In vista del prossimo rientro scolastico, la Cisl Lazio e la Cisl Scuola Lazio hanno formalizzato una richiesta di incontro urgente rivolta al Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, e all’assessore regionale alla Scuola e al Lavoro, Alessandro Calvi. L'obiettivo primario di questa iniziativa è affrontare la criticità strutturale legata alle temperature elevate all'interno degli edifici scolastici regionali, che rischiano di rendere gli ambienti di apprendimento insostenibili per studenti e personale.
La preoccupazione dei sindacati nasce da un dato statistico allarmante: il Lazio registra attualmente il tasso più basso di edifici scolastici dotati di sistemi di climatizzazione in tutta Italia, con una copertura che si attesta solo all'1,6%. Questa carenza infrastrutturale, denunciata con forza dai segretari generali Enrico Coppotelli e Michele Sorge, solleva gravi dubbi sulla qualità dell'apprendimento e sul benessere psicofisico della comunità scolastica, specialmente in un periodo climatico caratterizzato da ondate di calore sempre più frequenti e intense.
Il problema non è solo una questione di comfort, ma una vera e propria emergenza sanitaria e didattica. Le segnalazioni ricevute dai sindacati evidenziano come, durante le scorse settimane, diverse aule siano diventate ambienti ostili, con ripercussioni dirette sulla capacità di concentrazione degli alunni e sulla salute dei docenti e del personale ATA. La richiesta di incontro mira a sollecitare la Regione a definire un piano d'azione immediato che vada oltre le semplici dichiarazioni, puntando su investimenti concreti per la messa in sicurezza termica delle strutture.
Il divario infrastrutturale: il Lazio all'ultimo posto nazionale
L'analisi dei dati forniti da Cittadinanzattiva e dal Ministero dell'Istruzione evidenzia un paradosso geografico che non segue la classica frattura Nord-Sud, ma riflette scelte amministrative divergenti nel periodo post-pandemico. Mentre il patrimonio scolastico nazionale dispone di impianti di climatizzazione o ventilazione solo nel 7,42% dei casi, la situazione nel Lazio è particolarmente critica: meno di una scuola su cinquanta è dotata di sistemi adeguati.
A confronto, la regione Marche guida la classifica nazionale con il 26,4% di edifici climatizzati, seguita dalla Sardegna (15,7%) e dal Veneto (9,7%). La disparità tra il Lazio e le altre regioni sottolinea come la mancanza di impianti non sia un limite intrinseco del territorio, ma il risultato di una carenza di interventi strutturali mirati. Questa situazione ha già prodotto conseguenze tangibili: a giugno 2026, diverse commissioni durante gli esami di Stato hanno dovuto sospendere le prove a causa dei malori da caldo subiti dagli studenti.
Un elemento fondamentale da sottolineare è il paradosso del Pnrr. Nonostante il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza abbia destinato circa 4,2 miliardi di euro alla riqualificazione scolastica, la climatizzazione estiva è stata esplicitamente esclusa dagli obiettivi finanziabili. Le risorse sono state concentrate su adeguamenti sismici, efficienza energetica per la riduzione delle emissioni e sostituzione edilizia, lasciando il raffrescamento delle aule in una zona grigia normativa e finanziaria.
La responsabilità del dirigente e il vuoto normativo sulle soglie termiche
Dal punto di vista giuridico, la gestione del microclima nelle scuole si muove in un terreno complesso. Il Decreto Legislativo 81/2008 impone al datore di lavoro — che nelle scuole statali coincide con il Dirigente Scolastico — l'obbligo generale di valutare i rischi per la salute, inclusi quelli legati alle condizioni ambientali. Tuttavia, la normativa vigente non fissa soglie termiche obbligatorie specifiche per le aule scolastiche.
I valori di riferimento comunemente citati, come la fascia 24-27 gradi per il periodo estivo, derivano dalla norma tecnica UNI EN ISO 7730, che però non possiede valore normativo cogente. Questa lacuna rende la responsabilità del dirigente scolastico generica e priva di strumenti operativi certi, poiché non esistono parametri di legge che obblighino l'intervento immediato in caso di superamento di determinate temperature, nonostante il rischio evidente per la salute degli studenti.
Secondo le rilevazioni del Centro Studi Tortuga, tra il 2022 e il 2025, le temperature in classe hanno superato i 26 gradi nel 10% dei giorni di lezione. Questa costante esposizione al caldo, unita alla mancanza di budget dedicati, mette i presidi in una posizione di estrema difficoltà operativa, costretti a gestire classi in condizioni critiche senza poter disporre di strumenti tecnici per il raffreddamento.
