane, lasciando in secondo piano l’istituzione scolastica o universitaria come passaggi imprescindibili di crescita, poiché si ritengono meno significativi rispetto alle incertezze del mercato del lavoro e alle conseguenze di crisi ambientali e sociali. Questa situazione conduce a un riorientamento delle aspettative, dove il concetto di successo e stabilità si trasforma, e dove si tende a considerare lo studio e la scuola come strumenti di breve termine, spesso sottovalutati o posticipati, in favore di esperienze più immediate e pratiche. La percezione di incertezza diffusa influisce profondamente sulle decisioni e sugli obiettivi dei giovani, rendendo il loro cammino verso l’età adulta un percorso più complesso e frammentato rispetto alle generazioni passate.

Il cambiamento come nuova normalità

Il cambiamento come nuova normalità

In questo contesto di incertezza crescente, i giovani si trovano a vivere in una realtà che richiede continui adattamenti e flessibilità. La percezione di un futuro stabile e definito si è modificata radicalmente: molte giovani generazioni considerano che il loro tempo sia dedicato soprattutto a gestire le sfide quotidiane, più che a pianificare a lungo termine. Questo approccio rende lo studio e la formazione tradizionalmente considerate come tappe fondamentali per il futuro, spesso secondarie rispetto alla necessità di affrontare immediatamente le difficoltà del presente. Per molti, l’attenzione si sposta sull’acquisizione di competenze pratiche e sulla costruzione di una resilienza personale, piuttosto che sulla credenza in un percorso lineare e sicuro. La scarsa prevedibilità delle condizioni economiche, ambientali e sociali amplifica questa situazione, portando i giovani ad adottare strategie di mobilità e di aggiornamento continuo per adattarsi alle evoluzioni rapide del mercato del lavoro e della società.

In questa nuova normalità, lo studio e la scuola non sono più visti soltanto come strumenti di crescita, ma come percorsi che devono essere flessibili e pronti a rispondere a un mondo in costante mutamento. La ricerca di stabilità diventa un obiettivo meno prioritario rispetto alla capacità di reagire immediatamente ai cambiamenti. La resilienza, quindi, non è solo una qualità personale, ma un elemento essenziale per affrontare le sfide del presente e del futuro. In questo scenario, i giovani devono sviluppare competenze trasversali come l’adattabilità, l’autonomia e la capacità di problem-solving, che consentano loro di navigare con successo in un ambiente in continua trasformazione.

Come influisce sulla pianificazione futura

Per gli adolescenti e i giovani adulti di oggi, progettare il proprio futuro diventa un esercizio complesso. La scelta della scuola superiore o universitaria, così come le decisioni di carriera, sono spesso influenzate dall’instabilità e dalla paura di sbagliare. La percezione di uno scenario incerto porta a una preferenza per decisioni a breve termine, con poca attenzione alla pianificazione a medio e lungo termine. Questa situazione richiede un ripensamento delle strategie educative e sociali, capaci di offrire strumenti flessibili e resilienti.

I risultati del Report 2025

Presentato dal Vice Presidente della CEI, Mons. Erio Castellucci, e altri esponenti di rilievo del settore, il Report 2025 si basa su interviste condotte a giovani tra i 18 e i 24 anni, principalmente studenti di scuole professionali. Dalle risposte emerge che i giovani considerano il futuro come qualcosa che si costruisce giorno per giorno, senza grandi ideali come la pensione o progetti a lungo termine. Questa mentalità deriva dalla percezione di un mondo in continuo cambiamento, dove la progettualità a lungo termine perde di senso rispetto alle urgenze quotidiane, e il focus si sposta sulla capacità di adattarsi e di fare piccoli passi avanti con metodo quotidiano.

L’importanza della progettualità quotidiana

I giovani tendono a non investire energie in sogni lontani, preferendo focalizzarsi su obiettivi immediati e pratici. La pandemia di COVID-19 ha infatti rafforzato questa prospettiva, mostrando che esistono mondi alternativi possibili, anche grazie alla digitalizzazione. La possibilità di lavorare, studiare o insegnare da remoto ha aperto nuove vie che sfidano le tradizionali certezze, portando a un ripensamento delle priorità e delle scelte di vita.

