Chi: le scuole e le stazioni appaltanti coinvolte in progetti di laboratori scolastici. Cosa: l’Autorità Nazionale Anticorruzione ha stabilito il divieto di affidamenti diretti in caso di progetti complessi con più lotti. Quando: con il parere del 23 gennaio 2026. Dove: in Italia, per tutti gli enti pubblici che gestiscono progetti finanziati da fondi europei o nazionali. Perché: garantire trasparenza, legalità e evitare frazionamenti artificiosi che eludano le soglie di evidenza pubblica.
Contesto normativo e criticità operative
Nel quadro del nuovo Codice dei Contratti Pubblici (d.lgs. 36/2023), l’affidamento diretto dei laboratori scolastici rappresenta un nodo cruciale, specie per le opere complesse articolate in più lotti. L’ANAC, con il suo recente parere, ha chiarito come devono essere gestiti questi progetti, evidenziando il rischio di pratiche di frazionamento artificioso. Pur in assenza di un’istanza formale, le indicazioni dell’Autorità sono vincolanti e si integrano con le linee guida ministeriali, disegnando un perimetro preciso per l’affidamento corretto delle procedure.
Il principio di unitarietà nell’acquisizione di progetti complessi
Uno dei punti fondamentali emersi dal contesto normativo è il principio di unitarietà nella gestione e nell’affidamento dei laboratori professionalizzanti, specialmente quando si tratta di interventi caratterizzati da elevata complessità e articolazione. Questo principio mira a garantire che i lavori vengano affidati e gestiti come un’unica entità, evitando pratiche di frazionamento artificioso che potrebbero portare a distorsioni della concorrenza e a un utilizzo non trasparente delle risorse pubbliche. La normativa e le linee guida sottolineano, infatti, come le procedure di affidamento devono rispettare la natura complessiva dell’intervento, anche nei casi in cui si possano individuare più lotti o settori specializzati.
Per evitare il veto definitivo dell’ANAC, che ha espresso una posizione molto severa in merito, è indispensabile documentare dettagliatamente le ragioni alla base di ogni scelta di affidamento diretto. La complessità dei progetti e la loro caratterizzazione multidisciplinare devono essere valorizzate senza ricorrere al frazionamento artificioso, mantenendo coerenza con i principi di trasparenza, imparzialità e economicità previsti dalla normativa vigente. La corretta applicazione di queste regole è fondamentale per garantire la legittimità e la sostenibilità delle operazioni di affidamento, così come per prevenire eventuali contestazioni o ricorsi da parte degli enti vigilanti.
In conclusione, il quadro normativo impone un duplice obiettivo: da un lato, promuovere meccanismi di affidamento che rispettino i principi di conformità e trasparenza, dall’altro, evitare pratiche di frazionamento che possano compromette la regolarità e la legittimità delle procedure, conformemente alle linee guida dell’ANAC. La corretta gestione di queste delicate operazioni rappresenta quindi un elemento chiave per il buon funzionamento e la sostenibilità dei laboratori professionalizzanti nelle scuole.
Riferimenti all’articolo 14 del d.lgs. 36/2023
L’ANAC insiste sul fatto che, quando i fornitori e le forniture fanno parte di un unico progetto, è obbligatorio considerare l’intero valore stimato delle attività, anche se suddivise in più lotti. La suddivisione può essere ammessa solo a fini di agevolare le micro e piccole imprese, ma non deve risultare artificiosa per eludere le soglie di legge. Di conseguenza, se la somma delle parti supera i limiti previsti, l’intera acquisizione si configura come un unico intervento con soglia di rilevanza comunitaria.
Casistiche per progetti di laboratori scolastici
Per esempio, nel caso di progetti finanziati dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) “Scuola e competenze” 2021-2027, anche se arredi e attrezzature sono distinti e funzionalmente autonomi, devono essere trattati come parte di un’unica iniziativa di acquisizione. Questo comporta che la soglia di rilevanza europea si calcola considerando l’intero importo complessivo, inclusi tutti gli investimenti, al fine di rispettare correttamente le norme di affidamento pubblico.
