La sentenza del Tar del Veneto: un'interpretazione educativa della bocciatura
Il Tribunale Amministrativo Regionale del Veneto, con la sentenza n.1723/2025 depositata il 6 ottobre, ha ribadito un principio fondamentale: “Giudicare non è punire, ma permettere di crescere”. La decisione di bocciare uno studente di liceo non deve essere vista come una punizione, bensì come una scelta educativa finalizzata a rafforzare le basi del percorso formativo dello studente stesso.
Il caso di una studentessa bocciata nel 2024-2025
Durante l'anno scolastico 2024-2025, una studentessa del terzo anno di un liceo economico-sociale è stata respinta dal passaggio all’anno successivo. La decisione del Consiglio di classe, unanime nello scrutinio finale, si basava su valutazioni insufficienti in discipline chiave come Italiano e Inglese. Nonostante siano stati attivati interventi di recupero e supporto pedagogico, le carenze riscontrate sono state giudicate tali da compromettere la promozione.
Valutazione delle criticità e risultati delle prove
- Le prove di recupero comprendevano cinque verifiche in Italiano e quattro in Inglese.
- Le verifiche sono risultate insufficienti, determinando la bocciatura.
- La studentessa ha deciso di impugnare la decisione presso il Tar, chiedendo l’annullamento degli atti.
La posizione del Tar e le motivazioni della sentenza
Il Tar del Veneto ha analizzato il quadro normativo, richiamando il DPR 122/2009: per promuovere l’allievo, è necessario raggiungere almeno 60/100 in ciascuna disciplina e nel comportamento. La valutazione finale di non ammissione, quindi, rientra in una discrezionalità tecnica affidata alle scuole.
Il ruolo delle valutazioni e le competenze del giudice
I giudici hanno sottolineato che il giudizio di non ammissione deve basarsi esclusivamente sul livello oggettivo di preparazione dello studente. Le eventuali carenze degli strumenti di supporto o delle azioni di aiuto attuate dalla scuola non devono compromettere la validità della valutazione, purché non abbiano effettivamente impedito il percorso di apprendimento.
Comunicazione dei risultati e rispetto delle norme
Il tribunale ha evidenziato che la comunicazione degli esiti tramite il registro elettronico rappresenta un adempimento corretto e sufficiente per adempiere agli obblighi informativi rivolti alle famiglie.
Valore educativo della bocciatura secondo il TAR
Il principio fondamentale sottolineato dalla sentenza è che la mancata promozione non costituisce una punizione, bensì uno strumento che permette allo studente di colmare le lacune e di proseguire con un bagaglio di conoscenze più solido. Questo approccio mira a favorire una crescita personale e formativa più consapevole e duratura.
FAQs
La scuola come strumento di crescita: il ruolo della valutazione educativa secondo il Tar
Il Tar ha evidenziato che giudicare non è punire, ma favorire la crescita dello studente. La bocciatura, in questo contesto, rappresenta una scelta educativa finalizzata a rafforzare le competenze e le conoscenze, piuttosto che una semplice sanzione disciplinare.
Il principio è che “Giudicare non è punire, ma permettere di crescere”. La valutazione e le decisioni di bocciatura devono sostenere lo sviluppo personale dello studente, non essere viste come sanzioni punitive.
Il Tar la considera una scelta finalizzata a garantire che lo studente acquisisca basi solide, considerando la bocciatura come un'opportunità di recupero e di crescita, piuttosto che come una punizione definitiva.
Il Tar si rifà al DPR 122/2009, che stabilisce che per essere promossi, gli studenti devono raggiungere almeno 60/100 in tutte le discipline e nel comportamento. La bocciatura risulta da valutazioni obiettive e discrete, non da punizioni.
La sentenza sottolinea che le valutazioni devono essere oggettive e basate sul livello reale di preparazione dello studente. Eventuali carenze strutturali o supporti insufficienti non devono condizionare la validità delle decisioni, purché non ostacolino effettivamente il percorso di apprendimento.
Il giudice interviene solo verificando che la valutazione sia stata effettuata secondo criteri oggettivi e consolidati, senza entrare nel merito pedagogico o didattico, lasciando alle scuole la discrezionalità tecnica.
Il Tar ha riconosciuto che la comunicazione tramite il registro elettronico rappresenta un adempimento adeguato e sufficiente per informare le famiglie, contribuendo alla trasparenza e alla correttezza delle procedure.
Perché permette allo studente di individuare le proprie lacune, lavorare sulle aree di miglioramento e proseguire con una preparazione più solida. La bocciatura diventa così un’opportunità di sviluppo personale, non una sanzione punitiva.
Il messaggio principale è che l’educazione e la valutazione devono favorire la crescita personale e competente degli studenti, e non infliggere punizioni, ma offrire opportunità di miglioramento.
La scuola può investire in strumenti di supporto, recupero e comunicazione trasparente, riorganizzando la valutazione come un momento di crescita e di collaborazione tra insegnanti, studenti e famiglie.