Il divario linguistico in Italia: l’EF EPI 2025 evidenzia il calo delle competenze in inglese e le criticità del sistema scolastico
Il recente rilascio del rapporto EF English Proficiency Index (EF EPI) 2025 ha messo in luce una realtà preoccupante per il sistema educativo e professionale italiano. Secondo i dati raccolti da EF Education First, l'Italia ha registrato un calo significativo nella competenza della lingua inglese, scivolando alla 59ª posizione su un totale di 123 paesi e regioni analizzate. Questo posizionamento non solo riflette una regressione rispetto agli anni precedenti, ma colloca il Paese in una posizione di netto svantaggio rispetto ai partner europei, dove la capacità di comunicare in lingua straniera è diventata un asset fondamentale per la competitività economica e la mobilità internazionale.
Il documento, che si basa su test effettuati da oltre 2,2 milioni di adulti a livello globale nel corso del 2024, evidenzia come il Paese italiano abbia perso 15 punti rispetto alla rilevazione precedente. Nonostante il punteggio complessivo di 513 si mantenga leggermente al di sopra della media globale (488), la classificazione ufficiale assegna all'Italia un livello di Media Competenza. Il dato è particolarmente allarmante se analizzato nel contesto europeo, dove l'Italia occupa la 35ª posizione su 37, confermandosi, di fatto, come uno dei paesi con le performance linguistiche più deboli del continente.
Questa flessione non è un fenomeno isolato, ma sembra riflettere una difficoltà strutturale nel passaggio dalla comprensione passiva alla produzione attiva della lingua. Sebbene gli italiani mostrino ancora una discreta capacità di reading e listening, il rapporto sottolinea come il blocco comunicativo rimanga l'ostacolo principale. In un'epoca in cui l'accesso alle tecnologie emergenti, come l'intelligenza artificiale, e la cooperazione internazionale avvengono prevalentemente in inglese, questo ritardo rappresenta una criticità non solo didattica, ma anche di policy economica e sociale.
Analisi dei dati EF EPI 2025: tra eccellenze locali e criticità strutturali
L'edizione 2025 del rapporto introduce una novità metodologica fondamentale che potrebbe spiegare, in parte, la percezione di un peggioramento delle competenze. Per la prima volta, la valutazione non si limita alle abilità ricettive, ma include in modo strutturato le abilità produttive, ovvero la produzione orale (speaking) e scritta (writing). Questa inclusione, supportata da tecnologie basate sull'intelligenza artificiale sviluppate da Efekta Education Group, permette una valutazione più completa e rigorosa, che mette a nudo le reali lacune degli utenti che, pur riuscendo a leggere o ascoltare, faticano a articolare discorsi complessi o a redigere testi coerenti.
Analizzando i punteggi specifici per abilità, emerge una gerarchia netta delle competenze in Italia. La lettura si conferma come il punto di forza del Paese, raggiungendo quota 534, seguita dalla comprensione orale con 502 punti. Al contrario, la capacità di scrittura si ferma a 462, mentre l'espressione orale rappresenta il vero "collo di bottiglia" del sistema, crollando a soli 417 punti. Questo divario tra ciò che si comprende e ciò che si riesce a produrre è una delle caratteristiche distintive del panorama europeo, ma in Italia assume proporzioni particolarmente marcate, riflettendo una mancanza di immersione linguistica e di pratica attiva.
A livello territoriale, il rapporto evidenzia una forte disparità geografica. Nonostante il dato nazionale sia poco favorevole, alcune regioni e città mostrano performance di rilievo che meritano attenzione. Il Friuli-Venezia Giulia si posiziona come la regione con il miglior livello di inglese con un punteggio di 553, seguita dall'Emilia-Romagna (534) e dal Veneto (533). Tra i centri urbani, Bergamo guida la classifica nazionale con un solido 575 punti, seguita da Brescia (571) e Verona (567). Al polo opposto, la Calabria registra il punteggio più basso del Paese con 482, mentre Salerno chiude la graduatoria cittadina con 481 punti, evidenziando un divario Nord-Sud che persiste anche nelle competenze linguistiche.
Tendenze generazionali e impatto sui settori lavorativi
Un dato particolarmente rilevante riguarda la demografia dei partecipanti. Il rapporto EF EPI 2025 segnala che i risultati migliori in assoluto appartengono ai giovani adulti, con la fascia d'età 26-30 anni che tocca i 582 punti. Questo suggerisce che le nuove generazioni stiano incontrando maggiori difficoltà nella preparazione linguistica rispetto alle fasce d'età più mature, un segnale che dovrebbe preoccupare le istituzioni scolastiche e i decisori politici. La difficoltà crescente dei giovani nel padroneggiare l'inglese potrebbe avere ricadute dirette sulla loro futura occupabilità e sulla capacità di inserirsi in contesti lavorativi internazionali.
Dal punto di vista professionale, la padronanza dell'inglese continua a essere un driver di successo in settori specifici. I dati tracciano una mappa chiara: i professionisti dell'Information Technology (IT) e della consulenza dominano la classifica dei settori produttivi, con punteggi elevati che riflettono la necessità di una competenza linguistica fluida per gestire tecnologie e mercati globali. Al contrario, il rapporto evidenzia lacune pesanti in settori che dovrebbero avere una forte vocazione internazionale, come il Turismo e l'Ospitalità, che chiudono la lista mondiale dei settori con le competenze più basse, seguiti dal comparto No-profit e dalla Pubblica Amministrazione.
