Il panorama della contrattazione collettiva nel settore scolastico italiano sta vivendo una svolta significativa con la presentazione della bozza del nuovo Contratto Collettivo Nazionale (CCNL) Scuola 2025-2027. Uno dei pilastri di questa riforma normativa riguarda il riconoscimento formale e strutturato per i docenti che si assumono l'onere di accompagnare gli studenti durante i viaggi di istruzione e le visite didattiche. Per la prima volta, il testo introduce la previsione di un compenso forfettario specifico, volto a tutelare i lavoratori della scuola che, fino ad oggi, hanno operato in un vuoto normativo riguardo alla retribuzione delle attività extracurricolari ad alto rischio.
Questa iniziativa nasce dalla necessità di dare un valore economico e giuridico alla responsabilità civile e penale che i docenti devono gestire durante le trasferte. Storicamente, l'attività di accompagnamento non godeva di un riconoscimento economico strutturato, portando spesso a situazioni di precarietà e stress professionale. La nuova proposta mira a trasformare una concessione discrezionale, che variava da istituto a istituto, in un diritto contrattuale nazionale, garantendo una maggiore equità e trasparenza nel riconoscimento del lavoro svolto al di fuori dell'orario di insegnamento ordinario.
Dalla retribuzione oraria alla gestione del rischio legale
Per comprendere l'entità del cambiamento, è necessario analizzare il quadro normativo precedente. Fino a poco tempo fa, le attività di accompagnamento venivano spesso inquadrate all'interno delle ore aggiuntive non di insegnamento. Secondo la Tabella oraria del CCNL scuola 2019/2021, tali ore erano retribuite con una cifra di 19,25 euro lordi l'ora, ma tale calcolo non riusciva quasi mai a coprire l'effettivo carico di lavoro della sorveglianza in trasferta, che può estendersi per molte ore consecutive.
La nuova bozza del CCNL 2025-2027 sposta il focus dal semplice conteggio delle ore alla natura della responsabilità assunta dal docente. Il percorso verso questa riforma è stato lungo e segnato da diverse tappe cruciali: il 28 settembre 2026, la bozza della parte giuridica del nuovo contratto è stata ufficialmente presentata al tavolo ARAN. Già dal giorno successivo, il 29 settembre 2026, le analisi sindacali hanno iniziato a delineare i dettagli tecnici, evidenziando come la gestione delle risorse debba passare attraverso il Fondo delle istituzioni scolastiche (FIS).
Questo passaggio è fondamentale perché definisce la "fonte" dei fondi: non si tratta di nuove risorse stanziate dallo Stato, ma di una ripartizione di fondi già esistenti, il che solleva interrogativi sulla sostenibilità del provvedimento nel lungo periodo. Il contesto storico della protesta è invece molto chiaro. Negli ultimi quindici anni, i docenti hanno operato senza alcuna diaria giornaliera per le missioni, sia nazionali che estere. La cancellazione della precedente indennità di missione è avvenuta con la Legge 266/2005 (Finanziaria 2006) per il territorio nazionale, mentre la Legge 122/2010 (Decreto di stabilizzazione finanziaria) ha eliminato la diaria per le missioni all'estero.
Questi tagli hanno creato un divario crescente tra l'impegno richiesto e la tutela economica fornita, portando a forme di protesta radicali, come il boicottaggio civile verificato presso il Liceo Galilei di Trento, dove i docenti hanno richiesto condizioni di lavoro più dignitose e sicure.
Il nodo delle risorse e il rischio dell'effetto zero
Nonostante il favore generale dei sindacati (come FLC CGIL e UIL) verso il principio del riconoscimento del compenso, permangono forti preoccupazioni tecniche legate alla sostenibilità economica. Il punto critico risiede nel fatto che il compenso per gli accompagnatori non avrà un importo fisso stabilito a livello nazionale, ma dovrà essere definito nella contrattazione integrativa di ogni singola istituzione scolastica. Questo significa che ogni scuola dovrà decidere quanto destinare a questa voce, sottraendo risorse dal Fondo per il miglioramento dell'offerta formativa (FMOF).
I numeri del FMOF per l'anno 2025/2026 sono significativi: si parla di un totale di 847,36 milioni di euro lordi, di cui 559,5 milioni sono destinati proprio al FIS. Poiché il FIS finanzia anche i progetti del PTOF, le funzioni strumentali, i corsi di recupero e le ore eccedenti, l'inserimento di una nuova voce di spesa per i viaggi d'istruzione potrebbe generare quello che i sindacati definiscono un "effetto zero". In altre parole, se non vengono stanziate nuove risorse nazionali specifiche, il pagamento del compenso per i docenti accompagnatori potrebbe andare a scapito di altri progetti didattici già avviati o di altre necessità strutturali della scuola.
Le organizzazioni sindacali chiedono quindi al Governo di trovare coperture finanziarie esterne al Fondo per evitare che il nuovo diritto contrattuale si traduca in una sottrazione di fondi per la didattica ordinaria. La sfida per le direzioni scolastiche sarà proprio questa: bilanciare il riconoscimento del diritto dei docenti con la necessità di mantenere attivi i servizi e i progetti formativi previsti dal piano triennale dell'istituto. La bozza attuale, pur essendo un passo avanti storico, lascia aperta la questione della priorità di pagamento in caso di bilanci scolastici in sofferenza.
