Ragazzo con smartphone in mano, simbolo della discussione sul divieto e l'educazione digitale nelle scuole.
didattica

Oltre il divieto degli smartphone: la proposta del CNDDU per una "Settimana dell'Educazione Digitale" nelle scuole

Redazione Orizzonte Insegnanti
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Oltre il divieto degli smartphone: la proposta del CNDDU per una "Settimana dell'Educazione Digitale" nelle scuole

Il panorama normativo scolastico italiano sta attraversando una fase di profonda trasformazione in risposta alla crescente emergenza legata all'uso dei dispositivi mobili. Con la recente Circolare Ministeriale n. 3392 del 16 giugno 2025, il Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) ha ufficializzato l'estensione del divieto di utilizzo degli smartphone durante l'orario scolastico anche agli studenti del secondo ciclo di istruzione.

Questa mossa, sebbene necessaria per tutelare la salute psicofisica degli adolescenti, ha scatenato un dibattito acceso tra gli esperti del settore, che vedono nel solo divieto una misura di contenimento insufficiente a fronte di una realtà digitale ormai pervasiva. In questo scenario, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) ha deciso di intervenire con una proposta strutturata che mira a trasformare la restrizione in un'opportunità pedagogica.

Secondo il coordinamento, la vera sfida non risiede nella tecnologia in sé, ma nella carenza di autoregolazione e di pensiero critico da parte dei giovani. L'obiettivo non è dunque solo "spegnere" i dispositivi, ma educare i ragazzi a navigare consapevolmente in un mondo dove la cittadinanza digitale è diventata un pilastro fondamentale della vita sociale e identitaria.

L'appello del CNDDU, lanciato ufficialmente in questo mese di luglio 2026, propone l'istituzione di una Settimana nazionale dell’Educazione alla Cittadinanza Digitale. L'iniziativa, destinata a coinvolgere le scuole medie e superiori, mira a integrare la normativa vigente con percorsi formativi interdisciplinari, promuovendo uno sviluppo integrale della persona capace di esercitare diritti e responsabilità in un contesto tecnologico che non può essere ignorato.

Il quadro normativo e le evidenze scientifiche a supporto del divieto

Per comprendere la portata dell'intervento ministeriale, è necessario guardare alla cronologia degli atti che hanno portato alla situazione attuale. Il percorso è iniziato ufficialmente con la nota ministeriale n. 5274 dell'11 luglio 2024, che aveva introdotto il divieto per il primo ciclo di istruzione. L'attuale circolare del 2025 ha esteso tale枠 per il secondo ciclo, rendendo il divieto improcrastinabile alla luce di dati scientifici allarmanti.

Il Ministero ha citato esplicitamente studi internazionali che evidenziano come l'uso eccessivo dei dispositivi mobili possa produrre effetti deleteri sul benessere degli adolescenti e sulle loro prestazioni scolastiche. Tra le fonti citate dal MIM, spicca lo studio dell'OCSE del 2024, intitolato "From decline to revival: Policies to unlock human capital and productivity". Tale analisi evidenzia come l'uso improprio di smartphone e social media sia correlato a un calo del livello degli apprendimenti, rilevabile dai punteggi PISA, e sottolinea la necessità di riforme educative che favoriscano la crescita del capitale umano attraverso un uso responsabile di Internet.

Parallelamente, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha segnalato un incremento notevole dei fenomeni di dipendenza dai social media tra gli adolescenti, inclusi sintomi da astinenza e incapacità di controllare il tempo di connessione. Anche l'Istituto Superiore di Sanità ha fornito dati cruciali, confermando che l'uso problematico dello smartphone colpisce oltre il 25% degli adolescenti, con impatti diretti su sonno, concentrazione e relazioni sociali.

In particolare, il Rapporto ISTISAN 23-25 evidenzia un nesso diretto tra dipendenza dai social media e peggiore rendimento scolastico nella fascia d'età compresa tra i 14 e i 17 anni. Questi dati regionali e internazionali forniscono la base scientifica su cui si fonda la necessità di un intervento strutturato, che vada oltre la semplice proibizione e si sposti verso una vera pedagogia della responsabilità.

