Un recente pronunciamento del TAR Lombardia fa chiarezza sulla validità delle valutazioni scolastiche per studenti con DSA che affrontano problemi personali come attacchi di panico. La decisione, resa nota nel gennaio 2026, sottolinea come la promozione o meno di uno studente si basi esclusivamente sulla preparazione effettivamente conseguita, anche in situazioni di disagio psicologico.
- Focus sulla validità delle valutazioni oggettive e della normativa vigente
- Risposta a casi di studenti con DSA e problemi psicologici
- Giurisprudenza in materia di promozione e criteri di valutazione
- Importanza del rispetto delle procedure e strumenti compensativi
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Contesto e decisione del Tribunale
Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) della Lombardia ha analizzato un caso riguardante una studentessa con DSA bocciata dopo un attacco di panico. La sentenza n. 00303/2026, pubblicata a fine gennaio 2026, ha stabilito che la valutazione scolastica si basa sulla preparazione effettivamente conseguita dall’alunna, indipendentemente dall’evento psicologico o dalle sue condizioni personali.
Il ricorso accolto non ha modificato l’esito, rafforzando il principio che la normativa vigente e le disposizioni di legge sulla promozione scolastica devono essere applicate conneutralità, anche in presenza di circostanze imprevedibili come attacchi di panico.
La vicenda
Assessando i fatti, nell’estate 2023 la studentessa non superò le prove di recupero in matematica e discipline geometriche, stato che portò alla sua bocciatura. I genitori presentarono ricorso, sostenendo la mancanza di strumenti adeguati e la mancata considerazione delle difficoltà specifiche della figlia, diagnosticata con DSA.
Dettagli sui disagi e le prove di recupero
La studentessa avrebbe avuto un attacco di panico nel giorno stabilito per gli esami di riparazione, impedendole di sostenere la prova. La scuola propose di posticipare l’esame con modalità ritenute inadeguate dai genitori, preferendo invece rispettare la data originaria senza modificarne le modalità, considerando l’impatto sulla salute dell’alunna.
Motivi del ricorso e difese delle parti
I genitori affermarono che il mancato superamento era imputabile alla carenza di strumenti e sostegni adeguati, e che la scuola non aveva adottato le necessarie misure di supporto conformi al Piano Didattico Personalizzato (PDP). La scuola, supportata dal Ministero, sostenne che tutte le misure di supporto fossero state correttamente applicate e rispettate.
Esito e principi della giurisprudenza
Il TAR ha rigettato il ricorso, considerando che la valutazione si fonda sul raggiungimento obiettivo degli obiettivi formativi stabiliti e non sulla condizione emotiva o sui problemi di salute. Lo結 giudice ha richiamato l’art. 4 del DPR 122/2009, che stabilisce che gli studenti devono raggiungere almeno sei decimi in ogni disciplina per essere promossi.
Motivazioni dettagliate e principi giurisprudenziali
Validità delle argomentazioni dei giudici
I giudici hanno altresì osservato che i motivi relativi a presunte contraddizioni nella documentazione o alla disparità di trattamento tra studenti con DSA involgono aspetti sostanziali e di diritto, e sono stati ritenuti infondati poiché la promozione si valuta sulla base del percorso scolastico, dell’impegno e del risultato ottenuto.
Trasparenza e rispetto delle norme
La sentenza ha ribadito che il rispetto delle procedure e l’adozione di strumenti compensativi sono fondamentali, ma non possono sostituire la verifica del raggiungimento degli obiettivi. La giurisprudenza chiarisce che il mancato impiego di strumenti specifici, se non impedisce il conseguimento delle competenze, non rende illegittima la valutazione negativa.
Il ruolo della preparazione nel giudizio finale
Il principio essenziale è che la promozione e bocciatura si fondano sulla preparazione effettiva, individuata tramite le prove e le valutazioni oggettive. La presenza di problemi di salute o psicologici non può condizionare il giudizio, se la valutazione si basa sugli obiettivi formativi raggiunti.
Implicazioni pratiche per gli operatori scolastici
La sentenza rafforza l’importanza di adottare strumenti e modalità di verifica in linea con la normativa, senza lasciarsi condizionare da eventi ad essa estranei, purché siano rispettate le procedure e si dimostri la preparazione effettiva.
