Studente in carrozzina utilizza un laptop con libri impilati, simbolo di inclusione scolastica e nuove regole per la disabilità

Disabilità e inclusione scolastica: la transizione verso il certificato polifunzionale e le nuove regole

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La riforma della disabilità scolastica in Italia sta attraversando una fase di profonda metamorfosi normativa, segnata dal passaggio dal tradizionale modello medico verso un approccio biopsicosociale. Il cuore di questa trasformazione risiede nel Decreto Legislativo 62/2024, che mira a superare la frammentazione degli accertamenti sanitari per approdare a un sistema più unitario e funzionale, capace di descrivere non solo la patologia, ma soprattutto gli ostacoli ambientali e le possibilità di partecipazione dello studente.

Attualmente, il sistema scolastico italiano si trova in una complessa zona grigia di transizione, caratterizzata dalla sovrapposizione di tre diverse normative che possono generare confusione nei fascicoli degli studenti. Questa situazione crea un panorama eterogeneo dove, a seconda del periodo di emissione e del territorio di riferimento, le famiglie e le scuole possono trovarsi a gestire documenti profondamente differenti, rendendo necessaria una chiara distinzione tra le diverse fasi storiche e operative della normativa vigente.

Dalla Legge 104 al modello biopsicosociale: le tre fasi della certificazione

Per comprendere l'attuale scenario, è necessario distinguere le tre stagioni normative che hanno plasmato l'inclusione scolastica. La prima fase, nata con la Legge 104/1992, era rigorosamente ancorata al modello medico. In questo contesto, la distinzione tra l'accertamento generale della condizione e quello specifico per l'inclusione scolastica era netta: si trattava di due accertamenti diversi e separati, a cui si affiancavano strumenti tecnici come la diagnosi funzionale e il profilo dinamico funzionale per la progettazione didattica.

La seconda fase è stata introdotta dal Decreto Legislativo 66/2017, che ha avviato il cambio di paradigma verso il modello biopsicosociale. In questa visione, l'attenzione si sposta dalla patologia alla relazione tra la persona e l'ambiente. Questa transizione ha introdotto nuovi strumenti, come il certificato medico diagnostico-funzionale e l'estratto del verbale di accertamento, ma la loro applicazione non è avvenuta simultaneamente su tutto il territorio nazionale, creando le attuali disparità regionali.

La terza fase, rappresentata dal Decreto Legislativo 62/2024, introduce il concetto di condizione di disabilità al posto di "handicap". L'obiettivo finale è la centralità del certificato polifunzionale gestito dall'INPS, che dovrebbe contenere in un unico atto sia la condizione di disabilità che il bisogno di sostegno didattico. Tuttavia, come evidenziato dagli esperti, i decreti attuativi fondamentali per definire i criteri operativi e le fasce di intensità del sostegno sono ancora in fase di definizione.

Cronologia e territori: le diverse velocità della riforma

L'attuazione pratica della riforma ha mostrato velocità differenti a seconda delle regioni. In Lombardia, ad esempio, si è registrato un passaggio rilevante nell'attuazione del nuovo sistema nel giugno 2024. Per quanto riguarda la Sicilia, la data del 15 gennaio 2025 è stata indicata per una sperimentazione che, tuttavia, è stata immediatamente assorbita dalla disciplina del D.Lgs. 62/2024. Questa frammentazione temporale e geografica spiega perché, in molti fascicoli, si trovino ancora documenti appartenenti a regimi diversi.

Un punto critico riguarda il principio di non regressione dei diritti: la normativa garantisce che le nuove regole non possano ridurre i diritti già riconosciuti e certificati. Pertanto, le certificazioni già acquisite dalle famiglie non devono essere ricertificate e non vi è una revisione automatica del PEI in corso. La sfida attuale risiede nel raccordo tra il procedimento INPS e la scuola, le modalità del quale non sono ancora state pienamente definite dai decreti attuativi.

