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Maturità 2026, le nuove regole per studenti con DSA e BES: mappe, prove e griglie di valutazione

Redazione Orizzonte Insegnanti
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Maturità 2026, le nuove regole per studenti con DSA e BES: mappe, prove e griglie di valutazione

L'approvazione dell'Ordinanza Ministeriale n. 54 del 26 marzo 2026 ha tracciato una linea netta e rigorosa per lo svolgimento dell'Esame di Stato del prossimo anno scolastico. Il documento mira a garantire che gli studenti con disturbi specifici dell'apprendimento (DSA) e bisogni educativi speciali (BES) possano affrontare le prove finali in condizioni di equità, trasformando il Piano Didattico Personalizzato (PDP) e il Piano Educativo Individualizzato (PEI) da semplici documenti di accompagnamento a strumenti normativi vincolanti per le commissioni d'esame.

La normativa interviene proprio per rispondere alle preoccupazioni emerse nel corso dell'anno, riguardanti il rischio di discrezionalità eccessiva da parte delle singole commissioni e la frammentarietà informativa sul territorio. L'obiettivo centrale è la continuità pedagogica: gli strumenti compensativi e le misure dispensative utilizzati durante il percorso scolastico devono essere garantiti anche durante le prove di maturità, evitando che il passaggio all'esame finale rappresenti un salto di qualità insostenibile per gli studenti più fragili.

In particolare, il quadro normativo chiarisce che la commissione ha il dovere di adattare le griglie di valutazione in base alle necessità specifiche documentate. Questo significa che non si potrà valutare la forma a scapito del contenuto, eliminando criteri penalizzanti non pertinenti, come ad esempio gli errori ortografici per gli studenti disgrafici o le difficoltà di manualità. La scuola è chiamata a una responsabilità di inclusione attiva, dove la valutazione deve concentrarsi sulle competenze acquisite e non sulle barriere fisiche o cognitive derivanti dai disturbi.

Il quadro normativo e le distinzioni tra DSA e BES

Per comprendere appieno le novità, è necessario distinguere le diverse tipologie di tutele previste dalla normativa vigente, che si poggia su pilastri come la Legge 170/2010 e i successivi decreti ministeriali. Mentre per gli studenti con DSA è previsto un pacchetto di misure che include strumenti compensativi, tempi aggiuntivi e, in alcuni casi, esoneri, la situazione dei BES presenta sfumature diverse che richiedono un'attenzione particolare da parte dei docenti e delle segreterie.

Per gli studenti con disturbi specifici dell'apprendimento, la normativa assicura la continuità di strumenti come la sintesi vocale, l'uso del PC con correttore e le mappe concettuali. È inoltre confermato il diritto ai tempi aggiuntivi, che generalmente si attestano su un incremento del 30% rispetto alla durata standard delle prove. Un punto critico riguarda la prova di lingua straniera: se il PDP prevede la sua sostituzione con una prova orale, lo studente può usufruirne; tuttavia, in caso di esonero totale, lo studente otterrà l'attestato di credito formativo e non il diploma di maturità.

Al contrario, per gli studenti con bisogni educativi speciali (BES), la normativa non prevede automaticamente misure dispensative come i tempi aggiuntivi, a meno che non siano esplicitamente previsti per casi specifici di disabilità. Per questi soggetti, la tutela principale risiede nell'uso degli strumenti compensativi già adottati durante l'anno scolastico, purché siano funzionali e non pregiudizievoli alla validità della prova. La commissione deve quindi verificare che tali strumenti siano coerenti con quanto stabilito nel PEI, garantendo che la valutazione rimanga oggettiva e centrata sugli obiettivi didattici.

Mappe concettuali e formulari: requisiti e scadenze operative

Uno degli aspetti più discussi riguarda l'utilizzo delle mappe concettuali. La normativa chiarisce che non esiste un modello standard unico: la mappa deve ricalcare quelle utilizzate abitualmente dallo studente durante il percorso scolastico. Questo significa che ogni istituto deve predisporre procedure per la raccolta e l'approvazione preventiva dei materiali da parte dei docenti, assicurandosi che contengano nodi, frecce e connettivi coerenti con il metodo di studio del ragazzo.

Le scuole sono già in fase di attivazione per la raccolta di questi materiali. Alcuni istituti hanno già emesso circolari per la presentazione delle mappe e dei formulari, sottolineando l'importanza della approvazione e firma dei docenti. La mancata approvazione preventiva potrebbe compromettere l'utilizzo dello strumento durante la prova scritta, poiché la commissione deve avere la certezza che il materiale sia coerente con le competenze del candidato.