Procedura corretta di affidamento
Valutazione del valore del progetto
Le stazioni appaltanti devono stimare correttamente il valore totale dell’intervento, escludendo l’IVA ma includendo eventuali opzioni o rinnovi contrattuali. Se il valore supera la soglia di 139.999,99 euro, l’affidamento diretto, ex art. 50, comma 1, lettera b) del Codice, è vietato e si devono seguire procedure alternative.
Scelta della modalità di affidamento
Se il valore è superiore alla soglia ma inferiore alla soglia europea, si procede tramite procedura negoziata senza bando, dopo aver consultato almeno cinque operatori economici. Se invece si supera la soglia europea, si deve bandire una gara pubblica, garantendo così trasparenza e concorrenza.
Indicazioni pratiche e criteri di selezione
Le condizioni di affidamento devono rispettare regole stringenti:
- Indagini di mercato: devono essere realizzate in modo accurato per individuare operatori qualificati;
- Divieto di sorteggio: il sorteggio e metodi casuali sono ammessi solo in casi eccezionali motivati;
- Criteri di selezione: devono essere oggettivi, basati su fatturato, esperienza o personale;
- Rotazione: vietato affidarsi necessariamente all’ultimo aggiudicatario, rispettando il principio di rotazione;
- Esclusione del click day: lo strumento di affidamento che ripete procedure in un breve lasso temporale è vietato per garantire trasparenza.
Raccomandazioni pratiche per le amministrazioni
Le stazioni appaltanti devono predisporre regolamenti interni per gestire le indagini di mercato e i criteri di selezione. La determina di affidamento deve essere motivata dettagliatamente, evidenziando la conformità alle soglie di legge e alle modalità di scelta dell’opportunità più idonea. Questo garantisce pratiche trasparenti e conformi ai principi di legalità.
Conclusioni
Il parere dell’ANAC del 23 gennaio 2026 rappresenta un chiaro monito contro pratiche di frazionamento artificioso nei progetti pubblici di investimento. La corretta gestione richiede una visione d’insieme e il rispetto delle soglie di evidenza pubblica, per assicurare trasparenza, concorrenza e legalità nei processi di affidamento di laboratori professionalizzanti e simili.
Riferimenti e approfondimenti
Per aggiornamenti tempestivi e approfondimenti sulle normative in ambito scolastico e di appalti pubblici, si consiglia di consultare le fonti ufficiali e le piattaforme specializzate sulle procedure di gare pubbliche e investimenti pubblici.
FAQs
Affidamento diretto per i laboratori professionalizzanti: il veto definitivo dell’ANAC — approfondimento e guida
L’ANAC ha vietato l’utilizzo dell’affidamento diretto per progetti complessi come i laboratori professionalizzanti con più lotti, promuovendo trasparenza e legalità nel rispetto del nuovo Codice dei Contratti Pubblici.
Il parere definitivo dell’ANAC risale al 23 gennaio 2026.
Per garantire trasparenza, legalità e prevenire pratiche di frazionamento artificioso che eludono le soglie di evidenza pubblica.
Le criticità includono il rischio di frazionamento artificioso e la difficoltà di rispettare il principio di unitarietà nelle procedure di affidamento.
Deve essere rispettato il principio di unitarietà, trattando i progetti come un’unica entità e documentando dettagliatamente le motivazioni dell’affidamento.
È fondamentale documentare dettagliatamente le ragioni dell’affidamento diretto e mantenere coerenza con principi di trasparenza, imparzialità ed economicità, evitando frazionamenti artificiosi.
Il frazionamento artificioso può portare al veto dell’affidamento, all’annullamento delle procedure e a possibili sanzioni per le enti coinvolti.
Rispettare le soglie di evidenza pubblica è essenziale per garantire trasparenza, concorrenza leale e legittimità nelle procedure di affidamento.