Fase NormativaRiferimento LegislativoCaratteristiche Principali
Modello MedicoLegge 104/1992Distinzione tra accertamento generale e scolastico; focus sulla patologia.
Modello BiopsicosocialeD.Lgs. 66/2017Relazione persona-ambiente; introduzione profilo di funzionamento.
Nuovo Sistema (Transizione)D.Lgs. 62/2024Condizione di disabilità; certificato polifunzionale INPS; focus sugli ostacoli.

Cosa cambia concretamente per docenti, famiglie e scuole

Per le famiglie, la novità principale è la stabilità: le certificazioni attuali restano valide e non è richiesta una nuova procedura immediata. Per le scuole, il passaggio al certificato polifunzionale mira a semplificare la burocrazia, ma è fondamentale ricordare che la scuola non è subordinata alla diagnosi clinica: la progettazione didattica rimane un atto educativo e non sanitario. Il ruolo del Gruppo di Lavoro Operativo (GLO) rimane centrale e protetto dalla giurisprudenza.

Per i docenti, la quantificazione delle risorse deve continuare a fondarsi sul progetto educativo-didattico e sui bisogni concreti dello studente nel contesto classe, non sulla mera etichetta clinica. Tuttavia, in assenza di decreti attuativi che definiscano i codici ICF per i domini dell'apprendimento e le fasce di intensità del sostegno, esiste il rischio di una discrezionalità interpretativa elevata, specialmente in contesti di scarsità di risorse.

In sintesi, la piena attuazione dei profili di funzionamento e dei nuovi strumenti di progettazione è prevista per il 2026. Fino ad allora, il monitoraggio dei decreti attuativi e la gestione della transizione verso le unità di valutazione di base dell'INPS rappresentano i prossimi passi fondamentali per garantire la continuità dei diritti degli studenti.

Punti critici e lacune normative da monitorare
  • Mancanza di criteri specifici per le fasce di intensità del sostegno.
  • Assenza di definizione dei codici ICF specifici per i domini dell'apprendimento scolastico.
  • Incertezza sui flussi di lavoro e sui fondi per le équipe multidisciplinari gestiti dall'INPS.
  • Rischio di "collo di bottiglia" amministrativo dovuto ai tempi lunghi di gestione dell'INPS.

È fondamentale che le scuole non considerino la diagnosi come un automatismo per l'assegnazione delle ore, ma mantengano la centralità del progetto educativo individuale, assicurando che ogni studente riceva il supporto necessario per superare gli ostacoli ambientali identificati nel nuovo modello.

FAQs
Disabilità e inclusione scolastica: la transizione verso il certificato polifunzionale e le nuove regole

Le certificazioni di disabilità già ottenute dalle famiglie scadono con la nuova riforma del D.Lgs. 62/2024?+

No, le certificazioni già acquisite dalle famiglie restano valide e non devono essere ricertificate grazie al principio di non retroattività. La riforma non prevede una revisione automatica dei PEI in corso, garantendo la continuità dei diritti già riconosciuti agli studenti.

Cosa si intende per "certificato polifunzionale" e come cambierà la gestione degli accertamenti?+

Il certificato polifunzionale, gestito dall'INPS, mira a sostituire la frammentazione attuale tra certificazioni sanitarie e scolastiche con un unico documento. Questo atto dovrà contenere sia la condizione di disabilità che il bisogno di sostegno didattico, passando dal modello medico a quello biopsicosociale.

La diagnosi clinica determina automaticamente il numero di ore di sostegno scolastico?+

No, non esiste un automatismo tra la diagnosi clinica e l'assegnazione delle risorse. La progettazione didattica rimane un atto educativo e la quantificazione del sostegno deve basarsi sui bisogni concreti dello studente nel contesto classe, come valutato dal Gruppo di Lavoro Operativo (GLO).

Quali sono le principali criticità attuali nella transizione verso le nuove regole?+

Attualmente manca la definizione dei decreti attuativi necessari per stabilire i criteri di intensità del sostegno e i codici ICF per l'apprendimento. Esiste inoltre il rischio di un "collo di bottiglia" presso l'INPS per quanto riguarda la gestione dei flussi di lavoro e dei fondi necessari.

Fonti consultate

Redazione Orizzonte Insegnanti
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