La proposta del CNDDU: dalla restrizione alla formazione attiva

Il coordinamento guidato da Romano Pesavento sostiene che ignorare la realtà digitale significherebbe rinunciare a educare la cittadinanza del XXI secolo. La proposta del CNDDU non mira a sostituire il divieto, ma a integrarlo con una Settimana nazionale programmata nei primi giorni del nuovo anno scolastico. Questo percorso formativo prevede moduli di due ore al giorno per tutte le classi delle scuole medie e superiori, con un approccio che coinvolge diverse aree della conoscenza e diverse figure professionali all'interno del corpo docente.

L'iniziativa si focalizza su tre pilastri fondamentali: l'educazione alla cittadinanza digitale, l'alfabetizzazione all'Intelligenza Artificiale e l'uso consapevole delle tecnologie. Il CNDDU sottolinea che la scuola deve promuovere lo sviluppo integrale della persona, educando all'esercizio consapevole dei diritti e delle libertà. In questo senso, il Patto educativo di corresponsabilità deve essere rafforzato, coinvolgendo attivamente le famiglie nel percorso di educazione digitale, poiché la scuola non può agire in isolamento su un fenomeno che ha radici profonde nella vita quotidiana e domestica dei giovani.

Per rendere operativa questa proposta, il coordinamento ha già individuato i ruoli chiave per i docenti, valorizzando le competenze specifiche delle diverse classi di concorso. L'obiettivo è creare una rete di competenze che permetta di coprire ogni aspetto della vita digitale degli studenti, dalla tutela dei dati alla gestione della sicurezza online, fino alla comprensione delle dinamiche di mercato e di diritto che regolano il web.

Cosa cambia concretamente per docenti, dirigenti e istituti scolastici

L'attuazione della Circolare n. 3392 del 16 giugno 2025 comporta obblighi immediati e cambiamenti strutturali per ogni istituzione scolastica. In primo luogo, i dirigenti scolastici sono tenuti ad aggiornare i propri regolamenti interni e il Patto di corresponsabilità educativa, inserendo esplicitamente il divieto di utilizzo dello smartphone durante l'orario scolastico, anche per fini didattici. Questo significa che, salvo casi specifici previsti dai Piani Educativi Individualizzati (PEI) o dai Piani Didattici Personalizzati (PDP), il dispositivo deve rimanere spento o riposto.

Un altro aspetto operativo fondamentale riguarda la definizione delle sanzioni disciplinari. Le scuole hanno l'autonomia di individuare le misure specifiche per chi contravviene al divieto, ma devono garantire che tali sanzioni siano coerenti con il percorso educativo proposto. L'autonomia scolastica rimane il pilastro per l'individuazione delle misure organizzative necessarie a garantire il rispetto della norma, come ad esempio la gestione degli spazi comuni o la definizione di protocolli di consegna dei dispositivi all'ingresso dell'istituto.

Per quanto riguarda il corpo docente, la proposta del CNDDU delinea una suddivisione operativa chiara per la futura "Settimana dell'Educazione Digitale":

  • Docenti di Scienze Giuridico-Economiche (Classe A-46): saranno chiamati a guidare i moduli relativi alla tutela dei dati personali, al contrasto del cyberbullismo, alla comprensione del diritto d'autore e alle normative emergenti sull'Intelligenza Artificiale.
  • Docenti di Informatica e Tecnologia (Classi A-41 e A-60): avranno la responsabilità dell'aspetto laboratoriale, insegnando agli studenti a riconoscere le fake news, a gestire in sicurezza gli account personali e a utilizzare le applicazioni come strumenti di supporto allo studio e non come fonti di distrazione.

È importante sottolineare che, sebbene la "Settimana nazionale" sia attualmente una proposta del CNDDU e non ancora un piano operativo nazionale recepito dal Ministero, essa rappresenta una direzione chiara per il futuro della didattica italiana. Le scuole sono già chiamate ad agire sulla normativa vigente, mentre il coordinamento spinge per una visione più ampia che trasformi il divieto in un percorso di cittadinanza attiva.

