Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) ha ufficialmente reso operativa la piattaforma online dedicata alla presentazione delle domande per il nuovo bonus affitti genitori separati. Questa misura, introdotta con la Legge di Bilancio 2026, rappresenta un intervento strutturale volto a mitigare le criticità economiche che colpiscono le famiglie in fase di ristrutturazione, garantendo un supporto diretto a chi deve affrontare i costi di una nuova sistemazione abitativa dopo la separazione o il divorzio.
Il provvedimento mira specificamente a sostenere i genitori che, a seguito della scissione del nucleo familiare, non risultano assegnatari dell'abitazione di proprietà e sono costretti a sostenere canoni di locazione elevati, pur dovendo garantire il mantenimento dei figli. L'iniziativa è stata resa concreta dal decreto attuativo MIT-MEF del 14 settembre 2026, che ha definito i criteri tecnici, le soglie reddituali e le modalità di accesso, permettendo lo sblocco dei fondi da parte del MEF già confermato il 29 agosto scorso.
L'apertura della piattaforma è avvenuta oggi, 7 ottobre 2026, a partire dalle ore 12:00, segnando il passaggio dalla fase normativa a quella operativa. I beneficiari potranno accedere al contributo attraverso strumenti di identificazione digitale come SPID o CIE, rendendo la procedura esclusivamente telematica. La misura è stata pensata per rispondere a una domanda sociale crescente, fornendo una tutela economica che non dipende dall'ISEE, ma dalla verifica diretta della dichiarazione dei redditi.
Dettagli normativi e criteri di accesso al contributo abitativo
La misura prevede una dotazione finanziaria complessiva di 60 milioni di euro, ripartiti su un triennio che va dal 2026 al 2028, con un esborso annuo di 20 milioni di euro. Il contributo è destinato ai genitori legalmente separati o divorziati che abbiano almeno un figlio a carico di età inferiore ai 21 anni. Un requisito fondamentale è la titolarità di un contratto di locazione regolarmente registrato e intestato esclusivamente al richiedente, che deve inoltre dimostrare la regolarità rispetto agli obblighi di cura e mantenimento dei figli, inclusi gli eventuali assegni stabiliti in sede giudiziale.
Per quanto riguarda i parametri economici, il limite di reddito individuale stabilito è di 35.000 euro annui. Una particolarità significativa di questo bando è l'esclusione del parametro ISEE: la verifica della capacità reddituale avverrà sulla base dell'ultima dichiarazione dei redditi disponibile (IRPEF). Questo approccio semplifica la verifica per i nuclei familiari che potrebbero avere complessità nella composizione dell'indicatore ISEE, focalizzandosi invece sul reddito effettivo del genitore richiedente.
Esistono tuttavia delle causali di esclusione rigorose che il richiedente deve monitorare prima di procedere con l'invio della domanda:
- Non è possibile accedere al beneficio se il richiedente possiede altri immobili residenziali nello stesso Comune dell'abitazione familiare o in comuni limitrofi entro un raggio di 50 chilometri.
- Sono esclusi i soggetti che risultano assegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica (ERP).
- Il contributo non spetta a chi beneficia già di altri sussidi pubblici riconosciuti per analoghe finalità di sostegno abitativo.
Graduatoria e ripartizione delle risorse regionali
Data la dotazione finanziaria limitata, l'accesso al contributo avverrà tramite una graduatoria che assegnerà la priorità ai nuclei familiari in condizioni di maggiore vulnerabilità. Il decreto definisce criteri specifici per determinare il punteggio, dando maggior peso alla presenza di disabilità (del richiedente o dei figli), alla condizione di disoccupazione involontaria e alla residenza in contesti caratterizzati da alta tensione abitativa. Inoltre, il numero di figli a carico con meno di 21 anni costituirà un parametro determinante per la priorità.
La ripartizione dei fondi tra le diverse Regioni non sarà uniforme, ma basata su un incrocio di dati statistici e demografici. I criteri principali includono il numero medio di genitori separati o divorziati per territorio, il reddito medio regionale e la percentuale di Comuni ad alta tensione abitativa. Secondo le proiezioni attuali, le Regioni che potrebbero ricevere la quota maggiore di fondi sono la Lombardia, il Lazio e la Campania, a causa dell'elevata densità di nuclei familiari in queste condizioni e della pressione sui mercati immobiliari locali.
