La città di Verona si prepara a diventare il fulcro di un importante dibattito internazionale sulla scuola palestra di democrazia, ospitando dal 29 ottobre al 1° novembre 2026 la 5ª Biennale internazionale di Convergence(s) pour l’Éducation Nouvelle. Questo evento segna un momento storico per il movimento delle pedagogie attive, poiché, per la prima volta nella sua storia, l'iniziativa abbandona il mondo francofono per approdare in Italia, offrendo una piattaforma unica per la ri-umanizzazione dell'educazione.
L'appuntamento vede la partecipazione di oltre 400 pedagogisti, insegnanti, educatori e operatori sociali provenienti da 20 Paesi diversi, con l'obiettivo di affrontare le sfide più urgenti della scuola contemporanea. Tra queste figurano la gestione delle disuguaglianze, la trasformazione digitale, l'impatto dell'intelligenza artificiale e la crescente multiculturalità, cercando risposte che vadano oltre i modelli competitivi e la riduzione dell'individuo a semplice statistica.
L'iniziativa, sostenuta dal Comune di Verona e dall'Assessore all’istruzione Elisa La Paglia, si propone di trasformare l'istituzione scolastica in un luogo di partecipazione e responsabilità collettiva. Attraverso il confronto con 90 organizzazioni internazionali, la Biennale mira a promuovere un'educazione egualitaria che valorizzi le capacità individuali e il pensiero critico, strumenti essenziali per costruire una cittadinanza attiva e consapevole.
Le pedagogie attive e la sfida della ri-umanizzazione
Il cuore pulsante della Biennale risiede nel richiamo alle pedagogie attive sviluppatesi nel Novecento, tra cui il pensiero di John Dewey, l'impegno di Janusz Korczak e la pedagogia di Célestin Freinet. Questi approcci si oppongono radicalmente a una visione della scuola puramente tecnica, puntando invece sulla valorizzazione del bambino e dell'adolescente come soggetti attivi del proprio percorso di crescita. L'obiettivo dichiarato è quello di identificare azioni concrete basate sull'Éducation Nouvelle per rispondere alle esigenze specifiche di persone e territori.
Il programma prevede una struttura densa e operativa, composta da 60 atelier, 40 testimonianze e 22 dibattiti che si svolgeranno tra Palazzo della Gran Guardia e il Liceo Montanari. La partecipazione è regolamentata da limiti precisi per garantire la qualità degli scambi: un massimo di 18 partecipanti per ogni atelier e 25 per ogni dibattito o testimonianza. Questa organizzazione mira a favorire un dialogo profondo e non solo una fruizione passiva delle informazioni.
Un programma di formazione pratica per il sistema scolastico
Per i docenti e il personale scolastico, la Biennale non rappresenta solo un convegno teorico, ma un'opportunità di formazione pratica e scambio di metodologie applicabili immediatamente. Gli atelier sono pensati per fornire strumenti operativi su temi critici che interessano direttamente la quotidianità delle scuole italiane, tra cui:
- La formazione specifica per gli insegnanti di sostegno;
- La didattica nella natura e l'uso del cibo come strumento educativo;
- La prevenzione della violenza di genere;
- L'insegnamento innovativo delle STEM;
- Il plurilinguismo come leva fondamentale per l'inclusione sociale.
Il sindaco di Verona, Damiano Tommasi, ha sottolineato come l'evento sia una preziosa occasione per interrogarsi sul ruolo della scuola e delle associazioni di educatori di fronte ai bisogni delle nuove generazioni. L'idea è che la scuola, in dialogo con il territorio, sia uno dei luoghi primari in cui si impara a vivere con gli altri, ad esercitare la propria libertà e ad assumersi responsabilità collettive.
Cosa cambia concretamente per docenti e personale ATA
La partecipazione alla Biennale offre ai professionisti della scuola la possibilità di acquisire competenze trasversali e tecniche per gestire classi sempre più eterogenee. In particolare, i docenti potranno confrontarsi con esperienze internazionali per trovare soluzioni alla gestione della multiculturalità e alla digitalizzazione, portando nelle proprie aule strumenti di cooperazione educativa che contrastino l'isolamento didattico.
Per chi desidera partecipare, è fondamentale distinguere le modalità di accesso in base all'appartenenza alle reti organizzatrici:
- Membri delle reti FIT CEMEA, MCE e POLO: le chiavi di accesso ai form di iscrizione saranno comunicate direttamente dalle rispettive organizzazioni.
- Docenti ed educatori esterni: è necessario richiedere le modalità di iscrizione allo staff via email all'indirizzo convergence-italia@mce-fimem.it.
- Incontro pubblico del 29 ottobre: l'evento alla Gran Guardia è gratuito, ma richiede una previa registrazione obbligatoria.
| Evento / Attività | Dettagli Operativi |
|---|---|
| Data Inizio Evento | 29 ottobre 2026 |
| Data Fine Evento | 1° novembre 2026 |
| Luogo Principale | Palazzo della Gran Guardia e Liceo Montanari (Verona) |
| Partecipanti previsti | Oltre 400 educatori da 20 Paesi |
| Contenuti formativi | 60 atelier, 40 testimonianze, 22 dibattiti |
Sebbene i costi di partecipazione per i docenti non appartenenti alle reti organizzatrici non siano ancora stati ufficialmente comunicati, l'incontro pubblico del 29 ottobre rimane un punto di accesso gratuito per il pubblico interessato. La partecipazione attiva a questi incontri rappresenta un passo fondamentale per chiunque voglia promuovere una scuola aperta, capace di formare persone autonome, critiche e solidali.
Per approfondimenti sulle modalità di iscrizione e sui dettagli del programma, è possibile consultare il sito ufficiale della Biennale o contattare direttamente le organizzatrici tramite i canali istituzionali indicati.
FAQs
400 educatori da 20 Paesi a Verona per promuovere la democrazia nelle scuole
L'evento si svolge dal 29 ottobre al 1° novembre 2026. Il programma principale si terrà tra Palazzo della Gran Guardia e il Liceo Montanari, con un incontro pubblico gratuito previsto per il primo giorno alle ore 17:00.
L'evento è rivolto a docenti, pedagogisti e operatori sociali. Mentre i membri delle reti FIT CEMEA, MCE e POLO ricevono le chiavi di accesso direttamente dalle loro organizzazioni, gli altri professionisti devono richiedere le modalità di iscrizione via email a convergence-italia@mce-fimem.it.
Per garantire una partecipazione efficace e partecipativa, sono stati stabiliti dei limiti numerici: massimo 18 partecipanti per ogni atelier e un limite di 25 persone per ogni dibattito o testimonianza.
I partecipanti potranno acquisire strumenti operativi su temi urgenti come la didattica nella natura, l'uso del cibo come strumento educativo, la prevenzione della violenza di genere e l'insegnamento innovativo delle STEM e del plurilinguismo.