| Aspetto | Dettaglio |
|---|---|
| Data presentazione bozza | 28 settembre 2026 (Tavolo ARAN) |
| Oggetto della novità | Compenso forfettario per accompagnatori viaggi/visite didattiche |
| Fonte di finanziamento | Fondo delle istituzioni scolastiche (FIS) |
| Entità dell'importo | Da definire nella contrattazione integrativa d'istituto |
| Riferimenti normativi precedenti | Tabella oraria CCNL 2019/2021 (19,25 €/ora lordi) |
| Rischi identificati | Riduzione fondi per PTOF e corsi di recupero (effetto zero) |
Cronologia e prossimi passi della trattativa
Il percorso normativo è attualmente in una fase di perfezionamento tecnico. Dopo la presentazione della bozza di settembre 2026, il mese di ottobre 2026 vedrà la ripresa dei tavoli tecnici dedicati alla definizione delle modalità di applicazione. In questa fase, i soggetti coinvolti dovranno stabilire non solo il principio del compenso, ma anche le modalità di calcolo e i criteri di ripartizione delle risorse. È fondamentale che il testo finale chiarisca se esistano criteri minimi di proporzionalità basati sul numero di studenti o sulla durata della trasferta.
Una volta approvato il testo del CCNL nazionale, la fase successiva sarà quella della contrattazione integrativa d'istituto. Sarà in questo momento che le scuole, attraverso i propri organi collegiali e le direzioni, stabiliranno le cifre esatte del compenso forfettario. Questo passaggio è cruciale perché la variabilità economica dipenderà direttamente dalla solidità del bilancio scolastico di riferimento. Per i docenti, ciò significa che il diritto sarà garantito dalla norma nazionale, ma la "quantità" del riconoscimento dipenderà dalla capacità di gestione economica della singola scuola.
Cosa cambia concretamente per i docenti e le scuole
Per il docente accompagnatore, il cambiamento principale è il passaggio da una "concessione" a un diritto contrattuale. Non sarà più necessario negoziare ogni singola uscita con la dirigenza, poiché la voce sarà presente nel contratto nazionale. Tuttavia, la procedura operativa dovrà essere rigorosamente seguita per garantire la validazione del pagamento. Una volta approvato il testo, il docente dovrà:
- Richiedere formalmente la conferma dell'incarico alla dirigenza scolastica;
- Scaricare il modulo di nomina specifico dal portale scolastico dedicato;
- Compilare accuratamente i dati relativi alla responsabilità civile e al numero esatto di studenti accompagnati;
- Consegnare la documentazione completa alla segreteria per la validazione e l'inserimento in busta paga.
Per le scuole e le direzioni, la novità implica una gestione più complessa del Fondo delle istituzioni scolastiche (FIS). Le direzioni dovranno pianificare annualmente la ripartizione delle quote assegnate, decidendo quali progetti didattici mantenere e quali sacrificare per coprire i nuovi compensi dei docenti. È probabile che si verifichino delle scelte di priorità, specialmente in istituti con bilanci ridotti, dove il pagamento dei viaggi d'istruzione potrebbe entrare in competizione con le ore di recupero o con le funzioni strumentali.
In sintesi, la bozza del CCNL 2025-2027 rappresenta un passo avanti storico verso la tutela della dignità professionale dei docenti. Sebbene il nodo delle risorse rimanga una sfida aperta, il riconoscimento della responsabilità legale come fattore retributivo segna la fine di un lungo periodo di lavoro gratuito e non riconosciuto, portando la scuola verso un modello di gestione delle attività extracurricolari più equo e strutturato.
Limiti e incertezze del provvedimento
È importante sottolineare che, ad oggi, non è ancora fissato un importo minimo garantito a livello nazionale. La cifra finale potrebbe risultare simbolica in scuole con scarse risorse, rendendo il diritto contrattuale parzialmente inefficace dal punto di vista economico. Inoltre, non è ancora chiaro come verranno gestite le priorità di pagamento in caso di bilanci in sofferenza, un punto che potrebbe generare tensioni tra le diverse attività didattiche e formative previste dal PTOF.
Il monitoraggio dei tavoli tecnici di ottobre 2026 sarà quindi essenziale per capire se verranno inseriti dei criteri di "pavimento" o se la discrezionalità delle scuole rimarrà totale. Per ora, la notizia principale è la vittoria del principio: la responsabilità del docente non è più un onere invisibile, ma una voce contrattuale da riconoscere.
FAQs
Docenti accompagnatori nei viaggi di Istruzione: la bozza del CCNL 2025-2027 e il nuovo compenso per la responsabilità
La bozza introduce per la prima volta un compenso forfettario specifico per i docenti che si assumono la responsabilità civile e penale durante i viaggi di istruzione e le visite didattiche. Questa misura mira a trasformare un riconoscimento finora discrezionale in un diritto strutturale, coprendo l'onere delle attività extracurricolari che non godevano di una retribuzione specifica.
Le risorse per il pagamento del compenso forfettario saranno prelevate dal Fondo delle istituzioni scolastiche (FIS). Poiché non sono previste nuove risorse nazionali dedicate, i sindacati avvertono che tali somme potrebbero essere sottratte ad altri progetti scolastici come il PTOF, le funzioni strumentali o i corsi di recupero.
No, il testo non fissa un importo minimo garantito a livello nazionale. La cifra esatta dovrà essere definita attraverso la contrattazione integrativa di ogni singola istituzione scolastica, rendendo il compenso variabile in base ai bilanci e alle disponibilità economiche di ogni singolo istituto.
Una volta approvato il testo, il docente dovrà richiedere la conferma dell'incarico alla dirigenza e scaricare il modulo di nomina dal portale scolastico. Successivamente, sarà necessario compilare i dati sulla responsabilità e il numero di studenti, consegnando la domanda alla segreteria per la validazione in busta paga.