È importante sottolineare che, sebbene la platea stimata di beneficiari sia di circa 15.000 unità, tale numero rappresenta una proiezione e non garantisce la copertura per tutti i richiedenti. L'erogazione dei contributi avverrà in un'unica soluzione, seguendo rigorosamente l'ordine della graduatoria definitiva, con i primi pagamenti previsti entro la fine dell'anno 2026.
| Parametro | Dettaglio Tecnico |
|---|---|
| Tetto Massimo Contributo | 6.000 euro annui (corrispondenti a 500 euro/mese) |
| Copertura Spesa | 50% del canone di locazione versato |
| Limite Reddito Individuale | Fino a 35.000 euro annui (verifica IRPEF) |
| Requisito Età Figli | Almeno un figlio a carico sotto i 21 anni |
| Esclusione Immobiliare | Proprietà entro 50 km dall'abitazione familiare |
| Modalità Domanda | Esclusivamente telematica tramite piattaforma MIT |
Cosa cambia concretamente per i genitori e le famiglie
Per i genitori separati o divorziati, la novità principale risiede nella copertura economica diretta del 50% dell'affitto, che può arrivare fino a 500 euro mensili. Questo sostegno rappresenta un aiuto concreto per chi deve gestire contemporaneamente il costo di una nuova casa e gli obblighi di mantenimento verso i figli. La procedura semplificata, che non richiede l'ISEE, permette una verifica più rapida della situazione reddituale tramite la dichiarazione dei redditi.
Dal punto di vista operativo, i richiedenti devono assicurarsi che il contratto di locazione sia correttamente registrato e intestato al proprio nome. È fondamentale che la domanda venga presentata tempestivamente sulla piattaforma del MIT, poiché l'erogazione segue l'ordine di arrivo e i criteri di priorità stabiliti. Chiunque si trovi in una condizione di vulnerabilità (disoccupazione, disabilità o residenza in zone ad alta tensione abitativa) dovrebbe prestare particolare attenzione a documentare correttamente tali condizioni per scalare la graduatoria.
I dirigenti scolastici e gli uffici di segreteria potrebbero ricevere richieste di informazioni da parte di famiglie in difficoltà; è utile ricordare che la misura è gestita direttamente dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e non richiede interventi diretti da parte delle istituzioni scolastiche, se non per quanto riguarda l'eventuale supporto informativo ai genitori sui requisiti di età dei figli e sulla regolarità degli obblighi di mantenimento.
Punti critici e prossimi passi
Nonostante l'attivazione della piattaforma, la ripartizione esatta dei fondi tra le Regioni dipenderà dall'incrocio finale dei dati regionali sulla tensione abitativa e sul numero di genitori separati. I richiedenti sono invitati a monitorare i canali ufficiali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per eventuali aggiornamenti sull'avviso pubblico e sulle scadenze intermedie.
Sintesi delle azioni da intraprendere
- Verificare il rispetto del limite di reddito di 35.000 euro sulla dichiarazione IRPEF.
- Controllare la conformità del contratto di locazione (registrazione e intestazione).
- Accertarsi di non possedere immobili entro il raggio di 50 km dall'abitazione familiare.
- Accedere alla piattaforma MIT tramite SPID o CIE per inviare la domanda telematica.
FAQs
Bonus affitti genitori separati: attivata la piattaforma del MIT per il sostegno abitativo 2026-2028
Il contributo è destinato ai genitori legalmente separati o divorziati che non sono assegnatari dell'abitazione familiare e che hanno figli a carico fino al compimento dei 21 anni. È necessario che il genitore non possieda immobili nello stesso Comune o entro un raggio di 50 km dall'abitazione familiare e non sia beneficiario di alloggi di edilizia residenziale pubblica (ERP).
I beneficiari devono avere un reddito individuale annuo non superiore a 35.000 euro, verificato sulla base dell'ultima dichiarazione IRPEF disponibile invece che tramite ISEE. Il contributo copre il 50% del canone di locazione versato, con un tetto massimo di 6.000 euro all'anno, corrispondenti a 500 euro mensili.
Le domande sono aperte ufficialmente dal 7 ottobre 2026 e devono essere presentate esclusivamente in modalità telematica sulla piattaforma web del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT). Per accedere al portale è necessario utilizzare strumenti di identificazione digitale come SPID o CIE.
La graduatoria assegna priorità ai nuclei familiari con il maggior numero di figli under 21, alla presenza di figli con disabilità e alla condizione di disoccupazione involontaria. Vengono considerati anche i contesti geografici caratterizzati da alta tensione abitativa per determinare la ripartizione dei fondi.