I valori in evoluzione

In un contesto di crescente incertezza, i giovani di oggi adottano un atteggiamento più flessibile e pragmatico nei confronti delle priorità. Spesso, mettere in secondo piano l’istruzione e lo studio non significa trascurarli, ma riconoscere che il benessere emotivo e le relazioni sociali rappresentano elementi fondamentali per affrontare le sfide quotidiane. Questa evoluzione dei valori mostra una consapevolezza più profonda dei propri bisogni, rendendo il concetto di futuro meno rigido e più adattabile alle circostanze. È importante sostenere questa nuova prospettiva, promuovendo un equilibrio tra aspirazioni personali e reali esigenze di vita. Per molti giovani, quindi, il presente è il momento in cui costruire le basi di un percorso che potrà integrare sogni e responsabilità in modo più consapevole e resiliente.

La percezione di stabilità tra i giovani

In conclusione, il rapporto evidenzia come i giovani vivano con una fragilità di fondo, in un mondo che appare instabile e mutevole. La società e le istituzioni devono quindi investire in programmi educativi e formativi che sviluppino competenze di adattamento, utilizzo consapevole del digitale e costruzione di valori resilienti.

Il digitale come strumento di adattamento e crescita

Per le nuove generazioni, gli strumenti digitali rappresentano una risorsa fondamentale per interpretare e affrontare il mondo. Tuttavia, è evidente che manca ancora un sistema di formazione capace di insegnare come impiegare queste tecnologie per fini educativi e di crescita personale. La maggior parte del tempo sui dispositivi digitali viene dedicata allo svago, riducendo le opportunità di apprendimento e sviluppo di competenze critiche. La sfida attuale è insegnare a integrare l’uso consapevole del digitale in contesti formativi, favorendo l’autonomia dei giovani nell’affrontare l’incertezza.

La riflessione sulla regolamentazione in classe

Il divieto di portare cellulari in classe, promosso dal ministro dell’Istruzione, rappresenta solo un intervento temporaneo. È più efficace investire in programmi educativi che insegnino come usare questi strumenti in modo costruttivo, incoraggiando un uso critico e mirato alle finalità di apprendimento. Questa crescita digitale deve essere accompagnata da competenze trasversali come il pensiero critico e l’autonomia, elementi chiave per affrontare l’incertezza del futuro.

Quali strategie per i docenti

Gli insegnanti devono sviluppare metodi didattici che integrino l’uso del digitale in modo creativo e responsabile. Laboratori, progetti collaborativi e formazione specifica sono strumenti utili per stimolare l’interesse e le competenze digitali degli studenti, facilitando anche la gestione del loro tempo e delle risorse in modo più equilibrato.

Conclusioni: formare i giovani all’incertezza

La chiave per sostenere i giovani nell’affrontare l’incertezza è una formazione che sviluppi resilienza, autonomia e capacità di adattamento. Solo così sarà possibile rendere il loro futuro più stabile, anche in un ambiente che cambia rapidamente, e accompagnarli a vivere questa fase complessa con consapevolezza.

FAQs
I giovani e l’incertezza: come affrontare il futuro oggi

Perché i giovani oggi vivono nell’incertezza del futuro? +

Perché eventi come la pandemia e i rapidi cambiamenti sociali ed economici hanno ridotto le prospettive di stabilità, portando i giovani a concentrarsi sul presente.

Come influisce la percezione di incertezza sulla pianificazione futura dei giovani? +

Spesso preferiscono decisioni a breve termine, trascurando progetti di lungo periodo, a causa della paura di sbagliare e dell’instabilità percepita.

In che modo la scuola può aiutare i giovani ad affrontare l’incertezza? +

Promuovendo competenze di adattamento, resilienza e flessibilità, oltre a strumenti pratici per gestire i cambiamenti rapidi del mercato e della società.

Qual è l’impatto della digitalizzazione sulla percezione dell’incertezza? +

La digitalizzazione offre nuove opportunità di lavoro e studio, ma spesso viene usata più per svago, riducendo le occasioni di sviluppare competenze critiche e responsabili.

Perché i giovani considerano lo studio come uno strumento di breve termine? +

Perché la mancanza di stabilità e le incertezze economiche li portano a privilegiare soluzioni pratiche e immediate.

Come deve essere la formazione per preparare i giovani alle sfide dell’incertezza? +

Deve essere flessibile, basata su competenze trasversali come autonomia, problem-solving e capacità di adattamento.

Qual è il ruolo del valore del presente nella vita dei giovani? +

Il presente diventa centrale, poiché i giovani si concentrano su obiettivi immediati e sulla costruzione di resilienza e benessere emotivo.

In che modo il mondo del lavoro influenza la percezione di incertezza tra i giovani? +

L’instabilità economica e le rapide trasformazioni portano i giovani a preferire strategie di mobilità e aggiornamento costante, con un focus sull’adattabilità.

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