Un reclamo dei genitori dopo un infortunio di un alunno in orario scolastico ha innescato l’indagine a Milano. La docente ha ripreso con il cellulare lo schermo con le immagini e ha rivelato una videosorveglianza non conforme. Il Garante ha disposto la sanzione Garante privacy da 12.000 euro per la scuola (provvedimento 42/2026). Da quel caso derivano controlli concreti su telecamere, cartelli e DPIA, così tutelate studenti e personale.
Le verifiche che evitano la sanzione: videosorveglianza nelle scuole, cartelli e DPIA dopo un infortunio
Nel caso milanese la scuola ha pagato non l’incidente, ma la catena di trattamento video. L’Autorità ha collegato un impianto non conforme a una registrazione con lo smartphone.
| Cosa è stato contestato dal Garante | Come mettervi al riparo |
|---|---|
| Una ripresa con il cellulare della docente puntato sul monitor che riproduceva le immagini. L’Autorità ha considerato illecito il trattamento perché derivava da una raccolta originariamente priva dei presupposti legali. | Niente “video di fortuna” su PC o schermi. Usate canali ufficiali per estrarre eventuali filmati e fate gestire l’operazione al referente privacy o al DSGA, con tracciabilità. |
| L’istruttoria ha rilevato 24 telecamere attive anche in orario diurno, in aree di transito interne ed esterne. | Limitate l’impianto ai casi di stretta indispensabilità (ad esempio tutela da atti vandalici). In particolare, le telecamere interne vanno attivate solo in fascia di chiusura, per non bloccare la vita di relazione. |
| Installazione senza le garanzie previste: il sistema consentiva un controllo a distanza del personale senza accordo sindacale o autorizzazione pubblica. | Verificate se l’impianto “osserva” l’attività del personale. Se sì, attivate l’iter previsto dallo Statuto dei Lavoratori con informazione, confronto e autorizzazioni. |
| Mancava una valutazione di impatto adeguata. Nel caso non risultava la DPIA necessaria con minori e monitoraggio sistematico. | Pretendete una DPIA aggiornata e coerente con l’uso reale delle telecamere. Inserite misure di mitigazione e verificate che i criteri di conservazione siano motivati. |
| Cartelli informativi carenti. Nel caso risultavano riferimenti non aggiornati, titolare non indicato e conservazione arbitraria tra 8 e 14 giorni. | Aggiornate cartelli e informativa con dati corretti e leggibili. Indicate titolare del trattamento, finalità e tempi reali di conservazione, allineandoli al registro e alla DPIA. |
Questi controlli evitano che un reclamo parta da un “video per chiarire” e arrivi a una sanzione da 12.000 euro. Vi serve meno improvvisazione e più coerenza tra scelte tecniche e documenti.
Perimetro dell’argomento: chi è coinvolto quando si trattano immagini di minori
Il provvedimento riguarda la videosorveglianza nelle scuole con minori e monitoraggi sistematici. Rileva anche la ripresa aggiuntiva con dispositivi personali, se riproduce contenuti da un impianto già non conforme. Anche spegnere le telecamere durante il procedimento non basta a sanare le violazioni accertate.
La procedura operativa per gestire immagini e privacy dopo un infortunio
Quando avete un infortunio di un alunno in orario scolastico, la priorità resta l’assistenza e la segnalazione interna. Ma sul fronte video dovete bloccare immediatamente le riprese con smartphone: nel caso di Milano è stato l’innesco dell’indagine.
- Niente riprese con smartphone: non registrate il monitor con il vostro device per “tenere traccia” dell’evento. Fate invece verbalizzazione e passate la richiesta ai referenti.
- Richiedete estratti video tramite canali autorizzati: se servono immagini, chiedetele in modo formale e tracciato, indicando data e orario. Accedete solo con le modalità previste dalla scuola.
- Controllo orari e aree delle telecamere: verificate che le interne non siano attive durante le lezioni se non strettamente necessario. Riducete numero e coperture dove non servono.
- DPIA per minori e monitoraggio: assicurate che la DPIA esista, sia aggiornata e descriva rischi e misure. Fate aggiornare la valutazione quando cambiano impianto o finalità.
- Cartelli completi e conservazione: rendete coerenti i cartelli con tempi reali e corretta indicazione del titolare. Nel caso contestato i tempi erano “arbitrari” tra 8 e 14 giorni; non lasciate spazio all’ambiguità.
Controllate anche che il sistema non diventi controllo a distanza del personale senza le tutele previste. La mancanza di accordi o autorizzazioni è stata un nodo centrale nel provvedimento. Se mettete in fila queste azioni, riducete il rischio di un’ordinanza e proteggete la professionalità davanti a famiglie e Autorità. Nel caso specifico il Garante ha anche disposto la pubblicazione del provvedimento per la delicatezza dei dati dei minori.
Orizzonte Insegnanti vi aiuta a trasformare decisioni in scelte pratiche per la scuola. Così evitate improvvisazioni su privacy e immagini.
Fatevi una verifica con il vostro DSGA. Condividete l’articolo con i colleghi e raccontate nei commenti la vostra procedura per video e infortuni.
FAQs
Infortunio di un alunno in orario scolastico: 5 controlli per evitare sanzioni da videosorveglianza illegittima
La docente ha registrato sul monitor con il cellulare le immagini, configurando un trattamento non conforme. L'Autorità ha ritenuto illegittima la raccolta originariamente priva dei presupposti legali, imponendo la sanzione di 12.000 euro (provvedimento 42/2026).
Limitare l’impianto alle situazioni strettamente necessarie (es. tutela da atti vandalici), attivando le telecamere interne solo in fasce di chiusura per non ostacolare la vita di relazione.
Bloccare immediatamente l’uso di smartphone per riprendere; richiedere estratti video tramite canali ufficiali; verificare l’orario e le aree coperte dalle telecamere; assicurare una DPIA aggiornata.
Aggiornare cartelli e informativa con dati corretti, indicare il titolare, e allineare tempi di conservazione al registro e alla DPIA; evitare conservazioni arbitrarie tra 8 e 14 giorni.