Le scadenze per la consegna di questi documenti sono cruciali e variano leggermente a seconda dell'istituto, ma seguono un calendario generale:

  • Entro il 15 maggio 2026: data limite indicata da diversi istituti per l'inserimento dei materiali (mappe e formulari) nell'allegato riservato del documento del Consiglio di Classe.
  • Entro il 06 giugno 2026: scadenza per la consegna fisica delle mappe concettuali e dei formulari presso gli uffici didattica (scadenza specifica per alcuni istituti come il Liceo Artistico di Treviso).
  • 16 giugno 2026: data fissata per la riunione preliminare della commissione d'esame per l'analisi delle griglie di valutazione adattate e l'estrazione dell'ordine dei colloqui.
Soggetto / SituazioneMisure e Garanzie Principali
Studenti con DSA Strumenti compensativi (sintesi vocale, PC), tempi aggiuntivi (+30%), mappe concettuali, adattamento griglie.
Studenti con BES Uso strumenti compensativi (se funzionali), adattamento griglie. Nessun tempo aggiuntivo automatico.
Commissioni d'Esame Obbligo di adattamento griglie (Art. 25 comma 3 OM 54/2026), valutazione contenuti vs forma.

Cosa cambia concretamente per docenti, studenti e famiglie

Per i docenti, il cambiamento più significativo risiede nell'obbligatorietà dell'adattamento delle griglie. Non si tratta più di una scelta discrezionale, ma di un dovere normativo: se il PDP o il PEI lo richiedono, la commissione deve rimuovere i descrittori penalizzanti. Questo richiede una pianificazione accurata già durante l'anno scolastico per validare le mappe concettuali e assicurarsi che gli strumenti compensativi siano effettivamente efficaci.

Per gli studenti, la novità principale è la garanzia di stabilità. Sapere che gli strumenti usati quotidianamente saranno presenti anche durante l'esame riduce l'ansia da prestazione e garantisce che la valutazione sia equa. Tuttavia, è fondamentale che gli studenti e le famiglie siano consapevoli che, nel caso di esonero totale dalle prove di lingua straniera per DSA, il risultato sarà un attestato di credito formativo e non il diploma di maturità.

Per le famiglie, è fondamentale monitorare la corretta redazione dei documenti PDP e PEI. Poiché la normativa lascia ancora un margine di discrezionalità sull'applicazione pratica dei criteri di adattamento "ove necessario", è essenziale che ogni richiesta di supporto sia ben documentata e approvata tempestivamente dai docenti di riferimento, per evitare che la commissione possa contestare l'uso di determinati strumenti durante le prove finali.

In sintesi, la Maturità 2026 si preannuncia come un esame più inclusivo, dove la validità del documento ministeriale serve a proteggere il diritto allo studio degli studenti con fragilità, garantendo che la valutazione finale sia uno specchio fedele delle competenze acquisite e non delle difficoltà di apprendimento.

Sebbene il quadro normativo sia definito, resta da verificare con certezza assoluta come le singole commissioni applicheranno il grado di flessibilità nell'adattamento delle griglie, dato che la normativa prevede un margine di discrezionalità sull'applicazione pratica dei criteri "ove necessario".

FAQs
Maturità 2026, le nuove regole per studenti con DSA e BES: mappe, prove e griglie di valutazione

Quali documenti garantiscono i diritti degli studenti con DSA e BES durante la Maturità 2026?+

I documenti di riferimento vincolanti sono il Piano Didattico Personalizzato (PDP) per gli studenti con DSA e il Piano Educativo Individualizzato (PEI) per quelli con BES. Questi atti hanno valore prescrittivo e obbligano la commissione d'esame ad adattare le griglie di valutazione e garantire la continuità degli strumenti compensativi utilizzati durante l'anno scolastico.

Quali sono le differenze tra strumenti compensativi e misure dispensative per DSA e BES?+

Gli studenti con DSA hanno diritto agli strumenti compensativi (come sintesi vocale e mappe), ai tempi aggiuntivi (generalmente +30%) e alla possibilità di sostituire la prova di lingua straniera con un'orale. Per gli studenti con BES, è garantito l'uso degli strumenti compensativi già adottati durante l'anno, ma non sono previste misure dispensative come i tempi aggiuntivi, salvo casi specifici di disabilità.

Come devono essere strutturate le mappe concettuali per l'esame?+

Non esiste un modello standard: le mappe devono ricalcare quelle utilizzate abitualmente dallo studente, includendo nodi, frecce e connettivi. È fondamentale che i materiali siano preventivamente approvati e firmati dai docenti e consegnati entro le scadenze stabilite dall'istituto (solitamente entro il 6 giugno 2026).

In che modo la commissione deve adattare le griglie di valutazione?+

L'adattamento è obbligatorio e deve mirare a valutare i contenuti anziché la forma, eliminando i descrittori penalizzanti non pertinenti. Ad esempio, per gli studenti disgrafici, la commissione deve escludere le penalizzazioni relative alla manualità o agli errori ortografici, focalizzandosi sulla correttezza concettuale delle risposte.

Redazione Orizzonte Insegnanti
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Questo articolo è stato curato dal team editoriale di Orizzonte Insegnanti. I nostri contenuti sono realizzati sfruttando tecnologie avanzate di intelligenza artificiale per l'analisi normativa, e vengono sempre supervisionati e revisionati dalla nostra redazione per garantire la massima accuratezza e utilità per il personale scolastico.

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