Elemento Normativo / Dato Dettaglio e Impatto
Circolare MIM n. 3392 (16/06/2025) Estensione del divieto di smartphone al secondo ciclo di istruzione (scuole superiori).
Dati sulla dipendenza (Studio 2025) L'81% dei giovani (16-35 anni) si considera dipendente; il 90% manifesta sintomi come ansia da notifica.
Dati Regionali (Sicilia, 2022) Il 30,1% degli studenti di una scuola secondaria accusa dipendenza da smartphone (Scala Breve).
Proposta CNDDU "Settimana nazionale dell’Educazione alla Cittadinanza Digitale" con moduli di 2 ore al giorno.
Ruoli Docenti Proposti A-46 (Diritto e IA); A-41 e A-60 (Tecnologia e Sicurezza Online).
Sintesi delle scadenze e azioni per il personale scolastico

Per chi opera quotidianamente nelle istituzioni scolastiche, il percorso operativo immediato prevede:

  1. Revisione Regolamenti: Verificare che il divieto sia esplicitamente inserito nei regolamenti interni e nel Patto di Corresponsabilità.
  2. Definizione Sanzioni: Stabilire criteri chiari e proporzionati per le violazioni del divieto, da comunicare tempestivamente alle famiglie.
  3. Pianificazione Didattica: Valutare l'integrazione di moduli di educazione digitale nelle ore di scienze giuridico-economiche e informatica, in linea con le proposte del CNDDU.
  4. Monitoraggio: Osservare l'impatto del divieto sulla concentrazione e sul rendimento scolastico, utilizzando i dati forniti dalla ricerca scientifica come parametro di valutazione.

In assenza di una definizione ministeriale immediata sulle sanzioni specifiche, la autonomia scolastica rimane lo strumento principale per gestire la quotidianità. La sfida resta quella di non limitarsi a una "scuola senza telefoni", ma di costruire una scuola che sappia insegnare ai giovani come abitare il mondo digitale con consapevolezza e spirito critico.

Per approfondimenti sulla normativa vigente, è possibile consultare il testo della Circolare MIM n. 3392 del 16 giugno 2025 pubblicata sul sito istituzionale del Ministero.

FAQs
Oltre il divieto degli smartphone: la proposta del CNDDU per una "Settimana dell'Educazione Digitale" nelle scuole

Quali sono le novità normative sull'uso degli smartphone nelle scuole superiori?+

La Circolare Ministeriale n. 3392 del 16 giugno 2025 estende ufficialmente il divieto di utilizzo degli smartphone durante l'orario scolastico anche agli studenti del secondo ciclo di istruzione. Le istituzioni scolastiche sono ora tenute ad aggiornare i propri regolamenti interni e il Patto educativo di corresponsabilità per recepire questa disposizione.

Perché il CNDDU propone una "Settimana dell'educazione digitale" invece di limitarsi al divieto?+

Il coordinamento sostiene che il solo divieto non sia sufficiente a contrastare la dipendenza digitale e la carenza di pensiero critico dei giovani. La proposta mira a trasformare la restrizione in un percorso formativo strutturato che coinvolga docenti e famiglie per promuovere l'autoregolazione e la consapevolezza tecnologica.

Quali sono i dati principali che giustificano queste misure restrittive?+

Uno studio del 2025 indica che l'81% dei giovani tra i 16 e i 35 anni si considera dipendente da smartphone, con il 90% che manifesta sintomi come ansia da notifica e calo delle performance scolastiche. Inoltre, dati regionali e studi OCSE confermano gli effetti negativi dei social media sul rendimento e sulla salute psicofisica degli adolescenti.

Come verranno gestite le attività didattiche e le sanzioni in caso di violazione?+

Le singole scuole hanno l'autonomia di definire le misure organizzative e le specifiche sanzioni disciplinari per chi contravviene al divieto. Per quanto riguarda la didattica, il CNDDU suggerisce moduli specifici per la tutela dei dati, il cyberbullismo e l'uso consapevole delle app come supporto allo studio.

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Questo articolo è stato curato dal team editoriale di Orizzonte Insegnanti. I nostri contenuti sono realizzati sfruttando tecnologie avanzate di intelligenza artificiale per l'analisi normativa, e vengono sempre supervisionati e revisionati dalla nostra redazione per garantire la massima accuratezza e utilità per il personale scolastico.

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