Conclusione
Il Tribunale ha evidenziato che la valutazione scolastica deve essere fondata esclusivamente sul percorso e sui risultati raggiunti, anche in casi di DSA e problemi di salute. La presenza di un attacco di panico o altre difficoltà psicologiche non può modificare i criteri oggettivi stabiliti dalla legge. Le spese di lite sono state compensate, a testimonianza del valore e della delicatezza della vicenda.
La vicenda
I giudici del Tar, nella loro decisione, hanno sottolineato che la valutazione delle prestazioni degli studenti deve basarsi esclusivamente sulla preparazione effettivamente raggiunta e sugli standard stabiliti dai programmi scolastici. Nel caso in esame, è stato evidenziato che le prove di recupero di matematica e discipline geometriche sono state superate in modo sufficiente, e quindi la bocciatura non può essere considerata illegittima per motivi di non corretto procedimento o mancanza di strumenti. I giudici hanno inoltre chiarito che la presenza di DSA non può di per sé giustificare una bocciatura, tuttavia ha sottolineato l’obbligo della scuola di adottare adeguate misure compensative e dispensative, conformemente alle normative vigenti. La decisione conferma che la valutazione finale deve riflettere concretamente il livello di preparazione raggiunto dall’alunno, indipendentemente dall’attacco di panico o altre difficoltà emotive che possano aver influenzato momentaneamente le prestazioni. La sentenza si inserisce così in un quadro giuridico che privilegia il merito e l’effettiva capacità dell’individuo di raggiungere gli obiettivi scolastici, ribadendo l’importanza di un’istruzione inclusiva e rispettosa delle peculiarità di ogni studente.
Dettagli sui disagi e le prove di recupero
La studentessa, affetta da DSA, si è trovata in una situazione delicata nel giorno stabilito per gli esami di recupero, durante il quale ha avuto un grave attacco di panico che ne ha impedito lo svolgimento. La scuola, nel tentativo di tutelare il suo benessere, ha proposto di rinviare l'esame, proponendo modalità che però sono state considerate inadeguate dai genitori, che preferivano mantenere la data originaria. La questione si è quindi complicata, portando alla necessità di una valutazione più approfondita rispetto alle modalità di recupero e alle condizioni della studentessa. La decisione di non modificare le modalità di esame e di rispettare la data prefissata ha aperto un dibattito sul diritto allo studio e sulla tutela della salute mentale degli studenti con DSA. La situazione è stata sottoposta al giudizio del TAR, che ha respinto il ricorso della studentessa, confermando che la valutazione non può prescindere dalla preparazione effettivamente raggiunta nel percorso di studi. I giudici hanno sottolineato l'importanza di rispettare i criteri di valutazione oggettivi, basati sul livello di preparazione degli studenti, e hanno ribadito che all’istituzione scolastica spetta il compito di garantire procedure trasparenti e adeguate, senza pregiudicare il diritto all’istruzione. La decisione del TAR conferma quindi che, pur riconoscendo le difficoltà specifiche degli studenti con DSA, la valutazione deve comunque riflettere le competenze e la preparazione effettiva, garantendo un equilibrio tra inclusione e criteri di merito.
Motivi del ricorso e difese delle parti
Nel corso del procedimento, le parti hanno presentato le proprie argomentazioni e difese per sostenere le rispettive posizioni. I genitori hanno evidenziato che l'assenza di strumenti e sostegni adeguati, come previsto dal Piano Didattico Personalizzato (PDP), avrebbe influito negativamente sul percorso scolastico dell studentessa con DSA, contribuendo al suo mancato superamento e all'episodio di attacco di panico. Essi hanno anche sottolineato come il mancato supporto tempestivo e mirato avrebbe compromesso le possibilità di una valutazione equa e corretta delle competenze dell'allieva. Dall'altro lato, la scuola e il Ministero hanno sostenuto che tutte le misure di supporto siano state implementate conformemente alle normative vigenti e che i criteri di valutazione siano stati rispettati in modo trasparente e oggettivo. Hanno anche argomentato che la valutazione finale si basa esclusivamente sulla preparazione effettivamente raggiunta dagli studenti, senza essere influenzata dagli episodi di ansia o panico che, pur validi, non dovrebbero alterare i risultati di un processo valutativo imparziale. I giudici del TAR, considerando queste argomentazioni, hanno ribadito che la valutazione deve essere fondata esclusivamente sul livello di preparazione raggiunto, nel rispetto delle norme che tutelano le esigenze degli studenti con DSA. La decisione ha sottolineato l'importanza di un supporto adeguato, ma ha anche confermato che, nel caso in questione, la prova valutativa si basava sulla preparazione consolidata, escludendo eventuali considerazioni circa l'episodio di panico o le eventuali carenze di strumenti. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto, ribadendo che le valutazioni scolastiche devono essere coerenti con il livello reale di competenza dell'alunno alla data della performance.
