Giovane laureato con toga e medaglia mostra con le mani aperte il premio retributivo del 37% e il divario stipendi STEM umanistiche.

Laurea e stipendio: il premio retributivo del 37% e il divario tra STEM e discipline umanistiche

6 min di lettura

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L'analisi più recente dell'Osservatorio JobPricing, contenuta nell'University Report 2026, conferma che il titolo di studio universitario rappresenta ancora oggi uno dei principali driver di crescita economica nel mercato del lavoro italiano. I dati evidenziano come il possesso di una laurea garantisca un premio retributivo medio del 37% rispetto ai lavoratori che possiedono solo il diploma di scuola superiore, segnando una distinzione netta nelle prospettive di carriera.

Tuttavia, il rendimento economico del percorso accademico non è affatto omogeneo e presenta discrepanze significative a seconda della disciplina scelta, dell'ateneo di provenienza e della progressione anagrafica del lavoratore. Se da un lato le aree scientifiche e tecnologiche dominano le classifiche delle retribuzioni più alte, dall'altro il "valore" del titolo di studio sulla Retribuzione Annua Lorda (RAL) varia drasticamente tra le diverse facoltà, influenzando direttamente il Return on Investment (ROI) per gli studenti e le loro famiglie.

Analisi delle retribuzioni: il divario tra titoli di studio e aree disciplinari

I dati raccolti per l'anno 2025 mostrano una RAL media dei laureati pari a 42.378 euro, contro i 30.999 euro medi dei non laureati. Questa differenza non è costante nel tempo, ma subisce un'accelerazione esponenziale con l'avanzare dell'età: mentre nella fascia 25-34 anni il vantaggio è del 21%, il divario esplode al 49% tra i 45-54 anni, arrivando a toccare il 68% per gli over 55. Questo fenomeno suggerisce che la laurea non solo facilita l'ingresso nel mercato, ma funge da scudo contro la stagnazione salariale nelle posizioni di responsabilità.

Il settore delle materie STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics) emerge come il motore principale delle retribuzioni più elevate. In particolare, il percorso in Ingegneria chimica e dei materiali si posiziona in cima alla classifica con una RAL media di 37.693 euro, superando del 9,4% la media dei giovani laureati. Al contrario, le discipline umanistiche mostrano un rendimento più contenuto: le Scienze storiche e filosofiche registrano una RAL di 32.049 euro, segnando uno scostamento negativo del 7% rispetto alla media della fascia d'età.

Il peso dell'ateneo e l'indice di recupero dell'investimento (UPI)

Oltre alla materia di studio, il prestigio e il posizionamento dell'ateneo frequentato giocano un ruolo determinante. L'Università Commerciale Luigi Bocconi guida la classifica con una RAL media di 42.007 euro, un incremento del 22% rispetto alla media nazionale della fascia 25-34 anni. Seguono a breve distanza il Politecnico di Milano (37.873 euro) e il Politecnico di Torino (37.649 euro), confermando il valore delle istituzioni d'élite nel mercato del lavoro.

Un dato critico per gli studenti, specialmente per chi deve affrontare i costi della residenza, è l'University Payback Index (UPI), ovvero il tempo necessario per recuperare i costi sostenuti (tasse, libri e mancato guadagno). Il tempo stimato varia sensibilmente in base alla scelta del percorso e alla modalità di studio:

  • Politecnico di Torino: circa 13 anni per gli studenti in sede.
  • Bocconi e Politecnico di Milano: circa 13,5 anni.
  • Università degli Studi di Milano: oltre 26 anni per gli studenti fuori sede.

Questa disparità evidenzia come il costo della residenza fuori sede possa raddoppiare i tempi necessari per il recupero dell'investimento iniziale, rendendo la scelta dell'ateneo un fattore determinante per la sostenibilità economica del percorso di studi.

