Il 4 settembre 2026 segna un momento di rilevanza storica per la politica nazionale: il Governo Meloni diventa ufficialmente il più longevo della storia della Repubblica Italiana. Superando il precedente primato di 1.412 giorni detenuto dal secondo governo Berlusconi, l'esecutivo attuale raggiunge la soglia dei 1.413 giorni di attività ininterrotta.
Questo traguardo non è stato presentato come un semplice dato cronologico, ma come la prova di una stabilità istituzionale necessaria per dare continuità alle politiche pubbliche e alla programmazione nazionale. In questa cornice, la Premier ha definito la longevità del governo come un dato accolto con gratitudine e senso di responsabilità, sottolineando come la stabilità sia la condizione che consente alla Nazione di mantenere gli impegni presi.
In occasione di questo primato, il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha presentato un bilancio dei risultati focalizzato sul settore scolastico. Il documento evidenzia un percorso di riforme strutturali avviato nel settembre 2022, volto a contrastare il calo delle competenze e a migliorare il benessere degli studenti, trasformando la stabilità di governo in una condizione operativa per attuare riforme di lungo periodo, con particolare attenzione alla "Cittadinanza Digitale" e al contrasto dell'abbandono scolastico.
Le riforme strutturali e il contrasto al fenomeno dell'abbandono scolastico
Uno dei pilastri del bilancio presentato dal Ministro Valditara riguarda il miglioramento dei tassi di scolarizzazione e la riduzione dei fenomeni di esclusione. I dati ufficiali mostrano una riduzione significativa del tasso di abbandono scolastico, che è passato dall'11,5% registrato nel 2022 al 7,3% nel 2026.
Questo miglioramento è il risultato di una strategia che ha combinato investimenti infrastrutturali con interventi mirati sul territorio, inclusi i fondi destinati alle regioni del Sud e del Nord per il rafforzamento delle competenze. Parallelamente, il Ministero ha monitorato con attenzione il gap delle competenze nelle discipline fondamentali, registrando un calo delle competenze non raggiunte in italiano, matematica e inglese, scese dal 9,7% al 6,3% in meno di quattro anni.
Per sostenere questo obiettivo, il governo ha promosso una vera e propria "rivoluzione della matematica" e l'introduzione di programmi di potenziamento della grammatica, del latino alle scuole medie, della calligrafia e delle poesie a memoria. Sul fronte degli investimenti, il piano di azione ha previsto l'impiego di oltre 1 miliardo di euro per l'Agenda Sud e Nord, oltre a un altro miliardo di euro destinato alla costruzione di nuove palestre. Inoltre, i fondi del PNRR sono stati fondamentali per la ristrutturazione di oltre 10.000 istituti scolastici, garantendo ambienti di apprendimento più sicuri e moderni.
La gestione della tecnologia e il divieto degli smartphone
Un tema centrale della gestione scolastica degli ultimi anni è stato il contrasto all'uso eccessivo e improprio dei dispositivi elettronici. La Circolare MIM n. 3392 del 16 giugno 2025 ha rappresentato il punto di svolta, estendendo il divieto di utilizzo dello smartphone durante l'attività didattica e in orario scolastico agli studenti del secondo ciclo di istruzione. Questa misura si aggiunge alla precedente Nota ministeriale n. 5274 del 2024, che aveva già regolamentato il primo ciclo.
La decisione di limitare l'uso dei cellulari si fonda su solide evidenze scientifiche e rapporti internazionali. Il Ministero ha citato lo studio dell'OCSE del 2024, "From decline to revival", che mette in correlazione l'uso eccessivo di social media con il calo del rendimento scolastico e la necessità di politiche educative che favoriscano la crescita del capitale umano. Anche l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l'Istituto Superiore di Sanità hanno confermato come la dipendenza dai social media possa influenzare negativamente il sonno, la concentrazione e le relazioni sociali degli adolescenti.
L'intervento ministeriale mira a proteggere il benessere cognitivo degli studenti, riducendo il tempo di connessione alla rete durante le ore di lezione. Tuttavia, la normativa prevede delle eccezioni specifiche per garantire l'inclusività e la funzionalità didattica. L'uso dello smartphone rimane consentito esclusivamente per:
- Finalità didattiche strettamente funzionali, in particolare nel settore tecnologico;
- Supporto agli alunni con disabilità, nel quadro dei PEI (Piano Educativo Individualizzato) o dei PDP (Piano Didattico Personalizzato);
- Motivate necessità personali degli studenti.