Cosa cambia concretamente per docenti, famiglie e istituzioni
L'attuale scenario impone diverse azioni e consapevolezze per gli attori del sistema scolastico:
- Per i docenti e il personale ATA: È necessario un monitoraggio costante dello stato di salute degli studenti e la gestione della didattica in condizioni termiche critiche. Il rischio di sospensione delle lezioni per malori da caldo diventa una variabile quotidiana che può compromettere la programmazione didattica.
- Per le famiglie: È fondamentale segnalare attivamente le criticità degli istituti tramite le campagne sindacali, come il "Ritorno a scuola col bollino rosso" lanciato da Usb Scuola, per sollecitare interventi urgenti sulle strutture più degradate.
- Per le istituzioni: La mancata copertura del Pnrr sposta la responsabilità della manutenzione e del raffrescamento sulla Legge di Bilancio 2027 e sulle risorse dirette delle Regioni e dei Comuni.
In questo contesto, la Legge di Bilancio 2027 è identificata come l'unica finestra normativa utile per inserire poste di spesa dedicate al raffrescamento e, auspicabilmente, per fissare soglie termiche obbligatorie che diano ai dirigenti scolastici parametri certi su cui agire.
| Aspetto | Dettaglio |
|---|---|
| Tasso Climatizzazione Lazio | 1,6% (Il più basso d'Italia) |
| Tasso Climatizzazione Marche | 26,4% (Leader nazionale) |
| Fondi Pnrr Scolastico | ~4,2 miliardi (Escludono il raffrescamento) |
| Riferimento Normativo | D.Lgs 81/2008 (Valutazione rischi generica) |
| Soglie di riferimento | 24-27°C (Norma UNI EN ISO 7730 - non cogente) |
Interventi locali e prospettive future
Nonostante il quadro regionale sia critico, si registrano alcune iniziative locali. Il Comune di Roma ha annunciato un investimento di 6 milioni di euro per dotare gli nidi della Capitale di condizionatori, con una partenza prevista nei prossimi mesi. Inoltre, è in fase di sviluppo il maxi progetto "Scuole Verdi" da 850 milioni di euro, destinato a oltre mille istituti romani. Tuttavia, come sottolineato dall'Anp, questi interventi devono essere accompagnati da un aumento dei kilowattora e dal rifacimento degli infissi fatiscenti per evitare il tilt delle strutture.
Le scadenze imminenti per il rientro scolastico — con anticipi previsti in molti istituti già dal 10 settembre e la data ufficiale del 15 settembre — rendono la richiesta della Cisl ancora più pressante. Senza un piano strutturale che integri interventi edilizi e dotazioni tecnologiche, il rischio è che il sistema scolastico laziale continui a operare in condizioni di fragilità climatica, con costi elevati sulla salute pubblica e sulla qualità della formazione.
Al momento, non esistono ancora tempistiche certe per l'avvio degli interventi comunali sui nidi di Roma, né sono disponibili fondi immediati per il raffrescamento delle scuole superiori, rendendo la Legge di Bilancio 2027 il punto di svolta fondamentale per il futuro degli edifici scolastici nel Lazio.
FAQs
Emergenza caldo nelle scuole del Lazio: la Cisl chiede un piano d'azione urgente al Presidente Rocca
Il Lazio registra il tasso più basso d'Italia, con solo l'1,6% degli edifici scolastici dotati di impianti di climatizzazione. Questa criticità ha portato la Cisl a richiedere un incontro urgente con la Regione per affrontare l'emergenza caldo in vista del rientro scolastico.
Attualmente non esistono soglie termiche cogenti fissate per legge, rendendo la responsabilità del dirigente scolastico generica ai sensi del D.Lgs 81/2008. Sebbene la norma UNI EN ISO 7730 suggerisca valori tra i 24 e i 27 gradi, tali indicazioni non hanno valore normativo vincolante.
Nonostante il PNRR destini circa 4,2 miliardi di euro alla riqualificazione scolastica, il piano esclude esplicitamente la climatizzazione estiva dagli obiettivi finanziabili. Di conseguenza, la responsabilità degli interventi si sposta sulla Legge di Bilancio 2027 e sulle risorse dirette di Regioni e Comuni.
Le famiglie possono segnalare attivamente le situazioni critiche tramite le campagne sindacali, come quella del "bollino rosso" per gli istituti senza garanzie di sicurezza. Inoltre, la Rete degli studenti medi del Lazio sta avviando una ricognizione specifica per raccogliere segnalazioni dirette sulle condizioni termiche più gravi.