Titolo di Studio / CategoriaRAL Media (2025)Note e Scostamenti
Non Laureati (Media)30.999 €Base di confronto
Laureati (Media)42.378 €+37% rispetto ai non laureati
Ingegneria Chimica e dei Materiali37.693 €+9,4% rispetto alla media giovani
Scienze Storiche e Filosofiche32.049 €-7% rispetto alla media
Master di Secondo Livello52.826 €Massimo rendimento titolo

Impatto sulla scuola e sui docenti: riflessioni sul valore del titolo

Per le famiglie, i dati sottolineano l'importanza di una pianificazione consapevole: la scelta del percorso universitario non è solo una questione di affinità elettive, ma un fattore determinante per il ROI futuro. Le aree STEM e gli atenei d'élite offrono un accesso immediato a retribuzioni significativamente più alte, mentre i percorsi umanistici richiedono una diversa strategia di inserimento professionale per compensare il divario retributivo iniziale.

Per il personale scolastico, il report solleva questioni strutturali. Il sindacato ANIEF ha già espresso critiche sulle attuali tabelle retributive per i docenti della primaria e secondaria, evidenziando come le disparità tra le ore di insegnamento e i titoli di studio effettivamente acquisiti possano creare squilibri interni alla professione. In questo senso, la laurea non è solo un requisito di accesso, ma un asset professionale il cui valore economico nel settore pubblico appare ancora in fase di definizione rispetto ai settori privati ad alta tecnologia.

Cosa cambia concretamente per studenti e lavoratori

In termini pratici, il successo individuale dipende fortemente dal tessuto produttivo locale: i dati indicano che il Nord paga mediamente il 9% in più rispetto al Sud e alle Isole. Per gli studenti, la consapevolezza sui tempi di recupero dell'investimento (UPI) è fondamentale per gestire il peso economico della residenza fuori sede. Per i lavoratori, la laurea si conferma uno strumento di mobilità verticale: garantisce una progressione di carriera più rapida verso ruoli di responsabilità, dove il divario salariale con i non laureati diventa massimo proprio dopo i 55 anni, proteggendo il potere d'acquisto nella fase finale della vita lavorativa.

Al momento, non sono disponibili dati specifici sui costi esatti delle tasse universitarie per ogni singolo ateneo, ma il monitoraggio delle nuove professioni tecnologiche (IA, ICT) mostra scostamenti positivi costanti, confermando che la formazione continua e la specializzazione tecnica rimangono le chiavi per massimizzare il valore del titolo di studio.

FAQs
Laurea e stipendio: il premio retributivo del 37% e il divario tra STEM e discipline umanistiche

Qual è il differenziale retributivo reale tra laureati e diplomati in Italia?+

Secondo l'Osservatorio JobPricing, i laureati percepiscono una RAL media di 42.378 euro, pari a un premio del 37% rispetto ai 30.999 euro dei diplomati. Questo vantaggio economico non è statico e tende a crescere significativamente con l'anzianità lavorativa, raggiungendo il 68% nella fascia over 55.

Quali percorsi di studio offrono i rendimenti economici più elevati?+

Le aree STEM e ingegneristiche mostrano i risultati migliori, con l'Ingegneria chimica e dei materiali che raggiunge una RAL di 37.693 euro. Al contrario, le Scienze storiche e filosofiche si attestano su una media di 32.049 euro, evidenziando un divario netto tra discipline tecniche e umanistiche.

Quanto tempo occorre per recuperare l'investimento economico dell'università?+

Il tempo di recupero (UPI) varia drasticamente in base all'ateneo e alla residenza: per il Politecnico di Torino o la Bocconi è stimato in circa 13-13,5 anni per gli studenti in sede. Per gli studenti fuori sede presso l'Università degli Studi di Milano, il tempo necessario può superare i 26 anni a causa dei costi aggiuntivi.

Qual è l'impatto della laurea sulla stabilità occupazionale?+

Il titolo universitario funge da forte scudo contro la disoccupazione, con un tasso di occupazione dell'82,8% contro il 62,5% della forza lavoro generale. Oltre alla stabilità, la laurea garantisce una progressione di carriera più rapida verso ruoli di responsabilità dove il divario salariale con i non laureati è massimo.

Redazione Orizzonte Insegnanti
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