Esito e principi della giurisprudenza
Il TAR ha rigettato il ricorso, considerando che la valutazione si fonda sul raggiungimento obiettivo degli obiettivi formativi stabiliti e non sulla condizione emotiva o sui problemi di salute. Lo結 giudice ha richiamato l’art. 4 del DPR 122/2009, che stabilisce che gli studenti devono raggiungere almeno sei decimi in ogni disciplina per essere promossi.
Motivazioni dettagliate e principi giurisprudenziali
Validità delle argomentazioni dei giudici
I giudici hanno altresì osservato che i motivi relativi a presunte contraddizioni nella documentazione o alla disparità di trattamento tra studenti con DSA involgono aspetti sostanziali e di diritto, e sono stati ritenuti infondati poiché la promozione si valuta sulla base del percorso scolastico, dell’impegno e del risultato ottenuto.
Trasparenza e rispetto delle norme
La sentenza ha ribadito che il rispetto delle procedure e l’adozione di strumenti compensativi sono fondamentali, ma non possono sostituire la verifica del raggiungimento degli obiettivi. La giurisprudenza chiarisce che il mancato impiego di strumenti specifici, se non impedisce il conseguimento delle competenze, non rende illegittima la valutazione negativa.
Il ruolo della preparazione nel giudizio finale
Il principio essenziale è che la promozione e bocciatura si fondano sulla preparazione effettiva, individuata tramite le prove e le valutazioni oggettive. La presenza di problemi di salute o psicologici non può condizionare il giudizio, se la valutazione si basa sugli obiettivi formativi raggiunti.
Implicazioni pratiche per gli operatori scolastici
La sentenza rafforza l’importanza di adottare strumenti e modalità di verifica in linea con la normativa, senza lasciarsi condizionare da eventi ad essa estranei, purché siano rispettate le procedure e si dimostri la preparazione effettiva.
Conclusione
Il Tribunale ha evidenziato che la valutazione scolastica deve essere fondata esclusivamente sul percorso e sui risultati raggiunti, anche in casi di DSA e problemi di salute. La presenza di un attacco di panico o altre difficoltà psicologiche non può modificare i criteri oggettivi stabiliti dalla legge. Le spese di lite sono state compensate, a testimonianza del valore e della delicatezza della vicenda.
FAQs
Studentessa con DSA bocciata dopo un attacco di panico: il TAR respinge il ricorso e ribadisce che la valutazione si basa sulla preparazione raggiunta. Cosa hanno detto i giudici — approfondimento e guida
Il TAR ha confermato che la valutazione si basa sulla preparazione effettivamente raggiunta dall'alunna, indipendentemente dall'attacco di panico o da altre difficoltà personali.
La promozione si basa sul livello di preparazione raggiunto dagli studenti, verificato tramite prove oggettive e standard di legge.
La valutazione si basa sulla preparazione effettiva e sui risultati ottenuti nelle prove, non sulla condizione momentanea come un attacco di panico.
I giudici hanno ribadito che il rispetto delle norme e l'uso di strumenti compensativi sono fondamentali, ma non devono sostituire la verifica delle competenze effettive.
Il ricorso è stato respinto, rafforzando il principio che la valutazione si basa sulla preparazione reale e non sulle condizioni emotive momentanee.
L'art. 4 del DPR 122/2009 è stato richiamato, stabilendo che gli studenti devono ottenere almeno sei decimi in ogni disciplina per essere promossi.
I giudici hanno sottolineato che la valutazione si basa sulla preparazione e sui risultati concreti, anche se la studentessa ha avuto un episodio di panico durante gli esami.
Perché la valutazione si basa sui risultati effettivi ottenuti, e non sulla condizione emotiva o sui problemi di salute momentanei.