È interessante notare come, nonostante il calo generale, il gender gap nelle competenze linguistiche stia progressivamente diminuendo nella maggior parte dei Paesi analizzati. Questo indica una maggiore parità di accesso alla formazione linguistica tra uomini e donne, sebbene il percorso verso una competenza di livello "Alto" rimanga ancora lungo per la popolazione italiana media. La correlazione tra conoscenza della lingua e opportunità economiche è oggi più forte che mai, specialmente perché gli strumenti di intelligenza artificiale più avanzati vengono sviluppati e aggiornati prevalentemente in lingua inglese.
| Indicatore EF EPI 2025 | Dato Italia |
|---|---|
| Posizionamento Globale | 59° su 123 paesi |
| Posizionamento Europeo | 35° su 37 paesi |
| Punteggio Complessivo | 513 (Livello Medio) |
| Variazione Punteggio | -15 punti (rispetto al 2024) |
| Punteggio Lettura | 534 |
| Punteggio Comprensione Orale | 502 |
| Punteggio Scrittura | 462 |
| Punteggio Espressione Orale | 417 |
Risposta istituzionale e interventi nel sistema scolastico
Di fronte a questi dati, il Ministero dell'Istruzione ha già avviato azioni concrete per invertire la rotta. Già nell'agosto del 2023, è stato sottoscritto un protocollo d'intesa con la società EF Education volto a promuovere il potenziamento delle competenze linguistiche nelle scuole italiane. L'obiettivo principale è quello di fornire alle istituzioni scolastiche strumenti di rilevazione e percorsi formativi che permettano di monitorare e migliorare la padronanza della lingua inglese sin dalle prime fasi del percorso di studi.
L'iniziativa ministeriale prevede, tra le altre cose, la possibilità di far partecipare gli studenti del secondo ciclo di istruzione ai test di rilevazione sulla piattaforma dedicata. Questo strumento non serve solo a misurare il livello attuale, ma funge da diagnostica per orientare gli insegnanti verso metodologie didattiche più efficaci, specialmente per quanto riguarda lo speaking, che risulta essere il punto debole più critico. Inoltre, sono stati attivati programmi specifici per i percorsi per le competenze trasversali e per l'orientamento (PCTO) in diverse regioni chiave come Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Lazio e Campania.
Tuttavia, la comunità educativa solleva alcuni dubbi sulla reale causa del calo di 15 punti. Non è ancora del tutto chiaro se la regressione sia dovuta a una reale diminuzione delle competenze degli studenti o alla maggiore severità introdotta dai nuovi criteri di valutazione che includono le abilità produttive. In ogni caso, il dato conferma che il sistema scolastico italiano deve affrontare la sfida di passare da una didattica basata sulla comprensione passiva a una immersiva e orientata alla produzione attiva, necessaria per garantire ai giovani gli strumenti per affrontare un mercato del lavoro sempre più globalizzato.
Cosa cambia concretamente per le scuole e i docenti
Per i dirigenti scolastici e i docenti del secondo ciclo di istruzione, il rapporto EF EPI 2025 e il relativo protocollo ministeriale comportano azioni operative immediate. Le scuole interessate devono procedere alla registrazione sulla piattaforma dedicata per comunicare il referente di Istituto e permettere la verifica dell'infrastruttura informatica necessaria per la partecipazione ai programmi di rilevazione e ai percorsi PCTO.
In concreto, ciò significa che:
- Le scuole possono avviare la rilevazione della conoscenza della lingua inglese tramite il test EF Set per gli studenti del secondo biennio e dell'ultimo anno.
- I docenti possono accedere a percorsi formativi specifici e strumenti didattici per migliorare le abilità di speaking e writing.
- Le istituzioni possono integrare la valutazione linguistica nei percorsi di orientamento e PCTO, rendendo la competenza linguistica un requisito esplicito per l'inserimento lavorativo.
- È necessaria una verifica preventiva della connettività e dei dispositivi scolastici per garantire la partecipazione massiva dei ragazzi ai test online.
Per le famiglie, il dato sottolinea l'importanza di integrare il percorso scolastico con attività di immersione linguistica, come corsi di lingua o programmi di scambio, per colmare il divario tra la capacità di leggere testi e quella di sostenere conversazioni fluide, un requisito sempre più richiesto dalle aziende e dalle università internazionali.
Per approfondire i dati ufficiali e consultare il report completo, è possibile accedere al rapporto ufficiale EF EPI o visionare il fact sheet ufficiale sull'Italia.
FAQs
Il divario linguistico in Italia: l’EF EPI 2025 evidenzia il calo delle competenze in inglese e le criticità del sistema scolastico
Il calo di 15 punti e il passaggio alla 59ª posizione mondiale possono essere attribuiti alla nuova metodologia del test, che ora include le abilità produttive (speaking e writing) oltre alla semplice comprensione. Questa valutazione più rigorosa e completa evidenzia le difficoltà degli italiani nell'esprimersi oralmente e per iscritto.
Il report evidenzia forti differenze regionali, con il Friuli-Venezia Giulia che guida la classifica nazionale (553 punti) e Bergamo che si distingue come città eccellente. Al contrario, la Calabria registra il punteggio più basso del Paese con 482 punti, riflettendo un divario linguistico territoriale significativo.
Il protocollo mira a potenziare le competenze linguistiche nelle scuole attraverso la rilevazione della conoscenza dell'inglese tramite il test EF Set per gli studenti del secondo ciclo. Le istituzioni interessate devono registrarsi sulla piattaforma dedicata per verificare l'infrastruttura e comunicare il referente di Istituto.
Gli studenti del secondo biennio e dell'ultimo anno del secondo ciclo di istruzione possono partecipare ai test di rilevazione. Sono stati inoltre attivati programmi specifici per i percorsi PCTO in regioni come Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Lazio e Campania per supportare l'orientamento e le competenze trasversali.