Cosa cambia concretamente per le scuole e il personale
L'attuazione di queste norme comporta obblighi operativi precisi per le istituzioni scolastiche. I Dirigenti scolastici e i Coordinatori didattici sono chiamati ad aggiornare i regolamenti interni e il Patto di corresponsabilità educativa, definendo le misure organizzative per garantire il rispetto del divieto. Questo significa che ogni scuola dovrà individuare procedure chiare per la gestione dei dispositivi e per la vigilanza durante gli spazi comuni.
Per quanto riguarda il personale scolastico, il bilancio evidenzia anche miglioramenti nelle condizioni lavorative e contrattuali. Sono stati registrati aumenti medi di 412 euro mensili per i docenti e di 304 euro per il personale ATA, derivanti dall'applicazione degli aumenti contrattuali. Inoltre, è stato garantito l'accesso all'assicurazione sanitaria gratuita per circa 1,2 milioni di lavoratori del settore, un passo significativo per la tutela della salute dei lavoratori della scuola.
In termini di occupazione, il governo ha proceduto all'assunzione di oltre 206.000 precari tra insegnanti e personale amministrativo, cercando di stabilizzare il corpo dei lavoratori e ridurre l'incertezza lavorativa che ha caratterizzato il settore per anni. Questi dati, uniti alla riduzione della disoccupazione e all'aumento degli occupati (oltre 1,1 milioni in più rispetto al 2022), costituiscono la base del bilancio di risultati presentato dal Ministro Valditara.
| Indicatore di Risultato | Dato/Misura Raggiunta |
|---|---|
| Tasso di abbandono scolastico | Riduzione dall'11,5% (2022) al 7,3% (2026) |
| Competenze non raggiunte (It, Mat, Ing) | Calo dal 9,7% al 6,3% |
| Aumenti contrattuali medi | 412€ per docenti; 304€ per ATA |
| Assunzioni precari | Oltre 206.000 unità |
| Investimenti infrastrutture | Oltre 1 miliardo di euro (Agenda Sud/Nord e palestre) |
Prossimi passi e prospettive per la legislatura
Con il raggiungimento del record di longevità, il governo si prepara a consolidare i risultati ottenuti in vista delle elezioni politiche del 2027. Il focus per il prossimo anno scolastico sarà il monitoraggio continuo della discesa dell'abbandono e il recupero dei giovani fuori dal circuito formativo, con l'obiettivo di completare il percorso di inclusione avviato negli anni precedenti.
La stabilità politica, definita dalla Premier come condizione necessaria per la programmazione, dovrà ora tradursi in una valutazione dei risultati sulla base dei dati raccolti e delle risposte fornite alle sfide del sistema educativo. È importante sottolineare che, sebbene il bilancio sia ricco di dati positivi, la metodologia di rilevamento delle competenze non è stata specificata nel dettaglio, e le sanzioni disciplinari specifiche per il mancato rispetto del divieto di smartphone rimarranno di competenza delle singole istituzioni scolastiche, che dovranno integrarle nei propri regolamenti.
Per approfondire le disposizioni normative, è possibile consultare la Circolare MIM n. 3392 del 16 giugno 2025 relativa all'uso degli smartphone nel secondo ciclo di istruzione.
FAQs
Governo Meloni e il record di longevità: il bilancio delle riforme per la scuola italiana
È stato introdotto un divieto generale di utilizzo dello smartphone durante l'orario scolastico per il secondo ciclo di istruzione, basato sulla Circolare MIM n. 3392 del 2025. Restano invece consentiti utilizzi specifici per finalità didattiche funzionali, per il supporto ad alunni con disabilità (PEI/PDP) o per necessità personali motivate.
Il tasso di abbandono scolastico è sceso dall'11,5% del 2022 al 7,3% del 2026, con una riduzione delle competenze non raggiunte in italiano, matematica e inglese dal 9,7% al 6,3%. Inoltre, sono stati assunti oltre 206.000 precari e stanziati oltre 1 miliardo di euro per la ristrutturazione di 10.000 istituti tramite fondi PNRR.
Le istituzioni scolastiche sono obbligate ad aggiornare i propri regolamenti interni e il Patto di corresponsabilità educativa. Queste modifiche devono includere misure organizzative precise per garantire il rispetto del divieto di utilizzo dei dispositivi elettronici da parte degli studenti.
I docenti hanno beneficiato di un aumento medio mensile di 412 euro, mentre il personale ATA ha ricevuto un incremento di 304 euro. Inoltre, è stata garantita l'accesso all'assicurazione sanitaria gratuita per circa 1,2 milioni di lavoratori del settore.